ARCHIVIO DI STATO DI REGGIO CALABRIA - INV.81

NOTAI DELL'AREA GRECANICA DAL 1600 AL 1850

 

(REGESTI VARI)

 

 

 


Il presente documento contiene vari regesti relativi, principalmente, alle famiglie ARCIDIACO, MANDALARI, MAFRICI, SACCA’, PIZZI, CARACCIOLO, MURRIA di San Lorenzo, Melito, Condofuri, Pentidattilo e Bova.

 

Le trascrizioni non sono complete e l’indicazione “nessun atto” associata alla singola busta o al singolo volume indica che non vi è stato trovato alcun atto relativamente alle famiglie sopracitate.

 

La colonna riferimento rappresenta, infine, il numero progressivo di immagine digitale nell’archivio del ricercatore.

 

 

 

 

 

 


BUSTA 1

Notaio Giovanni Nicola Alaface di Sant'Agata (1610 e 1619)

Notaio Giovanni Battista de Marco di Bova (1610-1646)

 

 

B1 Vol. 1 - Giovanni Nicola Alaface (1610) - NESSUN ATTO

 

B1 Vol. 2 - Giovanni Nicola Alaface (1619) - NESSUN ATTO

 

B1 Vol. 3 - Giovanni Battista de Marco (1610-1630)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

3791

9.5.1619

Giando Arcidiaco della Terra dell'Amendolea compare insieme a suo figlio Francesco Arcidiaco dichiarando che quattro anni prima i due ricevettero dal fu Felice Toscano la somma di otto ducati per un pezzo di terra di loro proprietà sito nel territorio della Terra dell'Amendolea.

Successivamente il suddetto Felice Toscano concesse questa terra in dote al genero Domilio Modaffari ed oggi Giando Arcidiaco e suo figlio Francesco, asserendo che quel pezzo di terra valeva 18 ducati (cioè molto più degli otto ducati a suo tempo ricevuti), si accordano con Domilio Modaffari e ricevono da questo altri otto ducati (dieci meno il 20%, cioè otto).

3798

4.11.1619

Giando Arcidiaco della Terra dell'Amendolea vende una terra sita nel Territorio dell'Amendolea a Bernardina Versaci, moglie di Didaco Siviglia, per la somma di quattro ducati.

 

B1 Vol. 4 - Giovanni Battista de Marco (1631-1637) - NESSUN ATTO

 

B1 Vol. 5 - Giovanni Battista de Marco (1636-1646)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

4091

17.10.1642

Caterinella Arcidiaco vergine in capillis di San Lorenzo vende una Terra in contrada Ligumeno (probabilmente si tratta della contrada Gomeno) al Clerico Giovanni Pietruccio Manti per la somma di 26 carlini.

4127

9.6.1646

Giando Arcidiaco di San Lorenzo vende per la somma di 27 ducati un giardino sito nel Territorio di San Lorenzo a Giovanni Pietruccio Manti.

 

 

BUSTA 2

Notaio Nicola Maria Versace di Bova (1615-1624)

 

 

B2 Vol. 6 - Nicola Maria Versace (1615-1624) - NESSUN ATTO

 

B2 Vol. 7 - vari esempi di atti notarili - NESSUN ATTO

 

 

BUSTA 3

Notaio Angelo Velonà di Bova (1634-1682)

 

 

B3 Vol. 11 - Angelo Velonà (1634-1640)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

5358

1.6.1637

Permuta tra Minica Lanatà, vedova di Geronimo Caracciolo, ed il figlio Giovanni Vincenzo Caracciolo.

Non è noto, ma è probabile, che si tratti di parenti del nostro Giovanni Vincenzo Caracciolo.

5457

6.9.1639

Capitoli matrimoniali tra Vittoria Murria e Luca Spataro. Compaiono i genitori della sposa, Giovanni Giacomo Murria e Caterina D'Agui.

Non è noto, ma è probabile, che si tratti di parenti del nostro Tommaso Murria.

5458

29.9.1639

Giovanni Giacomo Murria e sua moglie Caterina D'Agui vendono alcuni beni stabili in Contrada San Lutiano al Monastero di Francesco de Assisi di Bova e per esso al Reverendo Padre Daniele di Bova, fratello di Giovanni Giacomo Murria, per il prezzo di ducati 30.

Non è noto, ma è probabile, che si tratti di parenti del nostro Tommaso Murria.

 

B3 Vol. 12 - Angelo Velonà (1640-1653)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

 4812-13

20.9.1640

Giando Arcidiaco di San Lorenzo ed il figlio Didaco Arcidiaco vendono un giardino alberato di sicomoro, ulivi ed altri alberi da frutto sito e posto nel territorio della Terra dell'Amendolea nella contrada detta Condofuri per il prezzo di ducati 25 a Don Francesco Biase.

4819

22.12.1640

Compravendita di una terra in Contrada Carusena tra Francesco Calco e Minica Lanatà, vedova di Geronimo Caracciolo, che compare insieme ai figli Gio. Vincenzo, Michelangelo e Vittoria Caracciolo.

Non è noto, ma è probabile, che si tratti di parenti del nostro Giovanni Vincenzo Caracciolo.

4850

1.5.1641

Compravendita tra Giovanni Giacomo Murria e Caterina D'Agui, marito e moglie, e Daniele De Bova religioso del monastero S. Francesco d'Assisi di Bova e fratello di Gio. Jacobo Murria.

Insieme a Giovanni Giacomo Murria e Caterina D'Agui compaiono i figli Domenico ed Innocenzo Murria.

Non è noto, ma è probabile, che si tratti di parenti del nostro Tommaso Murria.

4951

20.8.1643

Vittoria Murria moglie di Luca Spataro (figlia di Giovanni Giacomo Murria e Caterina D'Agui) dichiara che suo marito non le presta alimenti né porta il peso del matrimonio tra essi contratto e perciò non ha altro modo di vivere se non dentro il "Conservatorio delle donne di Bova" nel quale si ritrova da più giorni e mesi.

Detto questo, Vittoria effettua una donazione al conservatorio con varie clausole, citando anche suo padre Giovanni Giacomo Murria e suo zio Frate Daniele di Bova (fratello del padre, come si legge in altri atti).

Non è noto, ma è probabile, che si tratti di parenti del nostro Tommaso Murria.

4966

8.9.1644

Capitoli matrimoniali tra Domenico Murria, figlio di Giovanni Giacomo Murria e Caterina D'Agui, ed Angela Condemi. Non è noto, ma è probabile, che si tratti di parenti del nostro Tommaso Murria.

4993-94

6.2.1646

Capitoli matrimoniali tra Cristoforo Parasporo e Francesca Murria, figlia di Giovanni Giacomo Murria e Caterina D'Agui. Citato anche lo zio Frate Daniele (fratello del padre, come si legge in altri atti).

Non è noto, ma è probabile, che si tratti di parenti del nostro Tommaso Murria.

5070-71

10.4.1649

Capitoli matrimoniali tra Michelangelo Caracciolo e Francesca Spataro.

Non è noto, ma è probabile, che si tratti di parenti del nostro Giovanni Vincenzo Caracciolo.

5118

 16.10.1650

Capitoli matrimoniali tra Innocenzo Murria, figlio di Giovanni Giacomo Murria e Caterina Caterina D'Agui, e Francesca Violi.

Non è noto, ma è probabile, che si tratti di parenti del nostro Tommaso Murria.

5218

29.5.1653

Procura a Giovanni Lorenzo Manti di San Lorenzo da parte dei seguenti abitanti di San Lorenzo:

"Tarnà Nicola sindaco, Pannuti Gaspare eletto, Messineo Michele eletto, Palumbo Domenico eletto, Paparcudi Antonino eletto, Miserrafiti Gio. Michele eletto, Aijello Gio. Domenico eletto, Manti Francesco eletto, Romeo Doro eletto, Romeo Camillo eletto, Gurni Pietro eletto, Lafaci Coletta, Mandalari Pietro, Mandalari Francesco, Pellicanò Giando, Azarello Giuseppe, Marino Simone, Paunuti Troijilo, Scaramuzino Paolino, Missineo Domenico, Maurici Leonardo, Farnumata Coletta, Asprea, Minico, Rauniti Masi, Miserrafiti Caridio, Azarello Gilormo, Maijsano Giovanni, Pitasi Salvatore, Ciliuni Cola, Jofrida Silvestro, Pellicanò Placido, Maurici Agostino, Maurici Leonardo, Ligato Domenico, Foti Pello, Scaramuzino Gio. Battista, Maijsano Gio. Lorenzo, Farcumata Andrea, Ligato Cesare, Maurici Antonino, Miserrafiti Gio. Jacopo, Paunuti Gio. Domenico, Sideri Antonino, Corduma Andrea, Ficara Bastiano, Pizi Santoro, Lafaci Francesco, Alvano Nino, Mesiano Bernardo, Pizi Francesco, Maurici Nunzio, Maijsano Francesco, Di Adario Gilormo, Campagna Jacopo".

 

B3 Vol. 13 - Angelo Velonà (1662-1667)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

4656

19.10.1664

Compravendita tra Tommaso Murria e Mariana Orlando, marito e moglie, e Giovanni Violi.

 

B3 Vol. 14 - Angelo Velonà (1677-1682)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

 5608

7.1.1681

Compravendita tra Tommaso Murria ed il Reverendo Don Stefano Murria, padre e figlio, e Felice Biasi.

 

 

BUSTA 4

Notaio Domenico Amodei di Bova (1668-1700)

 

 

B4 Vol. 21 - Domenico Amodei (1668-1700) - capitoli matrimoniali

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

8980-84

1667 circa

Capitoli matrimoniali tra Anna Caracciolo, figlia di Giovanni Vincenzo e Mariana Maisano, ed Angelo Morabito. Citato l'altro figlio Clerico Giuseppe Caracciolo. La data (1667 circa) è imprecisa poiché in nessuna delle pagine è indicata in modo leggibile.

Non è noto, ma è probabile, che si tratti di parenti del nostro Giovanni Vincenzo Caracciolo.

9065-66

18.12.1695

Capitoli matrimoniali tra Antonina Murria, vedova del fu Antonino Malgeri e figlia di Tommaso Murria e Mariana Orlando, e Giovanni Andrea Pugliatti.

NB: Antonina Murria era sorella di Elisabetta Murria, moglie di Paolo Mandalari di Condofuri. I capitoli matrimoniali relativi al primo matrimonio sono datati 19.11.1687, ASRC, inv. 81, Busta 8, notaio Domenico Dieni di Bova.

9075

27.9.1699

Capitoli matrimoniali tra Giuseppe Caracciolo e Francesca Toscano. L'atto di matrimonio risulta nella Parrocchia di San Costantino di Bova il 28 settembre 1698. Giuseppe Caracciolo muore il 31 dicembre 1756. L'atto indica che era figlio dei furono Michele Angelo ed Antonia Sfaraone e che era vedovo di Francesca Toscano e di Domenica Dieni, morto a 80 anni in casa di Angelo Foti suo genero.

Non è noto, ma è probabile, che si tratti di parenti del nostro Giovanni Vincenzo Caracciolo.

 

BUSTA 8

Notaio Domenico Dieni di Bova (1669-1696)

 

 

B8 - Notaio Domenico Dieni (1669-1696) - capitoli matrimoniali

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2673-75 2707-09

23.1.1696

Capitoli Matrimoniali tra Paolo Mandalari "laico e senza padre" di Gallicianò ed Elisabetta Murria di Bova, figlia di  Tommaso Murria e Mariana Orlando.

Compaiono anche i fratelli della sposa Abate Stefano Murria e Ignazio Murria, ed il fratello dello sposo Reverendo Giuseppe Mandalari. Da altri documenti (testamento del Rev. Giuseppe Mandalari, not. Antonio Foti B23 Vol. 139, 1719) sappiamo che il padre dello sposo si chiamava Marco Mandalari.

2753

12.1.1693

Capitoli matrimoniali tra Anna Murria e Domenico De Marco.

Anna Murria, morta nel 1742 a 68 anni (Parrocchia di San Teodoro di Bova), è figlia di Innocenzio Murria e Francesca Violi. Suo padre Innocenzo Murria è figlio di Giovanni Giacomo Murria (cfr. Not. Angelo Velonà, Busta 3 vol. 12, 16.10.1650).

