ARCHIVIO DI STATO DI REGGIO CALABRIA - INV.81

NOTAI DELL'AREA GRECANICA DAL 1600 AL 1850

 

(REGESTI VARI)

 

 

 


Il presente documento contiene vari regesti relativi, principalmente, alle famiglie ARCIDIACO, MANDALARI, MAFRICI, SACCA’, PIZZI, CARACCIOLO, MURRIA di San Lorenzo, Melito, Condofuri, Pentidattilo e Bova.

 

Le trascrizioni non sono complete e l’indicazione “nessun atto” associata alla singola busta o al singolo volume indica che non vi è stato trovato alcun atto relativamente alle famiglie sopracitate.

 

La colonna riferimento rappresenta, infine, il numero progressivo di immagine digitale nell’archivio del ricercatore.

 

 

 

 

 

 


BUSTA 1

Notaio Giovanni Nicola Alaface di Sant'Agata (1610 e 1619)

Notaio Giovanni Battista de Marco di Bova (1610-1646)

 

 

B1 Vol. 1 - Giovanni Nicola Alaface (1610) - NESSUN ATTO

 

B1 Vol. 2 - Giovanni Nicola Alaface (1619) - NESSUN ATTO

 

B1 Vol. 3 - Giovanni Battista de Marco (1610-1630)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

3791

9.5.1619

Giando Arcidiaco della Terra dell'Amendolea compare insieme a suo figlio Francesco Arcidiaco dichiarando che quattro anni prima i due ricevettero dal fu Felice Toscano la somma di otto ducati per un pezzo di terra di loro proprietà sito nel territorio della Terra dell'Amendolea.

Successivamente il suddetto Felice Toscano concesse questa terra in dote al genero Domilio Modaffari ed oggi Giando Arcidiaco e suo figlio Francesco, asserendo che quel pezzo di terra valeva 18 ducati (cioè molto più degli otto ducati a suo tempo ricevuti), si accordano con Domilio Modaffari e ricevono da questo altri otto ducati (dieci meno il 20%, cioè otto).

3798

4.11.1619

Giando Arcidiaco della Terra dell'Amendolea vende una terra sita nel Territorio dell'Amendolea a Bernardina Versaci, moglie di Didaco Siviglia, per la somma di quattro ducati.

 

B1 Vol. 4 - Giovanni Battista de Marco (1631-1637) - NESSUN ATTO

 

B1 Vol. 5 - Giovanni Battista de Marco (1636-1646)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

4091

17.10.1642

Caterinella Arcidiaco vergine in capillis di San Lorenzo vende una Terra in contrada Ligumeno (probabilmente si tratta della contrada Gomeno) al Clerico Giovanni Pietruccio Manti per la somma di 26 carlini.

4127

9.6.1646

Giando Arcidiaco di San Lorenzo vende per la somma di 27 ducati un giardino sito nel Territorio di San Lorenzo a Giovanni Pietruccio Manti.

 

 

BUSTA 2

Notaio Nicola Maria Versace di Bova (1615-1624)

 

 

B2 Vol. 6 - Nicola Maria Versace (1615-1624) - NESSUN ATTO

 

B2 Vol. 7 - vari esempi di atti notarili - NESSUN ATTO

 

 

BUSTA 3

Notaio Angelo Velonà di Bova (1634-1682)

 

 

B3 Vol. 11 - Angelo Velonà (1634-1640)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

5358

1.6.1637

Permuta tra Minica Lanatà, vedova di Geronimo Caracciolo, ed il figlio Giovanni Vincenzo Caracciolo.

Non è noto, ma è probabile, che si tratti di parenti del nostro Giovanni Vincenzo Caracciolo.

5457

6.9.1639

Capitoli matrimoniali tra Vittoria Murria e Luca Spataro. Compaiono i genitori della sposa, Giovanni Giacomo Murria e Caterina D'Agui.

Non è noto, ma è probabile, che si tratti di parenti del nostro Tommaso Murria.

5458

29.9.1639

Giovanni Giacomo Murria e sua moglie Caterina D'Agui vendono alcuni beni stabili in Contrada San Lutiano al Monastero di Francesco de Assisi di Bova e per esso al Reverendo Padre Daniele di Bova, fratello di Giovanni Giacomo Murria, per il prezzo di ducati 30.

Non è noto, ma è probabile, che si tratti di parenti del nostro Tommaso Murria.

 

B3 Vol. 12 - Angelo Velonà (1640-1653)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

 4812-13

20.9.1640

Giando Arcidiaco di San Lorenzo ed il figlio Didaco Arcidiaco vendono un giardino alberato di sicomoro, ulivi ed altri alberi da frutto sito e posto nel territorio della Terra dell'Amendolea nella contrada detta Condofuri per il prezzo di ducati 25 a Don Francesco Biase.

4819

22.12.1640

Compravendita di una terra in Contrada Carusena tra Francesco Calco e Minica Lanatà, vedova di Geronimo Caracciolo, che compare insieme ai figli Gio. Vincenzo, Michelangelo e Vittoria Caracciolo.

Non è noto, ma è probabile, che si tratti di parenti del nostro Giovanni Vincenzo Caracciolo.

4850

1.5.1641

Compravendita tra Giovanni Giacomo Murria e Caterina D'Agui, marito e moglie, e Daniele De Bova religioso del monastero S. Francesco d'Assisi di Bova e fratello di Gio. Jacobo Murria.

Insieme a Giovanni Giacomo Murria e Caterina D'Agui compaiono i figli Domenico ed Innocenzo Murria.

Non è noto, ma è probabile, che si tratti di parenti del nostro Tommaso Murria.

4951

20.8.1643

Vittoria Murria moglie di Luca Spataro (figlia di Giovanni Giacomo Murria e Caterina D'Agui) dichiara che suo marito non le presta alimenti né porta il peso del matrimonio tra essi contratto e perciò non ha altro modo di vivere se non dentro il "Conservatorio delle donne di Bova" nel quale si ritrova da più giorni e mesi.

Detto questo, Vittoria effettua una donazione al conservatorio con varie clausole, citando anche suo padre Giovanni Giacomo Murria e suo zio Frate Daniele di Bova (fratello del padre, come si legge in altri atti).

Non è noto, ma è probabile, che si tratti di parenti del nostro Tommaso Murria.

4966

8.9.1644

Capitoli matrimoniali tra Domenico Murria, figlio di Giovanni Giacomo Murria e Caterina D'Agui, ed Angela Condemi. Non è noto, ma è probabile, che si tratti di parenti del nostro Tommaso Murria.

4993-94

6.2.1646

Capitoli matrimoniali tra Cristoforo Parasporo e Francesca Murria, figlia di Giovanni Giacomo Murria e Caterina D'Agui. Citato anche lo zio Frate Daniele (fratello del padre, come si legge in altri atti).

Non è noto, ma è probabile, che si tratti di parenti del nostro Tommaso Murria.

5070-71

10.4.1649

Capitoli matrimoniali tra Michelangelo Caracciolo e Francesca Spataro.

Non è noto, ma è probabile, che si tratti di parenti del nostro Giovanni Vincenzo Caracciolo.

5118

 16.10.1650

Capitoli matrimoniali tra Innocenzo Murria, figlio di Giovanni Giacomo Murria e Caterina Caterina D'Agui, e Francesca Violi.

Non è noto, ma è probabile, che si tratti di parenti del nostro Tommaso Murria.

5218

29.5.1653

Procura a Giovanni Lorenzo Manti di San Lorenzo da parte dei seguenti abitanti di San Lorenzo:

"Tarnà Nicola sindaco, Pannuti Gaspare eletto, Messineo Michele eletto, Palumbo Domenico eletto, Paparcudi Antonino eletto, Miserrafiti Gio. Michele eletto, Aijello Gio. Domenico eletto, Manti Francesco eletto, Romeo Doro eletto, Romeo Camillo eletto, Gurni Pietro eletto, Lafaci Coletta, Mandalari Pietro, Mandalari Francesco, Pellicanò Giando, Azarello Giuseppe, Marino Simone, Paunuti Troijilo, Scaramuzino Paolino, Missineo Domenico, Maurici Leonardo, Farnumata Coletta, Asprea, Minico, Rauniti Masi, Miserrafiti Caridio, Azarello Gilormo, Maijsano Giovanni, Pitasi Salvatore, Ciliuni Cola, Jofrida Silvestro, Pellicanò Placido, Maurici Agostino, Maurici Leonardo, Ligato Domenico, Foti Pello, Scaramuzino Gio. Battista, Maijsano Gio. Lorenzo, Farcumata Andrea, Ligato Cesare, Maurici Antonino, Miserrafiti Gio. Jacopo, Paunuti Gio. Domenico, Sideri Antonino, Corduma Andrea, Ficara Bastiano, Pizi Santoro, Lafaci Francesco, Alvano Nino, Mesiano Bernardo, Pizi Francesco, Maurici Nunzio, Maijsano Francesco, Di Adario Gilormo, Campagna Jacopo".

 

B3 Vol. 13 - Angelo Velonà (1662-1667)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

4656

19.10.1664

Compravendita tra Tommaso Murria e Mariana Orlando, marito e moglie, e Giovanni Violi.

 

B3 Vol. 14 - Angelo Velonà (1677-1682)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

 5608

7.1.1681

Compravendita tra Tommaso Murria ed il Reverendo Don Stefano Murria, padre e figlio, e Felice Biasi.

 

 

BUSTA 4

Notaio Domenico Amodei di Bova (1668-1700)

 

 

B4 Vol. 21 - Domenico Amodei (1668-1700) - capitoli matrimoniali

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

8980-84

1667 circa

Capitoli matrimoniali tra Anna Caracciolo, figlia di Giovanni Vincenzo e Mariana Maisano, ed Angelo Morabito. Citato l'altro figlio Clerico Giuseppe Caracciolo. La data (1667 circa) è imprecisa poiché in nessuna delle pagine è indicata in modo leggibile.

Non è noto, ma è probabile, che si tratti di parenti del nostro Giovanni Vincenzo Caracciolo.

9065-66

18.12.1695

Capitoli matrimoniali tra Antonina Murria, vedova del fu Antonino Malgeri e figlia di Tommaso Murria e Mariana Orlando, e Giovanni Andrea Pugliatti.

NB: Antonina Murria era sorella di Elisabetta Murria, moglie di Paolo Mandalari di Condofuri. I capitoli matrimoniali relativi al primo matrimonio sono datati 19.11.1687, ASRC, inv. 81, Busta 8, notaio Domenico Dieni di Bova.

9075

27.9.1699

Capitoli matrimoniali tra Giuseppe Caracciolo e Francesca Toscano. L'atto di matrimonio risulta nella Parrocchia di San Costantino di Bova il 28 settembre 1698. Giuseppe Caracciolo muore il 31 dicembre 1756. L'atto indica che era figlio dei furono Michele Angelo ed Antonia Sfaraone e che era vedovo di Francesca Toscano e di Domenica Dieni, morto a 80 anni in casa di Angelo Foti suo genero.

Non è noto, ma è probabile, che si tratti di parenti del nostro Giovanni Vincenzo Caracciolo.

 

BUSTA 8

Notaio Domenico Dieni di Bova (1669-1696)

 

 

B8 - Notaio Domenico Dieni (1669-1696) - capitoli matrimoniali

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2673-75 2707-09

23.1.1696

Capitoli Matrimoniali tra Paolo Mandalari "laico e senza padre" di Gallicianò ed Elisabetta Murria di Bova, figlia di  Tommaso Murria e Mariana Orlando.

Compaiono anche i fratelli della sposa Abate Stefano Murria e Ignazio Murria, ed il fratello dello sposo Reverendo Giuseppe Mandalari. Da altri documenti (testamento del Rev. Giuseppe Mandalari, not. Antonio Foti B23 Vol. 139, 1719) sappiamo che il padre dello sposo si chiamava Marco Mandalari.

2753

12.1.1693

Capitoli matrimoniali tra Anna Murria e Domenico De Marco.

Anna Murria, morta nel 1742 a 68 anni (Parrocchia di San Teodoro di Bova), è figlia di Innocenzio Murria e Francesca Violi. Suo padre Innocenzo Murria è figlio di Giovanni Giacomo Murria (cfr. Not. Angelo Velonà, Busta 3 vol. 12, 16.10.1650).

Citato il fratello della sposa, Giovanni Battista Murria. Nella seconda pagina c'è un altro atto dove è citato il Dottor Don Giacomo Murria, procuratore di Giovanni Battista.

2864-67

19.11.1687

Capitoli matrimoniali tra Antonina Murria, figlia di Tommaso Murria e Mariana Orlando, ed Antonino Malgieri. Citati i fratelli della sposa Abate Stefano Murria ed Ignazio Murria.

La sposa è una sorella di Elisabetta Murria, quindi zia di Marcantonio Mandalari. Rimasta vedova, sposerà in seconde nozze nel 1695 circa Giovanni Andrea Pugliatti (vedi B4 Vol. 21).

 

 

BUSTA 11

Notaio Giovanni Battista Murria di Bova (1701-1711)

 

 

B11 Vol. 97 - Giovanni Battista Murria (1701-1705)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1704

14.11.1701

Francesca Violi fu Giovanni Battista, moglie di Andrea Foti, vendita

1822

5.9.1704

Il Reverendo Don Pietro Mandalari compare come procuratore della Reverenda Communeria di San Lorenzo.

 

B11 Vol. 98 - Giovanni Battista Murria (1706-1708)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2030

30.1.1708

Anna Murria vedova del fu Domenico De Marco (e figlia di Innocenzio Murria e Francesca Violi) dichiara che suo marito era debitore della somma di 50 ducati al signor Antonino Marzano della città di Bova.

La comparente cede perciò al signor Marzano "una pezza di terra aratoria, certi altri terreni, un giardino, ducati sei..."

 

B11 Vol. 99 - Giovanni Battista Murria (1709-1711)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2263

20.4.1711

Il reverendo Don Pietro Mandalari insieme ai nipoti Pietro e Giuseppe Mandalari della terra di San Lorenzo vende una terra in contrada Gurna di San Lorenzo al Reverendo Giuseppe Mandalari di Condofuri.

Citato anche Vittorio Mandalari.

2284

17.7.1711

Pietro Mandalari della villa di Condofuri concede una terra aratoria in enfiteusi a Domenico Mandica di San Loenzo per il censo annuo di un ducato.

2310

30.11.1711

Anna Murria figlia del fu Innocenzo (e di Francesca Violi)

 

 

BUSTA 12

Notaio Giovanni Battista Murria di Bova (1712-1721)

 

 

B12 Vol. 100 - Giovanni Battista Murria (1712-1713)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

10

21.1.1712

Il Reverendo Don Giuseppe Mandalari di Gallicianò "moram trahentis in villa Condovuri" acquista da Domenico Pannuti della Terra di San Lorenzo un uliveto in Contrada Sant'Andrea nel territorio di Gallicianò, confinante da entrambi i lati con terreni di sua proprietà, per il prezzo di 20 ducati.

Si tratta evidentemente del fratello del nostro Paolo Mandalari.

19

28.2.1712

Il Reverendo Don Giuseppe Mandalari di Gallicianò "moram trahentis in villa Condovuri" acquista da Isabella Favasi moglie di Candeloro Palermo della Terra dell'Amendolea una terra aratoria di una tumulata in Contrada Pittena nel territorio dell'Amendolea, per il prezzo di 7 ducati.

Si tratta evidentemente del fratello del nostro Paolo Mandalari.

136

13.9.1712

La magnifica Anna Murria vedova del fu Domenico de Marco (figlia di Innocenzio Murria e Francesca Violi) compare in vece di madre, balia e pro tempore tutrice dei figli minori Francesco Antonio, Giovanni Battista e Violante De Marco. All'interno dell'atto vengono trascritti altri documenti del 1707 in cui la suddetta Anna Murria, dichiarando la morte del marito Domenico De Marco, dichiarava essere erede del di lui patrimonio insieme ai figli.

159

2.10.1712

atto interessante

241

19.12.1712

Antonia Murria moglie di Andrea Pugliatti

247

3.1.1713

Antonia Murria moglie di Andrea Pugliatti

252

5.1.1713

I fratelli Vittorio e Audizio Iaria di Motta Roghudi fondano un beneficio della Santissima Annunciata nella chiesa extra moenia in contrada Alleghorio. Primo cappellano è Fonte Iaria, figlio di Vittorio.

Vegono elencati tutti i discendenti della famiglia:

- Domenica (diventerà poi moglie di Geronimo Pannuti e madre di Argenta Pannuti) e Olimpia Iaria figlie fammine

  di Vittorio;

- Antonino Salvatore, Ascanio Scilione, Gerolamo e Fonte figli maschi di Vittorio;

- Caterina, Olimpia e Maria Iaria figlie femmine del fu Pietro, fratello di Vittorio e Audizio;

- Audizio Iaria, infine, non è sposato e non ha discendenti.

276

1.2.1713

Reverendo Dottor Abate Stefano Murria

314

20.3.1713

Il magnifico Fabio Nucera della Terra dell'Amendolea, marito di Francesca Mandalari, donazione al figlio chierico Domenico Nucera (che si tratti dell'antenato di Beatrice Nucera? Comunque è di certo un parente)

322

28.4.1713

Il magnifico Tommaso Mandalari di San Lorenzo comprare come procuratore dell'Illustrissimo Signor Don Francesco Ruffo duca di Bagnara.

 

B12 Vol. 101 - Giovanni Battista Murria (1715-1716)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

26

19.5.1715

Stefano Murria

39

3.6.1715

Reverendo Pietro Mandalari di San Lorenzo acquisto.

70

11.7.1715

Donata Sunica vedova del fu Andrea Ligato di San Lorenzo, tutrice dei figli minori Domenico, Marc'Antonio e Giuseppe Ligato.

Il mese precedente Andrea Ligato fu ucciso con un colpo di schioppo.

101

11.8.1715

Reverendo Giuseppe Mandalari di Gallicianò acquisto da Porzia Manti di San Lorenzo

111

18.8.1715

Antonina Murria

149

3.9.1715

Reverendo Piero Mandalari di San Lorenzo

167

22.9.1715

Antonino Arcidiaco di San Lorenzo compare come confinante in contrada Gurda

198

5.12.1715

vari cittadini di San Lorenzo tra cui Sebastiano Arcidiaco, Giuseppe Mandalari e Tommaso Mandalari.

391

8.11.1716

Tommaso Mandalari della terra di San Lorenzo. Permuta.

398

9.11.1716

Antonina Toscano e Reverendo Don Domenico Caracciolo madre e figlio

 

B12 Vol. 102 - Giovanni Battista Murria (1717-1721)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

10

11.1.1717

Attestazioni varie, tra le quali. "Giovanni Pancallo quelle medesimo che habita attualmente nella terra di Pentidattilo cum domo et familia è nativo dell'Isola di Sicilia però da ventanni in circa che habita in detta terra dove prese moglie e procreato figli e per più anni esercitò l'arte di fundacaro della villa di Melito spettante a detta ducessa".

81

4.4.1717

Compare in fondo all'atto il magnifico Paolo Mandalari governatore. Anche nell'atto successivo.

130

28.8.1717

Giuseppa Pelligrone vedova del fu Bernardo Arcidiaco e sua figlia in capillis Agostina Arcidiaco

133

28.8.1717

Francesca Mandalari moglie di Francesco Strati

326

16.7.1719

Testamento di Giovanni Battista Murria (il notaio stesso).

Si tratta in realtà non tanto di un testamento ma di una lunga sequenza di preghiere.

341

11.8.1719

Mastro Francesco Saccà della città di Reggio e suo cognato Mastro Giovanni Costantino della città di Reggio, al presente in San Lorenzo.

(il fatto che i due siano cognati pone qualche interrogativo).

Nell'atto successivo compare ancora Francesco Saccà per una vendita.

484

15.4.1721

I magnifici Paolo Mandalari ed Elisabetta Murria coniugi della Villa di Condofuri aquistano.

486

19.4.1721

La magnifica Elisabetta Murria della città di Bova, attualmente dimorante a Condofuri, moglie del magnifico Paolo Mandalari, vende la stessa terra di cui sopra al canonico Stefano Murria.

554

9.9.1721

Canonico Abate Giacomo Murria della città di Bova benefciario delli semplici benefici di S. Pietro e Paolo della città.

 

 

BUSTA 22

Notaio Antonio Foti di Bova (1702-1729)

 

 

B22 - Notaio Antonio Foti (1702-1706)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2075

8.10.1702

Testamento del Reverendo Antonino Pugliatti, Canonico della Cattedrale della città di Bova. Il testatore istituisce come eredi universali i nipoti Marcantonio, Andrea e Domenico Pugliatti, figli di suo fratello Francesco Pugliatti, defunto, e della sua vedova Anna Pancallo.

Citato anche il fratello Reverendo Giovanni Domenico Pugliatti.

Nota: due mesi dopo, il 10.12.1702, il Reverendo Antonino Pugliatti era deceduto (cfr. atto seguente).

2078

10.12.1702

Patrimonio del Reverendo Marcantonio Pugliatti, figlio del fu Francesco Pugliatti e della vivente Anna Pancallo, nipote del fu Reverendo Antonino Pugliatti, Canonico della Cattedrale della città di Bova.

2085

28.1.1703

Il suddiacono Marcantonio Pugliatti fu Francesco compare col fratello Capitano Andrea Pugliatti. Citato il testamento dello zio Abate Antonino Pugliatti, defunto, che istituì come eredi universali i fratelli suddiacono Marcantonio, Capitano Andrea e Domenico Pugliatti. Il suddiacono Marcantonio Pugliatti rinuncia a parte dell'eredità in favore del fratello Capitano Andrea Pugliatti.

2106

2.3.1704

Vari cittadini di Bova, tra i quali il Capitano Andrea Pugliatti ed il Notaio Giovanni Battista Murria, oltre i due Sindaci della città e vari altri, dichiarano che, per ovviare alle molte spese già intervenute a causa delle liti delle Università di Bova e Africo con la Mensa Vescovile di Bova riguardo il pascolo del Castagneto, sono venuti in accordo con il Vescovo di Bova Antonio Gaudioso perchè l'Università di Bova e quella di Africo paghino ciascuna quattro ducati e mezzo all'anno alla Mensa Vescovile per continuare ad utilizzare il pascolo.

Allegata all'atto vi è una dichiarazione del Vescovo che spiega più chiaramente in altri termini: "Monsignor Vescovo di Bova humilmente espone all'Eccellenze Vostre come la mensa Vescovile di Bova possiede un territorio detto il Castagneto nel Territorio d'Africo Casale di detta Città, e da più anni l'Università di detta Città e di detta Africo [ne] furono in possesso [per] farlo pascolo comune, come gli altri territori, cioè dalli 15 di settembre, quando già è finita la raccolta delle castagne; onde Monsignor contestabile fu Vescovo di Bova intentò giudicio contro detta Università, e dopo molte spese ottenne la manutenzione nel possesso, ma l'Università suddette non hanno cessato di continuare nelle loro pretenzioni, con proseguire la causa che aventi l'A.C. è sata attestata con grossa spesa d'ambo le parti; onde conoscendo [?] l'impossibilità di sedare le suddette differenze e levare da mezzo questa pietra di scandalo senza un convenevole accordo, che al presente li viene proposto dalle dette Università, cioè che le medesime paghino ogn'anno per detto pascolo controverso docati nove, e resti per la mensa Vescovile il frutto delle casteagne e ogn'altro emolumento di detto stabile, eccettuatene solamente il detto pascolo che resterà per detta Università pagando li suddetti docati nove, il che sarebbe d'utile alla mensa suddetta e si laverebbe ogni scandalo e dissenzione tra i sudditi et il vescovo. Pertanto supplica l'E.E.V.V. per il necessario assenso".

2169

4.7.1705

Don Marcantonio Pugliatti, Domenico Pugliatti ed il Capitano Andrea Pugliatti, fratelli della città di Bova, dichiarano di essersi trovati nei giorni precedenti nel territorio di Palizzi, ed in particolare nel luogo detto il Porto di Palizzi, nel momento in cui i prodotti delle loro masserie dovevano essere pesati. Dal momento che i carichi di grano ancora non erano stati pesati, e che, anzi, da più giorni giacevano ammassati nelle rispettive masserie, i comparenti chiesero ai coloni Giovanni Domenico Sozzo e Giuseppe Piccolo il motivo di un tale ritardo: questi risposero di aver ricevuto ordine dall'erario ed amministratore locale Felice Nesci che i carichi non fossero pesati, sotto pena di ducati sei per ciascuno. 

B22 - Notaio Antonio Foti (1707-1708) - NESSUN ATTO

 

B22 - Notaio Antonio Foti (1712-1718)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1835

29.9.1714

Ricevuta dotale per la dote della Magnifica Marianna Squillaci, moglie del magnifico Ignazio Murria della città di Bova, figlio del fu Tommaso Murria e della fu Mariana Orlando.

Citati i capitoli matrimoniali rogati dal notaio Domenico Dieni di Bova il 29.10.1692 nei quali gli zii materni della sposa Abate Ottavio Malgeri ed Antonino Malgeri donavano in dote alla nipote "beni mobili, animali bovini, vaccini, giomentini, pecorini, danari contanti, stabili ed altro". A distanza di anni, gli sposi dichiarano di aver ricevuto la dote promessa e liberano da ogni impegno Giovanni Battista Malgeri, erede legittimo dei dotanti.

1930

31.12.1716

Compaiono il capitano Andrea Pugliatti di Bova e suo fratello, capitano Domenico Pugliatti di Bova, i quali dichiarano detenere i beni del fu loro fratello Reverendo Marcantonio Pugliatti.

1992

1718

Capitoli matrimoniali tra Giuseppe Crucitti, vedovo della fu Francesca Morabito, e Mattia Tranò.

Citato il figlio dello sposo, Antonino Crucitti "figlio di detto Giuseppe, nato e procreato in costanza di legittimo matrimonio colla fu Francesca Morabito delle pertinenze della Città di Reggio, uxorato in questa di Bova, vivente separatamente ut dixit da detto suo padre, qui presentemente costituto col consenso di detto suo padre".

 

B22 - Notaio Antonio Foti (1719-1721)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1466

2.2.1719

Citato Nicola Arcidiaco, che insieme a molti altri cittadini di San Lorenzo, dichiara "qualmente il Magnifico Sabb'Antonio Asprea di detta Terra, havendo esercitato così l'officio dell'erariato come del governo di giustizia più tempo in questa medesima Terra, dal medesimo di Asprea non si sentono aggravati né maltrattati in cosa veruna sopra dette cariche, per aver quelle esercitato con prudenza e lode".

1467

2.2.1719

Tommaso Mandalari compare come procuratore del Chierico Francesco Asprea della Terra di San Lorenzo.

1486

16.7.1719

Anna Murria, vedova di Domenico De Marco, si presenta insieme al figlio Francesco Antonio de Marco per una vendita a Giovanni Domenico Pugliatti.

1501

1.10.1719

Il "molto Reverendo Canonico Dottor Signor Abate Stefano Murria" di questa città di Bova, vendita a Giuseppe Aromatisi.

1584

3.10.1720

Andrea Pugliatti, della città di Bova, vende al Molto Reverendo Canonico Signor Abate Giovanni Andrea Velonà, procuratore del Venerabile Ospedale della città di Bova, un pezzo di terra aratoria sita nel Territorio dell'Amendolea.

1591

10.11.1720

Il canonico dottor Stefano Murria, vendita al Reverendo Canonico Signor Abate Giovanni Andrea Velonà, procuratore dell'Ospedale di Bova.

1634

15.4.1721

Giuseppe Crucitti e Giuseppe Tranò della città di Bova vendono al Magnifico Giuseppe Pugliatti una chiusura consistente in terre aratorie, vigna sfatta e silvosa, con alberi fruttiferi sita e posta in contrada Plaghie che i due posseggono in comune.

1647

25.8.1721

Donata Sunica della Terra di San Lorenzo moglie di Mariano Cuzzilla. Permuta.

 

 

B22 - Notaio Antonio Foti (1722-1726)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1358

29.3.1722

"Antonino Crucitti figlio di Giuseppe della città di Reggio da più anni cum domo e familia ed uxorato in questa di Bova, e vivente separatamente dal padre, come disse" vende a Paolo Violi di Bova una pianta di vigne in contrada Ongia per il prezzo di ducati 13 e carlini 6.

1448

6.10.1723

Anna Murria, vedova di Domenico Di Marco, compare con i figli Antonio, Gio. Battista e Violante. Vendita a Giovanni Antonio Nesci.

1451

6.10.1724

Capitroli matrimoniali tra Francesco Pugliatti, figlio del Capitano Andrea e della fu Antonina Murria, futuro sposo, e Francesca Spanò, figlia dei furono Antonio e Maria Bertone, futura sposa.

Compaiono Giovanni Domenico Pugliatti abbate, zio materno di Francesca Spanò e zio paterno dello sposo.

 

B22 - Notaio Antonio Foti (1727-1729) - NESSUN ATTO

 

 

 

BUSTA 23

Notaio Antonio Foti di Bova (1698-1741)

 

 

B23 Vol. 139 - Antonio Foti (1698-1729) obblighi

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2279

22.6.1699

Porzia Manti vedova di Giovanni Lorenzo Trapani - dichiara come anni or sono ha fatto donazione irremovibile inter vives una simul et in solidum con detto fu Giovanni Lorenzo di tutti i loro beni mobili e stabili a favore del Reverendo D. Marcello Trapani per l'affetto, ecc.ecc.

2327

30.8.1699

(interessante) testamento dell'arciprete di San Lorenzo Don Antonino Trapani (oriundo dell'Amendolea). Citato il fratello Reverendo Marcello Trapani.