Citato il fratello della sposa, Giovanni Battista Murria. Nella seconda pagina c'è un altro atto dove è citato il Dottor Don Giacomo Murria, procuratore di Giovanni Battista.

2864-67

19.11.1687

Capitoli matrimoniali tra Antonina Murria, figlia di Tommaso Murria e Mariana Orlando, ed Antonino Malgieri. Citati i fratelli della sposa Abate Stefano Murria ed Ignazio Murria.

La sposa è una sorella di Elisabetta Murria, quindi zia di Marcantonio Mandalari. Rimasta vedova, sposerà in seconde nozze nel 1695 circa Giovanni Andrea Pugliatti (vedi B4 Vol. 21).

 

 

BUSTA 11

Notaio Giovanni Battista Murria di Bova (1701-1711)

 

 

B11 Vol. 97 - Giovanni Battista Murria (1701-1705)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1704

14.11.1701

Francesca Violi fu Giovanni Battista, moglie di Andrea Foti, vendita

1822

5.9.1704

Il Reverendo Don Pietro Mandalari compare come procuratore della Reverenda Communeria di San Lorenzo.

 

B11 Vol. 98 - Giovanni Battista Murria (1706-1708)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2030

30.1.1708

Anna Murria vedova del fu Domenico De Marco (e figlia di Innocenzio Murria e Francesca Violi) dichiara che suo marito era debitore della somma di 50 ducati al signor Antonino Marzano della città di Bova.

La comparente cede perciò al signor Marzano "una pezza di terra aratoria, certi altri terreni, un giardino, ducati sei..."

 

B11 Vol. 99 - Giovanni Battista Murria (1709-1711)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2263

20.4.1711

Il reverendo Don Pietro Mandalari insieme ai nipoti Pietro e Giuseppe Mandalari della terra di San Lorenzo vende una terra in contrada Gurna di San Lorenzo al Reverendo Giuseppe Mandalari di Condofuri.

Citato anche Vittorio Mandalari.

2284

17.7.1711

Pietro Mandalari della villa di Condofuri concede una terra aratoria in enfiteusi a Domenico Mandica di San Loenzo per il censo annuo di un ducato.

2310

30.11.1711

Anna Murria figlia del fu Innocenzo (e di Francesca Violi)

 

 

BUSTA 12

Notaio Giovanni Battista Murria di Bova (1712-1721)

 

 

B12 Vol. 100 - Giovanni Battista Murria (1712-1713)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

10

21.1.1712

Il Reverendo Don Giuseppe Mandalari di Gallicianò "moram trahentis in villa Condovuri" acquista da Domenico Pannuti della Terra di San Lorenzo un uliveto in Contrada Sant'Andrea nel territorio di Gallicianò, confinante da entrambi i lati con terreni di sua proprietà, per il prezzo di 20 ducati.

Si tratta evidentemente del fratello del nostro Paolo Mandalari.

19

28.2.1712

Il Reverendo Don Giuseppe Mandalari di Gallicianò "moram trahentis in villa Condovuri" acquista da Isabella Favasi moglie di Candeloro Palermo della Terra dell'Amendolea una terra aratoria di una tumulata in Contrada Pittena nel territorio dell'Amendolea, per il prezzo di 7 ducati.

Si tratta evidentemente del fratello del nostro Paolo Mandalari.

136

13.9.1712

La magnifica Anna Murria vedova del fu Domenico de Marco (figlia di Innocenzio Murria e Francesca Violi) compare in vece di madre, balia e pro tempore tutrice dei figli minori Francesco Antonio, Giovanni Battista e Violante De Marco. All'interno dell'atto vengono trascritti altri documenti del 1707 in cui la suddetta Anna Murria, dichiarando la morte del marito Domenico De Marco, dichiarava essere erede del di lui patrimonio insieme ai figli.

159

2.10.1712

atto interessante

241

19.12.1712

Antonia Murria moglie di Andrea Pugliatti

247

3.1.1713

Antonia Murria moglie di Andrea Pugliatti

252

5.1.1713

I fratelli Vittorio e Audizio Iaria di Motta Roghudi fondano un beneficio della Santissima Annunciata nella chiesa extra moenia in contrada Alleghorio. Primo cappellano è Fonte Iaria, figlio di Vittorio.

Vegono elencati tutti i discendenti della famiglia:

- Domenica (diventerà poi moglie di Geronimo Pannuti e madre di Argenta Pannuti) e Olimpia Iaria figlie fammine

  di Vittorio;

- Antonino Salvatore, Ascanio Scilione, Gerolamo e Fonte figli maschi di Vittorio;

- Caterina, Olimpia e Maria Iaria figlie femmine del fu Pietro, fratello di Vittorio e Audizio;

- Audizio Iaria, infine, non è sposato e non ha discendenti.

276

1.2.1713

Reverendo Dottor Abate Stefano Murria

314

20.3.1713

Il magnifico Fabio Nucera della Terra dell'Amendolea, marito di Francesca Mandalari, donazione al figlio chierico Domenico Nucera (che si tratti dell'antenato di Beatrice Nucera? Comunque è di certo un parente)

322

28.4.1713

Il magnifico Tommaso Mandalari di San Lorenzo comprare come procuratore dell'Illustrissimo Signor Don Francesco Ruffo duca di Bagnara.

 

B12 Vol. 101 - Giovanni Battista Murria (1715-1716)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

26

19.5.1715

Stefano Murria

39

3.6.1715

Reverendo Pietro Mandalari di San Lorenzo acquisto.

70

11.7.1715

Donata Sunica vedova del fu Andrea Ligato di San Lorenzo, tutrice dei figli minori Domenico, Marc'Antonio e Giuseppe Ligato.

Il mese precedente Andrea Ligato fu ucciso con un colpo di schioppo.

101

11.8.1715

Reverendo Giuseppe Mandalari di Gallicianò acquisto da Porzia Manti di San Lorenzo

111

18.8.1715

Antonina Murria

149

3.9.1715

Reverendo Piero Mandalari di San Lorenzo

167

22.9.1715

Antonino Arcidiaco di San Lorenzo compare come confinante in contrada Gurda

198

5.12.1715

vari cittadini di San Lorenzo tra cui Sebastiano Arcidiaco, Giuseppe Mandalari e Tommaso Mandalari.

391

8.11.1716

Tommaso Mandalari della terra di San Lorenzo. Permuta.

398

9.11.1716

Antonina Toscano e Reverendo Don Domenico Caracciolo madre e figlio

 

B12 Vol. 102 - Giovanni Battista Murria (1717-1721)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

10

11.1.1717

Attestazioni varie, tra le quali. "Giovanni Pancallo quelle medesimo che habita attualmente nella terra di Pentidattilo cum domo et familia è nativo dell'Isola di Sicilia però da ventanni in circa che habita in detta terra dove prese moglie e procreato figli e per più anni esercitò l'arte di fundacaro della villa di Melito spettante a detta ducessa".

81

4.4.1717

Compare in fondo all'atto il magnifico Paolo Mandalari governatore. Anche nell'atto successivo.

130

28.8.1717

Giuseppa Pelligrone vedova del fu Bernardo Arcidiaco e sua figlia in capillis Agostina Arcidiaco

133

28.8.1717

Francesca Mandalari moglie di Francesco Strati

326

16.7.1719

Testamento di Giovanni Battista Murria (il notaio stesso).

Si tratta in realtà non tanto di un testamento ma di una lunga sequenza di preghiere.

341

11.8.1719

Mastro Francesco Saccà della città di Reggio e suo cognato Mastro Giovanni Costantino della città di Reggio, al presente in San Lorenzo.

(il fatto che i due siano cognati pone qualche interrogativo).

Nell'atto successivo compare ancora Francesco Saccà per una vendita.

484

15.4.1721

I magnifici Paolo Mandalari ed Elisabetta Murria coniugi della Villa di Condofuri aquistano.

486

19.4.1721

La magnifica Elisabetta Murria della città di Bova, attualmente dimorante a Condofuri, moglie del magnifico Paolo Mandalari, vende la stessa terra di cui sopra al canonico Stefano Murria.

554

9.9.1721

Canonico Abate Giacomo Murria della città di Bova benefciario delli semplici benefici di S. Pietro e Paolo della città.

 

 

BUSTA 22

Notaio Antonio Foti di Bova (1702-1729)

 

 

B22 - Notaio Antonio Foti (1702-1706)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2075

8.10.1702

Testamento del Reverendo Antonino Pugliatti, Canonico della Cattedrale della città di Bova. Il testatore istituisce come eredi universali i nipoti Marcantonio, Andrea e Domenico Pugliatti, figli di suo fratello Francesco Pugliatti, defunto, e della sua vedova Anna Pancallo.

Citato anche il fratello Reverendo Giovanni Domenico Pugliatti.

Nota: due mesi dopo, il 10.12.1702, il Reverendo Antonino Pugliatti era deceduto (cfr. atto seguente).

2078

10.12.1702

Patrimonio del Reverendo Marcantonio Pugliatti, figlio del fu Francesco Pugliatti e della vivente Anna Pancallo, nipote del fu Reverendo Antonino Pugliatti, Canonico della Cattedrale della città di Bova.

2085

28.1.1703

Il suddiacono Marcantonio Pugliatti fu Francesco compare col fratello Capitano Andrea Pugliatti. Citato il testamento dello zio Abate Antonino Pugliatti, defunto, che istituì come eredi universali i fratelli suddiacono Marcantonio, Capitano Andrea e Domenico Pugliatti. Il suddiacono Marcantonio Pugliatti rinuncia a parte dell'eredità in favore del fratello Capitano Andrea Pugliatti.

2106

2.3.1704

Vari cittadini di Bova, tra i quali il Capitano Andrea Pugliatti ed il Notaio Giovanni Battista Murria, oltre i due Sindaci della città e vari altri, dichiarano che, per ovviare alle molte spese già intervenute a causa delle liti delle Università di Bova e Africo con la Mensa Vescovile di Bova riguardo il pascolo del Castagneto, sono venuti in accordo con il Vescovo di Bova Antonio Gaudioso perchè l'Università di Bova e quella di Africo paghino ciascuna quattro ducati e mezzo all'anno alla Mensa Vescovile per continuare ad utilizzare il pascolo.

Allegata all'atto vi è una dichiarazione del Vescovo che spiega più chiaramente in altri termini: "Monsignor Vescovo di Bova humilmente espone all'Eccellenze Vostre come la mensa Vescovile di Bova possiede un territorio detto il Castagneto nel Territorio d'Africo Casale di detta Città, e da più anni l'Università di detta Città e di detta Africo [ne] furono in possesso [per] farlo pascolo comune, come gli altri territori, cioè dalli 15 di settembre, quando già è finita la raccolta delle castagne; onde Monsignor contestabile fu Vescovo di Bova intentò giudicio contro detta Università, e dopo molte spese ottenne la manutenzione nel possesso, ma l'Università suddette non hanno cessato di continuare nelle loro pretenzioni, con proseguire la causa che aventi l'A.C. è sata attestata con grossa spesa d'ambo le parti; onde conoscendo [?] l'impossibilità di sedare le suddette differenze e levare da mezzo questa pietra di scandalo senza un convenevole accordo, che al presente li viene proposto dalle dette Università, cioè che le medesime paghino ogn'anno per detto pascolo controverso docati nove, e resti per la mensa Vescovile il frutto delle casteagne e ogn'altro emolumento di detto stabile, eccettuatene solamente il detto pascolo che resterà per detta Università pagando li suddetti docati nove, il che sarebbe d'utile alla mensa suddetta e si laverebbe ogni scandalo e dissenzione tra i sudditi et il vescovo. Pertanto supplica l'E.E.V.V. per il necessario assenso".

2169

4.7.1705

Don Marcantonio Pugliatti, Domenico Pugliatti ed il Capitano Andrea Pugliatti, fratelli della città di Bova, dichiarano di essersi trovati nei giorni precedenti nel territorio di Palizzi, ed in particolare nel luogo detto il Porto di Palizzi, nel momento in cui i prodotti delle loro masserie dovevano essere pesati. Dal momento che i carichi di grano ancora non erano stati pesati, e che, anzi, da più giorni giacevano ammassati nelle rispettive masserie, i comparenti chiesero ai coloni Giovanni Domenico Sozzo e Giuseppe Piccolo il motivo di un tale ritardo: questi risposero di aver ricevuto ordine dall'erario ed amministratore locale Felice Nesci che i carichi non fossero pesati, sotto pena di ducati sei per ciascuno. 