Probabile parentela con il nostro Giovanni Lorenzo fu Giulio Cesare Trapani (il quale - cfr. IMG_2279 - aveva lasciato tutti i beni a Don Marcello Trapani, evidentemente suo parente)

2383

19.8.1703

citata una terra sita e posta in contrada Lacco limitante libeni del Diacono (?) Andrea Archidiaco. Nota: Lacco si trova poco a sud di Chorio, ben prima del bivio per Prunella, ma la contrada Lacchi (citata per esempio in B23 Vol. 136 img. 2167) è nel territorio dell'Amendolea.

2429

1.2.1717

Contrada ARCHIDIACO (citata nel testamento di Don Pietro Elia Stilo, confessore, Vicario Foraneo e Padre Spirituale dell'Oratorio della Congregazione di Gesù e Maria del Casale di Africo).

2471

1719

Testamento del Reverendo Giuseppe Mandalari di Condofuri.

Erede universale: Reverendo D. Marc'Antonio Mandalari, sacerdote, fratello di esso testatore.

Citati gli altri due fratelli Pietro Mandalari e Paolo Mandalari: "conoscendo esso testatore in sua giusta coscienza ut dixit che Paulo Mandalari fu preferito più dell'altri fratelli nell'eredità paterna e materna e l'aumento delli beni che attualmente possiede il testatore fu aumentata ed acquistato con fatiche di detto Pietro come fratelli poi d'essersi accasato detto Paulo per qual causa non compete cosa veruna di quello [che] al presente tiene esso testatore a detto Paulo".

 


B23 Vol. 136 - Antonio Foti (1730-1732)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2017

26.6.1730

Atto rogato a Reggio Calabria.

Tra i testimoni è citato il Chierico Giuseppe Crucitti fu Domenico.

2125

24.2.1732

Il reverendo Stefano Murria di Bova compare come procuratore di suo zio Reverendo don Stefano Murria

2156

5.8.1732

Capitoli matrimoniali tra Giacomo Parisi della Città di Bova ed Ursula Tranò della stessa città.

Citato Giuseppe Crucitti come confinante di una casa coperta sita nella Parrocchia di San Trifonio di Bova.

 

B23 Vol. 137 - Antonio Foti (1733-1736)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

 

21.6.1733

Giuseppe ed Antonio Crucitti compaiono insieme ad altri cittadini della città di Bova come "pratici della Contrada Sant'Anna tenimento di detta città"

2597

2.1.1734

Domenico Pugliatti della città di Bova compare con il nipote Capitan Francesco Pugliatti.

2597

2.1.1734

Capitano Francesco Pugliatti della città di Bova uxorato e vivente separatamente dal padre suo Andrea.

2599

10.1.1734

Citato il capitano Andrea Pugliatti

2610

14.2.1734

Capitano Andrea Pugliatti della terra di Bova e sua moglie Anna Nocera della terra dell'Amendolea.

Citati i figli del capitano Andrea Pugliatti: Dottor Fisico Tommaso Pugliatti e capitan Francesco Pugliatti.

2620

2.3.1734

Dichiarazione del Capitano Andrea Pugliatti della città di Bova, di anni sessant'uno.

2640

18.4.1734

Donata Sunica di San Lorenzo, qui (a Bova) da più anni cum domo et familia, vedova primo loco del fu Andrea Ligato et ultimo loco del fu Mariano Cuzzilla compare con Giuseppe Ligato e Giobatta Cuzzilla, figli e fratelli uterini.

2652

26.9.1734

Compare tra gli altri il Capitano Andrea Pugliatti d'anni 61 in circa, al presente consigliero e più volte deputato ut supra, per una dichiarazione.

2680

6.2.1735

Compare tra gli altri il Capitano Andrea Pugliatti d'anni 60 in circa per una dichiarazione.

fino 2648

2724

4.1.1736

Compare Domenico Pizzi del Casale di Gallicianò, distretto dell'Amendolea, insieme al suo fideiussore Reverendo Pietro Pizzi, suo fratello. Domenico Pizzi vende per il prezzo di 45 ducati un pezzo di terre seminatorie sito in Contrada Pistaria, tenimento dell'Amendolea.

2726

8.1.1736

Capitoli matrimoniali tra Domenco Maisano della città di Bova ed Anna Crucitti, figlia di Giuseppe Crucitti e Mattea Tranò.

2728

5.2.1736

Capitoli matrimoniali tra Luca Gentile e Isabella Scordo, figlia di Giuseppe Scordo e di Ursula Cordoma

 

B23 Vol. 138 - Antonio Foti (1736-1741)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2741

4.1.1736

copia dell'atto già indicato in B23 Vol. 137 - Domenico Pizzi, vendita

2742

8.1.1736

copia dell'atto già indicato in B23 Vol. 137 - capitoli matrimoniali Maisano-Crucitti

2744

5.2.1736

copia dell'atto già indicato in B23 Vol. 137 - capitoli matrimoniali Gentile-Scordo

2747

25.2.1736

Domenico Maisano dichiara, essendosi già celebrato il matrimonio con Anna Crucitti (figlia di Giuseppe Crucitti e Mattia Tranò), di aver già ricevuto tutti i beni dotali descritti nei capitoli matrimoniali (vedi atto in data 8.1.1736)

2822

24.11.1737

Giuseppe Crucitti compare tra i coloni (?) che curano le terre di proprietà dei discendenti del fu reverendo Giacomo Dieni.

2857

22.2.1739

Il Dottor Fisico Tommaso Pugliatti attuale Sindaco della città di Bova compare insieme ad altri cittadini, in merito alla tassa che l'Università deve pagare al procuratore dell'Imperiale Collegio di Madrid.

 

 

BUSTA 119

Notaio Antonino Panagia di Bova (1767-1791)

 

 

B119 Vol. 872 - Antonino Panagia (1767) - NESSUN ATTO

 

B119 Vol. 873 - Antonino Panagia (1768)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

---

4.4.1768

Testamento di Luca Gentile, marito di Isabella Scordo. Compaiono i figli Domenico, Francesco, Domenica (moglie di Antonino Pugliatti), Francesca e Sebastiano, lo zio Sebastiano, il fratello Sebastiano e la sorella Nunzia.

---

10.9.1768

Imposizione di censo tra il dottor fisico Domenico Mesiani e Antonio Crucitti che compare con i figli Domenico e Francesco.

 

B119 Vol. 874 - Antonino Panagia (1769) - NESSUN ATTO

 

B119 Vol. 875 - Antonino Panagia (1770)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

---

29.7.1770

Testamento di Pietro Pizzi di Gallicianò, marito di Margherita Grillo (fratello di Filippo Bruno Pizzi). Compaiono le figlie Anna Maria ed Isabella, i fratelli Antonio e Filippo.

 

B119 Vol. 876 - Antonino Panagia (1771) - NESSUN ATTO

 

B119 Vol. 877 - Antonino Panagia (1772)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

---

3.10.1772

Testamento di Stefano Mandalari di Condofuri (fratello di Marcantonio Mandalari). Compaiono la moglie Lucia Squillaci ed i figli Antonino, Paolo, Michele, Andrea, Bruno e le figlie Elisabetta ed Antonia.

 

B119 Vol. 878 - Antonino Panagia (1773)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

---

6.9.1773

Vendita tra i coniugi Pasquale Dieni e Valenza Verzeri di Bova e Bruno Caracciolo.

 

B119 Vol. 879 - Antonino Panagia (1774) - NESSUN ATTO

 

B119 Vol. 880 - Antonino Panagia (1775) - NESSUN ATTO

 

 

BUSTA 172

Notaio Fortunato Autelitano di Motta Roghudi (1798-1808)

 

 

B172 Vol. 1232 - Fortunato Autelitano (1789) - NESSUN ATTO

 

B172 Vol. 1233 - Fortunato Autelitano (1790)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1791

13.6.1790

Compare da una parte il Magnifico Don Giovanni Mandalari, legittimo procuratore del Dottor Don Filippo Pizzi del Casale di Condofuri (come dal mandato di procura in data 22 maggio 1790) e dall'altra il Suddiacono Don Francesco Andrea Versaci e la Magnifica Preziosa Marino vedova del fu Geronimo Versaci di Motta Roghudi.

I comparenti dichiarano che il suddetto Dottor Don Filippo Pizzi è erede testamentario del fu suo fratello Magnifico Antonio Pizzi, come da testamento nuncupativo rogato dal Notaio Don Francesco Altomonte della Terra di San Lorenzo [NB: il testamento in questione, in realtà, non è stato rinvenuto tra gli atti del suddetto notaio], in virtù quale si trova "immerso nel possesso di tutti li beni descritti in detto Testamento".

"E li divisati di Versaci e Marito, cognati ut supra, anche per nome e parte del Suddetto Magnifico Nicola Maria Versaci, asseriscono vantare pretenzioni e raggioni sopra detta eredità, come robba della Signora Caterina Minniti moglie del divisato fu Antonio Pizzi loro congiunto, per cui si sono fabricati vari atti, e conoscendo tanto l'uni che l'altri quanto di danno e preggiudizio potesse arrecare lo proseguimento dei litiggi e quanto si potrebbero avanzare gli odi e rancori tra congiunti, e risoluti per tal motivo dar fine alle tante spese ed inquietudini, e mossi finalmente dalla considerazione di concorrere fra esse parti stretta parentela, e di volerla conservare, sono divenuti all'infrascritta convenzione, transazione e quietanza finale coll'assegnamento dell'infrascritti beni [...]".

 

B172 Vol. 1234 - Fortunato Autelitano (1791)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1773

24.8.1791

Il Dottor Signor Don Filippo Pizzi della Terra di Condofuri dichiara di possedere tre tenute di Terre Aratorie site e poste nel Tenimento della Terra di Motta Roghudi, l'una nella Contrada Sucia, o sia Scannì, l'altra nella Contrada Candili, e l'ultima nella Contrada Santa Caterina, pervenutegli per eredità dal fu suo fratello Magnifico Antonio Pizzi, e di vendere tali terre a Donato Stelitano per la somma totale di ducati 46.

1774

24.8.1791

Il Dottor Signor Don Filippo Pizzi della Terra di Condofuri dichiara di possedere due tenute di terre aratorie site e poste nel Tenimento della Terra di Motta Roghudi, l'una nella Contrada Suciuso, e l'altra nella Contrada Sellida, pervenutegli per eredità dal fu suo fratello Magnifico Antonio Pizzi, e di vendere tali terre a Fabio Morabito per la somma totale di ducati 26.

1776

24.8.1791

Il Dottor Signor Don Filippo Pizzi della Terra di Condofuri dichiara di possedere due tenute di terre site e poste nel Tenimento della Terra di Motta Roghudi, l'una nella Contrada Fucile e l'altra nella Contrada Cuppari, pervenutegli per eredità dal fu suo fratello Magnifico Antonio Pizzi, e di vendere tali terre a Giovanni Stellitano fu Giuseppe per la somma totale di ducati 17,5.

1778

24.8.1791

Il Dottor Signor Don Filippo Pizzi della Terra di Condofuri dichiara di possedere due pezzetti di terreno beverativi nel Tenimento della Motta, l'uno nella Contrada Rodà con alberi di serico e l'altro nella Contrada Sant'Annunciata alberato parimente con celsi di serico, viti, roveri ed altri alberi fruttiferi, pervenutigli per eredità dal fu suo fratello Magnifico Antonio Pizzi, e "riguardo alla stretta parentela tra loro vertente, ha risoluto cederlo e rilasciarlo" al Reverendo Scipione Pannuti "per atto gratuito e benevolenza".

Nota: il Reverendo Scipione Pannuti era infatti fratello di Argenta Pannuti, ed era perciò zio di Elisabetta Mandalari, moglie di Filippo Pizzi.

1780

26.8.1791

Il Dottor Signor Don Filippo Pizzi della Terra di Condofuri dichiara di possedere i seguenti beni pervenutigli per eredità dal fu suo fratello Magnifico Antonio Pizzi:

- un comprensorio di terre scapole dentro la Chiusura di dette (?) vigne, non che altro pezzo di vigne fuori dalla Chiusura alberate con alberi di olivo, pirare, prunare ed latri alberi fruttiferi posti fuori di detta Chiusura site e poste nella Contrada Sprighò Tenimento di Motta Roghudi.

- un altro pezzo di terreno abeveraticcio sito accanto  il molino di detta Motta, alberato con alberi di fighi, canneto, nocera, ed altri alberi fruttiferi

- un'altra terra aratoria sita e posta nella Contrada Castanea tenimento della prefata Motta

Il Dottor Don Filippo Pizzi vende al Signor Don Domenico Tripepi, Patrizio della Città di Sant'Agata di Reggio, commorante nella suddetta Villa, per la somma di ducati 190.

 

B172 Vol. 1235 - Fortunato Autelitano (1792)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1743

11.4.1792

Il Reverendo Signor Don Scipione Pannuti di Motta Roghudi dona vari beni, che gli pervennero per eredità dal fu Abate Geronimo Iaria, al nipote ex parte fratris Don Giuseppe Pannuti, affinchè possa ascendere ai sacri ordini.

Don Scipione Pannuti era figlio di Geronimo Pannuti e di Domenica Iaria, ed era dunque fratello di Argenta Pannuti e zio di Elisabetta Mandalari. L'Abate Geronimo Iaria era un fratello di Domenica Iaria, ed era perciò zio di Don Scipione Pannuti (cfr. B172 Vol. 1250 - Fortunato Autelitano, 17.1.1807).

1745

3.5.1792

Testamento della Magnifica Olimpia Pannuti, vedova del fu Signor Notaio Domenico Trapani domiciliata nel luogo detto Alloghorio, pertinenza della Terra di Roccaforte.

La testatrice istituisce come eredi universali i suoi figli Fortunato e Giannandrea Romeo, figli del primo marito Domenico Romeo, e Giovannantonio e Geronimo Trapani, figli del secondo marito Domenico Trapani, e specifica (come d'uso) che le figlie Rosa Romeo ed Anna Trapani, poichè a suo tempo dotate di paraggio, non possono pretendere cosa alcuna.

1751

18.8.1792

Il Dottor Signor Don Filippo Pizzi della Terra di Condofuri dichiara di possedere due terre aratorie site e poste nel tenimento di Motta Roghudi, l'una nella contrada Tauroro e Fabiulli e l'altra nella contrada Lanatà, pervenutegli per eredità dal fu suo fratello Magnifico Antonio Pizzi, e di vendere tali terre a Lorenzo Nucera per la somma totale di ducati 31.

1753

18.8.1792

Il Dottor Signor Don Filippo Pizzi della Terra di Condofuri dichiara di possedere un pezzetto di terreno sito e posto nella Contrada Gheromandi seu Biscia, tenimento di Motta Roghudi, ed una "casuncola diruta", pervenutegli per eredità dal fu suo fratello Magnifico Antonio Pizzi, e di vendere tali terre a Sebastiano Romeo fu Pietro della Motta per la somma totale di ducati 17.

 1757

19.8.1792

Il Dottor Signor Don Filippo Pizzi della Terra di Condofuri dichiara di possedere un pezzo di linata alberata con celsi di serico ed altri alberi fruttiferi non che altri tre piedi di celsi di serico siti in contrada Tomasi tenimento della Terra della Motta, pervenutegli per eredità dal fu suo fratello Magnifico Antonio Pizzi, e di vendere tali terre a Giovann'Antonio Trapani di Roccaforte per la somma totale di ducati 14.

 1759

19.8.1792

Il Dottor Signor Don Filippo Pizzi della Terra di Condofuri dichiara di possedere un capitale di censo di docati sedici per la corrispondente annualità di carlini otto sopra tre case, cioè l'una di Giovanni Alati di Stefano in carlini due, l'altra di Antonino Maesano fu Francesco in altri carlini due, e l'altra di Sebastiano Stelitano di Rocco in carlini quattro, pervenutegli per eredità dal fu suo fratello Magnifico Antonio Pizzi.

Filippo Pizzi vende tale capitale al Reverendo Don Scipione Pannuti della Motta (zio di sua moglie Elisabetta Mandalari).

1760

19.8.1792

L'Arciprete di Motta Roghudi, Don Antonino Romeo, dichiara di possedere due capitali da 30 ducati ciascuno su di un diverso fondo ipotecato, oggi di proprietà del Dottor Signor Don Filippo Pizzi della Terra di Condofuri.

Il primo dei due fondi pervenne a Don Filippo Pizzi per cambio con fu Magnifico Don Domenico Nucera e l'altro per eredità da suo fratello Magnifico Antonio Pizzi.

Don Filippo Pizzi riscatta le due terre consegnando all'Arciprete di Motta Roghudi altre proprietà per il valore di ducati sessanta.

 

B172 Vol. 1236 - Fortunato Autelitano (1793) - NESSUN ATTO

 

B172 Vol. 1237 - Fortunato Autelitano (1794) - NESSUN ATTO

 


B172 Vol. 1238 - Fortunato Autelitano (1795)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1700

4.8.1795

Il Signor Dottor Filippo Pizzi del Casale di Condouri dichiara di possedere due pezzi di fondi alberati di querce di ghiande, olivare, vigna, cerasare, castagnare ed altri alberi fruttiferi siti e posti l'uno nella Contrada San Nicola, tenimento della Motta Roghudi, e l'altro nella Contrada Camarino dello stesso Tenimento, pervenutegli per eredità dal fu suo fratello Magnifico Antonio Pizzi.

Filippo Pizzi vende all'Arciprete di Roccaforte Antonino Marino i due terreni per il prezzo di ducati 130.

 

B172 Vol. 1239 - Fortunato Autelitano (1796) - NESSUN ATTO

 

B172 Vol. 1240 - Fortunato Autelitano (1797)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1674

27.4.1797

Andrea fu Stefano Mandalari e Pietro di Giacomo Mandalari, di Condofuri, attestano di aver affittato una barca a vela per la scorta ed il trasporto di alcuni carcerati e dei loro custodi, dalla Marina di Melito a una prigione vicina, per ordine del Governatore dello Stato dell’Amendolea.

Andrea Mandalari era nipote di Marcantonio (figlio di suo fratello Stefano) mentre Pietro era probabilmente un nipote di Andrea (nello Stato Civile di Condofuri è registrato un Pietro Mandalari deceduto nel 1860 a circa 84 anni, figlio di Giacomo Mandalari e di Bruna Mandalari, dove Bruna Mandalari era una sorella di Andrea).

 

B172 Vol. 1241 - Fortunato Autelitano (1798) - NESSUN ATTO

 

B172 Vol. 1242 - Fortunato Autelitano (1799) - NESSUN ATTO

 

 

B172 Vol. 1243 - Fortunato Autelitano (1800) - NESSUN ATTO

 

B172 Vol. 1244 - Fortunato Autelitano (1801) - NESSUN ATTO

 

B172 Vol. 1245 - Fortunato Autelitano (1802) - NESSUN ATTO

 

B172 Vol. 1246 - Fortunato Autelitano (1803) - NESSUN ATTO

 

B172 Vol. 1247 - Fortunato Autelitano (1804) - NESSUN ATTO

 

B172 Vol. 1248 - Fortunato Autelitano (1805) - NESSUN ATTO

 

B172 Vol. 1249 - Fortunato Autelitano (1806) - NESSUN ATTO

 

B172 Vol. 1250 - Fortunato Autelitano (1807)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1497

17.1.1807

Testamento del Reverendo Scipione Pannuti di Motta Roghudi (fratello di Argenta Pannuti e perciò zio di Elisabetta Mandalari).

Il testatore nomina eredi i suoi nipoti Reverendo Giuseppe, Giannandrea e Tommaso Pannuti, figli di suo fratello.

Viene citato il padre del testatore, Girolamo Pannuti, lo zio paterno Abate Domenico Pannuti, ed i suoi zii materni Abate Geronimo Iaria e Scipione Iaria (fratelli di sua madre Domenica Iaria).

Viene citata inoltre un'altra nipote Domenica Pannuti, figlia del fu Vittorio Pannuti, fratello del testatore, esclusa dall'eredità dal momento che per le prime nozze col fu Don Francesco Papisca di Cardeto ebbe 600 ducati in dote, e dopo il secondo matrimonio con Saverio Russo (nipote del primo marito) vendette allo stesso Reverendo Scipione Pannuti certi fondi ricevuti in dote ritenendoli poco utili data la lontananza.

Il testatore dichiara infine "qualmente D. Olimpia e D. Argenta Pannuti di lui sorelle furono state dotate di paraggio dal di loro comun Padre fu Magnifico Gerolamo Pannuti, ed allora la casa si ritrovava più bassa di beni di fortuna, per cui non rimase l'uguale pozione agl'altri fratelli, e l'asse ereditario del Testatore suddetto e robba sua propria pervenutali per eredità lasciatale dalli quondam di loro zii e per compra dal medesimo fatta e con suo proprio danaro come si ravvisa dai respettivi testamenti e scritture di compra, per cui ne è assoluto Patrone di disponere come di sopra ha disposto; che perciò escludendo come esclude formalmente dalla sudetta di lui eredità le sudette D. Olimpia e D. Argenta Pannuti di lui sorelle [...]".

 

 

B172 Vol. 1251 - Fortunato Autelitano (1808) - NESSUN ATTO

 


 

BUSTA 223

Notaio Francesco Familiari di Melito (1789-1806)

 

 

B223 Vol. 1547 - Francesco Familiari (1789)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2883

19.11.1789

Citato il matrimonio tra Antonia Marino, figlia di Giovanna Alati e Carmelo Marino, e Natale Guerrera.

Citato Bruno Andrea Curatola, attuale marito di Giovanna Alati, e padrone di due terzi di un edificio in contrada Caridia, avuto in dote dalla moglie Giovanna Alati (madre della sposa). L'edificio, si legge, fu acquistato dal fu Carmine Alati padre del fu Giuseppe Alati (plausibilmente padre di Giovanna Alati).

La stessa proprietà in contrada Caridia, di proprietà di Giuseppe Alati, poi passata a Bruno Andrea Curatola e Natale Guerrera, compare nell'elenco dei beni dell'Illustre Marchese del Feudo di Pentidattilo, D. Litterio Caracciolo, contenuto in B228 Vol. 1584 (notaio Francesco Familiari).

 


B223 Vol. 1548 - Francesco Familiari (1790)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2900

24.4.1790

Bruno Andrea Curatola "della Terra di San Lorenzo da più anni abitante in questa Villa di Melito" acquista un giardino sito e posto in Contrada Pallica da Pasquale, Paolo e Domenico Maressa per la somma di ducati 261 e grana 50.

2903

24.4.1790

Bruno Andrea Curatola "della Terra di San Lorenzo da più anni abitante in questa Villa di Melito" vende due piedi di celso nero siti e posti nel giardino di Domenico Romeo in Contrada Pallica a Giovanni Battista Marino per la somma di ducati 25.

 


B223 Vol. 1549 - Francesco Familiari (1791)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2856

17.1.1791

Bruno Andrea Curatola compare in qualità di sindaco della Terra di Pentidattilo insieme ad altri cittadini dichiarando dati vari sui corpi feudali.

2860

1.3.1791

Domenico Antonio Caracciolo della terra di Pentidattilo dichiara che "nelli principi del mese di giugno dello scorso anno 1790, essendo venuta in questo suo feudo di Pentidattilo sua Eccellenza Signor Marchese di San Luca, Don Alessandro Maria Clemente, vi era allora per suo agente ed amministratore delle rendite del medesimo il Dr. D. Antonino Alati di Montebello, e questo dettò al medesimo Magnifico Caracciolo una supplica in nome di tutti quanti questi vassalli cercando che per grazia gli fossero sospesi i pagamenti da loro dovuti al libro erariale, senza che alcuno altro individuo in tal atto ne fosse intervenuto, qual supplica poi fu dal medesimo agente consegnata al nominato Eminentissimo Signor Marchese come l'accerta il Magnifico Bruno d'Andrea Curatola; dichiara di vantaggio che tante altre suppliche da esso costituto fatte in detta felice venuta per bonifiche di debiti erariali furono de verbo ad verbum dettate dal detto agente Alati".

2860

1.3.1791

Il Magnifico Bruno d'Andrea Curatola fu Lorenzo, "attualmente sindaco di questo stato di Pentidattilo, sponte non vi con giuramento asserisce ed espressamente dichiara come nell'anno 1790 circa li principi del mese di giugno venne da Siano in quest'altro suo Feudo di Pentidattilo Sua Eccellenza Signor Marchese di San Luca D. Alessandro Maria Clemente, e ritrovandosi in detto suo feudo aggente ed amministratore delle rendite del medesimo il Magnifico Dr. D. Antonino Alati di Montebello questo per suoi privati fini chiamatosi il Magnifico Domenico Antonio Caracciolo della divisata Terra di Pentidattilo qual cancellieri di detta università gli dettò una supplica nomine omnium di questi suoi vassalli chiedendo dal prefato Eccellentissimo Signore un abolimento delli debiti attrassati nel libro erariale e questa poi esso d'Alati la consignò ad esso costituto d'Andrea Curatola accioché qual sindaco la presentasse al montuato Ecc.mo Signor Marchese, che non sapendo più che tanto la presentò al nomato signor Marchese".

 

B223 Vol. 1550 - Francesco Familiari (1792) - NESSUN ATTO

 


B223 Vol. 1551 - Francesco Familiari (1793)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2393

10.1.1793

Il Reverendo Signor Dittereo D. Lorenzo Mandalari figlio del fu Magnifico Vittorio, ed il Reverendo D. Domenico Cordova figlio del fu D. Bartolomeo della Terra di Melito dichiarano:

"Come avendo esercitato per lo spazio d'un anno in questa Villa di Melito, Stato di Pentidattilo, da Governatore e Giudice il Dr. D. Ilario Antonio De Mari della Città di Castelvetere in questa Provincia di Calabria Ultra, lo stesso si portò in detto tempo con tutta onoratezza ed esemplare nel esercizio di detto Governo, amante della giustizia, caritatevole verso i poveri e non interessato verso i suoi diritti che li competeano, anzi ci costa benissimo che per la corrente sterilità dell'annata non esiggé neppure una semplice querela librettaria, cosa che recò ad ogn'uno ammirazione, ma si mantenne di proprio con quello soccorso della sua propria casa" [...]

 

B223 Vol. 1552 - Francesco Familiari (1794) - NESSUN ATTO

 

B223 Vol. 1553 - Francesco Familiari (1795) - NESSUN ATTO

 


B223 Vol. 1554 - Francesco Familiari (1796)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2602

17.9.1796

Don Domenico Caracciolo fu Vincenzo compare insieme ad alcuni altri cittadini di Penditattilo, "i quali sono la più sana parte ed antichi massari di campagna di detta Terra".

I comparenti rilasciano una deposizione riguardante una terra in Contrada Silipinghi sita nel Tenimento di Pentidattilo.

 


B223 Vol. 1555 - Francesco Familiari (1797)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2626

18.10.1797

Capitoli matrimoniali tra Fortunato Curatola, figlio del Magnifico Don Bruno Andrea Curatola e di Giovanna Alati, e Giuseppa Vernagallo, figlia del Signor Don Domenico Antonio Vernagallo. All'interno dei capitoli matrimoniali è indicata una donazione effettuata da Don Bruno Andrea Curatola al figlio.

 

B223 Vol. 1556 - Francesco Familiari (1798) - NESSUN ATTO

 

B223 Vol. 1557 - Francesco Familiari (1799) - NESSUN ATTO

 


B223 Vol. 1558 - Francesco Familiari (1800)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2287

27.9.1800

Capitoli matrimoniali tra Annunziata Familiari, figlia di Natale e di Giuseppa Caracciolo, e Francesco Antonio Catanoso.

La sposa è una cugina di Maria Saveria Curatola (moglie di Andrea Mandalari). Gli sposi sono bisnonni di San Gaetano Catanoso (1879-1963).

2295

13.10.1800

Capitoli matrimoniali tra la Magnifica Maria Curatola, figlia di Don Bruno Andrea Curatola e Giovanna Alati, e Don Vincenzo Caracciolo figlio di Don Domenico Caracciolo.

 


B223 Vol. 1559 - Francesco Familiari (1801)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2711

29.8.1801

Il Magnifico D. Bruno Andrea Curatola acquista da Giuseppa Abramo, vedova del fu Pasquale Zampaglione, e dai suoi figli, un pezzo di giardino in contrada Fundachello.

 

B223 Vol. 1560 - Francesco Familiari (1802) - NESSUN ATTO

 


B223 Vol. 1561 - Francesco Familiari (1803)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2788

20.10.1803

Il Magnifico Don Bruno Andrea Curatola di Melito acquista dai coniugi Stefano Migale di Demetrio ed Antonina Zampaglione del fu Pasquale, per la somma di quaranta ducati, "un pezzetto di stabiletto in Contrada Fondachello tenimento di detta Villa alberato ti celsi negri e fichi ed altri alberi di frutto d'una mondellata circa, limitante Antonino Condello per libeccio, per scirocco la strada pubblica, per montagna o sia la parte di sopra detto Magnifico di Curatola soggetto solo al peso del censo alla Camera Marchesale, del resto franco".

2813

4.12.1803

Il Magnifico Don Bruno Andrea Curatola di Melito acquista dai coniugi Domenico Crea e Fortunata Zampaglione, per la somma di trentanove ducati e cinquanta grana, un pezzetto di stabile “sito e posto nella Contrada Fondachello tenimento di detta Villa limitante per mezzogiorno Antonino Condello, per la parte di sopra e per la tramontana l'istesso di Curatola, per scirocco Francesco Leone, alberato di celsi neri, ficari ed altri alberi di frutto di una mondellata circa di terreno col peso dell'annuo censo di carlini quattro debendi alla Camera Marchesale, del resto franco".