B22 - Notaio Antonio Foti (1707-1708) - NESSUN ATTO

 

B22 - Notaio Antonio Foti (1712-1718)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1835

29.9.1714

Ricevuta dotale per la dote della Magnifica Marianna Squillaci, moglie del magnifico Ignazio Murria della città di Bova, figlio del fu Tommaso Murria e della fu Mariana Orlando.

Citati i capitoli matrimoniali rogati dal notaio Domenico Dieni di Bova il 29.10.1692 nei quali gli zii materni della sposa Abate Ottavio Malgeri ed Antonino Malgeri donavano in dote alla nipote "beni mobili, animali bovini, vaccini, giomentini, pecorini, danari contanti, stabili ed altro". A distanza di anni, gli sposi dichiarano di aver ricevuto la dote promessa e liberano da ogni impegno Giovanni Battista Malgeri, erede legittimo dei dotanti.

1930

31.12.1716

Compaiono il capitano Andrea Pugliatti di Bova e suo fratello, capitano Domenico Pugliatti di Bova, i quali dichiarano detenere i beni del fu loro fratello Reverendo Marcantonio Pugliatti.

1992

1718

Capitoli matrimoniali tra Giuseppe Crucitti, vedovo della fu Francesca Morabito, e Mattia Tranò.

Citato il figlio dello sposo, Antonino Crucitti "figlio di detto Giuseppe, nato e procreato in costanza di legittimo matrimonio colla fu Francesca Morabito delle pertinenze della Città di Reggio, uxorato in questa di Bova, vivente separatamente ut dixit da detto suo padre, qui presentemente costituto col consenso di detto suo padre".

 

B22 - Notaio Antonio Foti (1719-1721)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1466

2.2.1719

Citato Nicola Arcidiaco, che insieme a molti altri cittadini di San Lorenzo, dichiara "qualmente il Magnifico Sabb'Antonio Asprea di detta Terra, havendo esercitato così l'officio dell'erariato come del governo di giustizia più tempo in questa medesima Terra, dal medesimo di Asprea non si sentono aggravati né maltrattati in cosa veruna sopra dette cariche, per aver quelle esercitato con prudenza e lode".

1467

2.2.1719

Tommaso Mandalari compare come procuratore del Chierico Francesco Asprea della Terra di San Lorenzo.

1486

16.7.1719

Anna Murria, vedova di Domenico De Marco, si presenta insieme al figlio Francesco Antonio de Marco per una vendita a Giovanni Domenico Pugliatti.

1501

1.10.1719

Il "molto Reverendo Canonico Dottor Signor Abate Stefano Murria" di questa città di Bova, vendita a Giuseppe Aromatisi.

1584

3.10.1720

Andrea Pugliatti, della città di Bova, vende al Molto Reverendo Canonico Signor Abate Giovanni Andrea Velonà, procuratore del Venerabile Ospedale della città di Bova, un pezzo di terra aratoria sita nel Territorio dell'Amendolea.

1591

10.11.1720

Il canonico dottor Stefano Murria, vendita al Reverendo Canonico Signor Abate Giovanni Andrea Velonà, procuratore dell'Ospedale di Bova.

1634

15.4.1721

Giuseppe Crucitti e Giuseppe Tranò della città di Bova vendono al Magnifico Giuseppe Pugliatti una chiusura consistente in terre aratorie, vigna sfatta e silvosa, con alberi fruttiferi sita e posta in contrada Plaghie che i due posseggono in comune.

1647

25.8.1721

Donata Sunica della Terra di San Lorenzo moglie di Mariano Cuzzilla. Permuta.

 

 

B22 - Notaio Antonio Foti (1722-1726)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1358

29.3.1722

"Antonino Crucitti figlio di Giuseppe della città di Reggio da più anni cum domo e familia ed uxorato in questa di Bova, e vivente separatamente dal padre, come disse" vende a Paolo Violi di Bova una pianta di vigne in contrada Ongia per il prezzo di ducati 13 e carlini 6.

1448

6.10.1723

Anna Murria, vedova di Domenico Di Marco, compare con i figli Antonio, Gio. Battista e Violante. Vendita a Giovanni Antonio Nesci.

1451

6.10.1724

Capitroli matrimoniali tra Francesco Pugliatti, figlio del Capitano Andrea e della fu Antonina Murria, futuro sposo, e Francesca Spanò, figlia dei furono Antonio e Maria Bertone, futura sposa.

Compaiono Giovanni Domenico Pugliatti abbate, zio materno di Francesca Spanò e zio paterno dello sposo.

 

B22 - Notaio Antonio Foti (1727-1729) - NESSUN ATTO

 

 

 

BUSTA 23

Notaio Antonio Foti di Bova (1698-1741)

 

 

B23 Vol. 139 - Antonio Foti (1698-1729) obblighi

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2279

22.6.1699

Porzia Manti vedova di Giovanni Lorenzo Trapani - dichiara come anni or sono ha fatto donazione irremovibile inter vives una simul et in solidum con detto fu Giovanni Lorenzo di tutti i loro beni mobili e stabili a favore del Reverendo D. Marcello Trapani per l'affetto, ecc.ecc.

2327

30.8.1699

(interessante) testamento dell'arciprete di San Lorenzo Don Antonino Trapani (oriundo dell'Amendolea). Citato il fratello Reverendo Marcello Trapani.

Probabile parentela con il nostro Giovanni Lorenzo fu Giulio Cesare Trapani (il quale - cfr. IMG_2279 - aveva lasciato tutti i beni a Don Marcello Trapani, evidentemente suo parente)

2383

19.8.1703

citata una terra sita e posta in contrada Lacco limitante libeni del Diacono (?) Andrea Archidiaco. Nota: Lacco si trova poco a sud di Chorio, ben prima del bivio per Prunella, ma la contrada Lacchi (citata per esempio in B23 Vol. 136 img. 2167) è nel territorio dell'Amendolea.

2429

1.2.1717

Contrada ARCHIDIACO (citata nel testamento di Don Pietro Elia Stilo, confessore, Vicario Foraneo e Padre Spirituale dell'Oratorio della Congregazione di Gesù e Maria del Casale di Africo).

2471

1719

Testamento del Reverendo Giuseppe Mandalari di Condofuri.

Erede universale: Reverendo D. Marc'Antonio Mandalari, sacerdote, fratello di esso testatore.

Citati gli altri due fratelli Pietro Mandalari e Paolo Mandalari: "conoscendo esso testatore in sua giusta coscienza ut dixit che Paulo Mandalari fu preferito più dell'altri fratelli nell'eredità paterna e materna e l'aumento delli beni che attualmente possiede il testatore fu aumentata ed acquistato con fatiche di detto Pietro come fratelli poi d'essersi accasato detto Paulo per qual causa non compete cosa veruna di quello [che] al presente tiene esso testatore a detto Paulo".

 


B23 Vol. 136 - Antonio Foti (1730-1732)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2017

26.6.1730

Atto rogato a Reggio Calabria.

Tra i testimoni è citato il Chierico Giuseppe Crucitti fu Domenico.

2125

24.2.1732

Il reverendo Stefano Murria di Bova compare come procuratore di suo zio Reverendo don Stefano Murria

2156

5.8.1732

Capitoli matrimoniali tra Giacomo Parisi della Città di Bova ed Ursula Tranò della stessa città.

Citato Giuseppe Crucitti come confinante di una casa coperta sita nella Parrocchia di San Trifonio di Bova.

 

B23 Vol. 137 - Antonio Foti (1733-1736)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

 

21.6.1733

Giuseppe ed Antonio Crucitti compaiono insieme ad altri cittadini della città di Bova come "pratici della Contrada Sant'Anna tenimento di detta città"

2597

2.1.1734

Domenico Pugliatti della città di Bova compare con il nipote Capitan Francesco Pugliatti.

2597

2.1.1734

Capitano Francesco Pugliatti della città di Bova uxorato e vivente separatamente dal padre suo Andrea.

2599

10.1.1734

Citato il capitano Andrea Pugliatti

2610

14.2.1734

Capitano Andrea Pugliatti della terra di Bova e sua moglie Anna Nocera della terra dell'Amendolea.

Citati i figli del capitano Andrea Pugliatti: Dottor Fisico Tommaso Pugliatti e capitan Francesco Pugliatti.

2620

2.3.1734

Dichiarazione del Capitano Andrea Pugliatti della città di Bova, di anni sessant'uno.

2640

18.4.1734

Donata Sunica di San Lorenzo, qui (a Bova) da più anni cum domo et familia, vedova primo loco del fu Andrea Ligato et ultimo loco del fu Mariano Cuzzilla compare con Giuseppe Ligato e Giobatta Cuzzilla, figli e fratelli uterini.

2652

26.9.1734

Compare tra gli altri il Capitano Andrea Pugliatti d'anni 61 in circa, al presente consigliero e più volte deputato ut supra, per una dichiarazione.

2680

6.2.1735

Compare tra gli altri il Capitano Andrea Pugliatti d'anni 60 in circa per una dichiarazione.

fino 2648

2724

4.1.1736

Compare Domenico Pizzi del Casale di Gallicianò, distretto dell'Amendolea, insieme al suo fideiussore Reverendo Pietro Pizzi, suo fratello. Domenico Pizzi vende per il prezzo di 45 ducati un pezzo di terre seminatorie sito in Contrada Pistaria, tenimento dell'Amendolea.

2726

8.1.1736

Capitoli matrimoniali tra Domenco Maisano della città di Bova ed Anna Crucitti, figlia di Giuseppe Crucitti e Mattea Tranò.

2728

5.2.1736

Capitoli matrimoniali tra Luca Gentile e Isabella Scordo, figlia di Giuseppe Scordo e di Ursula Cordoma

 

B23 Vol. 138 - Antonio Foti (1736-1741)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2741

4.1.1736

copia dell'atto già indicato in B23 Vol. 137 - Domenico Pizzi, vendita

2742

8.1.1736

copia dell'atto già indicato in B23 Vol. 137 - capitoli matrimoniali Maisano-Crucitti

2744

5.2.1736

copia dell'atto già indicato in B23 Vol. 137 - capitoli matrimoniali Gentile-Scordo

2747

25.2.1736

Domenico Maisano dichiara, essendosi già celebrato il matrimonio con Anna Crucitti (figlia di Giuseppe Crucitti e Mattia Tranò), di aver già ricevuto tutti i beni dotali descritti nei capitoli matrimoniali (vedi atto in data 8.1.1736)

2822

24.11.1737

Giuseppe Crucitti compare tra i coloni (?) che curano le terre di proprietà dei discendenti del fu reverendo Giacomo Dieni.

2857

22.2.1739

Il Dottor Fisico Tommaso Pugliatti attuale Sindaco della città di Bova compare insieme ad altri cittadini, in merito alla tassa che l'Università deve pagare al procuratore dell'Imperiale Collegio di Madrid.

 

 

BUSTA 119

Notaio Antonino Panagia di Bova (1767-1791)

 

 

B119 Vol. 872 - Antonino Panagia (1767) - NESSUN ATTO

 

B119 Vol. 873 - Antonino Panagia (1768)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

---

4.4.1768

Testamento di Luca Gentile, marito di Isabella Scordo. Compaiono i figli Domenico, Francesco, Domenica (moglie di Antonino Pugliatti), Francesca e Sebastiano, lo zio Sebastiano, il fratello Sebastiano e la sorella Nunzia.

---

10.9.1768

Imposizione di censo tra il dottor fisico Domenico Mesiani e Antonio Crucitti che compare con i figli Domenico e Francesco.

 

B119 Vol. 874 - Antonino Panagia (1769) - NESSUN ATTO

 

B119 Vol. 875 - Antonino Panagia (1770)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

---

29.7.1770

Testamento di Pietro Pizzi di Gallicianò, marito di Margherita Grillo (fratello di Filippo Bruno Pizzi). Compaiono le figlie Anna Maria ed Isabella, i fratelli Antonio e Filippo.

 

B119 Vol. 876 - Antonino Panagia (1771) - NESSUN ATTO

 

B119 Vol. 877 - Antonino Panagia (1772)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

---

3.10.1772

Testamento di Stefano Mandalari di Condofuri (fratello di Marcantonio Mandalari). Compaiono la moglie Lucia Squillaci ed i figli Antonino, Paolo, Michele, Andrea, Bruno e le figlie Elisabetta ed Antonia.

 

B119 Vol. 878 - Antonino Panagia (1773)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

---

6.9.1773

Vendita tra i coniugi Pasquale Dieni e Valenza Verzeri di Bova e Bruno Caracciolo.

 

B119 Vol. 879 - Antonino Panagia (1774) - NESSUN ATTO

 

B119 Vol. 880 - Antonino Panagia (1775) - NESSUN ATTO

 

 

BUSTA 172

Notaio Fortunato Autelitano di Motta Roghudi (1798-1808)

 

 

B172 Vol. 1232 - Fortunato Autelitano (1789) - NESSUN ATTO

 

B172 Vol. 1233 - Fortunato Autelitano (1790)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1791

13.6.1790

Compare da una parte il Magnifico Don Giovanni Mandalari, legittimo procuratore del Dottor Don Filippo Pizzi del Casale di Condofuri (come dal mandato di procura in data 22 maggio 1790) e dall'altra il Suddiacono Don Francesco Andrea Versaci e la Magnifica Preziosa Marino vedova del fu Geronimo Versaci di Motta Roghudi.

I comparenti dichiarano che il suddetto Dottor Don Filippo Pizzi è erede testamentario del fu suo fratello Magnifico Antonio Pizzi, come da testamento nuncupativo rogato dal Notaio Don Francesco Altomonte della Terra di San Lorenzo [NB: il testamento in questione, in realtà, non è stato rinvenuto tra gli atti del suddetto notaio], in virtù quale si trova "immerso nel possesso di tutti li beni descritti in detto Testamento".

"E li divisati di Versaci e Marito, cognati ut supra, anche per nome e parte del Suddetto Magnifico Nicola Maria Versaci, asseriscono vantare pretenzioni e raggioni sopra detta eredità, come robba della Signora Caterina Minniti moglie del divisato fu Antonio Pizzi loro congiunto, per cui si sono fabricati vari atti, e conoscendo tanto l'uni che l'altri quanto di danno e preggiudizio potesse arrecare lo proseguimento dei litiggi e quanto si potrebbero avanzare gli odi e rancori tra congiunti, e risoluti per tal motivo dar fine alle tante spese ed inquietudini, e mossi finalmente dalla considerazione di concorrere fra esse parti stretta parentela, e di volerla conservare, sono divenuti all'infrascritta convenzione, transazione e quietanza finale coll'assegnamento dell'infrascritti beni [...]".

 

B172 Vol. 1234 - Fortunato Autelitano (1791)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1773

24.8.1791

Il Dottor Signor Don Filippo Pizzi della Terra di Condofuri dichiara di possedere tre tenute di Terre Aratorie site e poste nel Tenimento della Terra di Motta Roghudi, l'una nella Contrada Sucia, o sia Scannì, l'altra nella Contrada Candili, e l'ultima nella Contrada Santa Caterina, pervenutegli per eredità dal fu suo fratello Magnifico Antonio Pizzi, e di vendere tali terre a Donato Stelitano per la somma totale di ducati 46.

1774

24.8.1791

Il Dottor Signor Don Filippo Pizzi della Terra di Condofuri dichiara di possedere due tenute di terre aratorie site e poste nel Tenimento della Terra di Motta Roghudi, l'una nella Contrada Suciuso, e l'altra nella Contrada Sellida, pervenutegli per eredità dal fu suo fratello Magnifico Antonio Pizzi, e di vendere tali terre a Fabio Morabito per la somma totale di ducati 26.

1776

24.8.1791

Il Dottor Signor Don Filippo Pizzi della Terra di Condofuri dichiara di possedere due tenute di terre site e poste nel Tenimento della Terra di Motta Roghudi, l'una nella Contrada Fucile e l'altra nella Contrada Cuppari, pervenutegli per eredità dal fu suo fratello Magnifico Antonio Pizzi, e di vendere tali terre a Giovanni Stellitano fu Giuseppe per la somma totale di ducati 17,5.

1778

24.8.1791

Il Dottor Signor Don Filippo Pizzi della Terra di Condofuri dichiara di possedere due pezzetti di terreno beverativi nel Tenimento della Motta, l'uno nella Contrada Rodà con alberi di serico e l'altro nella Contrada Sant'Annunciata alberato parimente con celsi di serico, viti, roveri ed altri alberi fruttiferi, pervenutigli per eredità dal fu suo fratello Magnifico Antonio Pizzi, e "riguardo alla stretta parentela tra loro vertente, ha risoluto cederlo e rilasciarlo" al Reverendo Scipione Pannuti "per atto gratuito e benevolenza".

Nota: il Reverendo Scipione Pannuti era infatti fratello di Argenta Pannuti, ed era perciò zio di Elisabetta Mandalari, moglie di Filippo Pizzi.

1780

26.8.1791

Il Dottor Signor Don Filippo Pizzi della Terra di Condofuri dichiara di possedere i seguenti beni pervenutigli per eredità dal fu suo fratello Magnifico Antonio Pizzi:

- un comprensorio di terre scapole dentro la Chiusura di dette (?) vigne, non che altro pezzo di vigne fuori dalla Chiusura alberate con alberi di olivo, pirare, prunare ed latri alberi fruttiferi posti fuori di detta Chiusura site e poste nella Contrada Sprighò Tenimento di Motta Roghudi.

- un altro pezzo di terreno abeveraticcio sito accanto  il molino di detta Motta, alberato con alberi di fighi, canneto, nocera, ed altri alberi fruttiferi

- un'altra terra aratoria sita e posta nella Contrada Castanea tenimento della prefata Motta

Il Dottor Don Filippo Pizzi vende al Signor Don Domenico Tripepi, Patrizio della Città di Sant'Agata di Reggio, commorante nella suddetta Villa, per la somma di ducati 190.

 

B172 Vol. 1235 - Fortunato Autelitano (1792)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1743

11.4.1792

Il Reverendo Signor Don Scipione Pannuti di Motta Roghudi dona vari beni, che gli pervennero per eredità dal fu Abate Geronimo Iaria, al nipote ex parte fratris Don Giuseppe Pannuti, affinchè possa ascendere ai sacri ordini.

Don Scipione Pannuti era figlio di Geronimo Pannuti e di Domenica Iaria, ed era dunque fratello di Argenta Pannuti e zio di Elisabetta Mandalari. L'Abate Geronimo Iaria era un fratello di Domenica Iaria, ed era perciò zio di Don Scipione Pannuti (cfr. B172 Vol. 1250 - Fortunato Autelitano, 17.1.1807).

1745

3.5.1792

Testamento della Magnifica Olimpia Pannuti, vedova del fu Signor Notaio Domenico Trapani domiciliata nel luogo detto Alloghorio, pertinenza della Terra di Roccaforte.

La testatrice istituisce come eredi universali i suoi figli Fortunato e Giannandrea Romeo, figli del primo marito Domenico Romeo, e Giovannantonio e Geronimo Trapani, figli del secondo marito Domenico Trapani, e specifica (come d'uso) che le figlie Rosa Romeo ed Anna Trapani, poichè a suo tempo dotate di paraggio, non possono pretendere cosa alcuna.

1751

18.8.1792

Il Dottor Signor Don Filippo Pizzi della Terra di Condofuri dichiara di possedere due terre aratorie site e poste nel tenimento di Motta Roghudi, l'una nella contrada Tauroro e Fabiulli e l'altra nella contrada Lanatà, pervenutegli per eredità dal fu suo fratello Magnifico Antonio Pizzi, e di vendere tali terre a Lorenzo Nucera per la somma totale di ducati 31.

1753

18.8.1792

Il Dottor Signor Don Filippo Pizzi della Terra di Condofuri dichiara di possedere un pezzetto di terreno sito e posto nella Contrada Gheromandi seu Biscia, tenimento di Motta Roghudi, ed una "casuncola diruta", pervenutegli per eredità dal fu suo fratello Magnifico Antonio Pizzi, e di vendere tali terre a Sebastiano Romeo fu Pietro della Motta per la somma totale di ducati 17.

 1757

19.8.1792

Il Dottor Signor Don Filippo Pizzi della Terra di Condofuri dichiara di possedere un pezzo di linata alberata con celsi di serico ed altri alberi fruttiferi non che altri tre piedi di celsi di serico siti in contrada Tomasi tenimento della Terra della Motta, pervenutegli per eredità dal fu suo fratello Magnifico Antonio Pizzi, e di vendere tali terre a Giovann'Antonio Trapani di Roccaforte per la somma totale di ducati 14.

 1759

19.8.1792

Il Dottor Signor Don Filippo Pizzi della Terra di Condofuri dichiara di possedere un capitale di censo di docati sedici per la corrispondente annualità di carlini otto sopra tre case, cioè l'una di Giovanni Alati di Stefano in carlini due, l'altra di Antonino Maesano fu Francesco in altri carlini due, e l'altra di Sebastiano Stelitano di Rocco in carlini quattro, pervenutegli per eredità dal fu suo fratello Magnifico Antonio Pizzi.

Filippo Pizzi vende tale capitale al Reverendo Don Scipione Pannuti della Motta (zio di sua moglie Elisabetta Mandalari).

1760

19.8.1792

L'Arciprete di Motta Roghudi, Don Antonino Romeo, dichiara di possedere due capitali da 30 ducati ciascuno su di un diverso fondo ipotecato, oggi di proprietà del Dottor Signor Don Filippo Pizzi della Terra di Condofuri.

Il primo dei due fondi pervenne a Don Filippo Pizzi per cambio con fu Magnifico Don Domenico Nucera e l'altro per eredità da suo fratello Magnifico Antonio Pizzi.

Don Filippo Pizzi riscatta le due terre consegnando all'Arciprete di Motta Roghudi altre proprietà per il valore di ducati sessanta.

 

B172 Vol. 1236 - Fortunato Autelitano (1793) - NESSUN ATTO

 

B172 Vol. 1237 - Fortunato Autelitano (1794) - NESSUN ATTO

 


B172 Vol. 1238 - Fortunato Autelitano (1795)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1700

4.8.1795

Il Signor Dottor Filippo Pizzi del Casale di Condouri dichiara di possedere due pezzi di fondi alberati di querce di ghiande, olivare, vigna, cerasare, castagnare ed altri alberi fruttiferi siti e posti l'uno nella Contrada San Nicola, tenimento della Motta Roghudi, e l'altro nella Contrada Camarino dello stesso Tenimento, pervenutegli per eredità dal fu suo fratello Magnifico Antonio Pizzi.

Filippo Pizzi vende all'Arciprete di Roccaforte Antonino Marino i due terreni per il prezzo di ducati 130.

 

B172 Vol. 1239 - Fortunato Autelitano (1796) - NESSUN ATTO

 

B172 Vol. 1240 - Fortunato Autelitano (1797)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1674

27.4.1797

Andrea fu Stefano Mandalari e Pietro di Giacomo Mandalari, di Condofuri, attestano di aver affittato una barca a vela per la scorta ed il trasporto di alcuni carcerati e dei loro custodi, dalla Marina di Melito a una prigione vicina, per ordine del Governatore dello Stato dell’Amendolea.

Andrea Mandalari era nipote di Marcantonio (figlio di suo fratello Stefano) mentre Pietro era probabilmente un nipote di Andrea (nello Stato Civile di Condofuri è registrato un Pietro Mandalari deceduto nel 1860 a circa 84 anni, figlio di Giacomo Mandalari e di Bruna Mandalari, dove Bruna Mandalari era una sorella di Andrea).

 

B172 Vol. 1241 - Fortunato Autelitano (1798) - NESSUN ATTO

 

B172 Vol. 1242 - Fortunato Autelitano (1799) - NESSUN ATTO

 

 

B172 Vol. 1243 - Fortunato Autelitano (1800) - NESSUN ATTO

 

B172 Vol. 1244 - Fortunato Autelitano (1801) - NESSUN ATTO

 

B172 Vol. 1245 - Fortunato Autelitano (1802) - NESSUN ATTO

 

B172 Vol. 1246 - Fortunato Autelitano (1803) - NESSUN ATTO

 

B172 Vol. 1247 - Fortunato Autelitano (1804) - NESSUN ATTO

 

B172 Vol. 1248 - Fortunato Autelitano (1805) - NESSUN ATTO

 

B172 Vol. 1249 - Fortunato Autelitano (1806) - NESSUN ATTO

 

B172 Vol. 1250 - Fortunato Autelitano (1807)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1497

17.1.1807

Testamento del Reverendo Scipione Pannuti di Motta Roghudi (fratello di Argenta Pannuti e perciò zio di Elisabetta Mandalari).