 


B223 Vol. 1562 - Francesco Familiari (1804)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2474

2.1.1804

Don Bruno Andrea Curatola del fu Lorenzo di San Lorenzo, abitante nella Villa di Melito "cum domo et familia". Rinnovo enfteusi su una nasida in Contrada San Fantino beveraticcia, alberata con fichi, una nucera, olivi ed altri alberi di frutto che li pervenne dal fu Antonio Cordova.

2491

3.1.1804

Il Regio Notaio Don Vincenzo Savoia rinnova il contratto di enfteusi su uno stabile in Contrada Bagaladi con celsi di serico, con piante d'olive e con un altro pezzo di terreno che gli fu censuito il 16 gennaio 1793 per atti del Regio Notaio Don Francesco Antonio Altomonte.

2499

5.1.1804

Lorenzo, Bruno ed Antonina Arcidiaco figli del fu Sabba, della villa di Prunella. Rinnovo contratto di enfteusi.

2504

5.1.1804

Magnifico Don Bruno Andrea Curatola. Rinnovo contratto di enfiteusi su di una terra aratoria sita e posta in contrada Monasterace, una metà terra di tumulate due e mezza nella Contrada Majorana in società con Domenico Nocera ed un'altra terra in contrada Majorana di tumulate otto "delle quali quattro li diede al Magnifico Natale Guerrera e quattro rimasero di suo conto".

2506

5.1.1804

Reverendo Don Lorenzo Mandalari. Rinnovo contratto di enfiteusi su di una metà terra in contrada Monasterace ed un'altra tera nella stessa contrada alberata di vigna e terre scapole.

2527

3.6.1804

Francesco Arcidiaco alias Bilicchi di San Pantaleone. Rinnovo contratto di enfiteusi su mezza vigna in contrada Gurda che li pervenne per titolo di dote da Giovanna Rodà figlia del fu Nunziato.

2571

21.9.1804

Antonino "Arcidiacono" è citato come confinante di un terreno in vendita in contrada Roccazana tenimento della villa di Chorio.

 


B223 Vol. 1563 - Francesco Familiari (1805)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

3019

29.1.1805

Il signor Dottor Don Domenico Antonio Pizzi (figlio di Filippo Pizzi) compare come legittimo procuratore dell'Eccellentissimo Signor Don Francesco Ruffo Principe della Motta.

3071

31.1.1804

Don Francesco e Don Pantaleo Mandalari, fratelli, figli del fu Don Marco Antonio Mandalari di Condofuri. Rinnovo contratto di enfiteusi.

3107

1.2.1805

Olimpia Pannuti, vedova del fu Magnifico Notaio Don Domenico Trapani di Roccaforte, figlia del fu Girolamo Pannuti (quindi sorella di Argenta Pannuti), dona un fondo ai due figli Girolamo Trapani e Giovanni Antonio Trapani "per averla più degli altri di lei figli assistita nelle di lei infermità".

Citati anche gli altri figli Fortunato Romeo, Giovanni Andrea Romeo e Rosa Romeo (questi ultimi figli erano nati dal primo matrimonio di Olimpia Pannuti con Domenico Romeo, come leggiamo dal testamento di Olimpia Pannuti, cfr. B172 Vol. 1235 - Fortunato Autelitano, 3.5.1792)

3138

2.2.1805

Il Dottor Don Domenico Antonio Pizzi figlio del fu Filippo Pizzi e della vivente Elisabetta Mandalari di Condofuri. Rinnovo contratto di enfiteusi su di un fondo alberato di celsi di serico ed altri alberi sito nella contrada Pristaria.

3163

6.2.1805

Il Signor Dottor Don Carmine Archidiacono della città di Bagnara compare come procuratore del Principe della Motta e dei Duchi di Bagnara Don Francesco Ruffo.

3203

21.3.1805

Il Dottor Domenico Antonio Pizzi, (figlio di Filippo Pizzi ed Elisabetta Mandalari di Condofuri) richiesta all'erario dell'Eccellentissimo Signor Principe della Motta e dei Duchi di Bagnara relativamente ad una terra nella Contrada Vivo, tenimento dell'Amendolea, di tomolate dodici circa. "Perchè la suddetta terra è unica e divisa dalle altre Terre dell'Ecc.ma Camera, così il supplicante desidera che li fosse concessa ad estaglio perpetuo anche coll'avanzo di altri tumuli due di grano affine di poter fare una piccola chiusura per commodo di erba per li propri animali".

3223

31.3.1805

Il Magnifico Don Bruno Andrea Curatola della Villa di Melito acquista dal Magnifico Francesco Maria Cordova fu Gabriele della Terra di San Lorenzo uno stabile sito e posto nella contrada San Fantino alberato d'alberi d'olive, roveri ed altri alberi da frutto per il prezzo di ducati 119 e grana 60.

 

B223 Vol. 1564 - Francesco Familiari (1806) - NESSUN ATTO

 

 

BUSTA 224

Notaio Francesco Familiari di Melito (1807-1812)

 

 

B224 Vol. 1565 - Francesco Familiari (1807) - NESSUN ATTO

 

B224 Vol. 1566 - Francesco Familiari (1808) - NESSUN ATTO

 

B224 Vol. 1567 - Francesco Familiari (1809) - NESSUN ATTO

 

B224 Vol. 1568 - Francesco Familiari (1810) - NESSUN ATTO

 


B224 Vol. 1569 - Francesco Familiari (1811)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

5172

22.2.1811

Il signor Stefano Mandalari, figlio del fu Signor Andrea e della Signora Francesca Romeo del Comune di Condofuri "asserisce ed espressamente dichiara come desidera ascendere allo stato ecclesiastico che da più tempo il medesimo si trova vestito con le debite licenze e desideroso voler continuare a servire a Dio nello stato ecclesiastico vuole ordinarsi alli primi ordini e gradatamente agl'ordini sagri ed avendo bisogno a tenore dei sacri canoni e Concilio di Trento di costituirsi il patrimonio sacro di ducati cinquecento".

Citate, tra le varie proprietà, un fondo che "li pervenne ad esso signor Stefano per titolo di eredità per la morte del di lui padre d'anni cinque che fu, nell'anno milleottocento e cinque".

5339

10.8.1811

Il signor Bruno d'Andrea Curatola figlio del fu Signor Lorenzo, domiciliato in Melito, acquista per il prezzo di ducati 66 e 50 grana da Francesco Ruffo Principe della Motta, tramite il suo agente Giovani Lucisani, due tumuli ed un quarto di un comprensorio di terre seminatorie dell'estensione di tumuli otto.

Tali tumuli due e un quarto sono già coltivati "in fitto" da esso signor Curatola.

5474

7.10.1811

Il signor D. Bruno Andrea Curatola figlio del fu Lorenzo, proprietario, domiciliato in Melito in casa propria nel luogo detto "La Torre", affitta da Francesco Ruffo Principe della Motta, tramite il suo erario Domenicio Antonio Curatola figlio del fu Signor Lorenzo, il "giardino grande di Prumella con il mulino novo". Tale proprietà si estende per tumulate trenta, con otto case di terzo rango ed altre quattro "dirute" come da estratto catastale allegato.

L'affitto è per quattro anni a partire dal passato 1° settembre 1811 fino a tutto agosto 1815 per il prezzo di ducati 215 annuali.

5509

11.11.1811

Testamento di Domenica Mandalari, figlia del fu Marcantonio Mandalari di Condofuri, vedova del fu Saverio Anghelone.

La testatrice istituisce erede universale il suo unico figlio maschio Filippo Anghelone e la figlia Pasqualina "che dalla fanciullezza è stata acciaccata d'infermità ed oggi colla tropecia".

Cita inoltre le altre tre figlie Sicilia (Cecilia) moglie di Leonardo Asprea, Bruna (moglie di Natale Gurnari) e [?] (moglie del Signor Bruno Mafrici).

5511

11.11.1811

Testamento di Pasqualina Anghelone, figlia di Domenica Mandalari e di Saverio Anghelone, "inferma di corpo da più anni con cronica infermità ma attualmente seduta su una sedia".

La testatrice istituisce come suo erede universale il fratello Filippo, per essere stata "dal medesimo mantenuta e per la mia lunga infermità sempre quasi sul letto, e dal medesimo fui assistita con continui medicamenti e di ogn'altro bisognevole alla mia persona".

5576

14.12.1811

Testamento del Signor Bruno Andrea Curatola, figlio del fu Lorenzo, marito di Giovanna Alati, proprietario, domiciliato nel comune di Melito.

Il testatore istutuisce come erede universale il figlio Signor Fortunato Curatola, marito della fu Giuseppa Vernagallo, e ne cita i figli Domenico Antonio, Bruno ed Antonino Curatola.

Cita inoltre le figlie Anna Maria, moglie del Signor Vincenzo Caracciolo, Domenica, moglie di Salvatore Alati (figlio quest'ultimo del fu Dottor Paolo Alati), e Porzia. Per le prime due figlie elenca i beni che furono loro dati come dote.

 


B224 Vol. 1570 - Francesco Familiari (1812)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

5897

25.1.1812

Testamento di Domenico Antonio Caracciolo fu Vincenzo.

6010

28.4.1812

Il Signor Sacerdote D. Carmelo Pontari, in esecuzione della facoltà specialmente avuta dalla Comuneria sua Principale ha conceduto e censuito in enfiteusi perpetua a favore del Signor Arciprete Don Michele Mandalari figlio del fu Signor Stefano domiciliato nel Comune di Condofuri una terra alberata d'olivare, perare ed altri alberi propriamente della cennata Comunia sita nella Condata S. Simio Comune di Condofuri.

6083

1.7.1812

I signori D. Fortunato Curatola figlio di Bruno Andrea, e Bruno Andrea Curatola figlio del fu Lorenzo, padre e figlio, domiciliati nel comune di Melito in case proprie nel luogo detto "La Torre", dichiarano che il Sindaco ed il Decurionato del Comune di Melito hanno nominato il Signor Fortunato Curatola come Cassiere dell'Università di Melito.

Il Signor Fortunato Curatola deve dunque dare "una esecuzione in beni immobili liberi d'ippoteca d'un valore tra il terzo e la metà dell'annua rendita di detta Università".

Padre e figlio ipotecano un fondo del valore di ducati 400 ed una casa palazziata sita in Melito nel luogo detto "La Torre" del valore di ducati 200, che insieme coprono il valore richiesto dato che "la rendita comunale ascende a lire 3315 e centesimi 40 che sono ducati 753 e grana 50".

6114-15

17.7.1812

Dichiarazione di Emancipazione.

Compare il Signor Bruno D'Andrea Curatola figlio del fu Signor Lorenzo proprietario domiciliato in Melito in case proprie nel luogo detto "La Torre" insieme al suo unico figlio maschio Fortunato Curatola, procreato in costanza di legittimo matrimonio con la signora Giovanna Alati figlia del fu Giuseppe Alati.

Il Signor Bruno Andrea Curatola dichiara che il 18 novembre dell'anno 1797 fu celebrato il matrimonio tra il figlio Fortunato Coratola e la fu Giuseppa Vernagallo, figlia del fu Domenico Antonio, "per cui d'allora fu dal medesimo autorizzato di portare da sé, agire e di fare qualunque acquisto avendolo emancipato fin da quell'epoca del matrimonio e reso libero".

Cfr. capitoli matrimoniali tra Fortunato Curatola e Giuseppa Vernagallo, B223, Vol. 1555.

6117

18.7.1812

Compravendita tra il Signor Agente Generale del Signor Principe della Motta, Don Giovanni Lucisano domiciliato in Bagnara, ed il Signor Fortunato Coratola di Melito (figlio di Bruno Andrea Curatola e Giovanna Alati). La compravendita riguarda una verra aratoria in contrada Cosolito, parte del Comune di San Lorenzo, di tumulate 16 per il prezzo e valore di lire millecinquecento trentuno e centesimi venti, che sono ducati 348.

6128

18.7.1812

Compravendita tra il Signor Agente Generale del Signor Principe della Motta, Don Giovanni Lucisano domiciliato in Bagnara, ed il Signor Fortunato Coratola di Melito (figlio di Bruno Andrea Curatola e Giovanna Alati). La compravendita riguarda una terra aratoria di tumulate ventidue in contrada Sottoscano seu Bordino, per il prezzo e valore di lire mille settecento quattro e centesimi 26, che sono ducati 387 e grana 33.

6173

1.8.1812

Censuazione perpetua tra il Signor Agente Generale del Signor Principe della Motta, Don Giovanni Lucisano, domiciliato in Bagnara, ed il Signor Domenico Antonio Pizzi figlio del fu Filippo Pizzi, domiciliato in Condofuri.

L'affitto riguarda un mulino in contrada Ospite del Comune di Condofuri, unitamente al piccolo fondo contiguo al molino suddetto alberato di celsi di serico ed altri alberi fruttiferi, con casa rurale ed altro, per l'annuo censo di lire 308, che sono ducati 70.

6179

6.8.1812

Compravendita tra il Signor Fortunato Coratola (figlio di Bruno Andrea Curatola e Giovanna Alati) ed altri, ed il Signor Agente Generale del Signor Principe della Motta. La compravendita riguarda una terra aratoria dell'estensione di tumulate tredici (delle 58 totali) in contrada Spilonga per la somma di lire 1658 e centesimi 80.

L'atto è incompleto ma si trova qualche dato in più nel repertorio in B228 Vol. 1587bis.

 

 

BUSTA 225

Notaio Francesco Familiari di Melito (1813-1816)

 

 


B225 Vol. 1571 - Francesco Familiari (1813)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

3702-06

1.8.1813

Testamento di Vincenzo fu Domenico Mafrici di Bagaladi. Citati il figlio Domenico e la figlia Domenica moglie di Giuseppe Romeo.

3776

21.12.1813

Il Sacerdote Lorenzo Mandalari figlio del fu Signor Saverio domiciliato in Melito vende a Filippo Orlando una casetta “terranea” ed un casalino siti nel distretto di Melito per il prezzo di lire 179 e centesimi 8.

 


B225 Vol. 1572 - Francesco Familiari (1814)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

6548

7.1.1814

L'Arciprete Ludovico Mandalari figlio del fu Giuseppe domiciliato in San Lorenzo nel luogo detto il Castello vende al signor Saverio Bova per la somma di lire 1144 una casa solariata consistente in tre camere e cocina con suoi bassi sita e posta nel distretto di questo comune (è accluso un estratto catastale compilato dal "cancelliere archiviario di questo comune di San Lorenzo").

6579

20.2.1814

L'ex Arciprete Ludovico Mandalari figlio del fu Signor Giuseppe, domiciliato nel comune di San Lorenzo nel luogo detto "sotto il castello" vende al Signor Carmelo Pontari per la somma di lire 352 un fondo alberato di roveri sito e posto nella contrada Marullà "seu Uraduri".

 


B225 Vol. 1573 - Francesco Familiari (1815)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

3409

24.9.1815

Testamento di Litteria Savoia figlia del fu Notaio Giuseppe Savoia di Bagnara, vedova del Notaio Saverio Mandalari di San Lorenzo.

3442

20.12.1815

Capitoli matrimoniali tra Maria Saveria Cilea, figlia del Signor Giuseppe Cilea e di Imara Caracciolo, ed il signor Francesco Tropea, figlio del signor D. Tommaso domiciliato in Reggio (nel luogo detto Corso Borbonio). Il padre della sposa promette la somma di ducati 550 in mobile ed immobile ai quali si aggiungono 150 ducati lasciati come legato nel testamento del fu Signor Zio D. Antonino Cilea (che fu arciprete di Pentidattilo).

 


B225 Vol. 1574 - Francesco Familiari (1816)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

6344

21.3.1816

Il Signor D. Bruno D'Andrea Curatola figlio del fu Signor Lorenzo, domiciliato nel Comune di Melito, affitta dal Signor Principe della Motta (e per esso dal suo erario Domenico Antonio Curatola fu Lorenzo, di San Lorenzo), un fondo grande sito e posto nel luogo detto Prunella alberato di celsi negri, bianchi, case di nutricato ed un molino per la somma annua di ducati 235 per anni quattro continui principiando dal mese di settembre corrente anno 1816.

6347

23.3.1816

Il signor Sacerdote D. Lorenzo Mandalari figlio del Signor Saverio domiciliato in questo comune di Melito in case proprie nel luogo detto Armà vende al signor Saverio Bova per il prezzo di 74 ducati una casa solariata sita nel Comune di San Lorenzo ed un pezzo di roveri nella contrada Lidraga ossia Spartilli

6459

20.10.1816

Il Signor Sacerdote Don Lorenzo Mandalari figlio del fu Signor Saverio domiciliato in Melito vende a Francesco Crea fu Giuseppe, domiciliato in San Lorenzo, per la somma di ducati 35 un pezzetto di fondo sito e posto nella Contrada Anzella parte di detto Comune di Melito alberato con alberi da frutto e celsi pervenutogli per eredità dal fu signor Don Lodovico Arciprete Mandalari.

 

 

BUSTA 226

Notaio Francesco Familiari di Melito (1817-1819)

 

 


B226 Vol. 1575 - Francesco Familiari (1817)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

7603

3.6.1817

Testamento di Lorenzo Arcidiaco figlio del fu Costantino e di Candelora Quattrone, domiciliato in Melito nel luogo detto La Piazza. Vengono indicati come eredi universali i figli maschi Antonino, Giovanni e Concesso, il primo dei quali nato in costanza di matrimonio con la fu Vittoria Vazzana, e gli altri due nati dal matirmonio con Antonina Mandica.

Citate le figlie Teresa (moglie di Fortunato Manti), Francesca (moglie di Antonino Giglietta), Candelora (moglie di Pietro Pizzi), e Carmela (moglie di Fortunato Ligato).

7893

10.10.1817

Il signor Sacerdote Don Lorenzo Mandalari figlio del fu Signor Notaio Don Saverio, domiciliato in Melito, acquista da Antonio Battaglia una vigna alberata sita e posta nella contrada Camara di San Lorenzo per la somma di ducati 50.

 


B226 Vol. 1576 - Francesco Familiari (1818)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

6883

5.2.1818

Testamento di Antonio Arcidiaco, figlio di Lorenzo Arcidiaco e Vittoria Vazzani. Il testatore istituisce come eredi universali i fratellastri e le sorellastre Giovanni, Concesso, l'erede della fu Francesca, Candelora, Teresa e Carmela Arcidiaco, figli e figlie di Lorenzo Arcidiaco ed Antonina Mandica.

6915

12.3.1818

Antonino e Giovanni Battista Panzera, figli del fu Domenico, proprietari di Melito, dichiarano di aver avuto e ricevuto dal Signor Don Bruno D'Andrea Curatola proprietario, domiciliato in questo comune, ducati 460 di moneta effettiva di regno e si impegnano a restituirli e consegnarli entro il mese di luglio corrente anno 1818.

Le parti dichiarano ancora che se al maturo non adempiranno al puntuale pagamento esso signor Curatola fosse nella sua liberata forma esecutore sopra tutti i beni d'essi costituti.

7061

15.8.1818

Testamento del Signor Bruno Andrea Curatola, figlio del fu Signor Lorenzo, possidente, domiciliato nel comune di Melito in case proprie nel luogo detto "sotto la Torre".

Il testatore dichiara di avere quattro figli: un maschio e tre femmine, nati in costanza di matrimonio con la fu Giovanna Alati. Fortunato (istituito erede universale), Maria (sposata in prime nozze con il fu Signor Don Vincenzo Caracciolo ed in seconde nozze con il signor Don Giovanni Vernagallo), Porzia (nubile, vestita con l'abito monacale) e Domenica Curatola (moglie del fu Signor Don Salvatore Alati).

Il testatore dichiara inoltre di aver contrattato matrimonio con la Signora Donna Maddalena Demetrio, chiedendo che la medesima "dovesse restare in seno della famiglia ed essere trattata da detto mio erede come a capo della famiglia, ma dandosi il caso che essa non vuole vivere in unione o vuole separarsi in questo caso dovesse avere l'abitazione nella camera ove io attualmente abito e docati trentasei annui".

 


B226 Vol. 1577 - Francesco Familiari (1819)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

7359

11.11.1819

Testamento di Antonio Arcidiaco, figlio di Lorenzo Arcidiaco e Vittoria Vazzani.

A differenza della versione precedente (5.2.1818, B225 vol. 1576) il testatore istituisce come usufruttuari il padre Lorenzo Arcidiaco e la matrigna Antonina Mandica, e seguita la loro morte, istituisce come eredi universali ed usufruttuari, in parti uguali, i fratellastri e le sorellastre.

 

 


 

BUSTA 227

Notaio Francesco Familiari di Melito (1820-1827)

 

 


B227 Vol. 1578 - Francesco Familiari (1820)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

989

17.3.1820

Testamento di Don Giuseppe Cilea, marito di Imara Caracciolo, figlio del fu Don Francesco Cilea di Pentidattilo.

Il testatore dichiara di avere avuto dalla moglie Imara Caracciolo tre figlie femmine ed un maschio: Donna Maria Saveria (moglie di Francesco Tropea), Donna Maria Antonia (nubile), Donna Maria Nunziata (nubile) e Don Francesco (celibe).

1097

5.11.1820

Capitoli matrimoniali tra Agostino Massa e Beatrice Mandalari, figlia di Antonio Maria Mandalari e di Gaetana Pizzi.

 


B227 Vol. 1579 - Francesco Familiari (1821)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

4651

12.4.1821

Don Antonio Maria Mandalari figlio del fu Don Saverio, proprietario, domiciliato in questo Comune di Melito nel luogo detto "nel Piano della Chiesa", vende al Signor Saverio Bova del fu Signor Rocco, di San Lorenzo, un pezzetto di fondo posto nella Contrada Armà alberato con due piedi di celsi (ecc.) per la somma di ducati 40.

 

 

B227 Vol. 1580 - Francesco Familiari (1822) - NESSUN ATTO

 


B227 Vol. 1581 - Francesco Familiari (1823)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

4934

28.2.1823

Capitoli matrimoniali tra Giovanna Caracciolo, figlia di Vincenzo Caracciolo e Maria Curatola e Don Domenico Evoli di Montebello.

Compare da una parte Maria Curatola, figlia del fu Don Bruno, moglie di Don Giovanni Vernagallo, vedova di primo letto del fu Don Vincenzo Caracciolo, insieme al figlio del primo letto, Don Domenico Antonio Caracciolo e alla figlia D. Giovanna Caracciolo.

Compaiono anche le Signore zie, Sora Antonia e Donna Paola Caracciolo.

4954

30.6.1823

Capitoli matrmoniali tra Francesca Pannuti e Domenico Antonio Curatola, figlio di Fortunato Curatola (quest'ultimo figlio di Don Bruno Curatola) e Giuseppa Vernagallo.

 


B227 Vol. 1582 - Francesco Familiari (1824-1826)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

5049

16.8.1826

I coniugi Dottor Antonio Maria Mandalari e Donna Gaetana Pizzi, insieme ai figli Don Saverio, Don Andrea e Don Filippo Mandalari, tutti domiciliati a Melito nel luogo detto "La Chiesa", dichiarano di essere debitori da più tempo della somma di ducati 106, oltre agli interessi, a favore del signor Antonino Costantino di Reggio, "per qual credito esso Signor Costantino iniziò un giudizio di esproprio di stabili a danno e pregiudizio del suddetto costituito Dottor Antonio Maria".

I comparenti, dichiarando che non dispongono della somma contante per liquidare l'intero debito che ammonta a ducati 177 (106 + 37 di interessi + 34 di spese giudiziarie), consegnano al Signor Costantino due fondi, uno nel comune di Melito e l'altro nei comune di San Lorenzo.

Il Signor Costantino dichiara rescissi ed annullati tutti gli atti della procedura giudiziaria, e consente che i coniugi Mandalari oppure i loro figli, qualora pagheranno la suddetta somma di ducati 177, potessero riottenere i due fondi: in questo caso il pagamento dovrà avvenire in ducati 20 nel successivo agosto, ducati 20 nell'agosto 1827, ducati 40 nell'agosto 1828, ducati 40 nell'agosto 1829, ducati 40 nell'agosto 1830 e ducati 17 nell'agosto 1831.

 


B227 Vol. 1583 - Francesco Familiari (1827)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

0076

1.3.1827

Capitoli matrimoniali tra Andrea Mandalari, figlio di Antonio Maria Mandalari e di Gaetana Pizzi, e Maria Saveria Caracciolo, figlia di Vincenzo Caracciolo e di Maria Curatola.

0100

15.6.1827

Nomina ad esattore delle tasse di Filippo Mandalari, figlio del Dottor Antonio Maria Mandalari di Melito.

Compare il Signor Dottor Domenico Antonio Curatola, figlio del Signor Dottor Fortunato Curatola, proprietario domiciliato in Melito nel luogo detto "La Torre" con le qualità di secondo eletto (si tratta di quindi di un cugino di Maria Saveria Caracciolo, figlia quest'ultima di Maria Curatola e moglie di Andrea Mandalari).

Compaiono anche il Signor Dottor Filippo Mandalari figlio del Dottor Don Antonio Maria ed il Dottor Don Lorenzo Sacerdote Mandalari figli del fu Don Saverio, zio e nipote, domiciliati in Melito.

Il Signor Dottor Filippo Mandalari accetta la carica di esattore, per la riscossione totale di ducati 1814 e grana 97 (citato un "ruolo fondiario composto di figli 5 che comincia con Ambroggio Antonino e finisce con la Chiesa Arcipretale"), ed il sacerdote Lorenzo Mandalari si offre come garante ipotecando i suoi

beni.

 

 


 

BUSTA 228

Notaio Francesco Familiari di Melito (1804 e 1828-1830)

 


B228 Vol. 1584 - Francesco Familiari (1828)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

0227-32

4.2.1828

Fortunato Curatola figlio del fu Bruno assegna in usufrutto alla sorella Suor Crocefissa (al secolo Porzia Monica Curatola) alcuni fondi seguendo la volontà del padre che indicò in testamento che, qualora Porzia non avesse voluto vivere in comunione con il fratello egli avrebbe dovuto fornirle il decente mantenimento.

0233

9.3.1828

Di fronte al secondo eletto del Comune di Melito, Dr. Domenicantonio Curatola, si presentano il Dr. Filippo Mandalari, esattore comunale, suo zio Sacerdote Don Lorenzo Mandalari e suo padre Don Antonio Maria Mandalari, proprietari domiciliati in Melito nel luogo detto "La Chiesa".

Il Signor Don Filippo Mandalari, attuale esattore comunale di questo comune già in servizio, ricoprirà lo stesso ruolo per l'esercizio 1828. Lo zio sacerdote ed il padre Don Antonio Maria Mandalari fungono da garanti dato che: "per qualunque motivo ritardassero versamenti dovuti alla ricevitoria nelle ordinarie scadenze, e qualunque spesa, danno ed interesse e a causa di ritardato pagamento soffrirà questa amministrazione, tutto vada a carico del suddetto Sig. Mandalari esattore".

0365

21.11.1828

Suor Crocifissa, al secolo Porzia Curatola, figlia dei furono Don Bruno Andrea Curatola e Giovanna Alati, dona beni e denaro ai nipoti Don Domenico Antonio, marito di Francesca Pannuti, e Don Antonino Curatola, che contrarrà matrimonio con Marianna Timpano di Bova, figli di suo fratello Don Fortunato.

0284 ed in particolare 0306

2.8.1828

Il signor D. Antonino Alati figlio del fu D. Paolo proprietario, domiciliato in questo Comune, Aggente Generale di S.E. il Sig. Marchese D. Vincenzo Maria Ramirez [...] dichiara tenere presso di sé una copia di Catasto Antico appartenente a questa Comune, nel quale si trovano annotati tutti li beni e censi dell'allora Illustre Marchese di questo Feudo D. Litterio Caracciolo. Segue prima una trascrizione del documento in oggetto, e poi il documento originale.

Tra gli altri dati (0306) si legge il riferimento ad una terra in contrada Caredia di proprietà di Giuseppe Alati, con a margine l'indicazione "Natale Guarrieri e Bruno Andrea Curatola". Il riferimento è all'atto notarile in B223 Vol. 1547 - Francesco Familiari (19.11.1789)

0339

10.10.1828

Capitoli matrimoniali tra Giuseppe Granata e Caterina Mandalari, figlia di Don Marcantonio Mandalari fu Francesco e di Donna Cecilia Anghelone di Bruno.

 


B228 Vol. 1585 - Francesco Familiari (1829)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

8758

13.4.1829

Il Reverendo sacerdote Don Lorenzo Mandalari di Melito, figlio del fu Don Saverio, compare davanti al notaio insieme al Signor Marchese Don Vincenzo Ramirez per richiedere il rinnovo della concessione enfiteutica delle terre in contrada Armà, un tempo concesse ai suoi genitori e successivamente divise tra lui e i suoi fratelli e sorelle.

 


B228 Vol. 1586 - Francesco Familiari (1830)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

8362-65

24.1.1830

Citati i capitoli matrimoniali, stipulati in Bova il 24.11.1828 per atti del Notaio Viola, tra Don Antonino Curatola, figlio di Fortunato, e la Signora Donna Marianna Timpano. La dote consisteva in ducati 1200 in contanti ed il padre dello sposa, Don Fortunato Curatola (figlio di Bruno Andrea Curatola e di Giovanna Alati) dichiara di aver ricevuto lui stesso tale somma e perciò, ora, assegna al figlio ed alla nuora un fondo del valore di ducati 1370 in Contrada Fondachello.

8373

3.2.1830

Don Andrea Mandalari, figlio del Dottor Don Antonio, e la moglie Donna Maria Saveria Caracciolo, figlia del fu Don Vincenzo, vendono al Signor Don Antonino Tropea un fondo coperto di olivi, fichi, due piedi di roveri, fichi d'india ed altro, sito e posto nella contrada Cavallo parte del territorio di Melito per la somma di ducati 40.

 


B228 Vol. 1587 - Francesco Familiari (1804)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

8518

7.1.1804

Il Magnifico Don Bruno Andrea Curatola di Melito vende di coniugi Giovanni Catilio e Marianna Zampaglione, per la somma di ducati 22, un pezzo di terra in Contrada Fondachello alberato con piedi d'amendolare d'una quattronata une e mezza, con una casetta terrania.

 


B228 Vol. 1587bis - Francesco Familiari (repertori 1811-1829)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

7953

7.10.1811

Obbliganza d'affitto tra il Dottor Erario D. Domenico Antonio Curatola dell'ex principe di Motta a favore di Bruno Andrea Curatola del Comune di Melito (rif. B224 Vol. 1569 img. 5474)

7956

11.11.1811

Testamento di D. Domenica Mandalari figlia di Marco Antonio a favore di suo figlio Filippo Anghelone (rif. B224 Vol. 1569 img. 5509)

7957

11.11.1811

Testamento di Pasqualina Anghelone figlia del fu Saverio a favore di suo fratello Filippo Anghelone (rif. B224 Vol. 1569 img. 5509)

7961

14.12.1811

Testamento del signor Bruno Andrea curatola a favore di suo figlio Sig. Fortunato domiciliato in Melito (rif. B224 Vol. 1569 img. 5576)

7965

25.1.1812

Testamento pubblico del Signor Domenico Caracciolo del Comune di Pentidattilo, a favore dei suoi figli (rif. B224 Vol. 1570 img. 5897)

7973

28.4.1812

Cessione enfiteusi. Il signor Sacerdote Com. della Collegiata di San Lorenzo D. Carmelo Pontari, figlio del Signor Nunziato, cede a favore del Signor Michele Mandalari Arciprete del Comune di Condofuri (rif. B224 Vol. 1570 img. 6010).

7976

1.7.1812

Obbliganza pubblica. Il signor Bruno Andrea Curatola figlio del fu Lorenzo ed il figlio Fortunato Curatola cassiere del Comune di Melito si obbliga per l'annua rendita di detto Comune (rif. B224 Vol. 1570 img. 6083).

7977

17.7.1812

Dichiarazione di emancipazione fatta dal Signor Bruno Andrea Curatola del Comune di Melito a favore di suo figlio Fortunato Curatola, ancor di poter fare acquisti (rif. B224 Vol. 1570 img. 6114).

7978

18.7.1812

Compravendita tra il Signor Agente Generale del Signor Principe della Motta, Don Giovanni Lucisano domiciliato in Bagnara, ed il Signor Fortunato Coratola di Melito. La compravendita riguarda una terra aratoria in contrada Cosolito, parte del Comune di San Lorenzo, di tumulate 16 per il prezzo e valore di lire millecinquecento trentuno e centesimi venti, che sono ducati 348 (rif. B224 Vol. 1570 img. 6116).

7978

18.7.1812

Compravendita tra il Signor Agente Generale del Signor Principe della Motta, Don Giovanni Lucisano domiciliato in Bagnara, ed il Signor Fortunato Coratola di Melito. La compravendita riguarda una terra aratoria di tumulate ventidue in contrada Sottoscano seu Bordino, per il prezzo e valore di lire mille settecento quattro e centesimi 26, che sono ducati 387 e grana 33 (rif. B224 Vol. 1570 img. 6128).

7979

1.8.1812

Censuazione perpetua tra il Signor Agente Generale del Signor Principe della motta, Don Giovanni Lucisano, domiciliato in Bagnara, ed il Signor Domenico Antonio Pizzi figlio del fu Filippo Pizzi, domiciliato in Condofuri (rif. B224 Vol. 1570 img. 6173).

7980

6.8.1812

Compravendita tra il Signor Agente Generale del Signor Principe della Motta, Don Giovanni Lucisano, con i signori Fortunato Coratola, Domenico Marrari e Tommaso Laganà (rif. B224 Vol. 1570 img. 6179).

 

NB: mancano alcune pagine nell'indice e quindi non sono disponibili gli indici degli atti rogati tra il 22.7.1813 e il 20.9.1814

 

8000

24.9.1812

Testamento pubblico della Signora Litteria Savoia domiciliata in Melito, che istituisce eredi in uguale parte i suoi figli maschi D. Antonio, Lorenzo, e Giovanni Mandalari  (rif. B225 Vol. 1573 img. 3409).

8002

20.12.1815

Capitoli matrimoniali tra la Signora D. Maria Saveria e padre Don Giuseppe Cilea del Comune di Pentidattilo con il Signor D. Francesco e padre Tommaso Tropea del comune di Reggio (rif. B225 Vol. 1573 img. 3442).

8003

21.3.1816

Affitto fatto da Domenico Antonio Coratola per parte del Principe della Motta a favore di Bruno Andrea Curatola di Melito. L'affitto riguarda un fondo in Prunella per l'estaglio di annui ducati 235 (rif. B225 Vol. 1574 img. 6344).

8003

21.3.1816

Vendita fatta da Don Lorenzo Mandalari di Melito a favore di Don Lorenzo Bova di San Lorenzo di una casa con roveri  pel valore di ducati 74 (rif. B225 Vol. 1573 img. 6347).

 

 

DA COMPLETARE

 

 

BUSTA 420

Notaio Francesco Cilea di Pentidattilo (1740-1754)

 

 

B595 - Volume 3209 - Notaio Antonino Altomonte (1729-1731)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

4894

30.5.1740

Domenica Marsilio di Giuseppe della città di Sant'Agata abitante nella Terra di San Lorenzo dichiara "come si ritrova gravida, avuto commercio carnale col Magnifico Antonino Mandalari di Tommaso di detta Terra di San Lorenzo, per la quale causa da un mese fa si presentò in corte capitanale di detta Terra un'istanza dal Magnifico Coadiutore fiscale della medesima, e sussequentemente fattisi molti atti da essa corte, tante ad istanza di esso Magnifico Coadiutore, quanto del siddetto Giuseppe Marsilio padre di essa costituta, contro il detto Magnifico di Mandalari, pretendo l'intiera soddifazione reale per detta ingiuria, come infatti si ritrova attualmente formato processo in detta Corte di San Lorenzo, mediante il quale viene esso Magnifico di Mandalari inquisito presso la medesima per la causa suddetta, come da detto processo al quale [si fa riferimento].

E fatta l'asserzione predetta, soggiunse essa costituta Domenica Marsilio come, volendo christianamente e religiosamente vivere, considerando che il perdonar l'ingiurie ed offese è atto di vero christiano, avendo avanti gl'occhi la divina legge, la quale ordina ed espressamente comanda rimettersi l'ingiurie, perciò innante di noi, spe non vi aut dolo, ma di sua mera libera e spontanea volontà, con giuramento ha rimesso e rimette esculpato ed esclupa, assoluto et assolve, liberato e libera al detto Magnifico di Mandalari assente, e per esso a me Notaro presente et legittime stipulante [...]".

 

B420 Vol. 2218 - Francesco Cilea (1741) - NESSUN ATTO

 

B420 Vol. 2219 - Francesco Cilea (1742) - NESSUN ATTO

 

B420 Vol. 2220 - Francesco Cilea (1747) - NESSUN ATTO

 

B420 Vol. 2221 - Francesco Cilea (1748) - NESSUN ATTO

 

B420 Vol. 2222 - Francesco Cilea (1751)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

5109

7.11.1751

Il Magnifico Paolino Pangallo e Giuseppa Pagano, marito e moglie, vendono una casa terranea, coperta ed abitabile, con camerella scoperta adiacente, per la somma di ducati 45 al Reverendo Santo Familiari.

Si tratta dei genitori di Nunziata Pangallo (1742 circa - 1826), moglie di Domenico Caracciolo (1740 circa - 1812), madre di Vincenzo Caracciolo (1772-1815) e nonna di Maria Saveria Caracciolo (1807-1868).

 

B420 Vol. 2223 - Francesco Cilea (1752) - NESSUN ATTO

 

B420 Vol. 2224 - Francesco Cilea (1754) - NESSUN ATTO

 

 

BUSTA 595

Notaio Tommaso Merigliano (1720-1748) di San Lorenzo

e notaio Antonino Altomonte (1729-1731) di San Lorenzo

 

 

B595 - Volume 3209 - Notaio Antonino Altomonte (1729-1731)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

007

16.1.1729

Il magister "Nicolaus Arcidiaco" e Tommaso Mandalari compaiono tra i testimoni di una donazione.

028

28.1.1730

Citata una "vigna posta in contrada Camino, che limita colli beni dotali di Vittorio Mandalari".

039

12.6.1730

Domenico Arcidiaco è citato tra i testimoni (in fondo all’atto) della vendita di un "casaleno di fabrica di pietra e calce nova".

041

12.6.1730

Il magister "Nicolaus Arcidiaco" è citato tra i testimoni (in fondo all’atto) della vendita di una terra in Contrada San Biase.

041-042

18.7.1730

Citata una vigna "sita e posta nelle cirumferenze di questa predetta Terra in Contrada Condofuri che limita con la vigna di Pauolo Mandalari". Paolo Mandalari è molto probabilmente il padre di Marcantonio e Stefano Mandalari, marito di Elisabetta Murria.

Tra i testimoni dell'atto compare "Antonius Arcidiaco"­.

046

27.8.1730

"Joseph Arcidiaco" compare tra i testimoni della vendita di una "casetta terragna".

053

27.9.1730

"Catarina Nucera vedova primo luogo del fu Domenico Candito, al presente legittima moglie d'Antonino Zumbo del fu Giacomo di questa Terra di Santo Lorenzo [...] col consenso, licenza e volontà d'Antonino suo marito presente".

Caterina Nucera (1701-1762) ed Antonino Zumbo (1702-1758) erano i genitori di Domenica Zumbo, madre di Saverio Saccà.

Questo documento riguarda la vendita di una terra dotale aratoria "di quattronate nove in circa sita e posta nelle circumferenze di questa predetta Terra in Contrada Ambricoritta".

La venditrice dichiara "come detto Antonino suo marito, per alimentare essa medesima e due sue figlie nomine Giuseppa Candito e Maria Zumbo pupille e minori, contrasse molti debiti [...] e non havendo modo alcune per quelli soddisfare [...] alla fine detta Caterina di suo proprio moto s'ha deliberato di vendere et alienare la suddetta Terra".

073

12.11.1730

Citata "una casa terragna [nel luogo] volgarmente detto Lo Spartilli che limita colla casa dotale di Gio. Dom. Arcidiaco " ed una vigna "in contrada Marullà, circonferenze di detta Terra, che limita colla vigna del Reverendo D. Pietro Mandalari".

134

26.8.1731

Citato "un piede di celso negro consistente in carico uno di fronda, sito e posto nel Terr. di detta Terra nella Contrada Li Manganelli, propriamente dentro la pianta di Giuseppe Arcidiaco".

137

6.9.1731

Antonia Maurici e Mastro Michele Scuncia, marito e moglie di Bagaladi, vendono una vigna in Contrada Santa Domenica a Domenico "Maufrici" figlio di Matteo di San Lorenzo. Vengono citati anche i genitori di Antonia Maurici: Angelo Maurici ed Anna Condemi (forse parenti dei nostri Mafrici di   Bagaladi?)

Nota: gli stessi Angelo Maurici ed Anna Condemi di Bagaladi sono citati in un atto del 1720 (not. Merigliano pag.17) con i figli Filippo, Antonino, Antonia, Olimpia ed Elisabetta.

178

28.1.1731

Giuseppe Mandalari e Gaetano Apano della Terra di San Lorenzo si impegnano a pagare nel mese di agosto dell'anno corrente 1731 a Francesco Viola di Domenico di Bova ducati sei in denari contanti, "li quali docati sei sono per il prezzo di un porco".

182

28.1.1731

Giuseppe Arcidiaco, Paolo Marra e Paolo Rodà della Terra di San Lorenzo si impegnano a pagare a Francesca Viola di Domenico di Bova ducati 5, carlini 8 e grana 5 (non è indicato il motivo del pagamento).

187

24.2.1731

"Personalmente costituto Giovanni Domenico Arcidiaco di questa stessa Terra, il quale sponte non vi, con giuramento, asserisce e dichiara havere avuto da Giacomo D'Evoli di detta Terra, presente, docati sei in denari contanti sin dal mese di settembre 1730 acciò il medesimo andasse a  faticare colli suoi bovi nella masseria di detto Giacomo D'Evoli ad uso di massaro secondo l'uso di questa predetta Terra. E perchè vertirono fra essi alcune differenze si sono esibiti innante il Signor Governatore il quale ordinò l'arbitrazione in persona di Sabbo Gurnari che arbitrò e decise che detto Arcidiaco dovesse assistere alla fatica della massaria di d.o Giacomo".

Dato che Giovanni Domenico Arcidiaco "non ha voluto andare a faticare nella massaria di detto Giacomo si  conviene de equo et bono di pagare al detto Giacomo li sud. docati sei e carlini uno".

188

2.3.1731

Alcune decine di capifamiglia di San Lorenzo, tra cui vari Arcidiaco, compaiono di fronte al notaio per richiedere l'assistenza del Dottor Fisico Sig. D. Tommaso Pugliatti della Città di Bova.

I comparenti indicano che "conoscendo quant'è necessaria et utile la salute delle medesime hanno stimato espediente d'eliggere per loro dottor fisico al medesimo Sig. Di Pugliatti acciò dovesse assistere alle cure dell'infrascritte persone tantum in ogni morbo ch'occorrerà".

208

13.5.1731

Domenico Arcidiaco della Terra di San Lorenzo si impegna a pagare all'erario Antonino Strati il prezzo di tumuli uno di germano nel mese di agosto 1731.

209

14.5.1731

Mastro Paolo Saccà si impegna a pagare nel mese di agosto 1731 all'Ecc.mo Duca d Bagnara assente, e per esso al suo erario che pro tempore sarà, ducati otto, carlini otto, e grana quattro in tanto frumento, "e sono per residuo dell'affitto del giardino di grana che detto Saccà restò dovendo al detto Signor Duca. Già in maggior cautela e sicurtà di detto Signor Duca, detto Saccà dona per suoi pleggi [garanti], e quali promessori e fideiussori, a Mastro Pietro Candito, Giuseppe Arcidiaco e Giovanni Saccà di detta Terra, e Giovanni suo figlio a maggior cautela".

210

15.5.1731

Citati come garanti per una vendita (tra gli altri) anche Vincenzo Ligato fu Cesare e Giuseppe Arcidiaco della Terra di San Lorenzo.

211

6.6.1731

Giovanni Saccà della Terra di San Lorenzo si impegna a pagare all'Erario Antonino Strati
"nel mese di agosto 1731 il prezzo di tumuli uno, quarti due e mundellate quattro di germano".

213

7.6.1731

Giuseppe Arcidiaco e Pietro Familiare sono citati come garanti di Vincenzo fu Andrea Ligato della Terra di San Lorenzo per un debito di ducati 39, carlini 6 e grana 7 e mezzo di Regno, "i quali docati 39-3-7½ sono per residuo della passita di fiscale che detto Vincenzo Ligato restò dovendo al detto Signor Duca in detto atto anno 1728".

216

28.8.1731

I coniugi Michele Lombardo e Giovanna Zumbo, ed i coniugi Antonino Zumbo e Caterina Nucera della Terra di San Lorenzo "promettono e s'obbligano realmente e personalmente in solidum di dare, pagare, a Lucrezia Manti vedova del quondam Giacomo Zumbo loro madre e socera rispettivamente, presente per sé ed i suoi, nelli 15 agosto 1732, la somma di docati tredici in denaro contanti et tumuli uno di grano di bona qualità in pace, e detti docati tredici sono per altrettanti contanti che detti di Lombardo, Zumbo e Nucera per causa di puro e mero imprestito senza cambio né interesse alcuno, in presenza di me suddetto Notaro confessano averli avuto e ricevuto dalla suddetta di Manti".

Antonino Zumbo (1702-1758) e Caterina Nucera (1701-1762) erano i genitori di Domenica Nucera, moglie di Domenico Saccà.

 

B595 Vol. 3208 - Merigliano Tommaso 1720-1734

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

003

23.2.1720

Giuseppe Arcidiaco, di età maggiore di anni 18, figlio di Sebastiano, compare con i nonni materni Giuseppe Miserrafiti ed Antonia Pizzi per la vendita di una casa ad Antonio Timpano per la somma di 17 ducati.

007-009

25.2.1720

La magnifica Maria Merigliano ed il marito Tommaso Mandalari vendono "un giardino alberato con celsi di serico, ?, perare, ameldolare, palma piccola, lauro, casa terranea di pietra e calce e mettà celso bianco, canneto ed alquanti visi  sita e poste nelle pertinenze di questa predetta Terra in Contrada San Fantino limitante coll'acquidotto, li beni della Archipretale Chiesa di questa Terra, li beni dotali di Mastro Giorgio Petrulli, vallone ed altri" per la somma 96 ducati. Citati anche i figli della coppia: Antonino di quindici anni, Caterina e Francesca maggiori di diciotto anni.

018

13.4.1720

Giuseppe Arcidiaco figlio di Sebastiano, compare con i nonni materni per la vendita di un terreno:

"Die septima mensis aprilis tertie inditionis Millesimo Septingentesimo Vigesimo 1720. In tenimento Terre S. Laurentii et prop.e in Rure Bagaladi. Regnante.

Costituti personalmente nella nostra presenza Antonia Pizzi legittima moglie di Giuseppe Miserrafiti, nec non Giuseppe Arcidiaco di Mastro Sebastiano Avia e Nipote rispettivamente di questa terra di San Lorenzo ed a maggior cautela, assistendo alle cose predette, essi prefati di Pizzi ed Arcidiaco, coll’epresso consenso, assenso, presenza e volontà di Giuseppe Miserrafiti e Mastro Sebastiano Arcidiaco, loro marito e Padre rispettivamente e il loro espresso consenso, presenza, e volontà.

[…] Essi prefati di Pizzi ed Arcidiaco, Avia e Nipote rispettivamente, asseriscono e dichiarano avere tenere e possedere come veri Signori e Padroni giusto titolo et bona fide, cioè essa di Pizzi titulo dotis, e esso di Arcidiaco come vero Signore e Padrone, una costera di terre di roccali e renati di capacità di carichi tre incirca di grano in semine in tutti i suoi aridi ed inculti, sita e posta nelle circonferenze di questa predetta terra in contrada Cammarà, limitante il fiume pubblico, li beni di S. Antonio di Padova, li beni della Chiesa Arcipretale di S. Lorenzo, li beni della Nobile Chiesa di S. Sebastiano, il vallone ed altri confini, franca libera ed esente d’ogni peso e servitù, et nemini.

E perché ad essi prefati di Pizzi et Arcidiaco infrascritti ut supra al presente l’occorsero alcuni suoi urgenti bisogni e necessità, e per togliersi da maggiori interessi, tanto più che la detta costera di terre non li rendea nessuna rendita per essere la maggior parte roccali aridi ed inculti, si sono decisi venderla ed avendo trattato col D. Fabbio Asprea che si risolse di quella comprare, ex communi consenso l’hanno fatto stimare da Diego Amodei ed Antonino Pizzi pubblici agrimensori esperti comunemente eletti di questa predetta Terra li quali nella nostra presenza e con giuramento dichiarano averla stimata sino alla somma di docati trenta […]."

023

7.4.1720

Antonio Arcidiaco e Giuseppe Mandalari compaiono come testimoni di una vendita.

024

23.4.1720

Citata una "terra aratoria di quattronate sei in circa alberata con celsi di serico, rovoli, perare, ficare ed altri alberi fruttiferi sita e posta nel Tenimento di questa predetta Terra in contrada traludi, limitante con li beni li beni di Antonio Arcidiaco [ed altri]".

Nello stesso atto Magister Nicola Arcidiaco compare come testimone.

026-029

15.8.1720

Il Reverendo Marcantonio Mandalari di Condofuri fa una permuta con Giovanni Battista Rodà di Condofuri consegnando a quest'ultimo "un pezzotto di terra beveraticcia di mondellate quattro in circa sita e posta in detta Villa di Condofuri [...] restando in beneficio di detto Reverendo di Mandalari solamente li celsi di serico che si trovano in detta Terra" e ricevendone in cambio "una terra beveraticcia di quattronate due in circa con un piede d'olivare in mezzo, sita e posta in detta Villa".

029

28.10.1720

Il Reverendo Marcantonio Mandalari di Condofuri acquista da Antonino Rodà di Condofuri "quattro piedi di celsarelle site e poste nel Tenimento di detto Casale di Gallicianò in Contrada Circione".

034

21.12.1720

Paolo Saccà di Reggio abitante a San Lorenzo compare come garante, insieme ad altri, per Mastro Pietro Familiare della Terra di Pentidattilo (ma abitante in San Lorenzo). Quest'ultimo Mastro Pietro Familiare "avendo avuto commercio carnale con Flavia Toscano per più spazio di tempo per lo che ne è risultata gravida e pregna" ed essendo stato incarcerato per questo motivo a San Lorenzo, accetta sotto la pena di ducati 200 di sposare la suddetta Flavia Toscano.

044

31.12.1724

Luca Foti e Sebastiano Arcidiaco compaiono come "mastri fabruarii e falegname" per l'apprezzamento di una "casa solariata coperta ed abitabile sita e posta dentro questa predetta Terra nel convicinio la Chiesa di Santa Maria ad Nives".

049

8.1.1724

Un interessante elenco dei beni del fu dittereo Sabba Squillace appena deceduto: "a prieghi fattemi dal molto Reverendo Signor Arciprete di questa Terra di San Lorenzo Don Domenico Marino mi sono conferito con il Sig. Luogotenente di giustizia di questa Terra, il Magnifico Francesco Sartiano con altri testimoni nella casa dove abitava il quondam Dittereo Don Sabba Squillace per essere stato chiamato dal medesimo Sig. Arciprete a causa che il suddetto quondam Dittereo D. Sabba Squillace si è trovato mattina degli 8 corrente gennaio morto, et per non dilapidarsi il mobile che teneva in detta casa, come in un'altra, il suddetto signor Arciprete al fine di carità e sperando di fare cosa grata e nota all'erede che succederà ab intestatu detta eredità ci ha pregato come dissi di fare l'inventario, come già l'habbiamo fatto al tenore seguente" [...]

054

24.1.1724

Tramite il suo procuratore Bartolomeo Cordoma di San Lorenzo, la signora Mariana Squillace moglie del Signor Ignazio Murria di Bova (fratello, di Elisabetta Murria, madre di Marcantonio Mandalari), nipote carnale ex fratre del fu dittereo Sabba Squillace di San Lorenzo, si dichiara erede del fu dittereo Sabba Squillace. La signora Squillace è quindi dichiarata tale "poichè non havendo comparsi altri di più stretto grado a quali appartenesse detta eredità".

067

3.3.1724

"Dominicus Arcidiaco" è citato tra i testimoni di una dichiarazione.

067

15.3.1724

Dichiarazione: Tommaso Mandalari citato come caporale della terra di San Lorenzo:

"Die decima quinta mensis martis secunte inditionis millesimo septingentesimo vigesimo quarto, 1724 in Terre S.ti Laurentii. In pub.co test.nio personalmente c.o nella nostra p.nza Domenico Jofrida del q.m Paolo di Casale Nuovo da più tempo abitante nel Casale di la Motta di Roghudi, al p.nte in q.sta T.ra di S.to Lorenzo. Sciolto di vincoli e catene, posto nella sua pristina libertà, il quale s.nte non vi […] cora nobis vulg.e loquendo: come ieri giorno di martedì quattordici del corrente marzo verso l’alba ritrovandomi io et Innocentio Romeo mio cog.to del Casale di Roghudi alla custodia alcune capre di Dom.co Romeo mio socero e padre di detto Innocentio nella Contrada detta Porta pertinenza di detto Casale di Roghudi, fummo circondati dal Caporal Tommaso Mandalari e suoi compagni di questa Terra di San Lorenzo per carcerarci.

In un subito presimo la fuga ed, essendo giunti sopra di una rocca, la suddetta squadra ci assaltò in detta rotta per carcerarci et essendosi visti ruolati presimo l’armi alle mani e tirato il fucile facendoci sopra la squadra delli Boricelli, fra questo mentro mio cognato Innocenzo Romeo prese fuga per non essere carcerato et io per non essere anche preso cartaci e il detto Innocenzo [?] tirato una botta d’archibuggiata et pigliò sopra la persona di detto Innocenzo Romeo".

079

27.4.1724

Sebastiano Arcidiaco e Antonino Mandalari citati come testimoni in un atto di donazione.

086

20.5.1724

Vari sacerdoti e abitanti di San Lorenzo (tra cui Antonio Arcidiaco, Sebastiano Arcidiaco, Giuseppe Arcidiaco, mastro Nicola Arcidiaco, Vittorio Mandalari, Giuseppe Mandalari, Reverendo Pietro Mandalari) chiedono che al Magnifico Franceso Gullì della città di Reggio, già Torriero e benefattore, sia dato l'affitto delle "Calcare del Salto" facendo da garanti. In cambio il Magnifico Francesco Gullì si impegna a costruire a sue spese una chiesa in detta terra.

114-115

3.11.1724

Donazione di Gaspare Sgrò a favore dell’Arciprete di San Lorenzo Don Domenico

Marino. Citata una vigna "sita e posta nella Contrada Camino seu Lineri, alberata con un piede di sorbara, perare, ficare et terre scapole aratorie quartieri tre in circa [...] la medesima che [in] primo luogo la vendé Giuseppe Sgrò al fu Gio. Domenico Arcidiaco  e doppo il prefato donante, nel mentre viveva il fu suo padre, avendo stato alli servitii con il fu Reverendo Ascanio Scopelliti, con il soldo [che] prese dal suddetto Reverendo Scopelliti si ricomprò che si trovava venduto al fu detto Arcidiaco".

130

8.6.1729

L'Abate Giacomo Murria di Bova "canonico della Chiesa Cattedale della città di Bova" compare insieme al nipote Reverendo Stefano Murria (attualmente in Napoli), erede del fu Sabba Squillace, suo zio materno  ---> quindi questo Stefano Murria era un figlio di Ignazio Murria e di Mariana Squillace, e nipote della nostra Elisabetta Murria.

E quindi l'abate Giacomo Murria di Bova era un fratello di Ignazio e di Elisabetta Murria.

 

Busta 595 - Volume 3208_2 - Notaio Merigliano Tommaso (1734-1748)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

004

6.1.1734

Citato Giuseppe Arcidiaco, "pubblico agrimensore di detta Terra" di San Lorenzo.

030

1.7.1734

Capitoli matrimoniali tra Giuseppe Scrivo figlio del fu Paolo e di Lorenza Pellicanò, e Domenica Germolè figlia del fu Giuseppe e di Maria Coratola:

"Costituti per.te nella n.ra pres.a Maria Coratola ved.a del q.m Gius.e Cermolè di q.sta T.ra di S.to Lorenzo, jure romano viv.te, agente et interv.te alle cose infra.tte tanto per suo prop.o e per.le nome come per nome e parte di Dom.ca Cermolè sua figlia leg.ma e nat.le vergine in capillis futura sposa [...].

E Gius.e Scrivo figlio del q.m Paolo e Lorenza Pellicanò dell'istessa T.ra ag.te similm.te et interv.te alle cose infra.tte futuro sposo ex altera.

Ambe esse le parti nella n.a pres.a col di loro giu.to ass.me dichiarano come per mezzo di comun'amici e parenti è stato trattato e conchiuso sol.e e leg.mo matrim.nio per verba de futuro [...]

Pertanto essa prefata Maria Curatola con giur.to promette e s'obbliga realm.te et pers.te di consegnare ad esso Sposo presente l'infrascritti beni.[...]".

Giuseppe Scrivo (1710-1751) e Domenica Germolé (1701-1794) erano i genitori di Paolo Scrivo (1742-1784) ed i nonni di Antonina Scrivo (1775 circa - 1851) moglie di Saverio Saccà.

037

19.7.1734

Citata "una pianta di vigna in contrada Licina Tenimento di detta Terra limitante colli beni di Antonino Barreca, Vittorio Mandalari, via pubblica et altri fini".

043-045

3.1.1735

Domenico Arcidiaco viene citato come testimone, esperto, pratico e maturo nell'età. L'atto riguarda una supplica da parte di Carmosina Scaramozzino della Terra di San Lorenzo, proprietaria di una Terra in Contrada Scorciapelle, Tenimento della Terra di San Lorenzo, per la quale fu molestata "per una vera pretenzione che dicevano esser di Sant'Antonio Abbate".

086

26.11.1735

Compare Giovanni Domenico Arcidiaco come "Rettore della Venerabile Chiesa di San Nicola di Grana" che riceve dal Chierico Antonio Cordoma, in nome della Chiesa di San Nicola, una terra in Contrada Scufadi. L’atto è solo parziale ed il nome Giovanni Domenico è leggibile solo due pagine più avanti (mentre in tutto il resto del documento si legge solo il cognome Arcidiaco). Non è certo che l’ultima parte con il nome Giovanni Domenico Arcidiaco si riferisca allo stesso atto o ve ne sia un altro prima.

140

18.9.1740

"Joseph Arcidiaco" è citato come testimone in fondo all'atto.

167

17.9.1746

Vittorio Mandalari compare insieme ai figli Saverio Mandalari e Lorenzo Mandalari per l'emancipazione di quest'ultimo, "clerico novizio":

Die decima septima mensis 7bris, 10, dico 10, inditionis milles.o settingentes.o quatragesimo sestio, dico sesto, 1746 in Terra S. Laurentii Reg.te.