Il testatore nomina eredi i suoi nipoti Reverendo Giuseppe, Giannandrea e Tommaso Pannuti, figli di suo fratello.

Viene citato il padre del testatore, Girolamo Pannuti, lo zio paterno Abate Domenico Pannuti, ed i suoi zii materni Abate Geronimo Iaria e Scipione Iaria (fratelli di sua madre Domenica Iaria).

Viene citata inoltre un'altra nipote Domenica Pannuti, figlia del fu Vittorio Pannuti, fratello del testatore, esclusa dall'eredità dal momento che per le prime nozze col fu Don Francesco Papisca di Cardeto ebbe 600 ducati in dote, e dopo il secondo matrimonio con Saverio Russo (nipote del primo marito) vendette allo stesso Reverendo Scipione Pannuti certi fondi ricevuti in dote ritenendoli poco utili data la lontananza.

Il testatore dichiara infine "qualmente D. Olimpia e D. Argenta Pannuti di lui sorelle furono state dotate di paraggio dal di loro comun Padre fu Magnifico Gerolamo Pannuti, ed allora la casa si ritrovava più bassa di beni di fortuna, per cui non rimase l'uguale pozione agl'altri fratelli, e l'asse ereditario del Testatore suddetto e robba sua propria pervenutali per eredità lasciatale dalli quondam di loro zii e per compra dal medesimo fatta e con suo proprio danaro come si ravvisa dai respettivi testamenti e scritture di compra, per cui ne è assoluto Patrone di disponere come di sopra ha disposto; che perciò escludendo come esclude formalmente dalla sudetta di lui eredità le sudette D. Olimpia e D. Argenta Pannuti di lui sorelle [...]".

 

 

B172 Vol. 1251 - Fortunato Autelitano (1808) - NESSUN ATTO

 


 

BUSTA 223

Notaio Francesco Familiari di Melito (1789-1806)

 

 

B223 Vol. 1547 - Francesco Familiari (1789)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2883

19.11.1789

Citato il matrimonio tra Antonia Marino, figlia di Giovanna Alati e Carmelo Marino, e Natale Guerrera.

Citato Bruno Andrea Curatola, attuale marito di Giovanna Alati, e padrone di due terzi di un edificio in contrada Caridia, avuto in dote dalla moglie Giovanna Alati (madre della sposa). L'edificio, si legge, fu acquistato dal fu Carmine Alati padre del fu Giuseppe Alati (plausibilmente padre di Giovanna Alati).

La stessa proprietà in contrada Caridia, di proprietà di Giuseppe Alati, poi passata a Bruno Andrea Curatola e Natale Guerrera, compare nell'elenco dei beni dell'Illustre Marchese del Feudo di Pentidattilo, D. Litterio Caracciolo, contenuto in B228 Vol. 1584 (notaio Francesco Familiari).

 


B223 Vol. 1548 - Francesco Familiari (1790)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2900

24.4.1790

Bruno Andrea Curatola "della Terra di San Lorenzo da più anni abitante in questa Villa di Melito" acquista un giardino sito e posto in Contrada Pallica da Pasquale, Paolo e Domenico Maressa per la somma di ducati 261 e grana 50.

2903

24.4.1790

Bruno Andrea Curatola "della Terra di San Lorenzo da più anni abitante in questa Villa di Melito" vende due piedi di celso nero siti e posti nel giardino di Domenico Romeo in Contrada Pallica a Giovanni Battista Marino per la somma di ducati 25.

 


B223 Vol. 1549 - Francesco Familiari (1791)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2856

17.1.1791

Bruno Andrea Curatola compare in qualità di sindaco della Terra di Pentidattilo insieme ad altri cittadini dichiarando dati vari sui corpi feudali.

2860

1.3.1791

Domenico Antonio Caracciolo della terra di Pentidattilo dichiara che "nelli principi del mese di giugno dello scorso anno 1790, essendo venuta in questo suo feudo di Pentidattilo sua Eccellenza Signor Marchese di San Luca, Don Alessandro Maria Clemente, vi era allora per suo agente ed amministratore delle rendite del medesimo il Dr. D. Antonino Alati di Montebello, e questo dettò al medesimo Magnifico Caracciolo una supplica in nome di tutti quanti questi vassalli cercando che per grazia gli fossero sospesi i pagamenti da loro dovuti al libro erariale, senza che alcuno altro individuo in tal atto ne fosse intervenuto, qual supplica poi fu dal medesimo agente consegnata al nominato Eminentissimo Signor Marchese come l'accerta il Magnifico Bruno d'Andrea Curatola; dichiara di vantaggio che tante altre suppliche da esso costituto fatte in detta felice venuta per bonifiche di debiti erariali furono de verbo ad verbum dettate dal detto agente Alati".

2860

1.3.1791

Il Magnifico Bruno d'Andrea Curatola fu Lorenzo, "attualmente sindaco di questo stato di Pentidattilo, sponte non vi con giuramento asserisce ed espressamente dichiara come nell'anno 1790 circa li principi del mese di giugno venne da Siano in quest'altro suo Feudo di Pentidattilo Sua Eccellenza Signor Marchese di San Luca D. Alessandro Maria Clemente, e ritrovandosi in detto suo feudo aggente ed amministratore delle rendite del medesimo il Magnifico Dr. D. Antonino Alati di Montebello questo per suoi privati fini chiamatosi il Magnifico Domenico Antonio Caracciolo della divisata Terra di Pentidattilo qual cancellieri di detta università gli dettò una supplica nomine omnium di questi suoi vassalli chiedendo dal prefato Eccellentissimo Signore un abolimento delli debiti attrassati nel libro erariale e questa poi esso d'Alati la consignò ad esso costituto d'Andrea Curatola accioché qual sindaco la presentasse al montuato Ecc.mo Signor Marchese, che non sapendo più che tanto la presentò al nomato signor Marchese".

 

B223 Vol. 1550 - Francesco Familiari (1792) - NESSUN ATTO

 


B223 Vol. 1551 - Francesco Familiari (1793)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2393

10.1.1793

Il Reverendo Signor Dittereo D. Lorenzo Mandalari figlio del fu Magnifico Vittorio, ed il Reverendo D. Domenico Cordova figlio del fu D. Bartolomeo della Terra di Melito dichiarano:

"Come avendo esercitato per lo spazio d'un anno in questa Villa di Melito, Stato di Pentidattilo, da Governatore e Giudice il Dr. D. Ilario Antonio De Mari della Città di Castelvetere in questa Provincia di Calabria Ultra, lo stesso si portò in detto tempo con tutta onoratezza ed esemplare nel esercizio di detto Governo, amante della giustizia, caritatevole verso i poveri e non interessato verso i suoi diritti che li competeano, anzi ci costa benissimo che per la corrente sterilità dell'annata non esiggé neppure una semplice querela librettaria, cosa che recò ad ogn'uno ammirazione, ma si mantenne di proprio con quello soccorso della sua propria casa" [...]

 

B223 Vol. 1552 - Francesco Familiari (1794) - NESSUN ATTO

 

B223 Vol. 1553 - Francesco Familiari (1795) - NESSUN ATTO

 


B223 Vol. 1554 - Francesco Familiari (1796)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2602

17.9.1796

Don Domenico Caracciolo fu Vincenzo compare insieme ad alcuni altri cittadini di Penditattilo, "i quali sono la più sana parte ed antichi massari di campagna di detta Terra".

I comparenti rilasciano una deposizione riguardante una terra in Contrada Silipinghi sita nel Tenimento di Pentidattilo.

 


B223 Vol. 1555 - Francesco Familiari (1797)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2626

18.10.1797

Capitoli matrimoniali tra Fortunato Curatola, figlio del Magnifico Don Bruno Andrea Curatola e di Giovanna Alati, e Giuseppa Vernagallo, figlia del Signor Don Domenico Antonio Vernagallo. All'interno dei capitoli matrimoniali è indicata una donazione effettuata da Don Bruno Andrea Curatola al figlio.

 

B223 Vol. 1556 - Francesco Familiari (1798) - NESSUN ATTO

 

B223 Vol. 1557 - Francesco Familiari (1799) - NESSUN ATTO

 


B223 Vol. 1558 - Francesco Familiari (1800)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2287

27.9.1800

Capitoli matrimoniali tra Annunziata Familiari, figlia di Natale e di Giuseppa Caracciolo, e Francesco Antonio Catanoso.

La sposa è una cugina di Maria Saveria Curatola (moglie di Andrea Mandalari). Gli sposi sono bisnonni di San Gaetano Catanoso (1879-1963).

2295

13.10.1800

Capitoli matrimoniali tra la Magnifica Maria Curatola, figlia di Don Bruno Andrea Curatola e Giovanna Alati, e Don Vincenzo Caracciolo figlio di Don Domenico Caracciolo.

 


B223 Vol. 1559 - Francesco Familiari (1801)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2711

29.8.1801

Il Magnifico D. Bruno Andrea Curatola acquista da Giuseppa Abramo, vedova del fu Pasquale Zampaglione, e dai suoi figli, un pezzo di giardino in contrada Fundachello.

 

B223 Vol. 1560 - Francesco Familiari (1802) - NESSUN ATTO

 


B223 Vol. 1561 - Francesco Familiari (1803)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2788

20.10.1803

Il Magnifico Don Bruno Andrea Curatola di Melito acquista dai coniugi Stefano Migale di Demetrio ed Antonina Zampaglione del fu Pasquale, per la somma di quaranta ducati, "un pezzetto di stabiletto in Contrada Fondachello tenimento di detta Villa alberato ti celsi negri e fichi ed altri alberi di frutto d'una mondellata circa, limitante Antonino Condello per libeccio, per scirocco la strada pubblica, per montagna o sia la parte di sopra detto Magnifico di Curatola soggetto solo al peso del censo alla Camera Marchesale, del resto franco".

2813

4.12.1803

Il Magnifico Don Bruno Andrea Curatola di Melito acquista dai coniugi Domenico Crea e Fortunata Zampaglione, per la somma di trentanove ducati e cinquanta grana, un pezzetto di stabile “sito e posto nella Contrada Fondachello tenimento di detta Villa limitante per mezzogiorno Antonino Condello, per la parte di sopra e per la tramontana l'istesso di Curatola, per scirocco Francesco Leone, alberato di celsi neri, ficari ed altri alberi di frutto di una mondellata circa di terreno col peso dell'annuo censo di carlini quattro debendi alla Camera Marchesale, del resto franco".

 


B223 Vol. 1562 - Francesco Familiari (1804)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2474

2.1.1804

Don Bruno Andrea Curatola del fu Lorenzo di San Lorenzo, abitante nella Villa di Melito "cum domo et familia". Rinnovo enfteusi su una nasida in Contrada San Fantino beveraticcia, alberata con fichi, una nucera, olivi ed altri alberi di frutto che li pervenne dal fu Antonio Cordova.

2491

3.1.1804

Il Regio Notaio Don Vincenzo Savoia rinnova il contratto di enfteusi su uno stabile in Contrada Bagaladi con celsi di serico, con piante d'olive e con un altro pezzo di terreno che gli fu censuito il 16 gennaio 1793 per atti del Regio Notaio Don Francesco Antonio Altomonte.

2499

5.1.1804

Lorenzo, Bruno ed Antonina Arcidiaco figli del fu Sabba, della villa di Prunella. Rinnovo contratto di enfteusi.

2504

5.1.1804

Magnifico Don Bruno Andrea Curatola. Rinnovo contratto di enfiteusi su di una terra aratoria sita e posta in contrada Monasterace, una metà terra di tumulate due e mezza nella Contrada Majorana in società con Domenico Nocera ed un'altra terra in contrada Majorana di tumulate otto "delle quali quattro li diede al Magnifico Natale Guerrera e quattro rimasero di suo conto".

2506

5.1.1804

Reverendo Don Lorenzo Mandalari. Rinnovo contratto di enfiteusi su di una metà terra in contrada Monasterace ed un'altra tera nella stessa contrada alberata di vigna e terre scapole.