Con.tus personaliter in nostra presenzia Vittorius Mandalari huius T.re S. Laurentii, agente et interveniente ad infra.tta omnia eius proprio ac se sui querelibus; qui sponte cora nobis, et clerico Novizio Laurenzio Mandalari eius filio legitimo et naturale, presenti; fuisse pluriis rogatu a ditto eius filio ut ei rem grata faciendo ipsu emanciparet, et ab eius patria potestate liberare potuisset pro nonullis rationibus ad eius mente digne moventibus omnia qua decet filiali obedientia.

Idioque res quiusque dittu Vittoriu eius patre eu emanciparet, et a sue patria potestate eiusque ne ab absolvere et liberare debuisset ad hora ut possuit et valiat tanquam omoliber ex tuti pater familias a sui patrea potestate exemplis, eus negotia, agere, emera, vendere causare litigare, testari, indicillari et in iudicio compareri omnia alia et vingula facere, et sine ipsius Vittori assensus licentia et beneplacito autoritat sicut alii patri familias a patria potestate et orus natilis exempli et liberati facere possunt et valiant;[...]

177

25.8.1749

Costantino Arcidiaco della Terra di San Lorenzo compare come "procuratore e cassiero della confraternita di Gesù e Maria"

 

 

BUSTA 596        

Notaio Francesco Antonio Altomonte (1772-1792) di San Lorenzo

 

 

B596 Vol. 3210 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1772-1776)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

33

24.4.1772

Il Magnifico Domenico Antonio Caracciolo fu Vincenzo (ed altri abitanti di Pentidattilo) affitta dal Marchese Lorenzo Clemente "ad emphiteusi perpetua" un'abitazione a Pentidattilo composta da due stanze superiori e due inferiori davanti alla chiesa Madre.

43

7.8.1774

Compare per una vendita il magnifico Notaio Don Giuseppe Savoia di Bagnara (padre di Litteria Savoia e quindi suocero del notaio Saverio Mandalari):

"Nella nostra presente personalmente costituito il Magnifico Don Giuseppe Notar Savoia della Terra di Bagnara, al presente in questa commorante, cognito, agente ed interveniente alle cose infrascritte per sé, suoi eredi e successori dall'una parte.

[...] esso prefato Magnifico di Savoia nella nostra presenza sponte asserisce ed espressamente dichiara come nell'anno 1769 aveva pleggiato al Magnifico Antonino Strati pell'affitto della casa di ?, tenimento di questa suddetta Terra in virtù d'obbliganza penes acta Regia Audienza stipulata per gl'atti dell'Egreggio Notar D. Giuseppe Fedele di detta città in data 11 luglio 1769 col Magnifico D. Agostino Versaci della nomata città, e non avendo ? pagare lo strati suddetto al suddetto di Versaci à tenore di detta obbliganza fu ascritto il suddetto Notar Savoia andar ramingo pello spazio di quattro anni, e gli fu incusata obbliganza suddetta nel Regio Tribunale di Catanzaro per cui ha patito molte spese, danni ed interessi [...]"

 

B596 Vol. 3211 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1777) - NESSUN ATTO

 

B596 Vol. 3211_1 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1778) - NESSUN ATTO

 

B596 Vol. 3212 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1780)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

15-16

17.9.1780

Il Dottor Don Filippo Pizzi di Condofuri acquista per 50 ducati uno stabile in contrada Pistaria, casale di Condofuri, dai fratelli Giuseppe ed Antonino Nucera fu Tommaso di Gallicianò (molto probabilmente suoi zii). Un terzo dello stabile, che ha annessi alberi da frutto, celsi di serico, altri celsarelli, ficarelle, è di proprietà dei fratelli Nucera, mentre altri due terzi erano di proprietà della vedova del Magnifico Domenico Pizzi (padre di Filippo) e furono a suo tempo donati a Filippo Pizzi.

La proprietà confina con il Dottor Don Filippo Pizzi per due parti, ancora il Dottor Don FIlippo Pizzi "per altre compre fatte da Antonino Manti, dalla vedova di Giuseppe Oliveri, e dalla vedova di Andrea Caridi" (vedi atto successivo), il fiume di Pisciato, e la Reverenda Comuneria.

17-18

17.9.1780

(vedi atto precedente) Il Dottor Don Filippo Pizzi di Condofuri acquista da Antonino Manti, da Ippolita Condemi, vedova del fu Andrea Caridi, e Caterina Condemi, vedova del fu Giuseppe Oliveri, "un comprensorio di terre di tumulate otto aratorie ed adagiate con pirare, ficare, celsarelli ed olivare" in contrada Pistaria nel casale di Condofuri.

18-22

17.9.1780

La magnifica Beatrice Nucera, vedova del fu Domenico Pizzi del Casale di Gallicianò dichiara di aver donato al Dottor Don figlio Filippo Pizzi, in data 20.1.1769, due porzioni di stabile in contrada Pistaria, tenimento del Casale di Condofuri (vedi atti precedenti). Tali porzioni le furono pervenute l'una per rinuncia paterna e materna da parte di suo fratello Gregorio Nucera, e l'altro per "compra" fatta dall'altro suo fratello Filippo Nucera. L'atto di donazione è trascritto più avanti.

Dichiara inoltre di possedere un'altro fondo in Contrada Muccaria, che dona al figlio Dottor Don Filippo Pizzi.

All'interno dell'atto sono citati anche i figli della donante Beatrice Nucera e Domenico Pizzi:

- Magnifico Pietro Pizzi

- Magnifico Antonio Pizzi

- Signora Elisabetta Pizzi, maritata col fu Giovanni Andrea Rodà (citata nella trascrizione del 1769)

- Signora Preziosa Pizzi, maritata al Magnifico Vincenzo Squillaci

- Signora Trusulina Pizzi, maritata al Magnifico Marco Romeo

- Signora Antonia Pizzi, maritata al Magnifico Fabio Amodei

- Signora Giuseppa Pizzi, maritata al magnifico Paolo Nucera

 

 B596 Vol. 3213 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1781)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

11-15 

1.3.1781

Compare il Magnifico Pasquale Scrufari di Melito, cugino del Magnifico Giuseppe Alati, insieme ad Antonia e Giovanna Alati di Melito, figlie naturali del Magnifico Giuseppe Alati.

I tre, come eredi universali del Magnifico Giuseppe Alati, rinunciano all'eredità suddetttìa lamentando il fatto di ritrovarsi oggi obbligati con l'esecutore testamentario del fu loro padre e cugino a causa di un instrumento doloso e lesivo delle loro ragioni.

 "Il Magnifico Pasquale Scrufari fu Lorenzo della Terra di Pentidattilo [...]asserisce e dichiara come il fu Magnifico Giuseppe Alati con suo ultimo nuncupativo testamento, rogato per atti del Magnifico Notar Francesco Cilea della Terra di Pentidattilo, con cui sebbene avesse istituiti eredi universali e particolari due sue figlie naturali Antonia e Giovanna Alati, ed esso prefato costituto, pur non di meno lo gravò in maniera che niente e nulla lì restò di detta sua eredità per la disposizione generale che fece in detto testamento per legato di messe che venne a comprendere intieramente, e quasi tutte le sue predette eredità lasciando per suo esecutore testamentario il Reverendo Arciprete di detta Terra di Pentidattilo D. Salvatore Gangemi, il quale astringendo essi coeredi all'adempimento della celebrazione di messe pell'anima del prefato defunto, oltre la domanda di tutti li beni ereditari consistentino in mobili, stabili, semoventi e altro[...]"

 

B596 Vol. 3214 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1782) - NESSUN ATTO

 

B596 Vol. 3215 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1783) - NESSUN ATTO

 

B596 Vol. 3216 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1784) - NESSUN ATTO

 

B596 Vol. 3217 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1785-1786)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

110

8.12.1786

Testamento del Reverendo Don Ludovico Mandalari, Arciprete di Motta San Giovanni "in questa Terra [di San Lorenzo] ritrovato per esser sua patria".

Il testatore istituisce suo erede universale il fratello Lorenzo Mandalari.

 

B596 Vol. 3218 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1787) - NESSUN ATTO

 

  B596 Vol. 3219 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1788)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

07

6.2.1788

"Nella nostra presenza personalmente costituto Saverio Vadalà, Giovanni Anghelone, Bruno Iacopino e Francesco Lugarà del Casale di Condofuri cogniti, li quali sponte non vi, dolo, con giuramento asseriscono e dichiarono come giovedì 31 del prossimo passato mese di Gennaio andante anno mille settecento ottantotto, verso l'ore dieciotto, il Magnifico Marcantonio Mandalari presentò avanti li suddetti Vadalà, Iacopino, Anghelone e Lugarà, sotto la porta di detto Mandalari, una istanza all'Attuario D. Antonino Mafrici, dicendo esso Mandalari, oltre a questa, ch'è suspetto per esser inimico, compare e cugino di Paolo Foti, e detto Mafrici non fece parola alcuna, si ricevé l'istanza ed andiede [andò?] à fatti suoi;

ed in detta sera di giovedì, dopo che fu dato per suspetto, e sera ancora di Venerdì, si portò in casa del Magnifico Paolo Foti, ed in sua presenza ed assistenza, esaminando i testimoni, anzi tanto nell'una che nell'altra sera, furono mandati in casa di detto Foti e trovarono lo stesso Mafrici col suo collega Rocco Mafrici, che in presenza del detto Foti, moglie e madre esaminarono testimoni contro Mandalari e figlio a istanza di detto Foti con delegazione del Signor D. Vincenzo Garrera, e ciò ci consta per esser vicini alla casa del Foti suddetto, come pure li consta a detti Lugarà, Vadalà, Anghelone e Iacopino, che Paolo Foti è compare di D. Mafrici, per averli battezzato un figlio, come ancora sono congiunti in terzo grado di consanguinità tra detto Mafrici e Foti, oltre ciò sono fieri inimici del Mandalari per averli portato il desistat [Divieto di continuare nel compiere un atto dannoso per altri n.d.r.] di Catanzaro per non esercitar li medesimi più di attuarii della Corte di Ammendolea e Casali".

19

8.5.1788

L'Arciprete di Motta San Giovanni, Ludovico Mandalari, annulla ogni suo precedente testamento e detta al notaio un nuovo testamento chiedendo che sia aperto solamento dopo la sua morte.

37

4.12.1788

Compare la Magnifica Donna Domenica Abenavoli, vedova del fu Don Antonio Strati insieme ai figli Don Pasquale, Don Francesco, Donna Bruna, Donna Vincenza e Donna Carmina Strati della Terra di San Lorenzo anche per parte degli altri fratelli Donna Francesca e Don Vincenzo Strati.

Compare dall'altra parte Don Vincenzo Savoia di Bagnara, figlio del fu Don Giuseppe Savoia.

Lite e risoluzione amichevole tra cugini per via di alcune proprietà che furono di Don Giuseppe Savoia.

 

 B596 Vol. 3220 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1789)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

38-40

7.8.1789

Il Dottor Don Filippo Pizzi dona al figlio novizio Don Antonio Maria Pizzi "per ascendere alla prima clerical tonsura , e successivamente agli ordini sagri" i seguenti beni:

- Uno stabile in contrada Laghu alberato con querce di ghiande, pirare e "jus di quinto di più vigne" che annualmente esigge di Giovanni Nucera, Domenico Condemi alias Pitrulla, di Giovanni Casili, Anna Pitasi e di Antonino Mandalari.

- Uno stabile in contrada Magalà con terre ed olivare.

- Terre aratorie nella contrada Pittina.

- Un giardino alberato "con querce di ghiande, celsi di serico, vigne, fichare, olivare ed altri alberi da frutto con due camere del palazzo attaccate a detto stabile".

40-42

7.8.1789

Il Magnifico Marcantonio Mandalari di Condofuri dona al figlio novizio Don Pasquale Mandalari "per attendere alla prima clerical tonsura e successivamente agli ordini sagri" i seguenti beni:

- Uno stabile "alberato di vigne nella capacità di operaj trenta circa, con olivare, fichare, e fico d'india e pirare, con casa dentro, con terre aratorie nella capacità di tumulate otto".

- Una terra di tumulate sei circa in contrada Peligrina, con casa dentro.

- Uno stabile alberato con alberi di olivo in contrada Ajello.

- Una terra di contrada Larocca "con celsi di serico, fichare, persichare, granatare, ed altri alberi di frutto".

Il donatore inoltre "asserisce possedere, dentro detto Casale, una casa dove attualmente abbita, consistente in quattro camere, e due bassi, ed una cucinetta limitante la via pubblica ed Antonino Fotia. Così ancora asserisce possidere dentro detto Casale un magazzino con tre botti ed una casa per uso di stalla con l'orto contiguo limitante con Paolo Foti e con patto però che si devono servire di detta stalla li altri due figli fratelli di detto novizio.

Finalmente asserisce possedere un pajo di bovi ed una mula e cento animali pecorini e caprini, quali case ed animale si danno per proprio comodo.

[...] Quali descritti beni stabili ed animali detto Magnifico Di Mandalari per l'amore e benevolena che sempre ha portato e tuttavia porta a sul figlio novizio D. Pasquale Mandalari [...] si risolse di farli donazione irrevocabile inter vivos et al titulu sui patrimonii".

47-52

4.9.1789

Capitoli matrimoniali tra Antonina Mandalari (figlia del fu Stefano e di Lucia Squillaci) ed il Dottor Don Domenico Sgrò del casale di Roccaforte.

Compaiono i fratelli della futura sposa Don Antonino, Don Paolo, Don Michele, Don Andrea anche per nome dell'altro fratello Don Bruno Mandalari.

 

B596 Vol. 3221 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1790-91)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

05-06

2.1.1790

Don Filippo Pizzi del Casale di Condofuri acquista dai coniugi Vincenzo Cordova e Filippa Squillaci di San Lorenzo per il prezzo di ducati 60 due fondi, uno sito nella Terra dell'Amendolea e l'altro nella Terra di Condofuri.

11-13

24.1.1790

Testamento del Magnifico Marc'Antonio Mandalari di Condofuri.

 

B596 Vol. 3222 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1791-1792)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

29-36

15.6.1791

Compare Donna Dorotea Crispino di Tropea vedova di Giuseppe Mandalari e attuale moglie di Giuseppe Antonucci anche come balia e tutrice dei figli minori Magnifici D. Emiddio, D. Francesco Saverio, D. Maria Anna e D. Maria Antonia Mandalari. Vendita di un pezzo di stabile alberato a Don Bruno Russo della Terra di San Lorenzo.

All'interno dell'atto è inserito anche un documento, in più copie, nel quale viene citato il testamento del fu Giuseppe Mandalari, che istituì come erede universale il figlio Emiddio.

93-95

6.8.1792

Atto rogato a Motta San Giovanni: testamento dell'Arciprete di Motta San Giovanni, Don Ludovico Mandalari. Il testatore dichiara, una volta fatto l'inventario da parte dei Sindaci, di voler lasciare ai poveri della sua parrocchia di San Michele in Motta San Giovanni tutti i beni alimentari ed il denaro che si troverà nella sua casa.

Dichiara inoltre di voler lasciare tele, lino, vestiti, biancheria, corredi di casa e di cucina ai poveri della Parrocchia di Calanna ed a quelli della sua Parrocchia.

Comanda inoltre che i libri "che ultimamente trasportò da San Lorenzo" siano divisi tra il figlio di Don Saverio Mandalari, Don Lorenzo Mandalari juniore (Dittereo di Melito), Don Giuseppe Dieni e Giuseppe Antonio Mandalari e questi ultimi dovessero far celebrare delle messe per i suoi genitori, per il fratello Don Antonino Mandalari (parroco di San Nicola dei Bianchi a Reggio Calabria) e per la sorella Bruno Mandalari.

Citata anche la sorella (vivente) Domenica Mandalari ed il fratello (vivente) Lorenzo Mandalari per questioni riguardanti altre proprietà.

 

 

BUSTA 597                                

Notaio Francesco Antonio Altomonte (1794-1804) di San Lorenzo

 

 

B597 Vol. 3223 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1794-95)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

017 - 020

4.2.1795

Capitoli matrimoniali tra Ignazia Pizzi di Condofuri (figlia di Filippo Pizzi ed Elisabetta Mandalari) e il Sig. Dottor Giovanni Trapassi, "della città di Taranto oriundo ed abitante in quella di Catanzaro".

Il padre della sposa, Signor Dottor Filippo Pizzi, promette in dote alla figlia 1500 ducati in contanti, dei quali i primi 200 saranno da consegnare il giorno delle nozze, e gli altri nel corso dei sette anni successivi.

049­-051

7.6.1795

Il Dottor Don Filippo Pizzi del Casale di Condofuri compare in qualità di procuratore dell'Eccellentissimo Signor Don Vincenzo Ruffo Duca e Baronello di Bagnara.

054

10.7.1795

Il Magnifico Giovanni Mandalari del Casale di Bagaladi abitante in Montebello, in qualità di luogotenente di giustizia, compare per una vendita a Teodoro Toscano e Salvatore Mandica.

 

B597 Vol. 3224 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1796)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

36-46

14.5.1796

Testamento del Dottor Don Filippo Pizzi del Casale di Condofuri.

 

B597 Vol. 3225 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1797a=1797b)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

21-23

22.1.1797

Compare Lorenzo Arcidiaco, vedovo della fu Magnifica Vittoria Vazzani, in nome di suo figlio Antonio ed in qualità di co-erede (insieme a vari altri) del fu Magnifico Antonino Strati di San Lorenzo, zio di Vittoria Vazzani (la quale era infatti figlia di Didaco Vazzani e Petruccia Strati di San Lorenzo). L'atto tratta della vendita di un giardino in contrada Ielasi a Domenico Antonio Curatola per la somma di 55 ducati.

45

30.6.1797

Compare Antonino Arcidiaco figlio di Lorenzo e Vittoria Vazzani. L'atto tratta della vendita di una Terra in contrada Misudera, avuto in eredità da fu suo zio Antonino Strati di San Lorenzo, a Francesco Maria Curatola per la somma di 26 ducati.

 

B597 Vol. 3226 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1798)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

53-54

10.10.1798

Compare Anna Maria Pellicanò, vedova del fu Bruno Ligato (primo letto) e del fu Domenico Iacopino (secondo letto), insieme al genero Bruno Manti.

Le parti dichiarano che la moglie di Bruno Manti, Antonia Ligato, morì lasciando una figlia in pupillare età di nome Maria Rosaria "in potere di detta Pellicanò sua ava, e si sono convenuti essi prefati costituti socera e genero che detta Anna Maria tenesse la suddetta sua nipote Maria Rosaria, a darli tanto e quanto sarà di necessario di cibarie e vestimenti e da detto Bruno non potesse pretendere in avvenire, come non pretende niente, di dote, se non un baldovino del valore di ducati sedici, una vacca di ducati sette, un porcello di carlini quattrordici, una lettiera [...]"

 

B597 Vol. 3227 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1799)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

26

9.5.1799

Antonino Nocera di San Lorenzo dichiara di essersi pentito dell'acquisto fatto l'anno precedente 1798 di "una casa terranea nel borgo di questa Terra" da Saverio Saccà, e dichiara quindi di cedere nuovamente la proprietà al suddetto Saverio.

NB: nonostante il primo atto di acquisto citato si riferisca ad un documento dello stesso notaio, tale atto non si trova tra quelli del 1798.

36

8.10.1799

L'atto riguarda una dichiarazione di Pietro Lentini del Casale di Condofuri. Il dichiarante asserisce che, poco prima della morte del fu Magnifico Marc'Antonio Mandalari [morto il 25.1.1790], egli si era accordato per servirlo come garzone nella sua casa, ed aveva ricevuto una capra come caparra perchè doveva sposarsi.

Ma "come lui morse prima pria che avea andato a pigliar possesso del servizio, trovò garzone a Carmine Caridi, il quale, dopo alcuni giorni, in vari discorsi disseli che le pecore e capre che avea il fu suddetto Magnifico Marc'Antonio Mandalari, in mezzo a quelle di Leonardo Parisi, l'avea prese e date a suo genero Don Francesco Tropeano a titolo di dote, e che erano pochi rimasti in mezzo la detta mandria".

L'atto non è chiarissimo, ma nel prosieguo si intuisce (dichiarazioni di un altro pecoraro Giuseppe Maisano e di Leonardo Iriti) che per ordine della Magnifica Argenta Pannuti i pochi animali restanti furono tolti dalla mandria del pecoraro Leonardo Parisi e condotti alla mandria del figlio di Marc'Antonio, Pantaleo Mandalari.

 

B597 Vol. 3228 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1800)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

03-04

22.1.1800

Capitoli matrimoniali tra Antonia Autelitano "figlia d'anima" del Dottor Don Filippo Pizzi di Condofuri, e Girolamo Iaria.

10

6.3.1800

Dichiarazione riguardante alcune proprietà della Chiesa di San Pietro e Paolo di Pentidattilo. Compaiono  vari abitanti di Chorio tra cui Leonardo Arcidiaco fu Domenico, di anni 38 circa.

Citato anche uno suo zio fu Vincenzo Aloi e la vedova di quest'ultimo Maria Iacopino fu Pietro. La parte dell'atto riguardante questo Arcidiaco recita: "Leonardo Arcidiaco quondam Domenico confessa e depone come ritrovandosi in servizio di suo zio quondam Vincenzo Aloi di detto Casale, nello stesso tempo del fu Arciprete Gangemi, il detto suo zio coltivò buona parte di detta Terra di fossi a corte di detta Chiesa, avendo il medesimo costituto fatigato anche alla scorsa coltura e corrispose ogni anno il terraggio dei prodotti alla medesima, e precisamente si ricorda d'aver egli stesso d'Aloi portato in Pentidattilo in casa di detto Signor Arciprete due pise di lino e tre mundelle di ? per quinto".

  

B597 Vol. 3229 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1801) - NESSUN ATTO

 

B597 Vol. 3230 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1802) - NESSUN ATTO

 

B597 Vol. 3231 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1804) - NESSUN ATTO

 

 

BUSTA 598

Notaio Vincenzo Savoia di San Lorenzo (1776-1800)

 

 

B598 Vol. 3233 - Vincenzo Savoia (1776)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2778

21.7.1776

Annullamento dei capitoli matrimoniali tra Lorenzo Mandalari e Giovanna Zuccalà. I costituti padre e fratello di Giovanna Zuccalà e Lorenzo Mandalari “asseriscono nella nostra presenza […] come tre anni circa addietro avendo stipulato capitoli matrimoniali per gli atti del Notaro Francesco Antonio Altomonte di detta terra […] oggi predetto giorno conoscendo essi costituti di Zuccalà che ridugendosi ad effetto il matrimonio coll’assignamento delle doti promessi nell’espressati capitoli da loro promesse, sarebbe di sommo lor pregiudizio, precisamente per l’avanzata età di detto Lorenzo Mandalari per altre cause che muovono la loro mente che quantunque non si esprimono […] dichiara tenere per nulli detti capitoli, di revocare il consenso a loro prestato ed ogni altra promessa prima fatta”.

Lorenzo Arcidiaco (evidentemente si tratta del figlio di Costantino Arcidiaco e Candelora Quattrone) compare come testimone.

Cfr. Busta 601 Vol. 3269/1 Notaio Francesco Antonio Altomonte.

 

 

B598 Vol. 3234 - Vincenzo Savoia (1777) - NESSUN ATTO

 

B598 Vol. 3235 - Vincenzo Savoia (1778)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2720-22

20.2.1778

Il Reverendo Giuseppe Mandalari di Condofuri compare insieme al nipote Magnifico Giacomo Mandalari.

Il Reverendo Giuseppe Mandalari asserisce di possedere tutti i beni del fu suo padre Pietro Mandalari e della fu sua madre Galatea Casili, nonché i beni ereditari del fu Reverendo Marc'Antonio Mandalari (che sappiamo essere suo zio).

Asserisce quindi di voler donare tali beni paterni, materni ed ereditari, al nipote Giacomo Mandalari.

2734

23.8.1778

Permuta di beni tra il Magnifico Notaio Giuseppe Savoia della Città di Bagnara, al presente ritrovato in San Lorenzo, ed il Magnifico Marcello Cordova della Terra di San Lorenzo. Il Notaio Giuseppe Savoia cede al Signor Don Marcello Cordoma di San Lorenzo due camere con suoi bassi e superiori site nella Terra di San Lorenzo, nel luogo detto vicino la piazza, in cambio di un pezzo di giardino alberato con celsi di serico ed altri alberi sito in Contrada Ielasi.

 

B598 Vol. 3236 - Vincenzo Savoia (1779)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2661

24.2.1779

Vari testimoni, tutti della terra di san lorenzo, dichiarano “che i confini di questo suddetto territorio principiano dalla parte della marina del Vallonello detto di Straci o sia di S. Cosmano, e tirando via alla pista del Cavallo, volta per lo vallone di Grutta seu pado e scende al fiume detto di Piasciato, e tirando fiume in su esce per le montagne fino al luogo detto fundachello, e via su alla testa dell’omo e mano di Maddà, da ove volta a limitare col territorio di S. Agata di Reggio”. Inoltre dichiarano che nella contrada detta Grutta, ove vi sono una o due case che erano abitate d'alcune persone di casa Mandalari che sempre "disimpegnavano il Precetto Pasquale in questa Chiesa Arcipretale, ed in caso d'infermità erano visitati dall'istesso Arciprete di questa Espressata Terra portandoli il SS. Viatico, ed oglio Santo in caso di nicessità fino a dette loro case, come fecero una volta in tempo dell’Arcipretura del fu D. Domenico Marino antecedente all’Arciprete D. Filippo Tigani [...]"

 

B598 Vol. 3237 - Vincenzo Savoia (1780) - NESSUN ATTO

 

B598 Vol. 3238 - Vincenzo Savoia (1781) - NESSUN ATTO

 

B598 Vol. 3239 - Vincenzo Savoia (1782)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2490-92

2.1.1782

Bruno Andrea Curatola prende in enfiteusi una porzione di terre nel Territorio di San Lorenzo, in contrada Monasteraci, da Don Domenico Abenavoli erario dei Signori Duca e Duchessa di Bagnara per il censo annuo di ducati due e grana 16.

2568

16.9.1782

Testamento del Magnifico Notaio Saverio Mandalari della Terra di San Lorenzo.

 

B598 Vol. 3240 - Vincenzo Savoia 1773

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2473-78

29.7.1783

Testamento del Signor Dittereo Lorenzo Mandalari della Terra di San Lorenzo abitante nella Villa di Melito. L'atto è rogato nella Contrada detta Armà della Villa di Melito, pertinenza della Terra di Pentidattilo.

 

B598 Vol. 3241 - Vincenzo Savoia 1774

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2425-30

2.1.1784

Capitoli matrimoniali tra Donna Vincenza Maria Mandalari, figlia del fu Saverio Mandalari e della vivente Litteria Savoia, e Don Michele Licastro.

2430-33

2.1.1784

Capitoli matrimoniali tra Donna Faustina Mandalari, figlia del fu Saverio Mandalari e della vivente Litteria Savoia, e Don Vincenzo Firmanò.

 

B598 Vol. 3242 - Vincenzo Savoia 1785 - NESSUN ATTO

 

B598 Vol. 3243 - Vincenzo Savoia 1786

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2493-94

20.7.1786

I Magnifici Bruno e Domenico Abenavoli del fu Francesco, il Magnifico Pasquale Mandalari e Vincenzo Pizzimenti, tutti cittadini di Bagaladi, dichiarano "come si ricordano benissimo ed in causa scentie [...] che da circa anni otto addietro, non ricordandosino né mese né giorno preciso per la lunghezza del tempo, il quondam Gaetano Asprea di questo suddetto Casale mandò al fu Don Giuseppe Maria Mandalari nella città di Tropea una mula di prima domita del prezzo di ducati 19 e grana sessanta in scompito di un credito che doveva conseguire il detto fu Mandalari dal cennato fu D. Gaetano Asprea di ducati duecento".

Il comparente Magnifico Pasquale Mandalari è detto fratello del fu Don Giuseppe Maria Mandalari. Entrambi sono figli di Antonino Mandalari e di Anna Perino di Bagaladi.

 

B598 Vol. 3244 - Vincenzo Savoia 1787 - NESSUN ATTO

 

B598 Vol. 3245 - Vincenzo Savoia 1788 - NESSUN ATTO

 

B598 Vol. 3246 - Vincenzo Savoia 1789 - NESSUN ATTO

 

B598 Vol. 3247 - Vincenzo Savoia 1790

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2227-32

28.12.1790

Capitoli matrimoniali tra il Signor Dottor Antonio Maria Mandalari della Terra di San Lorenzo, figlio del fu notaio Saverio Mandalari e della vivente Donna Litteria Savoia, e la Magnifica Gaetana Pizzi di Condofuri, figlia del Dottor Don Filippo Pizzi e di Donna Elisabetta Mandalari.

E' presente l'Arciprete di Condofuri Don Michele Mandalari e l'atto viene rogato a Condofuri, residenza della futura sposa.

 

B598 Vol. 3248 - Vincenzo Savoia 1791

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2167

1.3.1791

Donazione da parte del Dittereo di Melito, Don Lorenzo Mandalari della Terra di San Lorenzo, da più anni abitante nella Villa di Melito (figlio di Vittorio Mandalari e di Felicia Strati e fratello del fu Notaio Saverio Manadalari), in favore del nipote "ex parte patris" Chierico novizio Lorenzo Mandalari (figlio del fu Notaio Saverio Mandalari e della vivente Litteria Savoia).

L'atto è rogato nella Contrada detta Armà della Villa di Melito, pertinenza della Terra di Pentidattilo.

 

B598 Vol. 3249 - Vincenzo Savoia 1792 - NESSUN ATTO

 

B598 Vol. 3250 - Vincenzo Savoia 1793 - NESSUN ATTO

 

B598 Vol. 3251 - Vincenzo Savoia 1794 - NESSUN ATTO

 

B598 Vol. 3252 - Vincenzo Savoia 1795

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2013

25.5.1795

Dichiarazione di presa in possesso delle terre donate dal Dittereo Lorenzo Mandalari in favore del nipote acolito Lorenzo Mandalari (cfr. B598 vol. 3248 - 1° marzo 1793).

Procuratore dell'acolito Lorenzo Mandalari è il Dottor Antonio Maria Mandalari, suo fratello. L'atto è rogato nella Contrada detta Armà della Villa di Melito, pertinenza della Terra di Pentidattilo.

 

B598 Vol. 3253 - Vincenzo Savoia 1796

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1958-70

4.7.1796

Il Dottor Don Marcello Cordova, erario dell'Illustre Signor Marchese di San Luca, utile possessore dello Stato di Pentidattilo, concede in enfiteusi al Dottor Don Antonio Maria Mandalari di San Lorenzo, da più tempo abitante nella villa di Melito,  un comprensorio di terre in Contrada Armà

1986

8.12.1796

Il Signor Dittereo Lorenzo Mandalari della Villa di Melito concede in enfiteusi alcune terre nel territorio di Pentidattilo a Pasquale Scrufari per l'annuo censo di ducati sei e grana ottanta.

 

B598 Vol. 3254 - Vincenzo Savoia 1797 - NESSUN ATTO

 

B598 Vol. 3255 - Vincenzo Savoia 1798

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1881-86

17.6.1798

Capitoli matrimoniali tra la Magnifica Donna Saveria Mandalari, figlia del fu notaio Saverio Mandalari e della vivente Litteria Savoia, ed il Magnifico Pietro Papalia della Terra di Sinopoli.

Per la sposa compare anche lo zio Dittereo Lorenzo Mandalari, originario della terra di San Lorenzo ma da più anni commorante nella Villa di Melito.

 

B598 Vol. 3256 - Vincenzo Savoia 1799

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1830

10.2.1799

Il Reverendo Dittereo di Melito Lorenzo Mandalari concede in enfiteusi vari beni posseduti dalla Chiesa di cui è parroco nel Territorio di Pentidattilo al Signor Nicola Mezzacava.

 

B598 Vol. 3257 - Vincenzo Savoia 1800 - NESSUN ATTO

 

 

BUSTA 599

Notaio Vincenzo Savoia di San Lorenzo (1801-1808)

 

 

B599 Vol. 3258 - Vincenzo Savoia 1801

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2839

29.10.1801

Il Magnifico Don Giovanni Mandalari del Casale di Bagaladi vende a Mastro Saverio Iacopino dello stesso Casale una metà casa solariata di pietre e calce ed una casupola terranea site e poste nel detto Casale pervenutigli per eredità paterna e materna per la somma di ducati 35.

2840

31.10.1801

Il Signor Arciprete di Condofuri Michele Mandalari acquista da Giuseppe Strati fu Lorenzo "una forestola alberata di roveri di ghiande" sita nel territorio di San Lorenzo in contrada San Giovanni per la somma di ducati 37.

2841

31.10.1801

Il Signor Arciprete di Condofuri Michele Mandalari acquista da Bruno Giunta fu Antonio "una forestola alberata di alberi di ghiande, un piede di sorbara ed una tumulata di terre scapole e boscose" sita nel territorio di San Lorenzo in contrada San Giovanni per la somma di ducati 24 e grana 50.

2845-52

1.12.1801

Il Dittereo di Melito Don Lorenzo Mandalari ratifica un atto del 21 agosto 1801 rogato a Bova dal notaio Bertone. In quell'atto comparvero come suoi procuratori il nipote Dottor Antonio Maria Mandalari figlio del fu Saverio della Villa di Melito ed il Signor Giandomenico Mesiani del fu Domenico di Bova. Il Canonico di Bova Giansimone Scordo presta un capitale di 400 ducati al Dittereo Lorenzo Mandalari, e per esso ai suoi procuratori.

2852

1.12.1801

Il Dittereo di Melito Don Lorenzo Mandalari dona al nipote Dottor Fisico Don Giovanni Mandalari di Melito la somma di ducati 1300.

2854

1.12.1801

Testamento del Dittereo di Melito Don Lorenzo Mandalari (il quale annulla il precedente testamento del 1783 - cfr. B598 vol. 3240).

 

B599 Vol. 3259 - Vincenzo Savoia 1802

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2867

9.2.1802

Il Reverendo Don Lorenzo Mandalari Dittereo della Terra di San Lorenzo, residente nella Villa di Melito, acquista da Domenico Ambrosino fu Giovanni un pezzo di giardino beveraticcio sito in Contrada Annà, alberato con celsi di serico ed altri alberi da frutto per la somma di ducati 18. I contraenti stabiliscono che per i due anni successivi, cioè fino al 1804, il venditore avrà però ancora diritto di godere dei frutti di tale giardino, e che a quale punto le parti sceglieranno due estimatori perchè venga effettuata una nuova stima del terreno e qualora il prezzo fosse maggiore dei ducati 18 il Reverendo Don Lorenzo Mandalari si impegna a pagare la differenza.

2868

28.2.1802

Antonina Arcidiaco, vedova del fu Domenico Misiano della Terra di San Lorenzo vende una casa in Contrada Spartille al Magnifico Francesco Maria Curatola per la somma di ducati 22 e grana 50.

2883

23.10.1802

Il Reverendo Sacerdote Lorenzo Mandalari minore, della Terra di San Lorenzo, oggi abitante in Melito, acquista da Domenico Ambrosino del fu Giovanni una vigna con terre aratorie di grano, due olivarelle, ammendolari ed altri alberi da frutto, con una casa a due stanze terranea sito e posto nella Contrada di San Lorenzo detta Monasteraci, con il peso enfiteutico di carlini 27, grana 4 e calli (cavalli) 6 annui, per il prezzo di ducati 64.

Il Reverendo Sacerdote Lorenzo Mandalari minore (1772-1846) era figlio del notaio Saverio Mandalari e di Litteria Savoia, ed era nipote del Reverendo Dittereo Lorenzo Mandalari maggiore (1727-1802), fratello del notaio Saverio Mandalari.

 

B599 Vol. 3260 - Vincenzo Savoia 1803

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

2916-24

28.3.1803

Il Signor Dottor Don Antonio Maria Mandalari figlio del fu Saverio della Terra di San Lorenzo, abitante nella Villa di Melito, ratifica un atto stipulato nel giorno 21 maggio 1803 tra il Signor Don Pasquale Licastro, della Capitale di Napoli, procuratore di esso Don Antonio Maria Mandalari, ed il Marchese di San Luca Don Alessandro Maria Clemente, feudatario di Pentidattilo, Melito e Chorio.

La ratifica riguarda la nomina, riportata in originale, di Antonio Maria Mandalari come agente ed erario del Marchese di San Luca a partire dalla fine di agosto dell'anno 1803.

2932

3.6.1803

Pasqualina Iacopino, vedova del fu Magnifico Lorenzo Mandalari ed oggi moglie di Giuseppe Evoli, compare con il Signor Arciprete Ludovico Mandalari, fratello del suo primo marito fu Lorenzo Mandalari. Per risolvere i lunghi litigi legati all'eredità del fu Lorenzo Mandalari, Pasqualina Iacopino cede alcuni beni all'Arciprete Ludovico Mandalari e viceversa l'Arciprete cede altri beni a Pasqualina Iacopino.

2940

27.8.1803

Don Francesco Mandalari della città di Tropea, figlio del fu Don Giuseppe Mandalari asserisce e dichiara che Mastro Pasquale e Mastro Saverio Iacopino comprarono da Giovanni e da Demetrio Mandalari, zio e nipote, alcune case site nel Casale di Bagaladi.

Don Francesco Mandalari asserisce di vantare diversi diritti ereditari su dette case, essendo rispettivamente nipote e cugino dei detti Giovanni e Demetrio Mandalari, perciò cede e rinuncia ad ogni azione e pretenzione che vantava o gli spettava su dette case.

Don Francesco Mandalari (1786-1859) era figlio di Giuseppe Mandalari (1729 circa) e Dorotea Crispino. Giovanni Mandalari (1731 circa) era fratello di Giuseppe ed era quindi zio di Francesco, mentre Demetrio Mandalari (1775) era figlio di Pasquale Mandalari (1734 circa) il quale era fratello di Giovanni e di Giuseppe, ed era quindi cugino di Francesco.

 

B599 Vol. 3261 - Vincenzo Savoia 1804 - NESSUN ATTO

 

B599 Vol. 3262 - Vincenzo Savoia 1805 - NESSUN ATTO

 

B599 Vol. 3263 - Vincenzo Savoia 1806 - NESSUN ATTO

 

B599 Vol. 3264 - Vincenzo Savoia 1807 - NESSUN ATTO

 

B599 Vol. 3265 - Vincenzo Savoia 1808

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

3243

7.1.1808

Capitoli matrimoniali tra Sicilia Anghelone, figlia dei Magnifici Bruno Anghelone e Caterina Romeo, e Don Marco Antonio Mandalari, figlio di Francesco Mandalari e Carmela Tropeano di Condofuri (nipote di Marc'Antonio Mandalari ed Argenta Pannuti).

Presente all'atto il Reverendo Pasquale Mandalari zio ex parte patris del futuro sposo.

3256

8.1.1808

Capitoli matrimoniali tra Francesca Maria Altomonte, figlia di Filippo Altomonte ed Isodia Squillaci della Terra dell'Amendolea, e Don Francesco Bruno Mandalari, figlio di Francesco Mandalari e Carmela Tropeano di Condofuri (nipote di Marc'Antonio Mandalari ed Argenta Pannuti).

3260

8.1.1808

Francesco Mandalari, figlio del fu Marc'Antonio Mandalari di Condofuri, dona al figlio Francesco Bruno Mandalari uno stabile che gli pervenne per eredità paterna. Una metà di detto stabile appartiene al fratello (di Francesco ) Pantaleone Mandalari.

 

 

BUSTA 600        

Notaio Vincenzo Savoia di San Lorenzo (obblighi)

 

 

B600 Vol. 3266 Notaio Vincenzo Savoia  (1776-1777)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

3977

2.9.1776

I coniugi Rosaria Arcidiaco ed Antonino Mercurio vendono una vigna in contrada Vlunga a Sebastiano Palmisano.

Nota: Rosaria Bruna Arcidiaco, nata nel 1737 è figlia di Giovanni Lorenzo Arcidiaco e Caterina Arena, ha sposato in prime nozze Antonino Zumbo (1759) ed in seconde nozze Antonino Mercurio (1767).

4005-09

21.10.1776

Il Magnifico Marc'Antonio Mandalari di Condofuri compare per prendere in consegna le proprietà del Dottor Don Filippo Pizzi, sequestrate dal Signor Don Domenico Abenavoli, amministratore di Sua Eccellenza il Duca di Bagnara "per cagione delle grosse somme dal medesimo Dr. Pizzi, Erario dell'Ammendolea e Condofuri, dovuti alla prefata Eccellenza Sua".

Tali proprietà vengono consegnate al Magnifico Marc'Antonio Mandalari che si obbliga "di tenere e custodire ed ad ogni richiesta di Sua Eccellenza Padrone con i loro frutti consegnare come sopra". La lista è la seguente:

- una vigna in contrada Calamati

- una vigna in contrada Erutta

- giardino e terre di vigna ed olivari in contrada Michari

- terre scapule in contrada Pittina

- una terra scapula in contrada Bandiera

- una vigna in contrada Alafuci

- una casa palaziata con sue camere e con giardinetto nel Casale di Gallicianò

- una vigna in contrada Pugadi

- una terra con olivari in contrada Ieromico

- terre scapule ed oliveto in contrada Capanni

- una casa palaziata con suo giardino in contrada l'Abbate Cipriano in Condofuri

- un'altra casa palaziata in questo casale di Condofuri

- un altro giardino nella Motta S. Giovanni

- un'altra terra in contrada Grappidà in questo suddetto Territorio dell'Ammendolea

- frumenti di diversi generi, cioè grano, majona, orzo, tumula trecento, fave fumula quindeci

- giumente di corpo numero diciotto

- due mulette selvagge di due anni l'una

- altre due mulette lattanti

- altre due mule domite per uso di casa

- un cavallo di sella

- un cavallotto selvaggio

- due stavole

- pecore e capre quattrocentocinquanta

- bovi domiti numero dodici

- vacche d'allievo numero nove

- un giovenco selvaggio

- troie e porci numero cinquanta

- matarazzi numero quattro

- un cortinaggio di seta addomoscata di colore giallo

- un altro cortinaggio di calamo e cottone a colore rosso damascato

- un altro cortinaggio di calamo di color torchino

4012

28.10.1776

I fratelli Mastro Giuseppe Majo e Mastro Domenico Majo si obbligano a consegnare "ad ogni semplice richiesta del Signor Don Saverio Mandalari di San Lorenzo il numero di trenta tumuli, cioè dieci di partito, dieci parafile di partito e dieci parafilelle di partito, e questi per il convenuto prezzo di carlini ventiuno e mezzo, quali li detti di Majo si dichiarano aver ricevuto in presenza nostra carlini tredici, e carlini dieci e mezzo dichiarano averli ricevuti il giorno prima".

4060

19.6.1777

Il Signor Dottor Don Filippo Pizzi del Casale di Condofuri si impegna a restituire al Reverendo Scipione Pannuti del Casale di Roghudi (si tratta di uno dei fratelli di sua suocera Argenta Pannuti) nel mese di settembre 1777 la somma di ducati 56 avuta in prestito.

4063-65

23.6.1777

Il Signor Dottor Don Filippo Pizzi del Casale di Condofuri si impegna a restituire al Signor Don Gaetano Surioni, agente generale della città e stati di Bagnara, la somma di ducati 200. "E tal somma di detti ducati duecento applicarla detto di Pizzi in compra di tanti formaggi e tanto grano, cioè darli a particolari pagabili".

Filippo Pizzi presenta come suo garante il Magnifico Marc'Antonio Mandalari del Casale di Condofuri.

4069-71

9.7.1777

L'atto ricalca quello stipulato il 23 giugno 1777: Filippo Pizzi si impegna a restituire a Gaetano Surioni la somma di 200 ducati. Stavolta l'atto è di più facile interpretazione: Filippo Pizzi dichiara di restituire 120 ducati nel successivo mese di settembre sotto forma di 100 tumuli di grano alla ragione di 12 carlini per ogni tumulo, e altri 80 ducati consegnarli nell'agosto dell'anno 1778 sotto forma di 8 cantai di formaggio alla ragione di 10 ducati per ogni cantaio.

4078

26.8.1777

I fratelli Vincenzo e Lorenzo Arcidiaco, figli di Costantino, si impegnano a consegnare al Magnifico Nunzio Bertone mezzo cantaio di "cascio", corrispondente a 5 ducati, nel mese di agosto 1778.

Vincenzo Arcidiaco (1736) firma l'atto con un segno di croce, indicando "figlio di Costantino".

Lorenzo Arcidiaco (1739-1830) firma l'atto di suo proprio pugno come fa in molti altri atti notarili.

 

B600 Vol. 3266 Notaio Vincenzo Savoia (1778)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

3909

13.6.1778

Il Magnifico Marc'Antonio Mandalari di Condofuri si dichiara debitore della somma di ducati 140 nei confronti del signor Don Domenico Nesci della città di Bova e si impegna a consegnare al suo creditore tale somma nel successivo mese di luglio 1778.

3961

30.12.1778

Lorenzo Arcidiaco (figlio di Costantino) dichiara di aver affittato all'asta "la bottega di questa suddetta Terra dall'Eccellentissima Casa di Bagnara" per 24 ducati e per la durata di un anno da agosto 1778 ad agosto 1779.

3964

18.9.1779

Il notaio Vincenzo Savoia (fratello di Litteria Savoia, quindi zio di Antonio Maria Mandalari), scrive la seguente nota:

"A 18 settembre 1779 giorno di sabbato ad ore 14 mia moglie mandò alla luce una fanciulla, poi a 19 detto giorno di domenica al tardi fu battezzata in questa Venerabile Parrocchiale, il Parroco Dittereo Don Bruno Coratola, la Madrina e Padrino la tennero al fonte battesimale la Signora Donna Anna Tripepi ed il Signor Dottor Don Vincenzo Cordova, e li posero tre nomi, cioè Annunciata, Anna e Francesca".

L'atto parrocchiale si trova nel libro dei battezzati della Parrocchia Dittereale (1754-1831). La madre della bambina e moglie del notaio Savoia, non nominata nella nota, è Donna Pasqualina Altomonte.

 

B600 Vol. 3266_3 Notaio Vincenzo Savoia (1779)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

3815

11.2.1779

Il Magnifico Marc'Antonio Mandalari del Casale di Condofuri si impegna a pagare all'Eccellentissima Casa di Bagnara, e per essa al suo amministratore Don Domenico Abenavoli delegato, la somma di ducati 390 per tutto il mese di settembre corrente anno 1779.

Tali 390 ducati "sono e dipendono per tanti residui erariali restarono in debito i naturali di questo Casale di Condofuri, della Terra dell'Amendolea e del Casale di Gallicianò in veri debiti erariali.

3843

17.7.1779

Il Dottor Don Filippo Pizzi del Casale di Condofuri dichiara di essere debitore di 66 ducati nei confronti di Don Gaetano Suriani di Palmi, residuo di un debito maggiore di 200 ducati. Filippo Pizzi si impegna a restituire tale somma nel mese di ottobre 1779.

3875

29.12.1779

Lorenzo Arcidiaco dichiara di aver ricevuto tre tumuli di grano dalla Camera Ducale, e, insieme a Santoro Altomonte della Terra di San Lorenzo, si impegna a consegnare a Domenico Abenavoli, amministratore del Duca di Bagnara, "tanta seta di buona qualità, filo e colore, per quanto importeranno i detti tumuli tre di grano al prezzo convenuto nella vegnente stagione dell'anno entrante 1778".

 

B600 Vol. 3266_4 Notaio Vincenzo Savoia (1781) - NESSUN ATTO

 

B600 Vol. 3267 Notaio Vincenzo Savoia (1783) - NESSUN ATTO

 

B600 Vol. 3267 Notaio Vincenzo Savoia (1784) - NESSUN ATTO

 

B600 Vol. 3267 Notaio Vincenzo Savoia (1785)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

4237

25.2.1785

Il Dottor Don Filippo Pizzi del Casale di Condofuri dichiara di aver ricevuto dal signor Domenico Abenavoli, amministratore dei beni della Camera Ducale, cento tumuli di grano del valore di 18 carlini il tumulo, e si impegna quindi a restituire la somma di 180 ducati nel mese di agosto 1785.

4257

21.10.1785

Il Magnifico Dottor Antonio Maria Mandalari, procuratore del Dottor Fisico Michele Licastro della Piazza di Sinopoli e del Dottor Vincenzo Firmanò del Casale di Sant'Eufemia (suoi cognati, essendo il primo marito di Vincenza Mandalari ed il secondo marito di Faustina Mandalari), affitta uno stabile in contrada La Croce di San Lorenzo per quattro anni, alla ragione di 10 ducati per ogni anno, da Vincenzo Iacopino.

 

B600 Vol. 3267 Notaio Vincenzo Savoia (1786)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

4279

4.3.1786

Il Dottor Don Filippo Pizzi del Casale di Condofuri si impegna a consegnare al Signor Don Natale Poulot la somma di ducati 140 per il prezzo di 196 tumuli di grano, alla ragione di 16 carlini per ogni tumulo, nel mese di agosto 1786.

4280-81

4.3.1786

Il Dottor Don Filippo Pizzi del Casale di Condofuri dichiara di aver ricevuto dal Signor Canonico Don Lorenzo Giuffré della Città di Reggio la somma di 200 ducati in monete d'oro e d'argento, e si impegna quindi a restituire tale somma "col solito interesse" ai primi del mese di giugno 1786.

4285

14.4.1786

Il Reverendo Dittereo Don Lorenzo Mandalari e Don Antonio Maria Mandalari, zio e nipote, dichiarano di aver ricevuto dal depositario della Cassa Sacra, Signor Don Nicola Mezzacava, la somma di 10 ducati per la settimana santa, "giusto il mandato spedito dall'Illustrissimo Signor Ispettore Generale Don Antonio Alberto Micheroux" e "si offeriscono pronti a restituire detti ducati 10".

4290

20.5.1786

Lorenzo Arcidiaco si impegna con i sindaci della Terra di San Lorenzo, Don Francesco Cilea  e Domenico Iacopino, a "tenere per un anno intero l'annona dell'oglio per commodo e grazia di questa predetta Terra e suo Casale di Bagaladi". Nota: Annona = pubblico ufficio con il dovere istituzionale di approvvigionamento di beni e di controllo dei relativi prezzi.

 

B600 Vol. 3267 Notaio Vincenzo Savoia (1787)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

4316

27.2.1787

"Costituto personalmente nella nostra presenza il Magnifico Dottor Antonio Maria Mandalari della Terra di San Lorenzo, al presente qui ritrovato, il quale sponte non vi dolo sed omni modo melioris nella nostra presenza confessa e dichiara come il Reverendo Dittereo di questa villa suddetta di Melito, Don Lorenzo Mandalari, ha avuto la liberanza dell'Illustre Signor Ispettore Generale Don Antonio Alberto Micheroux per la sua congrua come da detta liberanza alla quale [si fa riferimento] di ducati 100 e pure come apparisce dal ricevo autentico di detto Reverendo Dittereo Mandalari al quale [si fa riferimento], che perciò col suo giuramento esso costituto si obbliga realmente e personalmente [...] di restituire detti docati cento in caso di restituzione".

L'atto successivo, riguardante invece il Dittereo Don Bruno Curatola, è analogo ma a proposito della restituzione della congrua indica, con una formula leggermente diversa: "si obbliga di restituire detti ducati cento in caso si debbano restituire".

4333

10.10.1787

Il Reverendo Signor Arciprete Ludovico Mandalari della Terra di San Lorenzo (Arciprete di Motta San Giovanni) dichiara di essere debitore della somma di 14 ducati nei confronti del Signor Dottor Don Marcello Cordova. Tale somma era quella che il defunto padre di Ludovico Mandalari (Giuseppe Mandalari, morto nel 1772) doveva al defunto padre di Marcello Cordova (Bartolomeo Cordova, morto nel 1761).

Ludovico Mandalari si impegna quindi a restituire la somma di ducati quattro nel mese di agosto 1788, ducati cinque nel mese di agosto 1789 e ducati 5 nel mese di agosto 1790.

 

B600 Vol. 3267 Notaio Vincenzo Savoia (1788) - NESSUN ATTO

 

B600 Vol. 3267 Notaio Vincenzo Savoia (1789) - NESSUN ATTO

 

B600 Vol. 3267 Notaio Vincenzo Savoia (1790) - NESSUN ATTO

 

 

B600 Vol. 3267 Notaio Vincenzo Savoia (1791)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

4395

6.4.1791

Il Magnifico Domenico Caracciolo della Terra di Pentidattilo si impegna a pagare alla Camera Marchesale la somma di ducati quattro a partire dal mese di agosto 1791, i quali corrispondono alla stessa somma che Demetrio Megali pagava sopra il fondo in contrada Pallica.

4418

 

24.12.1791

Andrea Arcidiaco detto Bilicchi si impegna a coltivare per otto anni ad uso "di coperta" alcune terre di grano della Camera Ducale, in particolare due tumuli in Contrada San Biase e quattro tumuli in contrada Catanonia, più in detta contrada un altro "lochoro" comperato per ducati 0,1 (nell'indice, vedi immagine 4453, "lochoro" è indicato con la stessa parola).

Per i primi due tumuli di terra si impegna a versare il primo pagamento nell'agosto 1792, e per gli altri quattro si impegna a consegnare il pagamento sotto forma di grano di buona qualità nell'agosto 1793.

4453

24.12.1791

Indice delle terre della Corte Ducale consegnate in affitto e dei relativi atti notarili conservati nel presente registro. Tra questi è citato Andrea Arcidiaco.

4460

30.12.1791

Lorenzo Arcidiaco si impegna a coltivare per otto anni ad uso "di coperta" tre tumuli di terre in Contrada Mirto, proprietà della Camera Ducale, e a versare il primo pagamento nel mese di agosto 1792.

 

B600 Vol. 3268 Notaio Vincenzo Savoia (1795)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

4576

29.12.1795

Lorenzo Arcidiaco, insieme a Francesco Condera ed Antonino Iacopino dichiarano di aver preso in affitto all'asta il fondaco (magazzino) della piazza della terra di San Lorenzo per la somma di ducati 19 e per la durata di un anno a partire dal primo settembre 1795 a tutto agosto 1796.

Francesco Codera si impegna a consegnare ducati 12 e Lorenzo Arcidiaco ducati sette.

 

B600 Vol. 3268_1 Notaio Vincenzo Savoia (1792)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

4469-75

8.2.1792

Il Dottor Don Filippo Pizzi, Don Antonino Mandalari, e Don Francesco Antonio Dieni prendono l'appalto per la costruzione di due casette di cavallari nella Marina dell'Amendolea.

Tra i testimoni dell'atto di è Don Antonio Maria Mandalari. L'Antonino Mandalari citato nell'atto non è invece identificabile con certezza.

4492-83

13.12.1792

Lorenzo Arcidiaco e Francesco Condera dichiarano di aver affittato all'asta il fondaco (magazzino)  della piazza della Terra di San Lorenzo dall'Eccellentissimi Duca e Duchessa di Bagnara, per la somma di 24 ducati annui e per la durata di due anni a partire dal primo settembre 1792, impegnandosi a versare il primo pagamento nel mese di agosto 1793 ed il secondo nel mese di agosto 1794.

4493

13.12.1792

Lorenzo Arcidiaco acquista una mula selvatica dal Duca e Duchessa di Bagnara per la somma di ducati 50 e si impegna a pagare 30 ducati nell'agosto 1793 e 20 nell'agosto 1794.

 

B600 Vol. 3268_2 Notaio Vincenzo Savoia (1793)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

4516-20

15.6.1793

Don Giovanni Lafaci, e per esso il suo procuratore Don Rocco Ramiti della terra di Fiumara di Muro, si impegnano a fornire ai bottegai Lorenzo Arcidiaco e Francesco Cundera di San Lorenzo e Saverio Iacopino di Bagaladi la quantità di 100 salme di vino.

 

B600 Vol. 3268_4 Notaio Vincenzo Savoia (1796)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

4592-02

4.9.1796

Il Reverendo Dittereo Lorenzo Mandalari della Villa di Melito, pertinenza della Terra di Pentidattilo, subaffitta dal Signor Don Giuseppe Spanò fu Agamennone della città di Reggio, affittatore generale dei beni della Mensa Arcivescovile della detta città, alcune terre aratorie nel territorio di Pentidattilo per la durata di quattro anni.

La coltivazione andrà effettuata in due anni pieni (1797 e 1799) e due vacui (1798 e 1800), ed il pagamento dovrà essere di duecento e quindici tumuli di grano negli anni pieni, da portare nella città di Reggio a proprie spese, e ducati cento l'anno negli anni vacui.

 

B600 Vol. 3268_5 Notaio Vincenzo Savoia (1799)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

4628

6.9.1799

Il Signor Dottor Antonio Maria Mandalari prende in concessione le terre di proprietà della Camera Ducale in contrada Santuci per otto anni, quattro pieni e quattro vacui e si impegna a consegnare in ogni anno pieno la quantità di tumuli sette di grano di buona qualità all'erario Signor Don Domenicantonio Curatola.

 

  B600 Vol. 3268_6 Notaio Vincenzo Savoia (1801-1806) - NESSUN ATTO

 

  B600 Vol. 3268_7 Notaio Vincenzo Savoia (1807-1809) - NESSUN ATTO

 

 

BUSTA 601

Notaio Francesco Antonio Altomonte (1772-1779) di San Lorenzo

 

 

B601 Vol. 3269 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1772)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

010-012

23.2.1773

Testamento di Galatea Mandalari vedova di Paolo Gurnari e figlia di Paolo Mandalari, residente a San Pantaleone (si tratta di una sorella di Marcantonio Mandalari di Condofuri, altrimenti citata come Calidea).

La testatrice istituisce i suoi figli maschi, Magnifico Lorenzo e Magnifico Andrea Gurnari come suoi eredi universali, e cita le altre figli Bruna Gurnari ed Elisabetta Gurnari, quest'ultima residente in Reggio Calabria, ed un non meglio precisato nipote di nome Giuseppe Evoli.

019-20

11.8.1772

Vincenzo Arcidiaco acquista un terreno coltivato ad orzo in contrada Spartilli dai fratelli Antonino e Pietro Palumbo per la somma di 14 ducati.

084-85

24.12.1772

I coniugi Lorenzo Arcidiaco, figlio di Costantino, e Vittoria Vazzani non potendo continuare a vivere nella troppo piccola casetta dove attualmente abitavano, chiedono due camere in affitto a Don Antonio Strati, zio materno di Vittoria.

Questi, accordando loro l’affitto, vuole assicurarsi che i due non se ne approprino e, nel caso, che non sarà necessario far intervenire la forza pubblica se in un secondo tempo le volesse indietro.

 

"Die vigesima quarta mensis decembris millesimo septingentesimmo septuagesimo secundo 1772 – S. Laurentis – Appresso gli atti della Regia Udienza di questa Provincia di Calabra Ultra ed in presenza di me Regio Publico Notaro che ho la potestà in vigore de’ Regii Banni e testimoni sotto scritti, personalmente costituto Lorenzo Arcidiaco di Costantino e la Magnifica Vittoria Vezzani di questa Terra di San Lorenzo, ed essa Magnifica Vittoria coll’espresso assenso, consenso, presenza e volontà e con giusta [causa].