2527

3.6.1804

Francesco Arcidiaco alias Bilicchi di San Pantaleone. Rinnovo contratto di enfiteusi su mezza vigna in contrada Gurda che li pervenne per titolo di dote da Giovanna Rodà figlia del fu Nunziato.

2571

21.9.1804

Antonino "Arcidiacono" è citato come confinante di un terreno in vendita in contrada Roccazana tenimento della villa di Chorio.

 


B223 Vol. 1563 - Francesco Familiari (1805)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

3019

29.1.1805

Il signor Dottor Don Domenico Antonio Pizzi (figlio di Filippo Pizzi) compare come legittimo procuratore dell'Eccellentissimo Signor Don Francesco Ruffo Principe della Motta.

3071

31.1.1804

Don Francesco e Don Pantaleo Mandalari, fratelli, figli del fu Don Marco Antonio Mandalari di Condofuri. Rinnovo contratto di enfiteusi.

3107

1.2.1805

Olimpia Pannuti, vedova del fu Magnifico Notaio Don Domenico Trapani di Roccaforte, figlia del fu Girolamo Pannuti (quindi sorella di Argenta Pannuti), dona un fondo ai due figli Girolamo Trapani e Giovanni Antonio Trapani "per averla più degli altri di lei figli assistita nelle di lei infermità".

Citati anche gli altri figli Fortunato Romeo, Giovanni Andrea Romeo e Rosa Romeo (questi ultimi figli erano nati dal primo matrimonio di Olimpia Pannuti con Domenico Romeo, come leggiamo dal testamento di Olimpia Pannuti, cfr. B172 Vol. 1235 - Fortunato Autelitano, 3.5.1792)

3138

2.2.1805

Il Dottor Don Domenico Antonio Pizzi figlio del fu Filippo Pizzi e della vivente Elisabetta Mandalari di Condofuri. Rinnovo contratto di enfiteusi su di un fondo alberato di celsi di serico ed altri alberi sito nella contrada Pristaria.

3163

6.2.1805

Il Signor Dottor Don Carmine Archidiacono della città di Bagnara compare come procuratore del Principe della Motta e dei Duchi di Bagnara Don Francesco Ruffo.

3203

21.3.1805

Il Dottor Domenico Antonio Pizzi, (figlio di Filippo Pizzi ed Elisabetta Mandalari di Condofuri) richiesta all'erario dell'Eccellentissimo Signor Principe della Motta e dei Duchi di Bagnara relativamente ad una terra nella Contrada Vivo, tenimento dell'Amendolea, di tomolate dodici circa. "Perchè la suddetta terra è unica e divisa dalle altre Terre dell'Ecc.ma Camera, così il supplicante desidera che li fosse concessa ad estaglio perpetuo anche coll'avanzo di altri tumuli due di grano affine di poter fare una piccola chiusura per commodo di erba per li propri animali".

3223

31.3.1805

Il Magnifico Don Bruno Andrea Curatola della Villa di Melito acquista dal Magnifico Francesco Maria Cordova fu Gabriele della Terra di San Lorenzo uno stabile sito e posto nella contrada San Fantino alberato d'alberi d'olive, roveri ed altri alberi da frutto per il prezzo di ducati 119 e grana 60.

 

B223 Vol. 1564 - Francesco Familiari (1806) - NESSUN ATTO

 

 

BUSTA 224

Notaio Francesco Familiari di Melito (1807-1812)

 

 

B224 Vol. 1565 - Francesco Familiari (1807) - NESSUN ATTO

 

B224 Vol. 1566 - Francesco Familiari (1808) - NESSUN ATTO

 

B224 Vol. 1567 - Francesco Familiari (1809) - NESSUN ATTO

 

B224 Vol. 1568 - Francesco Familiari (1810) - NESSUN ATTO

 


B224 Vol. 1569 - Francesco Familiari (1811)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

5172

22.2.1811

Il signor Stefano Mandalari, figlio del fu Signor Andrea e della Signora Francesca Romeo del Comune di Condofuri "asserisce ed espressamente dichiara come desidera ascendere allo stato ecclesiastico che da più tempo il medesimo si trova vestito con le debite licenze e desideroso voler continuare a servire a Dio nello stato ecclesiastico vuole ordinarsi alli primi ordini e gradatamente agl'ordini sagri ed avendo bisogno a tenore dei sacri canoni e Concilio di Trento di costituirsi il patrimonio sacro di ducati cinquecento".

Citate, tra le varie proprietà, un fondo che "li pervenne ad esso signor Stefano per titolo di eredità per la morte del di lui padre d'anni cinque che fu, nell'anno milleottocento e cinque".

5339

10.8.1811

Il signor Bruno d'Andrea Curatola figlio del fu Signor Lorenzo, domiciliato in Melito, acquista per il prezzo di ducati 66 e 50 grana da Francesco Ruffo Principe della Motta, tramite il suo agente Giovani Lucisani, due tumuli ed un quarto di un comprensorio di terre seminatorie dell'estensione di tumuli otto.

Tali tumuli due e un quarto sono già coltivati "in fitto" da esso signor Curatola.

5474

7.10.1811

Il signor D. Bruno Andrea Curatola figlio del fu Lorenzo, proprietario, domiciliato in Melito in casa propria nel luogo detto "La Torre", affitta da Francesco Ruffo Principe della Motta, tramite il suo erario Domenicio Antonio Curatola figlio del fu Signor Lorenzo, il "giardino grande di Prumella con il mulino novo". Tale proprietà si estende per tumulate trenta, con otto case di terzo rango ed altre quattro "dirute" come da estratto catastale allegato.

L'affitto è per quattro anni a partire dal passato 1° settembre 1811 fino a tutto agosto 1815 per il prezzo di ducati 215 annuali.

5509

11.11.1811

Testamento di Domenica Mandalari, figlia del fu Marcantonio Mandalari di Condofuri, vedova del fu Saverio Anghelone.

La testatrice istituisce erede universale il suo unico figlio maschio Filippo Anghelone e la figlia Pasqualina "che dalla fanciullezza è stata acciaccata d'infermità ed oggi colla tropecia".

Cita inoltre le altre tre figlie Sicilia (Cecilia) moglie di Leonardo Asprea, Bruna (moglie di Natale Gurnari) e [?] (moglie del Signor Bruno Mafrici).

5511

11.11.1811

Testamento di Pasqualina Anghelone, figlia di Domenica Mandalari e di Saverio Anghelone, "inferma di corpo da più anni con cronica infermità ma attualmente seduta su una sedia".

La testatrice istituisce come suo erede universale il fratello Filippo, per essere stata "dal medesimo mantenuta e per la mia lunga infermità sempre quasi sul letto, e dal medesimo fui assistita con continui medicamenti e di ogn'altro bisognevole alla mia persona".

5576

14.12.1811

Testamento del Signor Bruno Andrea Curatola, figlio del fu Lorenzo, marito di Giovanna Alati, proprietario, domiciliato nel comune di Melito.

Il testatore istutuisce come erede universale il figlio Signor Fortunato Curatola, marito della fu Giuseppa Vernagallo, e ne cita i figli Domenico Antonio, Bruno ed Antonino Curatola.

Cita inoltre le figlie Anna Maria, moglie del Signor Vincenzo Caracciolo, Domenica, moglie di Salvatore Alati (figlio quest'ultimo del fu Dottor Paolo Alati), e Porzia. Per le prime due figlie elenca i beni che furono loro dati come dote.

 


B224 Vol. 1570 - Francesco Familiari (1812)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

5897

25.1.1812

Testamento di Domenico Antonio Caracciolo fu Vincenzo.

6010

28.4.1812

Il Signor Sacerdote D. Carmelo Pontari, in esecuzione della facoltà specialmente avuta dalla Comuneria sua Principale ha conceduto e censuito in enfiteusi perpetua a favore del Signor Arciprete Don Michele Mandalari figlio del fu Signor Stefano domiciliato nel Comune di Condofuri una terra alberata d'olivare, perare ed altri alberi propriamente della cennata Comunia sita nella Condata S. Simio Comune di Condofuri.

6083

1.7.1812

I signori D. Fortunato Curatola figlio di Bruno Andrea, e Bruno Andrea Curatola figlio del fu Lorenzo, padre e figlio, domiciliati nel comune di Melito in case proprie nel luogo detto "La Torre", dichiarano che il Sindaco ed il Decurionato del Comune di Melito hanno nominato il Signor Fortunato Curatola come Cassiere dell'Università di Melito.

Il Signor Fortunato Curatola deve dunque dare "una esecuzione in beni immobili liberi d'ippoteca d'un valore tra il terzo e la metà dell'annua rendita di detta Università".

Padre e figlio ipotecano un fondo del valore di ducati 400 ed una casa palazziata sita in Melito nel luogo detto "La Torre" del valore di ducati 200, che insieme coprono il valore richiesto dato che "la rendita comunale ascende a lire 3315 e centesimi 40 che sono ducati 753 e grana 50".

6114-15

17.7.1812

Dichiarazione di Emancipazione.

Compare il Signor Bruno D'Andrea Curatola figlio del fu Signor Lorenzo proprietario domiciliato in Melito in case proprie nel luogo detto "La Torre" insieme al suo unico figlio maschio Fortunato Curatola, procreato in costanza di legittimo matrimonio con la signora Giovanna Alati figlia del fu Giuseppe Alati.

Il Signor Bruno Andrea Curatola dichiara che il 18 novembre dell'anno 1797 fu celebrato il matrimonio tra il figlio Fortunato Coratola e la fu Giuseppa Vernagallo, figlia del fu Domenico Antonio, "per cui d'allora fu dal medesimo autorizzato di portare da sé, agire e di fare qualunque acquisto avendolo emancipato fin da quell'epoca del matrimonio e reso libero".

Cfr. capitoli matrimoniali tra Fortunato Curatola e Giuseppa Vernagallo, B223, Vol. 1555.

6117

18.7.1812

Compravendita tra il Signor Agente Generale del Signor Principe della Motta, Don Giovanni Lucisano domiciliato in Bagnara, ed il Signor Fortunato Coratola di Melito (figlio di Bruno Andrea Curatola e Giovanna Alati). La compravendita riguarda una verra aratoria in contrada Cosolito, parte del Comune di San Lorenzo, di tumulate 16 per il prezzo e valore di lire millecinquecento trentuno e centesimi venti, che sono ducati 348.

6128

18.7.1812

Compravendita tra il Signor Agente Generale del Signor Principe della Motta, Don Giovanni Lucisano domiciliato in Bagnara, ed il Signor Fortunato Coratola di Melito (figlio di Bruno Andrea Curatola e Giovanna Alati). La compravendita riguarda una terra aratoria di tumulate ventidue in contrada Sottoscano seu Bordino, per il prezzo e valore di lire mille settecento quattro e centesimi 26, che sono ducati 387 e grana 33.

6173

1.8.1812

Censuazione perpetua tra il Signor Agente Generale del Signor Principe della Motta, Don Giovanni Lucisano, domiciliato in Bagnara, ed il Signor Domenico Antonio Pizzi figlio del fu Filippo Pizzi, domiciliato in Condofuri.

L'affitto riguarda un mulino in contrada Ospite del Comune di Condofuri, unitamente al piccolo fondo contiguo al molino suddetto alberato di celsi di serico ed altri alberi fruttiferi, con casa rurale ed altro, per l'annuo censo di lire 308, che sono ducati 70.

6179

6.8.1812

Compravendita tra il Signor Fortunato Coratola (figlio di Bruno Andrea Curatola e Giovanna Alati) ed altri, ed il Signor Agente Generale del Signor Principe della Motta. La compravendita riguarda una terra aratoria dell'estensione di tumulate tredici (delle 58 totali) in contrada Spilonga per la somma di lire 1658 e centesimi 80.

L'atto è incompleto ma si trova qualche dato in più nel repertorio in B228 Vol. 1587bis.

 

 

BUSTA 225

Notaio Francesco Familiari di Melito (1813-1816)

 

 


B225 Vol. 1571 - Francesco Familiari (1813)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

3702-06

1.8.1813

Testamento di Vincenzo fu Domenico Mafrici di Bagaladi. Citati il figlio Domenico e la figlia Domenica moglie di Giuseppe Romeo.