Li quali spontaneamente e con giuramento asseriscono ed espressamente dichiarano come non potendo stare con tanta strettezza nella piccola casetta dove suo zio R.ndo Don Antonio Strati l’avea dato per affitto, pregarono lo stesso con piacersi per carità lasciarli abbitare nelle due sue altre camere dove detto Reverendo di Strati abbitava.

E convenendo il succennato R.ndo di Strati esser ragionevole la domanda di detti coniugi, si contentò lasciarli a forma di affitto in dette due sue camere, con questo però, che dovessero essi di Arcidiaco e Vezzani di divenire, con favore divengono, alla presente dichiarazione nella quale dichiarano con giuramento, che sopradette due camere non intendono acquistare jusso, azione, o pretenzione alcuna, volendo che nella prossima richiesta che farà detto R.ndo di Strati detti Coniugi dovessero uscire di dette due camere senza autorità giudiziaria e senza veruna replica […]".

 

601 Vol. 3269_1 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1773)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

065-068

13.4.1773

Capitoli matrimoniali tra Lorenzo Mandalari fu Giuseppe e Giovanna Zuccalà.

Lorenzo Mandalari (1720-1793) era figlio di Giuseppe Mandalari e Francesca Cancelleri di San Lorenzo, cugino quindi del notaio Saverio Mandalari (1729-1782).

Tali capitoli matrimoniali saranno annullati il 21.7.1776 (cfr. B598 Vol. 3233, notaio Vincenzo Savoia).

159

30.8.1773

Sabba Arcidiaco fu Giovanni Domenico della Terra di San Lorenzo prende in concessione dalla Ducal Camera di Bagnara una terra in Contrada Romella per l'annuo censo perpetuo di carlini sei da consegnare al Magnifico Erario Bruno Altomonte a partire dal mese di agosto dell'anno 1774.

163-164

30.8.1773

Costantino Arcidiaco fu Sebastiano compare assieme ai figli Lorenzo e Sebastiano Arcidiaco e dichiara di possedere una vigna di operai otto circa con ficare e perare che gli pervenne per metà come dote di sua moglie Candelora Quattrone, e per metà dal fu Antonino Quattrone, fratello di sua moglie Candelora.

Essendo liquido debitore del Magnifico Bruno Altomonte (erario della Camera Ducale di Bagnara) della somma di ducati 14, ed avendo i suoi figli Sebastiano e Lorenzo pagato detto debito, egli vende ai figli la suddetta vigna per la detta cifra di ducati 14.

 

B601 Vol. 3269_2 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1774)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

121

11.9.1774

Paolo Saccà fu Giovanni vende a suo fratello Domenico Saccà, per la somma di 6,50 ducati, una metà vigna di operai tre in Contrada Flunga, che gli pervenne come sua porzione di eredità dalla loro comune madre Santa Camera.

131

20.9.1774

Lorenzo Arcidiaco di Costantino, insieme a Domenico Schimizzi, si impegna a pagare ducati 28 alla Camera Ducale nel mese di agosto 1775 per l'affitto della bottega in piazza a partire dal 1° settembre 1774 a tutto agosto 1775.

133-134

23.9.1774

Lorenzo e Vincenzo Arcidiaco, fratelli, figli di Costantino, rilevano da Domenico Schimizzi la sua parte di obbligo riguardo l'affitto della bottega in piazza (cfr. atto precedente).

182

dic. 1774

Saveria Manti compare al fianco della propria madre Eleonora Strati, vedova di Domenico Manti, e si impegna a divenire "figlia d'anima" del Reverendo Domenico Barreca per dieci anni, seguendolo e servendolo fino al 1785. La parte superiore del primo foglio dell'atto è strappata e perciò la data esatta in cui fu rogato l'atto è illeggibile:

 

"[...] Esse parti si hanno convenute ch'essa Saveria dovesse servire a detto Reverendo di Barreca di figlia d'anima, con fare tutti li serviggi leciti ed onesti nella sua Casa, con fedeltà e realità, ed andare dove sarà comandata da detto Reverendo di Barreca, e questo per lo spazio di anni dieci principianti ab hodie e finendo nell'anno 178ttantacinque.

Ed all'incontro detto Reverendo di Barreca con giuramento promette e s'obliga che per detti serviggi onestamente per detto spazio di anni dieci li dovesse dare per ricompensa delli stessi un letto consistente [in] un padiglione, una lettiera, un paio di lenzola e coscino di lana, una copera ed un pagliaccio e giraletto, come pure un giovenco e giovenca di anni due, e non dando detto giovenco e giovenca sia tenuto il detto per l'importo del suddetto.

Inoltre la suddetta Saveria [sarà] vestita di capo a fondo, cioè due camise l'una nova e l'altra usata, due tovaglie di tela, una nuova e l'altra usata, due gippone l'uno nuovo e l'altro usato, l'uno di caperniche novo ed [?] e due giubbetti l'uno nuovo e l'altro usato come si potrà avere, ed una giunacca, ed un paio di ciorecelli d'argento ed una faldale lungo di tela ed un altro di orletto, ed altre cose oppotenenti ad esser ben vestita [...]".

 

B601 Vol. 3270 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1775)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

014

8.11.1751

Costantino Arcidiaco della Terra di San Lorenzo compare come procuratore e rettore della Venerabile Confraternita di Gesù e Maria, posta dentro la Chiesa Madre della Terra suddetta, per l'acquisto di una "vigna con casa terranea alberata con ficare, pirare, cirasane ed altri alberi da frutto".

041

18.10.1775

Lorenzo Arcidiaco si impegna a pagare alla Camera Ducale la somma di ducati 14 nel mese di agosto dell'anno 1776 per l'affitto della bottega in piazza a partire dal primo settembre 1775.

062-063

3.12.1775

Permuta tra Vincenzo Arcidiaco fu Giovanni Lorenzo (marito di Caterina Zumbo) e Marco Candido fu Matteo. Vincenzo Arcidiaco permuta una "casa solariata dentro questa Terra di San Lorenzo" stimata 20 ducati con un'altra "casa solariata" del valore di 30 ducati, impegnandosi a pagare la differenza di 10 ducati in due parti: tre ducati nel mese di agosto del 1776 e altri sette ducati nel mese di agosto del 1777.

069

30.12.1775

Costantino e Lorenzo Arcidiaco, padre e figlio, dichiarano che l'anno precedente hanno venduto a Domenico Schimizzi una vigna in Contrada Marullà. Tale vigna sarebbe dovuta pervenire ai detti Arcidiaco tramite una permuta con un tal Strati il quale avrebbe avuto in cambio dagli Arcidiaco una vigna in contrada Pugadaci.

Dal momento che "fatto tale aggiustamento non si è divenuto allo strumento atteso" (cioè la permuta non è stata portata a termine), Domenico Schimizzi domanda ai detti Arcidiaco la restituzione del pagamento di 19 ducati, e, fintanto che tale pagamento non verrà effettuato, domandano che i detti Arcidiaco rinuncino alla vigna a Pugadaci e la cedano a detto Schimizzi (vedi atto 20.2.1776 B601, vol. 3270_1).

 

B601 Vol. 3270_1 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1776)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

014-016

20.2.1776

Costantino Arcidiaco della Terra di San Lorenzo vende a Lorenzo Bova una vigna in Contrada Pugadaci di operai dieci circa, alberata con querce di ghiande ed alberi da frutto, per la somma di 50 ducati.

Tale vigna pervenne a Costantino Arcidiaco "per titolo di compra fatta da Bartolo Palamara" e da tale vigna Domenico Schimizzi "deve conseguire dal suddetto di Arcidiaco ducati 22 per averli ricevuti" (vedi atto 30.12.1775, B601, vol. 3270). Di tale somma, dedotti 5 ducati, pagati direttamente a Domenico Schimizzi 22 ducati, e dedotti altri cinque ducati "che gratuitamente si rilasciano a detto venditore", restano di netto ducati 18 che Costantino Arcidiaco dichiara di aver ricevuto.

Inspiegabilmente, circa un anno più tardi, il  22.1.1777, fu rogato un atto del tutto analogo relativo alla stessa terra ed alla stessa vendita (vedi atto B601, vol. 3270_2).

019

 3.3.1776

Costantino Arcidiaco dichiara di possedere una vigna in contrada Pugadaci alberata con perare, ficare ed altri alberi da frutto soggetta all'annuo censo di carlini 10 e stimata in ducati 10.

Dal momento che Costantino Arcidiaco è debitore verso Domenico Schimizzi della somma di ducati 22, "si risolse di vendere e rinunciare la suddetta vigna ed alberi al ridetto di Schimizzi per detti ducati ventidue e per detto censo, a condizione avendo detto di Arcidiaco li suddetti ducati ventidue, detto Schimizzi sia tenuto ed obbligato di rilasciare la suddetta vigna a detto di Arcidiaco, e non pagandoli, detto Schimizzi si godesse la suddetta vigna ed alberi sempre ed in perpetuo con poterla detto Schimizzi migliorare la suddetta, come sia di piantare alberi ed ancora, e detto Arcidiaco nel tempo stesso che li dà detti ducati ventidue li dovesse pagare li miglioramenti che però detto Schimizzi cassa ed imita l'obbliganza fatta da Lorenzo Arcidiaco per la somma di ducati quindici e l'assolve [...]".

024

10.3.1776

Il Magnifico Don Antonino Strati "seniore" di San Lorenzo dichiara che il Reverendo Don Antonio Strati, tra gli altri beni, lasciò a Vittoria Vazzani, moglie di Lorenzo Arcidiaco, una terra in Contrada Ieracari sopra la quale avevano pretenzione il Reverendo Don Giuseppe Manti e la Magnifica Caterina Timpano.

Per questo motivo "si tentò litigio in questa corte e si sono fatti alcuni atti alli quali [si fa riferimento], e conoscendo detto di Strati essere giuste e ragionevoli le ragioni dell'Arcidiaco, e per togliere un tal litigio in corso tra detto Arcidiaco e il Reverendo di Manti e Timpano, per mezzo di comuni amici, per ovviare li dispendi e future spese, si è divenuto nel presente accordo [...]".

Il Magnifico Don Antonino Strati cede quindi a Lorenzo Arcidiaco un pezzo di vigna in contrada Proticella a patto che Lorenzo Arcidiaco rinunci alla vigna avuta in eredità in Contrada Ieracari.

063-064

ago. 1776

Lorenzo Arcidiaco della Terra di San Lorenzo compare come procuratore di Bruno Scordo della Terra di Radicina per la cessione in enfuteusi di una vigna in Contrada Spartilli. L'atto è incompleto, mancando la data e la trascrizione della procura (c'è lo spazio vuoto all'interno dell'atto stesso), della quale è invece conservato l'originale venti pagine più avanti nello stesso registro.

085

lug. 1776

Atto del notaio Giovanni Domenico Borgese: procura di Bruno Scrodo della Terra di Radicina verso il Magnifico Lorenzo "Arcidiacono" di San Lorenzo.

089

27.7.1776

Pasquale e Giovanna Mandalari figli di Anna Perino di Bagaladi, dichiarano che "anni addietro" la loro madre aveva venduto a Vincenzo Marra, senza alcuna scrittura ufficiale, una terra per il prezzo di carlini 15. Essendo i suddetti Pasquale e Giovanna Mandalari eredi della loro comune madre Anna Perino, desiderano ufficializzare tale vendita.

091

9.11.1776

Il Magnifico Pasquale Mandalari di Bagaladi, dichiara che la moglie Mariana Abenavoli possiede "ad uso di censo dalla Ducal Corte il giardino della medesima, sito nelle circonferenze di detto Casale".

Compaiono inoltre Sebastiano Vadalà e Vincenzo Polimeno, ed il Mandalari dichiara inoltre, come "per convenzione passata con li suddetti di Polimeno e Vadalà, ha concesso e concede alli suddetti un casalino diruto di detta Ducal Corte limitante li medesimi di Mandalari ed Antonino Misiani, e quattro mandellate di terreno per far orti [...]" per il prezzo totale di carlini 20.

 

B601 Vol. 3270_2 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1777)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

024

22.1.1777

Costantino Arcidiaco dichiara di possedere una vigna nella Contrada Pugadaci della Terra di San Lorenzo, di operai 10 circa, alberata con querce di ghiande ed altri alberi da frutto, la quale non è franca, ma soggetta all'annuo censo di grana 50 alla Fratellanza di questa Terra, e grana 10 alla Venerabile Chiesa di Sant'Anna, e ducati 22 a Domenico Schimizzi di questa Terra.

Costantino vende tale vigna a Lorenzo Bova (vedi atto 20.2.1776 B601, vol. 3270_1) per la somma di 50 ducati, "dai quali si deducono ducati nove per detti grana 60 di censo" e ducati 5 per il 10%, secondo il solito, che restano di netto ducati 36 (il conteggio relativo alla deduzione dei 9 ducati non è molto chiaro).

Di questi ducati 36, per atto di gratitudine, si cedono e rilasciano ducati 5, onde restano ducati 31, sopra i quali sono pagati dal Bova allo Schimizzi ducati 22 per la cessione oggi suddetto dì fatta dal detto Schimizzi a beneficio di detto Bova sopra la vigna suddetta, che vengono a rimanere ducati 9.

 

B601 Vol. 3270_3 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1778)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

107-108

20.1.1778

Il notaio Don Vincenzo Savoia di Bagnara, in nome di suo padre Don Giuseppe Savoia, dichiara di aver fatto da garante al Magnifico Antonio Strati per l'affitto della Terra di Cerasia, e di avere a sua volta istitutito come garanti il Reverendo Don Antonino Strati juniore, Don Domenico Altomonte e Niccolò Mandica. Dal momento che detto Strati non pagò l'affitto suddetto, "il suddetto Savoja à dovuto svendere la sua robba in Bagnara per adempire l'obbliganze e spese sofferte, a qual fine poi detto Don Giuseppe ha esecuto [pignorato] la robba e beni de' suddetti plegi [garanti] e fra l'altri beni esecuti, eseguì un magazeno ch'è attaccato con l'altre case di detto fu Don Antonio Strati juniore, quale magazeno mediante convenzione e trattato fatto con detto Vincenzo per la quale lo cede e rinuncia al suddetto Arcidiaco per convenuto prezzo di ducati dieci, pagabili carlini quindici nella stipula del presente strumento e carlini trentacinque in agosto veniente del 177otto ed altri ducati cinque ad agosto dell’anno mille settecento settantanove. Con questo fatto, che se il suddetto Don Vincenzo vorrà viaggiare, debba detto Arcidiaco andare colla sua mula senza pretendere denaro, ma che si computino li ducati cinque dell’ultima soluzione […].

 

B601 Vol. 3270_4 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1779) - NESSUN ATTO

 

 

BUSTA 602

Notaio Francesco Antonio Altomonte (1780-1785) di San Lorenzo

 

 

B602 Vol. 3271 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1780)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

004-008

13.7.1780

Il Magnifico Marc'Antonio Mandalari di Condofuri dona i seguenti possedimenti al figlio Novizio Francesco affinchè possa ascendere alla prima clerical tonsura e quindi ai Sacri Ordini:

 

- Un comprensorio di vigne di operai ventiquattro in Contrada La Torre, tenimento di detto Casale di Condofuri, con alberi di frutto, cioè olive, roveri, pirare, celsi di serico, ed altri alberi da frutto nel quale vi è una casetta, valutato in tutto ducati 268 e grana 50, che, tra fertile ed infertile, dà annualmente una rendita di ducati 12.

- Un altro comprensorio di vigne di operai quattro circa in Contrada Cama, tenimento suddetto di Condofuri, alberata con alberi di pero, roveri, olivare ed altri alberi fruttiferi con quartieri quattro di terre, valutato ducati 143, che, tra fertile ed infertile, dedotta la coltura, dà annualmente una rendita di ducati 7.

- Un comprensorio di terre, olivare e roveri in Contrada Erutta, tenimento di questo Casale, valutato in ducati 33, che, tra fertile ed infertile, dedotta la coltura, dà annualmente una rendita di ducati 2.

- Un terreno di quattronate sette nella suddetta Contrada Erutta con alberi da frutto (limitante Matteo Mandalari e la vedova di Stefano Mandalari) valutato in ducati 25, che, tra fertile ed infertile, dedotta la coltura, dà annualmente una rendita di carlini 15 (1 ducato e mezzo)

- Cinque quattronate di terreni con ventotto piedi di roveri, pirare e sorbare nella Contrada Spartilli, nel Territorio di San Lorenzo, che, tra fertile ed infertile, dedotta la coltura, dà annualmente una rendita di ducati 3.

- Uno stabile beveraticcio nella Contrada Sant'Agata, tenimento di questo suddetto Casale, alberato con piante di celsi di serico, fichare, persicare ed olivare, valutato in ducati 50 con suo peso di carlini due annui debendi alla Ducal Corte, che dedotti ducati 4 per detto censo restano di netto ducati 46 che, tra fertile ed infertile, dedotta la coltura, dà annualmente una rendita di ducati 5.

- Un terreno di grano di tumuli sei nella Contrada Palapina, Tenimento di detto Casale, valutato in ducati 60 che, tra fertile ed infertile, dedotta la coltura, dà annualmente una rendita di ducati 3.

 

Tali beni, che rendono in tutto ducati annui 33.50, "per l'amore e benevolenza che sempre ha portato e di continuo porta al Novizio Francesco Mandalari suo figlio legittimo e naturale assente, e per esso a me notaro presente, per ascendere al prima clerical tonsura e successive ai Sacri Ordini [...] si ha deliberato nella sua mente donare donazione irremovibile intra vivos a detto suo figlio assente e per esso a me notaro presente li suddetti stabili".

Il donatore specifica anche gli altri quattro figli Pantaleone, Pasquale,  Antonina ed Anna Maria non rimarranno pregiudicati da tale donazione dato che ad essi restano più di 2000 ducati di altri beni stabili e mobili ed indica la condizione che "il suddetto suo figlio s'applicasse alli studi per devenire al sopraccennato stato sacerdotale".

046-048

4.8.1780

Compaiono Matteo, Antonio ed Antonina Mandalari fu Giacomo della Terra di Motta San Giovanni da una parte e la Magnifica Lucia Squillaci vedova di Stefano Mandalari di Condofuri dall'altra.

La Magnifica Lucia Squillaci dichiara di possedere nella Terra della Motta una casa solariata, e viceversa i fratelli Mandalari dichiarano di possedere un comprensorio di terre aratorie con alberi fruttiferi nella Contrada Erutta che confina (tra gli altri) con Pasquale e Matteo Mandalari seniore.

Le parti si accordano per effettuare una permuta di tali proprietà, ed i fratelli Mandalari dichiarano di cedere anche "le pretenzioni che tengono con Matteo Mandalari" loro zio.

048

4.8.1780

Compaiono Matteo, Antonio ed Antonina Mandalari fu Giacomo della Terra di Motta San Giovanni da una parte ed il Reverendo Don Michele Mandalari di Condofuri dall'altra.

I fratelli Mandalari dichiarano di essere entrati in possesso di una casa solariata nella Terra della Motta tramite una permuta (vedi atto precedente) con la Magnifica Lucia Squillaci di Condofuri. Tale casa solariata viene quindi venduta al Reverendo Don Michele Mandalari per la somma di ducati 25.

 

B602 Vol. 3271_1 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1781a)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

003

5.1.1781

Saverio Mandalari si impegna a consegnare a Domenico Nesci, in cambio della somma di venti ducati in monete d’oro e d’argento una quantità equivalente in seta:

"Die quinta mensis Januarii millesimo septingentesimo octagesimo primo 1781 in Terra S. Laurentij […] Personalmente costituto in presenza nostra il M. D. Saverio Mandalari di questa Terra di San Lorenzo, il quale dichiara e confessa col suo giuramento aver ricevuto dal Magnifico D. Domenico Nesci della città di Bova la somma di ducati venti in monete d’oro e d’argento manualmente […] e perciò col suo reperito giurmento […] si obbliga col suo v.j. realmente e personalmente […] di consegnare a detto M. D. Dom. Nesci, suoi, nella prossima ventura stagione dell’anno 178uno, tanta seta […]".

 

B602 Vol. 3271_2 Notaio Francesco Antonio Altomonte  (1781b)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

041-044

6.2.1781

I coniugi Don Marcantonio Mandalari e Donna Argenta Pannuti di Condofuri vendono al Magnifico Don Fortunato Autelitano della Terra di Sambatello, abitante ed ammogliato in Motta Roghudi, uno stabile alberato con vigne, roveri, olivare, pirare, ficare, innesti d'olivo ed altri alberi fruttiferi con terreni scapoli della capacità di tumulate una circa.

Tale stabile, soggetto all'annua celebrazione di dodici messe basse per l'anima del fu Eccellentissimo Signor Duca di Bagnara, pervenne ai medesimi coniugi per titolo di dote dal fu Don Gernonimo Pannuti, padre di detta Donna Argenta.

Lo stabile ed il terreno sono valutati in ducati 63, che, dedotti 24 ducati per dette 12 messe, diventano 39 ducati.

044

6.2.1781

Il Magnifico Marcantonio Mandalari acquista da Francesco Marino fu Domenico di Condofuri due piedi di celsi di serico nella Contrada Malgeri, sita dentro la nasida del detto Marino, per la somma di 7 ducati e 20 grana.

Tra i testimoni dell'atto vi è il Sacerdote Paolo Mandalari (figlio di Stefano Mandalari e quindi nipote di Marcantonio).

 

B602 Vol. 3271_3 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1782)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

008

23.1.1782

Don Saverio Mandalari della Terra di San Lorenzo affitta per tre anni una sua vigna "vecchia" di operai 12, stimata in 25 carlini per ogni operaio e sita in Contrada Camino, a Sabba Lafaci ed Antonino Quartuccio di San Pantaleone "per poter quella migliorare".

I detti Lafaci e Quartuccio si impegnano "nei tempi congrui scalzare, zappare, potare, aspodagare (?) come diligenti coloni e padri di famiglia".

 

B602 Vol. 3272 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1783)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

060-065

1.6.1783

Capitoli Matrimoniali tra Calidea Mandalari, figlia del Magnifico Don Marcantonio Mandalari ed Argenta Pannuti del Casale di Condofuri, vedova del fu Magnifico Nicola Romeo di Reggio, e Francesco Bruno Tropeano della Terra di Varapodio.

I genitori della sposa promettono ducati 50 "per farsi la casa o per riceverli in contanti ad arbitrio dello sposo" e 150 "animali caprini e pecorini".

066-067

2.6.1783

Il Dottor Don Filippo Pizzi ed il Magnifico Marcantonio Mandalari di Condofuri (suo suocero) si impegnano con il Signor Don Pietro Musitano, Amministratore Generale della Città di Reggio, a consegnare entro un anno l'importo corrispondente a 70 ducati "in tanta seta di bona qualità mercantabile e recettibile".

076

7.8.1783

I coniugi Lorenzo Arcidiaco, fu Giovanni Domenico, e Francesca Scuncia della Terra di San Lorenzo, abitanti a Melito, vendono una vigna con otto piedi di serico in Contrada Ienari a Carmine Ligato della Terra di San Lorenzo per la somma di 5 ducati.

079

14.9.1783

Vincenzo Mafrici fu Domenico del Casale di Bagaladi acquista da Don Domenico Sartiani della Terra di San Lorenzo un pezzo di stabile con due piedi di celsi di serico della capacità di mundellate una e mezza per la somma di 12 ducati.

125

2.11.1783

I coniugi Sebastiano Arcidiaco e Flavia Modaffari e la sorella di lei Maria Modaffari, vedova di Giamba Scaramozzino, della Terra di San Lorenzo vendono a Giacomo Zumbo un pezzo di stabile alberato con perare, e roveri per la somma di 12 ducati.

126

1.11.1783

Lorenzo Arcidiaco della Terra di San Lorenzo acquista dai coniugi Demetrio Megali e Domenico Mandica della Villa di Melito una vigna alberata con alberi da frutto sita nella Contrada Spire di ducati 6,50.

 

B602 Vol. 3272_1 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1784)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

027-030

21.3.1784

Il notaio Don Vincenzo Savoia della Città di Bagnara da più tempo abitante ed ammogliato nella Terra di San Lorenzo dichiara che il suo defunto padre Don Giuseppe Savoia era creditore di "molte somme" dal defunto Magnifico Don Antonio Strati seniore "per avendo pleggiato con D. Pietro Versaci di dettà Città, e non avendo curato il detto di Strati compl.e tali somme ha dovuto il detto suo genitore svendere li suoi beni esistenti nel Tenimento di detta Città [...]".

Come si evince da altri atti notarili rogati negli anni precedenti, Don Giuseppe Savoia fece in passato da garante di Don Antonio Strati (cfr. B596 Vol. 3210 7.8.1774 e B601 Vol. 3270_3 20.1.1778) e fu costretto a pagare il debito di quest'ultimo vendendo molte sue proprietà in Bagnara.

Fra le altre proprietà pignorate in seguito a Don Antonio Strati per ripagare Don Giuseppe Savoia vi sono due case e due vigne, che furono vendute a Don Bruno Manti per la somma di ducati 15.

L'atto successivo, senza data (ma probabilmente rogato lo stesso giorno del precedente) è analogo a questo e riferisce che un'altra casa, pignorata a Don Antonio Strati, fu venduta a Mastro Pietro Familiari, parente del notaio Vincenzo Savoia per la somma di ducati 7.

041

27.4.1784

Compaiono da una parte i magnifici Marcantonio Mandalari ed Argenta Pannuti di Condofuri i quali dichiarano che Antonino Iaria di Motta Roghudi donò tutti i suoi beni stabili, mobili e semoventi alla suddetta Argenta Pannuti come da atti del fu Notaio Domenico Trapani di Motta (cfr. B608 Vol. 3285 Domenico Trapani, in cui si legge che Antonino Iaria era uno zio materno di Argenta Pannuti).

Compare dall'altra parte Donato Maisano di Motta Roghudi, figliastro di Antonino Iaria, il quale "tentò litigio contro la medesima [Argenta Pannuti] per la restituzione di detti beni mobili e capre che spettavano alla medesima per l'anzidetta donazione".

Le parti si accordano ed Argenta Pannuti cede a Donato Maisano i beni mobili e le capre di cui sopra.

063

14.3.1784

Vincenzo Arcidiaco e Domenica Palumbo della Terra di San Lorenzo (nota bene: non parla di Chorio) vendono a Bruno Toscano una "casa terranea" nel villaggio di San Pantaleone ed un pezzo di stabile in detto villaggio con vigna, alberi da frutto e terra della capacità di quattronate tre e mezza per la somma di ducati 9 e grana 70.

099

7.11.1784

Il Sindaco di Condofuri, Don Filippo Pizzi, ed il Sindaco di Gallicianò, Don Domenico Romeo, si impegnano in nome delle rispettive Università a versare al Signor Don Alessandro Persico di Monteluno (Monte Lungo?), e per esso ai suoi Ufficiali Delegati della Città di Reggio, l'importo di 35 tumuli di sale i quali secondo i Reali dispacci vengono dispensati ai particolari cittadini.

127

26.9.1784

Citato Domenico Arcidiaco alias "Migari" (evidentemente marito di Bruna Romeo, essendo altrove il loro figlio citato con lo stesso soprannome) come ex proprietario, insieme ad Antonio Anghelone, di una casetta terranea nelle circonferenze della Terra di San Lorenzo.

 

B602 Vol. 3272_2 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1785)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

004

9.1.1785

Antonina Arcidiaco, moglie di Giovanni Battista Farmi di Chorio, vende una vigna di operai quattro in Contrada Ieracari alberata con alberi da frutto a Domenico Miserrafiti per la somma di ducati 10 e mezzo.

040

22.3.1785

Il Reverendo Abate Diego Rodà del Casale di Gallicianò dichiara di voler rinunciare alla seguente donazione da parte dei suoi zii Dottor Don Filippo Pizzi di Condofuri e Don Antonino Pizzi di Motta Roghudi.

La donazione riguarda il "beneficio sotto il titolo di Santa Maria del Carmine eretto nella Chiesa Madre del Casale di Gallicianò come rilevasi dall'instrumento di nomine, presentazione e donazione rogato per atti dell'egregio Notaio Don Antonino Panagia della Città di Bova".

Il Reverendo Abate Diego Rodà non potendo amministrare detto beneficio avendone avuto un altro sotto il titolo di Sant'Antonio, rinuncia alla cedendola al figlio di Don Filippo Pizzi, di nome Domenico Antonio, attualmente novizio nel seminario della Città di Bova.

 

 

BUSTA 603

Notaio Francesco Antonio Altomonte (1786-1793) di San Lorenzo

 

 

B603 Vol. 3273 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1786a)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

07 e 27

22.3.1786

Il Dottor Don Filippo Pizzi, in qualità di sindaco del Casale di Condofuri, si impegna a consegnare alla Cassa Sacra, e per essa al Signor Don Pasquale Paulett, la somma di ducati 218 e grana 25, prezzo di 143 tumuli (non è specificato di cosa), ricevuti da Don Salvatore Pugliatti procuratore della Cassa Sacra della Città di Bova per l'annona (approvvigionamento del villaggio) di Condofuri.

 

B603 Vol. 3273_1 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1786b)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

067

6.5.1786

Inventario dei beni appartenenti alla Signora Donna Maria Mandalari, figlia di Stefano Mandalari e Lucia Squillace, e vedova di Don Vincenzo Arcidiacono di Bagnara, recuperati sotto le rovine del terremoto del 5 febbraio 1783 con l'aiuto dei suoi fratelli Reverendo Paolo e Andrea Mandalari:

 

"Cinque brocche d'argente con cinque cocchiare, on cocchiarino per zuccero e due maniche di coltello tutti del peso di oncie ventitre e trapersi diecesette.

Abbito di donna con suo avantisino di stoffa di Francia in seta color remisi.

Altro abito di molta lascia color di rosa con suo aventisino usato.