3776

21.12.1813

Il Sacerdote Lorenzo Mandalari figlio del fu Signor Saverio domiciliato in Melito vende a Filippo Orlando una casetta “terranea” ed un casalino siti nel distretto di Melito per il prezzo di lire 179 e centesimi 8.

 


B225 Vol. 1572 - Francesco Familiari (1814)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

6548

7.1.1814

L'Arciprete Ludovico Mandalari figlio del fu Giuseppe domiciliato in San Lorenzo nel luogo detto il Castello vende al signor Saverio Bova per la somma di lire 1144 una casa solariata consistente in tre camere e cocina con suoi bassi sita e posta nel distretto di questo comune (è accluso un estratto catastale compilato dal "cancelliere archiviario di questo comune di San Lorenzo").

6579

20.2.1814

L'ex Arciprete Ludovico Mandalari figlio del fu Signor Giuseppe, domiciliato nel comune di San Lorenzo nel luogo detto "sotto il castello" vende al Signor Carmelo Pontari per la somma di lire 352 un fondo alberato di roveri sito e posto nella contrada Marullà "seu Uraduri".

 


B225 Vol. 1573 - Francesco Familiari (1815)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

3409

24.9.1815

Testamento di Litteria Savoia figlia del fu Notaio Giuseppe Savoia di Bagnara, vedova del Notaio Saverio Mandalari di San Lorenzo.

3442

20.12.1815

Capitoli matrimoniali tra Maria Saveria Cilea, figlia del Signor Giuseppe Cilea e di Imara Caracciolo, ed il signor Francesco Tropea, figlio del signor D. Tommaso domiciliato in Reggio (nel luogo detto Corso Borbonio). Il padre della sposa promette la somma di ducati 550 in mobile ed immobile ai quali si aggiungono 150 ducati lasciati come legato nel testamento del fu Signor Zio D. Antonino Cilea (che fu arciprete di Pentidattilo).

 


B225 Vol. 1574 - Francesco Familiari (1816)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

6344

21.3.1816

Il Signor D. Bruno D'Andrea Curatola figlio del fu Signor Lorenzo, domiciliato nel Comune di Melito, affitta dal Signor Principe della Motta (e per esso dal suo erario Domenico Antonio Curatola fu Lorenzo, di San Lorenzo), un fondo grande sito e posto nel luogo detto Prunella alberato di celsi negri, bianchi, case di nutricato ed un molino per la somma annua di ducati 235 per anni quattro continui principiando dal mese di settembre corrente anno 1816.

6347

23.3.1816

Il signor Sacerdote D. Lorenzo Mandalari figlio del Signor Saverio domiciliato in questo comune di Melito in case proprie nel luogo detto Armà vende al signor Saverio Bova per il prezzo di 74 ducati una casa solariata sita nel Comune di San Lorenzo ed un pezzo di roveri nella contrada Lidraga ossia Spartilli

6459

20.10.1816

Il Signor Sacerdote Don Lorenzo Mandalari figlio del fu Signor Saverio domiciliato in Melito vende a Francesco Crea fu Giuseppe, domiciliato in San Lorenzo, per la somma di ducati 35 un pezzetto di fondo sito e posto nella Contrada Anzella parte di detto Comune di Melito alberato con alberi da frutto e celsi pervenutogli per eredità dal fu signor Don Lodovico Arciprete Mandalari.

 

 

BUSTA 226

Notaio Francesco Familiari di Melito (1817-1819)

 

 


B226 Vol. 1575 - Francesco Familiari (1817)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

7603

3.6.1817

Testamento di Lorenzo Arcidiaco figlio del fu Costantino e di Candelora Quattrone, domiciliato in Melito nel luogo detto La Piazza. Vengono indicati come eredi universali i figli maschi Antonino, Giovanni e Concesso, il primo dei quali nato in costanza di matrimonio con la fu Vittoria Vazzana, e gli altri due nati dal matirmonio con Antonina Mandica.

Citate le figlie Teresa (moglie di Fortunato Manti), Francesca (moglie di Antonino Giglietta), Candelora (moglie di Pietro Pizzi), e Carmela (moglie di Fortunato Ligato).

7893

10.10.1817

Il signor Sacerdote Don Lorenzo Mandalari figlio del fu Signor Notaio Don Saverio, domiciliato in Melito, acquista da Antonio Battaglia una vigna alberata sita e posta nella contrada Camara di San Lorenzo per la somma di ducati 50.

 


B226 Vol. 1576 - Francesco Familiari (1818)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

6883

5.2.1818

Testamento di Antonio Arcidiaco, figlio di Lorenzo Arcidiaco e Vittoria Vazzani. Il testatore istituisce come eredi universali i fratellastri e le sorellastre Giovanni, Concesso, l'erede della fu Francesca, Candelora, Teresa e Carmela Arcidiaco, figli e figlie di Lorenzo Arcidiaco ed Antonina Mandica.

6915

12.3.1818

Antonino e Giovanni Battista Panzera, figli del fu Domenico, proprietari di Melito, dichiarano di aver avuto e ricevuto dal Signor Don Bruno D'Andrea Curatola proprietario, domiciliato in questo comune, ducati 460 di moneta effettiva di regno e si impegnano a restituirli e consegnarli entro il mese di luglio corrente anno 1818.

Le parti dichiarano ancora che se al maturo non adempiranno al puntuale pagamento esso signor Curatola fosse nella sua liberata forma esecutore sopra tutti i beni d'essi costituti.

7061

15.8.1818

Testamento del Signor Bruno Andrea Curatola, figlio del fu Signor Lorenzo, possidente, domiciliato nel comune di Melito in case proprie nel luogo detto "sotto la Torre".

Il testatore dichiara di avere quattro figli: un maschio e tre femmine, nati in costanza di matrimonio con la fu Giovanna Alati. Fortunato (istituito erede universale), Maria (sposata in prime nozze con il fu Signor Don Vincenzo Caracciolo ed in seconde nozze con il signor Don Giovanni Vernagallo), Porzia (nubile, vestita con l'abito monacale) e Domenica Curatola (moglie del fu Signor Don Salvatore Alati).

Il testatore dichiara inoltre di aver contrattato matrimonio con la Signora Donna Maddalena Demetrio, chiedendo che la medesima "dovesse restare in seno della famiglia ed essere trattata da detto mio erede come a capo della famiglia, ma dandosi il caso che essa non vuole vivere in unione o vuole separarsi in questo caso dovesse avere l'abitazione nella camera ove io attualmente abito e docati trentasei annui".

 


B226 Vol. 1577 - Francesco Familiari (1819)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

7359

11.11.1819

Testamento di Antonio Arcidiaco, figlio di Lorenzo Arcidiaco e Vittoria Vazzani.

A differenza della versione precedente (5.2.1818, B225 vol. 1576) il testatore istituisce come usufruttuari il padre Lorenzo Arcidiaco e la matrigna Antonina Mandica, e seguita la loro morte, istituisce come eredi universali ed usufruttuari, in parti uguali, i fratellastri e le sorellastre.

 

 


 

BUSTA 227

Notaio Francesco Familiari di Melito (1820-1827)

 

 


B227 Vol. 1578 - Francesco Familiari (1820)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

989

17.3.1820

Testamento di Don Giuseppe Cilea, marito di Imara Caracciolo, figlio del fu Don Francesco Cilea di Pentidattilo.

Il testatore dichiara di avere avuto dalla moglie Imara Caracciolo tre figlie femmine ed un maschio: Donna Maria Saveria (moglie di Francesco Tropea), Donna Maria Antonia (nubile), Donna Maria Nunziata (nubile) e Don Francesco (celibe).

1097

5.11.1820

Capitoli matrimoniali tra Agostino Massa e Beatrice Mandalari, figlia di Antonio Maria Mandalari e di Gaetana Pizzi.

 


B227 Vol. 1579 - Francesco Familiari (1821)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

4651

12.4.1821

Don Antonio Maria Mandalari figlio del fu Don Saverio, proprietario, domiciliato in questo Comune di Melito nel luogo detto "nel Piano della Chiesa", vende al Signor Saverio Bova del fu Signor Rocco, di San Lorenzo, un pezzetto di fondo posto nella Contrada Armà alberato con due piedi di celsi (ecc.) per la somma di ducati 40.

 

 

B227 Vol. 1580 - Francesco Familiari (1822) - NESSUN ATTO

 


B227 Vol. 1581 - Francesco Familiari (1823)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

4934

28.2.1823

Capitoli matrimoniali tra Giovanna Caracciolo, figlia di Vincenzo Caracciolo e Maria Curatola e Don Domenico Evoli di Montebello.

Compare da una parte Maria Curatola, figlia del fu Don Bruno, moglie di Don Giovanni Vernagallo, vedova di primo letto del fu Don Vincenzo Caracciolo, insieme al figlio del primo letto, Don Domenico Antonio Caracciolo e alla figlia D. Giovanna Caracciolo.

Compaiono anche le Signore zie, Sora Antonia e Donna Paola Caracciolo.

4954

30.6.1823

Capitoli matrmoniali tra Francesca Pannuti e Domenico Antonio Curatola, figlio di Fortunato Curatola (quest'ultimo figlio di Don Bruno Curatola) e Giuseppa Vernagallo.

 


B227 Vol. 1582 - Francesco Familiari (1824-1826)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

5049

16.8.1826

I coniugi Dottor Antonio Maria Mandalari e Donna Gaetana Pizzi, insieme ai figli Don Saverio, Don Andrea e Don Filippo Mandalari, tutti domiciliati a Melito nel luogo detto "La Chiesa", dichiarano di essere debitori da più tempo della somma di ducati 106, oltre agli interessi, a favore del signor Antonino Costantino di Reggio, "per qual credito esso Signor Costantino iniziò un giudizio di esproprio di stabili a danno e pregiudizio del suddetto costituito Dottor Antonio Maria".

I comparenti, dichiarando che non dispongono della somma contante per liquidare l'intero debito che ammonta a ducati 177 (106 + 37 di interessi + 34 di spese giudiziarie), consegnano al Signor Costantino due fondi, uno nel comune di Melito e l'altro nei comune di San Lorenzo.

Il Signor Costantino dichiara rescissi ed annullati tutti gli atti della procedura giudiziaria, e consente che i coniugi Mandalari oppure i loro figli, qualora pagheranno la suddetta somma di ducati 177, potessero riottenere i due fondi: in questo caso il pagamento dovrà avvenire in ducati 20 nel successivo agosto, ducati 20 nell'agosto 1827, ducati 40 nell'agosto 1828, ducati 40 nell'agosto 1829, ducati 40 nell'agosto 1830 e ducati 17 nell'agosto 1831.

 


B227 Vol. 1583 - Francesco Familiari (1827)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

0076

1.3.1827

Capitoli matrimoniali tra Andrea Mandalari, figlio di Antonio Maria Mandalari e di Gaetana Pizzi, e Maria Saveria Caracciolo, figlia di Vincenzo Caracciolo e di Maria Curatola.

0100

15.6.1827

Nomina ad esattore delle tasse di Filippo Mandalari, figlio del Dottor Antonio Maria Mandalari di Melito.

Compare il Signor Dottor Domenico Antonio Curatola, figlio del Signor Dottor Fortunato Curatola, proprietario domiciliato in Melito nel luogo detto "La Torre" con le qualità di secondo eletto (si tratta di quindi di un cugino di Maria Saveria Caracciolo, figlia quest'ultima di Maria Curatola e moglie di Andrea Mandalari).

Compaiono anche il Signor Dottor Filippo Mandalari figlio del Dottor Don Antonio Maria ed il Dottor Don Lorenzo Sacerdote Mandalari figli del fu Don Saverio, zio e nipote, domiciliati in Melito.

Il Signor Dottor Filippo Mandalari accetta la carica di esattore, per la riscossione totale di ducati 1814 e grana 97 (citato un "ruolo fondiario composto di figli 5 che comincia con Ambroggio Antonino e finisce con la Chiesa Arcipretale"), ed il sacerdote Lorenzo Mandalari si offre come garante ipotecando i suoi

beni.

 

 


 

BUSTA 228

Notaio Francesco Familiari di Melito (1804 e 1828-1830)

 


B228 Vol. 1584 - Francesco Familiari (1828)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

0227-32

4.2.1828

Fortunato Curatola figlio del fu Bruno assegna in usufrutto alla sorella Suor Crocefissa (al secolo Porzia Monica Curatola) alcuni fondi seguendo la volontà del padre che indicò in testamento che, qualora Porzia non avesse voluto vivere in comunione con il fratello egli avrebbe dovuto fornirle il decente mantenimento.