Altra veste di cordellato in seta di color pulice guarnita con extratagli celesti usata.

Altra veste color di rosa usata.

Faldetta e comodino di coredellato in seta di color pulice usata.

Altra faldetta e comodino di molla usata color cambiante.

Altra faldetta inendellata di seta color celeste inendellata con frabolà di molla color fusi usati.

Un cappottone negro di donna usato di seta.

Una corsina di damasco color di cedro con sua frangia infioccolata eccetto le banderole che sono senza frangia usata.

Una pezza di damasco a color di cedro di canni cinque e mezza.

Più una coperta e giraletto di damasco color giallo con sue frangie infioccolate, usate, un paio di lenzoli di orletta con coscini e coscinelli della stessa usati.

Un paio di coscini e coscinelli di cambrò.

Due bastonetti di orletta in pezza di canni sette.

Sei paia di lenzoli di tela di lino usati.

Sei paia di coscini e coscinelli anco di tela usati.

Una coperta di bambace bianca usata.

Quattro canne di rigatello di bamtare in pezza.

Una corsina bianca di lino di launa schiecchini in pezza che detta Signora D. Maria asserisce averla lavorata dopo il suo ritorno di Bagnara con lino che da colà avea portato.

Una pezza di tela di canni ventisette che parimente asserisce aver lavorata in questo Casale di Condofuri con tanti stimi che portato avea di detta Bagnara.

Una tavarca di ferro usata.

Cinque matarazzi pieni di lana, due de' quali la predetta D. Maria asserisce essere l'istessi che avea ricevuto in dote dalla q. D. Lucia Squillace di lei Madre e dai di lei fratelli D. Antonio, D. Paolo e D. Michele Mandalari.

Un abbito di velluto negro in seta con suo fodero di seta color cremes usato, che era di detto fu D. Vincenzo Archidiacono.

Un altro abbito di seta incondellato di color caffé dello stesso.

Un soprabito di amaerre negro usato.

Due calzoni negri di velluto ed uno di velluto non usato.

Un'altro calzone di vellutino di lana rigato anco usato dello stesso.

Un cappello usato con bordo d'oro.

Una spada di argento usata.

Un orologio d'argento usato.

Un abbito di panno color acquamarina usato.

Un paio di fibbie d'argento per calzone e scarpa.

Tre anelli di oro, uno con pietra di smeralo e diamantino attorno, che la predetta D. Maria asserisce aver ricevuto in dono dall'Ecc.ma Sig.ra Principessa della Motta, un altro anello con pietre rubbine e diamantine attorno ch'asserisce aver avuto in dono dal fu D. Vincenzo Gaezie di Bagnara, ed un altro anello anco con pietra rubbina con diamantini attorno, che asserisce aver avuto in dono da detto fu Don Vincenzo, allorquando si sposò collo stesso.

Un paio di orecchini d'oro e d'argento con piccoli diamantini a brocca e con alcune pietre rubbine.

Riservandosi detta Signora D. Maria di aggiungere altri beni se mai l'avrebbe dimenticato".

069

17.5.1786

Capitoli matrimoniali tra Lorenzo Arcidiaco fu Vincenzo di Chorio e Margherita Mandica figlia di Domenica Palumbo, quest'ultima vedova di Giuseppe Mandica e di Vincenzo Arcidiaco

 

B603 Vol. 3273_2 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1787b) - NESSUN ATTO

 

B603 Vol. 3273_3 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1787a) - NESSUN ATTO

 

B603 Vol. 3273_4 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1788)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

105

28.10.1785

Capitoli matrimoniali tra la Magnifica Donna Antonina Mandalari, figlia di Marcantonio Mandalari ed Argenta Pannuti di Condofuri, ed il signor Don Nicola Ascrizzi della Terra di Varapodio.

L'atto è in disordine e sono leggibili solo le prime due facciate. La pagina successiva del registro è chiaramente stata rilegata erroneamente in quel punto, trattandosi dei capitoli matrimoniali di un altro matrimonio.

125

8.11.1676

Capitoli matrimoniali tra Palma Mandalari ed Antonino Maisano. Citati i fratelli della sposa, Clerico Pietro Mandalari,  Antonino Mandalari e Cola Maria Mandalari.

Il matrimonio fu celebrato il 26 novembre 1676 (Parrocchia Arcipretale di San Lorenzo, libro dei matrimoni 1648-1677, img. DSCF0232). I genitori della sposa, indicati nell'atto di matrimonio, sono il fu Giuseppe Mandalari e Angilella Amato.

I beni mobili e stabili indicati in dote sono i seguenti:

- una casa solariata e abitabile tutta ed integra esistente nella terra predetta

- due letti forniti, l'uno consistente in un paviglione di tela novo con li suoi lavori, un paro di lenzola novi, una cutra di piccola rossa nova, un paro di coscini lavorati con capicciola acquamarina, una faccia di matarazzo lestinto, un giroletto di lino novo. L'altro letto consistente in un paviglione usato, un paro di lenzola novi, un giraletto di capiccola usata di rosso, una faccia di matarazzo di lino, un paro di coscina lavorati in coscino, un paro di bancali novi.

- Due canni i tovagli di tavola et una canna di [...]

- La metà vigna, una con li suoi alberi esistenti nella contrada Ienara limitante Silvestro Angeluni et il vallone, col suo peso di censo solvendo ogni anno alla Venerabile Abbazia della SS.ma Nunziata del resto franca [...]

- Li celsi una col suo fundo in contrada Straneri tutti come si trovano

- Li celsi una col loro fondo in contrada Ienara

-[...]

128

Febb. 1653

Capitoli matrimoniali tra Tommaso Casile, figlio del fu Nicola Casile e di Galatea Bono, ed Antonia Cordoma. Per la sposa compare il fratello Bernardino.

Tommaso Casile era un fratello di Caterina Casile, moglie di Michele Arena. Caterina Casile e Michele Arena erano i genitori di Francesca Arena, suoceri quindi di Antonino Mandalari e nonni di Vittorio Mandalari.

 

B603 Vol. 3273_5 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1789a)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

04

20.1.1789

L'Arciprete di Motta San Giovanni, Ludovico Mandalari, si impegna a consegnare a Giuseppe Borruto di San Lorenzo, entro il successivo mese di giugno 1789, dieci carichi di fronde di serico per il prezzo di carlini cinque per ogni carico.

Giuseppe Borruto dichiara di aver già ricevuto dall'Arciprete Ludovico Mandalari due forme di cacio.

08-09

13.2.1789

Il Dottor Don Filippo Pizzi del Casale di Condofuri dichiara di aver ricevuto dal Signor Don Rocco Antonio Caracciolo del Campo di Fiumara di Muro tumula cento di grano per la somma di ducati 255 e di venti cantara (cantaro o cantare = misura di peso) di biscotto per la somma di ducati 145.

Filippo Pizzi si impegna a pagare tutta la somma di ducati 400 entro gli ultimi giorni del successivo mese di giugno dell'anno 1789.

Nell'atto successivo, che ha la stessa data, lo stesso Filippo Pizzi si impegna a pagari altri 36 ducati al Signor Don Rocco Antonio Caracciolo per altri cinque cantara di biscotto.

 

B603 Vol. 3273_6 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1789b)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

038

24.1.1789

Lorenzo fu Costantino Arcidiaco effettua una permuta con i coniugi Giuseppe Mandica e Vincenza Ligato.

Lorenzo Arcidiaco consegna ai coniugi Mandica una vigna di operari otto sita in Contrada Scufadi e riceve da essi un'altra vigna di oeprari otto sita in contrada Spirone.

064

31.1.1764

Atto in disordine dal significato poco chiaro perchè non perfettamente leggibile.

Il novizio Pietro Ludovico Mandalari di San Lorenzo, figlio di Giuseppe Mandalari, prende possesso di vari beni stabili. Nell'indice presente all'inizio del volume, il tipo di atto è genericamente indicato come "possesso".

072

20.5.1789

Gaetano Falcomatà di San Lorenzo vende a Lorenzo Arcidiaco per la somma di 16 ducati, una casa terranea limitante i terreni dello stesso Falcomatà, di Francesco Arcidiaco e la via pubblica, che gli pervenne da una acquisto fatto con Leonardo Arcudi e moglie.

083

7.8.1789

Il Magnifico Don Filippo Pizzi del Casale di Condofuri vende una terra di tumuli due sita in contrada Pistaria per la somma di ducati tredici ad Andrea Caridi di Condofuri.

 

B603 Vol. 3274 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1790a)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

026  

20.12.1790

Lorenzo Arcidiaco si impegna a consegnare a Giuseppe Mandica 18 ducati in tre rate: 6 ducati entro un mese, 3 ducati nell'agosto del 1791 e 9 ducati nell'agosto del 1792 per l'acquisto di una casa.

027

17.1.1790

Il Magnifico Don Lorenzo Mandalari di San Lorenzo si impegna a coltivare una vigna di proprietà dell'Arciprete Ludovico Mandalari (Arciprete di Motta San Giovanni) per "un solo anno", iniziando da gennaio e terminando ad ottobre del 1790.

NB: Lorenzo Mandalari e Ludovico Mandalari erano fratelli.

 

B603 Vol. 3274_1 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1790b) - NESSUN ATTO

B603 Vol. 3274_2 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1791a)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

11-12

14.6.1791

Donna Dorotea Crispino di Tropea, vedova di Giuseppe Mandalari, dichiara insieme all'attuale marito Don Giuseppe Antonucci, di essere stata pienamente soddisfatta di tutte le annue rendite dopo la morte di Giuseppe Mandalari.

Assolve e libera quindi il Magnifico Don Pasquale Mandalari (di Bagaladi), fratello di Giuseppe, non riservandosi cosa alcuna.

L'atto successivo (stessa data e stessa pagina) indica che Don Pasquale Mandalari si impegna nei confronti dei figli del fratello Giuseppe qualora questi ultimi "litigassero il fondo di Ricudi comprato da Don Bruno Russo".

042-043

1.2.1790

Vendita di un terreno nel Casale di Chorio limitante, tra gli altri, un Domenico Arcidiaco senza ulteriori riferimenti.

 

B603 Vol. 3274_3 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1791b) - NESSUN ATTO

 

B603 Vol. 3274_5 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1792a)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

12

26.2.1792

Permuta fra i coniugi Francesco Arcidiaco e Saveria Manti ed i coniugi Mastro Bruno Falcomatà ed Antonia Iacopino. Francesco Arcidiaco e Saveria Manti scambiano un terreno di loro proprietà in contrada La Croce ("un pezzetto di stabile alberato con ficare ed altri alberi da frutto") con un altro terreno di proprietà dei coniugi Falcomatà in contrada Ieracadi ("una vigna alberata con perare, olivarelle, con alcuni fichi d'India").

 

B603 Vol. 3274_4 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1792b)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

075-076

6.2.1792

La vedova del fu Magnifico Pasquale Mandalari, Mariana Abenavoli, ed il figlio Magnifico Demetrio Mandalari dichiarano che il defunto marito e padre Pasquale Mandalari possedeva una porzione dell'affitto della bagliva (esazione di diritti da parte delle Autorità pubblica ) dell'Ecc. Duca insieme a Domenico Anghelone e Teodoro Toscano.

In seguito alla morte di Pasquale Mandalari la vedova Mariana Abenavoli ed il figlio Demetrio Mandalari cedono tale porzione di affitto a Domenico Anghelone e Teodoro Toscano.

080

9.3.1792

L'Arciprete di Motta San Giovanni Ludovico Mandalari compare insieme al fratello Lorenzo Mandalari. I due comparenti dichiarano che il fu loro comune fratello Antonino Mandalari (sacerdote a Reggio Calabria) dispose in testamento che una metà dei suoi libri dovessero essere ereditati dalla fu loro madre (Francesca Cancelleri), e l'altra metà divisa tra gli altri eredi. La metà dei libri disposta per la fu loro madre venne poi a sua volta disposta a beneficio del figlio Ludovico per la celebrazione di tante messe basse per la di lei anima.

L'altra metà fu divisa in tre parti uguali per i tre eredi Ludovico, Bruna e Lorenzo Mandalari.

 

B603 Vol. 3274_6 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1793a)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

037

16.8.1793

Francesco Arcidiaco della Terra di San Lorenzo si impegna a pagare a Lorenzo Pannuti della stessa terra carlini ventiquattro al due del mese di aprile, ipotecando la sua vigna in contrada Verzuli.

055

1754 circa

L'atto non è nel corretto ordine cronologico. Il dottor Fisico Giovanni Battista Richichi si impegna ad assistere tutti gli ammalati della Terra di San Lorenzo. L'atto è firmato dal sindaco Saverio Mandalari.

057

11.5.1750

L'atto non è nel corretto ordine cronologico. Saverio Mandalari compare in qualità di sindaco per l'istituzione dei cavallari della Terra di San Lorenzo.

 

B603 Vol. 3274_7 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1793b)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

093

11.8.1630

Atto rogato a Montebello, non in ordine cronologico.

Pietro Antonio Abenavoli del Franco, nobile napoletano abitante e commorante a Montebello compare con i figli Giovanni Giacomo e Santoro Abenavoli del Franco. Citato un crimine ed i nomi di vari cittadini di San Lorenzo.

 

 

BUSTA 604

Notaio Francesco Antonio Altomonte (1794-1799) di San Lorenzo

 

 

B604 Vol. 3275 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1794) - NESSUN ATTO

 

B604 Vol. 3275_1 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1794b) - NESSUN ATTO

 

B604 Vol. 3275_2 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1795) - NESSUN ATTO

 

B604 Vol. 3275_3 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1795)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

3657

7.12.1795

Giovanni Arcidiaco di Domenico acquista un casalino diruto da Marcello Cordova per il prezzo di ducati sette impegnandosi a pagarlo entro agosto 1796.

 

B604 Vol. 3275_4 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1796) - NESSUN ATTO

 

B604 Vol. 3275_5 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1796b) - NESSUN ATTO

 

B604 Vol. 3275_6 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1797b)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

3547

27.1.1797

Il Magnifico Francesco Maria Curatola della Terra di San Lorenzo si impegna a pagare a Lorenzo Arcidiaco la somma di ducati 26 nel venturo mese di agosto 1797. Tali ducati 26 (come spiegato in modo più comprensibile nel documento datato 11 agosto 1797) sono per l'acquisto di una porzione di casa che pervenne a Lorenzo Arcidiaco come eredità del fu Reverendo Antonino Strati (zio materno di sua moglie Vittoria Vazzani).

3564

11.8.1797

Ripetizione dell'atto del 27.1.1797: Francesco Maria Curatola si impegna a consegnare la somma di ducati 26 entro la fine di agosto 1797 a Lorenzo Arcidiaco.

 

B604 Vol. 3275_7 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1797) - NESSUN ATTO

 

B604 Vol. 3276 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1798) - NESSUN ATTO

 

B604 Vol. 3276_1 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1798)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

3453

28.5.1798

Vincenzo Mafrici e sua nuora Paola Marra di Bagaladi vendono ad Antonio Missineo un pezzo di stabile alberato sito nella Contrada La Croce per il prezzo di diciotto carlini.

La parola "nuora" è presente dopo il nome "Paola Marra" ma non è scritta chiaramente. Tuttavia è molto probabile che la parentela sia quella dato che una Paola Marra (1769-1816) di Bagaladi era moglie di Domenico Mafrici (1768-1838) figlio di Vincenzo Mafrici (1745 circa - 1815).

3503-04

20.10.1798

Saverio Saccà della Terra di San Lorenzo acquista dai coniugi Giuseppe Candito ed Anna Iannì della stessa terra un "pezzo di fico d'india in contrada Scala" per il prezzo di quattro ducati.

3515

1.11.1798

Saverio Saccà della Terra di San Lorenzo vende "una casa terranea nel borgo di detta terra limitante detto Saverio e Vincenzo Modaffari, la quale casa li pervenne per titolo di compra da Saverio Ligato" per il prezzo di ducati 19 e grana 65 dedotto il dieci per cento.

 

B604 Vol. 3276_2 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1799) - NESSUN ATTO

 

B604 Vol. 3276_3 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1799b)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

3737

13.10.1799

Domenico Saccà della Terra di San Lorenzo acquista da Giuseppe Fosso della stessa terra una vigna di operaj cinque in Contrada Ursé (?) per il prezzo di ducati undici e mezzo.

3754

24.11.1799

Francesco Arcidiaco citato tra i confinanti di una casa terranea sita dentro la Terra di San Lorenzo di proprietà di Antonia Maisano, venduta Mastro Domenico Maio della stessa terra.

 

 


 

BUSTA 605

Notaio Francesco Antonio Altomonte (1800-1804) di San Lorenzo

 

 

B605 Vol. 3277 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1800)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

0742

7.3.1800

Domenico Misiano ed Antonina Arcidiaco coniugi della Terra di San Lorenzo dichiarano di essere stati soddisfatti da Nicola Maria Aloi della metà di una terra.

Antonina Arcidiaco è figlia di Giovanni Lorenzo Arcidiaco e di Caterina Arena. Sposa nel 1749 Domenico Misiano.

0789

25.3.1800

Giacomo Arcudi di San Lorenzo dona a suo nipote Lorenzo Arcidiaco di Domenico parte di una sua casa.

L'atto è firmato con un segno di croce dal comparente, Lorenzo Arcidiaco, ed è firmato personalmente dal testimone Lorenzo Arcidiaco (che dalla firma  si riconosce essere il figlio di Costantino Arcidiaco)

0868

1750 circa

Atto in disordine.

Costantino Arcidiaco si impegna a consegnare all'odierno Erario la somma di 16 ducati.

 

B605 Vol. 3277_1 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1800-1803 OBBLIGHI)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

0625

1800

La data precisa non è indicata poiché il documento è strappato.

Domenico Arcidiaco della Terra di San Lorenzo dichiara di aver consegnato per quattro anni al figlio Francesco Arcidiaco "tre vaccini, una vacca col suo anecchio ed una giovenca" del valore di ducati ventisette.

Forse si tratta di Domenico Arcidiaco sposato con Bruna Romeo e di suo figlio Francesco, nato nel 1759. Purtroppo non ci sono ulteriori riferimenti né eventuali alias.

 

B605 Vol. 3277_2 Notaio Francesco Antonio Altomonte

(1801) - all'inizio e alla fine frammenti del catasto onciario

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

0485

21.8.1801

Lorenzo Arcidiaco e Domenico Gullì della Terra di San Lorenzo vendono una casa terranea sita dentro il borgo della Terra di San Lorenzo per il prezzo di ducati 26 e mezzo.

0521

22.3.1801

Domenico Arcidiaco citato come confinante di una casa terrenea posta nella Terra di San Lorenzo.

0583-84

5.11.1801

Lorenzo Arcidiaco acquista da Natale Cordova della Terra di San Lorenzo un pezzetto di stabile alberato di olivare, perare e roveri della capacità di quattronate una e mezzo per il prezzo di ducati 25.

0592

20.11.1801

Lorenzo Arcidiaco compare come procuratore del Magnifico Lorenzo Cordova e Natale Cordova fratelli della Terra di San Lorenzo. L'atto riguarda lo stesso pezzetto di terra e di stabile citato nel precedente documento del 5.11.1801.

 

B605 Vol. 3277_3 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1802)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

410-411

29.8.1802

Andrea Arcidiaco di San Pantaleo affitta una casa terranea da tale Giuseppe Mandica che gli: "concede ad uso di censo perpetuo una sua casa terranea limitante Rocco Fotia e Caterina Arcidiaco con pagare l'annuo censo perpetuo di carlini sei".

Annotiamo il fatto che un Rocco Fotia era marito di Caterina Catania (probabilmente sorella della moglie di Andrea) e che una Caterina Arcidiaco era una delle figlie di Andrea.

414-415

31.8.1802

Giovanni Fosso della Terra di San Lorenzo dichiara di aver ricevuto da Lorenzo Arcidiaco della stessa terra la somma di otto ducati e si impegna a restituirli entro il 10 agosto 1803.

416-417

1802

La parte superiore della prima pagina dell'atto è rovinata e perciò la data non è leggibile.

Francesco Arcidiaco della Terra di San Lorenzo acquista dai coniugi Pasquale Mangiola e Fortunata Bologna una vigna (limitante tra gli altri anche Lorenzo Arcidiaco) per la somma di ducati nove.

Nota: non è indicato alcun altro riferimento o dettaglio relativamente a questo Francesco Arcidiaco.

426-427

29.2.1802

Lorenzo Arcidiaco della Terra di San Lorenzo acquista dalle sorelle Maria ed Elisabetta Pizzi di Condofuri una terra (limitante tra gli altri anche - suo fratello - Sebastiano Arcidiaco) per la somma di ducati dodici.

 

B605 Vol. 3277_4 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1803)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

0271

22.2.1803

Francesco Arcidiaco è citato come confinante di un pezzetto di stabile alberato di olivarelle e fico d'india in Contrada  Le Rocche. Nota: non è indicato alcun altro riferimento o dettaglio relativamente a questo Francesco Arcidiaco.

0281

12.4.1803

Don Francesco Mandalari, figlio del fu Don Giuseppe e della fu Dorotea Crispino della città di Tropea, dichiara come anni addietro sua madre vendette al Mangnifico Don Bruno Russo di San Lorenzo uno stabile in Contrada Ricudi o sia San Bruno del valore di ducati 40 e grana 60 (cfr. B596 Vol. 3222 15.6.1791). Poichè "la suddetta sua Madre promenò la rattifica di detta scrittura, perciò esso D. Francesco Mandalari" rattifica, omologa ? e conferma detto ? instrumento [...].

0335

21.7.1803

Attestato che Lorenzo Arcidiaco ha otto figli (Antonio 1772-1853, Maria Francesca 1783-1812, Domenica Teresa n. 1788, Candelora 1792-1862, Giovanni 1793-1883, Domenica Fortunata n. 1796, Carmela 1800-1871 e Concetto 1805-1882), patisce di podagra, e che l'anno scorso fu esattore del regio sale:

"Attestiamo noi qui sottoscritti Cittadini di questa Terra di S. Lorenzo, come Lorenzo Arcidiaco di questa sud. Terra patisce di podagra, ha otto figli, e che l'anno scorso fu esattore del regio sale, ed è fede del vero abbiamo fatto la presente, quale noi sottoscritti di nostre proprie mani in presenza dell'ingrascritto Regio e Pubblico Notajo e testimoni; San Lorenzo, ventiuno luglio 1803 - Pasquale Abenavoli del Franco fò fede come sopra".

0350

9.12.1803

Paolo Mangiola di San Lorenzo si impegna a restituire a Lorenzo Arcidiaco fu Costantino della Terra di San Lorenzo la somma di ducati 28 in due rate, cioè 14 ad agosto del 1804 e altrettanti ad agosto del 1805. Tali ducati corrispondono a quanto "detto di Mangiola confessò averli ricevuti da detto Arcidiaco".

0353

29.11.1803

Francesca Mandica, legittima moglie di mastro Vincenzo Latella della Terra di San Lorenzo, vende a Lorenzo Arcidiaco il terraggio della sua vigna in Contrada Spirone che limita detto Arcidiaco (ed altri) "col patto però che se detta di Mandica avrà lo sotto prezzo nello spazio di tre anni o prima detto Arcidiaco li debba fare l'affrancazione"

0356

6.12.1803

Lorenzo Arcidiaco della Terra di San Lorenzo si impegna a pagare un censo perpetuo di 25 grana sopra un pezzetto di terra scosceso e roccioso di mondellate due in contrada Camino a Giovanni Domenico Misiano della Città di Bova.

Tra i confini del pezzetto di terra in oggetto vi è anche uno stabile di proprietà dello stesso Lorenzo Arcidiaco.

 

B605 Vol. 3277_5 Notaio Francesco Antonio Altomonte (1804)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

0211

20.3.1804

Lorenzo Arcidiaco della Terra di San Lorenzo permuta una terra di sua proprietà con un'altra terra di proprietà di Giacomo Altomonte di San Lorenzo.

 

 

 

BUSTA 606

Notaio Principio Altomonte di San Lorenzo (1750-1765)

 

 

B606 Vol. 3278 - Principio Altomonte 1750-1756 - NESSUN ATTO

 

 

B606 Vol. 3278_1 - Principio Altomonte 1754-1760

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

0887-88

9.12.1754

Giuseppe Arcidiaco compare come pubblico agrimensore, insieme a Filippo Cordoma e Giacomo Familiari, mastro muraro e "prattico nella legname", per stimare le proprietà donate al Clerico Acolito Don Giovanni Nocera da suo padre Mariano Nocera di San Lorenzo, al fine di costituire il Sacro Patrimonio e affinché questo possa ascendere agli Sacerdozio Secolare e possa ricevere l'ordine del Suddiaconato.

893-94

17.1.1755

Giuseppe Mandalari della Terra di San Lorenzo acquista da Lorenzo Timpano una casa terranea sita nelle vicinanze della Venerabile Chiesa di Sant'Antonio Abate per la somma di ducati 17.

0902

25.2.1755

Giuseppe Arcidiaco compare come pubblico agrimensore, insieme a Domenico Palumbo, per stimare una vigna in Contrada Cuccuvaia, alberata con perare e ficare, di proprietà del Sig. Don Giuseppe Abenavoli della Terra di San Lorenzo, ed una vigna in Contrada La Marina con una sorbara e due amendolare, di proprietà di Francesca Pellicanò della stessa Terra.

905-07

19.3.1755

Giuseppe Arcidiaco compare come pubblico agrimensore, insieme a mastro Pietro Altomonte, per stimare un pezzo di vigna "diruta" alberata con perare e castagnare sita in Contrada La Croce, di proprietà dei minori Antonino Bruno e Domenica Rodà.

0913-15

2.10.1670

Si tratta della trascrizione di un atto del 1670, il cui originale è attualmente (nel 1755) posseduto da Giacomo Manti fu Giuseppe di San Lorenzo, ma fu rogato dal fu Colantonio Pannuti, allora Attuario della Corte di questa Terra di San Lorenzo.

Tale atto, che il suddetto Giacomo Manti richiede al notaio di "transuntare e ridurre in pubblica forma per non disperdersi" riguarda una concessione perpetua da parte dell'Ecc. "Principe Patrone" di una contrada di terre alle "Pantane di San Pantalemo" per bonificarle e farne vigne, a Giuseppe Mandalari, Giallorenzo Zuccalà, Fabrizio Mandica, Cola Maria Mandica, il Reverendo Luigi Varra, Domenico Merigliano ed Antonio Gurnari.

0915-17

1.7.1755

Giuseppe Arcidiaco di anni 49 circa compare come pubblico agrimensore per stimare una terra di tumulata mezza di grano in Contrada Cannadeo ed un'altra terra di quattronate tre e mezzo in Contrada Santa Lucia. La prima terra è di proprietà della Parrocchia Dittereale di Santa Maria di Ceramia di San Lorenzo, per la quale compare il Dittereo Bruno Curatola, mentre la seconda è di proprietà del Magnifico Antonio Cordoma. L'atto riguarda la permuta delle due terre.

In coda all'atto sono rilegate due facciate contenenti una deposizione di Giuseppe Arcidiaco, datata 2 maggio 1750, di fronte al Vice Vicario Delegato Sfaraone, che gli chiede conferma relativamente alle stime effettuate e domanda se la Chiesa abbia o meno un vantaggio nel portare a termine tale permuta.

0942

26.1.1755

Vittorio Mandalari e mastro Giacomo Familiari della Terra di San Lorenzo si impegnano a pagare il prezzo di tumuli tre di grano all'erario Antonino Strati nel seguente mese di agosto dell'anno 1755, "secondo uscirà la voce da Reggio" (cioè al prezzo che a in quel momento sarà fissato da Reggio ).

0945-46

26.1.1755

Costantino Arcidiaco e Vincenzo Ligato fu Cesare della Terra di San Lorenzo sono citati come garanti e fideiussori di Domenico Oliva fu Antonio del Casale di Condofuri per il pagamento di due tumulate di grano che quest'ultimo si impegna a consegnare al Dottor Fisico Don Giuseppe Cordova della Terra di San Lorenzo nel seguente mese di agosto dell'anno 1755.

0973-74

18.4.1755

Costantino Arcidiaco della Terra di San Lorenzo è citato come garante e fideiussore del Padron Francesco Messina della Città di Scilla per la restituzione della somma di ducati 50 a Don Antonino Caloficeri di Santo Stefano, dimorante in Bagnara, nel successivo mese di agosto del 1755.

0980-81

23.7.1755

Giuseppe Arcidiaco compare come pubblico agrimensore, insieme a Francesco Brundo, per la stima di un pezzo di nasida beveraticcia sita in Contrada Bagaladi, venduta da Bruno Azzarello al Dottor Fisico Don Giuseppe Cordova.

0993

30.8.1755

Giuseppe Pellicanò fu Salvatore della Terra di San Lorenzo (si tratta probabilmente del marito di Giovanna Rodà, nato nel 1721, padre di Anna Maria Pellicanò) si impegna a pagare all'erario dell'Ecc. Duca di Bagnara la somma di tumuli 18 ed un quarto di grano nella raccolta dell'anno 1757 ed altri tumuli 18 ed un terzo in quella dell'anno 1759.

1013

6.10.1755

Giuseppe Pellicanò fu Savatore della Terra di San Lorenzo (si tratta probabilmente del marito di Giovanna Rodà, nato nel 1721, padre di Anna Maria Pellicanò) si impegna a pagare a Don Domenico Abenavoli della stessa terra la somma di ducati tre in agosto venturo 1756 per l'affitto di un bove.

1020

13.6.1756

Testamento del Reverendo Sacerdote DonMatteo Zumbo di San Lorenzo. Tra i vari punti, vi è la seguente dichiarazione: "dichiara tenere Giovanni Domenico Arcidiaco una sua scrufa con porcelli".

1021

30.7.1756