0233

9.3.1828

Di fronte al secondo eletto del Comune di Melito, Dr. Domenicantonio Curatola, si presentano il Dr. Filippo Mandalari, esattore comunale, suo zio Sacerdote Don Lorenzo Mandalari e suo padre Don Antonio Maria Mandalari, proprietari domiciliati in Melito nel luogo detto "La Chiesa".

Il Signor Don Filippo Mandalari, attuale esattore comunale di questo comune già in servizio, ricoprirà lo stesso ruolo per l'esercizio 1828. Lo zio sacerdote ed il padre Don Antonio Maria Mandalari fungono da garanti dato che: "per qualunque motivo ritardassero versamenti dovuti alla ricevitoria nelle ordinarie scadenze, e qualunque spesa, danno ed interesse e a causa di ritardato pagamento soffrirà questa amministrazione, tutto vada a carico del suddetto Sig. Mandalari esattore".

0365

21.11.1828

Suor Crocifissa, al secolo Porzia Curatola, figlia dei furono Don Bruno Andrea Curatola e Giovanna Alati, dona beni e denaro ai nipoti Don Domenico Antonio, marito di Francesca Pannuti, e Don Antonino Curatola, che contrarrà matrimonio con Marianna Timpano di Bova, figli di suo fratello Don Fortunato.

0284 ed in particolare 0306

2.8.1828

Il signor D. Antonino Alati figlio del fu D. Paolo proprietario, domiciliato in questo Comune, Aggente Generale di S.E. il Sig. Marchese D. Vincenzo Maria Ramirez [...] dichiara tenere presso di sé una copia di Catasto Antico appartenente a questa Comune, nel quale si trovano annotati tutti li beni e censi dell'allora Illustre Marchese di questo Feudo D. Litterio Caracciolo. Segue prima una trascrizione del documento in oggetto, e poi il documento originale.

Tra gli altri dati (0306) si legge il riferimento ad una terra in contrada Caredia di proprietà di Giuseppe Alati, con a margine l'indicazione "Natale Guarrieri e Bruno Andrea Curatola". Il riferimento è all'atto notarile in B223 Vol. 1547 - Francesco Familiari (19.11.1789)

0339

10.10.1828

Capitoli matrimoniali tra Giuseppe Granata e Caterina Mandalari, figlia di Don Marcantonio Mandalari fu Francesco e di Donna Cecilia Anghelone di Bruno.

 


B228 Vol. 1585 - Francesco Familiari (1829)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

8758

13.4.1829

Il Reverendo sacerdote Don Lorenzo Mandalari di Melito, figlio del fu Don Saverio, compare davanti al notaio insieme al Signor Marchese Don Vincenzo Ramirez per richiedere il rinnovo della concessione enfiteutica delle terre in contrada Armà, un tempo concesse ai suoi genitori e successivamente divise tra lui e i suoi fratelli e sorelle.

 


B228 Vol. 1586 - Francesco Familiari (1830)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

8362-65

24.1.1830

Citati i capitoli matrimoniali, stipulati in Bova il 24.11.1828 per atti del Notaio Viola, tra Don Antonino Curatola, figlio di Fortunato, e la Signora Donna Marianna Timpano. La dote consisteva in ducati 1200 in contanti ed il padre dello sposa, Don Fortunato Curatola (figlio di Bruno Andrea Curatola e di Giovanna Alati) dichiara di aver ricevuto lui stesso tale somma e perciò, ora, assegna al figlio ed alla nuora un fondo del valore di ducati 1370 in Contrada Fondachello.

8373

3.2.1830

Don Andrea Mandalari, figlio del Dottor Don Antonio, e la moglie Donna Maria Saveria Caracciolo, figlia del fu Don Vincenzo, vendono al Signor Don Antonino Tropea un fondo coperto di olivi, fichi, due piedi di roveri, fichi d'india ed altro, sito e posto nella contrada Cavallo parte del territorio di Melito per la somma di ducati 40.

 


B228 Vol. 1587 - Francesco Familiari (1804)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

8518

7.1.1804

Il Magnifico Don Bruno Andrea Curatola di Melito vende di coniugi Giovanni Catilio e Marianna Zampaglione, per la somma di ducati 22, un pezzo di terra in Contrada Fondachello alberato con piedi d'amendolare d'una quattronata une e mezza, con una casetta terrania.

 


B228 Vol. 1587bis - Francesco Familiari (repertori 1811-1829)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

7953

7.10.1811

Obbliganza d'affitto tra il Dottor Erario D. Domenico Antonio Curatola dell'ex principe di Motta a favore di Bruno Andrea Curatola del Comune di Melito (rif. B224 Vol. 1569 img. 5474)

7956

11.11.1811

Testamento di D. Domenica Mandalari figlia di Marco Antonio a favore di suo figlio Filippo Anghelone (rif. B224 Vol. 1569 img. 5509)

7957

11.11.1811

Testamento di Pasqualina Anghelone figlia del fu Saverio a favore di suo fratello Filippo Anghelone (rif. B224 Vol. 1569 img. 5509)

7961

14.12.1811

Testamento del signor Bruno Andrea curatola a favore di suo figlio Sig. Fortunato domiciliato in Melito (rif. B224 Vol. 1569 img. 5576)

7965

25.1.1812

Testamento pubblico del Signor Domenico Caracciolo del Comune di Pentidattilo, a favore dei suoi figli (rif. B224 Vol. 1570 img. 5897)

7973

28.4.1812

Cessione enfiteusi. Il signor Sacerdote Com. della Collegiata di San Lorenzo D. Carmelo Pontari, figlio del Signor Nunziato, cede a favore del Signor Michele Mandalari Arciprete del Comune di Condofuri (rif. B224 Vol. 1570 img. 6010).

7976

1.7.1812

Obbliganza pubblica. Il signor Bruno Andrea Curatola figlio del fu Lorenzo ed il figlio Fortunato Curatola cassiere del Comune di Melito si obbliga per l'annua rendita di detto Comune (rif. B224 Vol. 1570 img. 6083).

7977

17.7.1812

Dichiarazione di emancipazione fatta dal Signor Bruno Andrea Curatola del Comune di Melito a favore di suo figlio Fortunato Curatola, ancor di poter fare acquisti (rif. B224 Vol. 1570 img. 6114).

7978

18.7.1812

Compravendita tra il Signor Agente Generale del Signor Principe della Motta, Don Giovanni Lucisano domiciliato in Bagnara, ed il Signor Fortunato Coratola di Melito. La compravendita riguarda una terra aratoria in contrada Cosolito, parte del Comune di San Lorenzo, di tumulate 16 per il prezzo e valore di lire millecinquecento trentuno e centesimi venti, che sono ducati 348 (rif. B224 Vol. 1570 img. 6116).

7978

18.7.1812

Compravendita tra il Signor Agente Generale del Signor Principe della Motta, Don Giovanni Lucisano domiciliato in Bagnara, ed il Signor Fortunato Coratola di Melito. La compravendita riguarda una terra aratoria di tumulate ventidue in contrada Sottoscano seu Bordino, per il prezzo e valore di lire mille settecento quattro e centesimi 26, che sono ducati 387 e grana 33 (rif. B224 Vol. 1570 img. 6128).

7979

1.8.1812

Censuazione perpetua tra il Signor Agente Generale del Signor Principe della motta, Don Giovanni Lucisano, domiciliato in Bagnara, ed il Signor Domenico Antonio Pizzi figlio del fu Filippo Pizzi, domiciliato in Condofuri (rif. B224 Vol. 1570 img. 6173).

7980

6.8.1812

Compravendita tra il Signor Agente Generale del Signor Principe della Motta, Don Giovanni Lucisano, con i signori Fortunato Coratola, Domenico Marrari e Tommaso Laganà (rif. B224 Vol. 1570 img. 6179).

 

NB: mancano alcune pagine nell'indice e quindi non sono disponibili gli indici degli atti rogati tra il 22.7.1813 e il 20.9.1814

 

8000

24.9.1812

Testamento pubblico della Signora Litteria Savoia domiciliata in Melito, che istituisce eredi in uguale parte i suoi figli maschi D. Antonio, Lorenzo, e Giovanni Mandalari  (rif. B225 Vol. 1573 img. 3409).

8002

20.12.1815

Capitoli matrimoniali tra la Signora D. Maria Saveria e padre Don Giuseppe Cilea del Comune di Pentidattilo con il Signor D. Francesco e padre Tommaso Tropea del comune di Reggio (rif. B225 Vol. 1573 img. 3442).

8003

21.3.1816

Affitto fatto da Domenico Antonio Coratola per parte del Principe della Motta a favore di Bruno Andrea Curatola di Melito. L'affitto riguarda un fondo in Prunella per l'estaglio di annui ducati 235 (rif. B225 Vol. 1574 img. 6344).

8003

21.3.1816

Vendita fatta da Don Lorenzo Mandalari di Melito a favore di Don Lorenzo Bova di San Lorenzo di una casa con roveri  pel valore di ducati 74 (rif. B225 Vol. 1573 img. 6347).

 

 

DA COMPLETARE

 

 

BUSTA 420

Notaio Francesco Cilea di Pentidattilo (1740-1754)

 

 

B595 - Volume 3209 - Notaio Antonino Altomonte (1729-1731)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

4894

30.5.1740

Domenica Marsilio di Giuseppe della città di Sant'Agata abitante nella Terra di San Lorenzo dichiara "come si ritrova gravida, avuto commercio carnale col Magnifico Antonino Mandalari di Tommaso di detta Terra di San Lorenzo, per la quale causa da un mese fa si presentò in corte capitanale di detta Terra un'istanza dal Magnifico Coadiutore fiscale della medesima, e sussequentemente fattisi molti atti da essa corte, tante ad istanza di esso Magnifico Coadiutore, quanto del siddetto Giuseppe Marsilio padre di essa costituta, contro il detto Magnifico di Mandalari, pretendo l'intiera soddifazione reale per detta ingiuria, come infatti si ritrova attualmente formato processo in detta Corte di San Lorenzo, mediante il quale viene esso Magnifico di Mandalari inquisito presso la medesima per la causa suddetta, come da detto processo al quale [si fa riferimento].

E fatta l'asserzione predetta, soggiunse essa costituta Domenica Marsilio come, volendo christianamente e religiosamente vivere, considerando che il perdonar l'ingiurie ed offese è atto di vero christiano, avendo avanti gl'occhi la divina legge, la quale ordina ed espressamente comanda rimettersi l'ingiurie, perciò innante di noi, spe non vi aut dolo, ma di sua mera libera e spontanea volontà, con giuramento ha rimesso e rimette esculpato ed esclupa, assoluto et assolve, liberato e libera al detto Magnifico di Mandalari assente, e per esso a me Notaro presente et legittime stipulante [...]".

 

B420 Vol. 2218 - Francesco Cilea (1741) - NESSUN ATTO

 

B420 Vol. 2219 - Francesco Cilea (1742) - NESSUN ATTO

 

B420 Vol. 2220 - Francesco Cilea (1747) - NESSUN ATTO

 

B420 Vol. 2221 - Francesco Cilea (1748) - NESSUN ATTO

 

B420 Vol. 2222 - Francesco Cilea (1751)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

5109

7.11.1751

Il Magnifico Paolino Pangallo e Giuseppa Pagano, marito e moglie, vendono una casa terranea, coperta ed abitabile, con camerella scoperta adiacente, per la somma di ducati 45 al Reverendo Santo Familiari.

Si tratta dei genitori di Nunziata Pangallo (1742 circa - 1826), moglie di Domenico Caracciolo (1740 circa - 1812), madre di Vincenzo Caracciolo (1772-1815) e nonna di Maria Saveria Caracciolo (1807-1868).

 

B420 Vol. 2223 - Francesco Cilea (1752) - NESSUN ATTO

 

B420 Vol. 2224 - Francesco Cilea (1754) - NESSUN ATTO

 

 

BUSTA 595

Notaio Tommaso Merigliano (1720-1748) di San Lorenzo

e notaio Antonino Altomonte (1729-1731) di San Lorenzo

 

 

B595 - Volume 3209 - Notaio Antonino Altomonte (1729-1731)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE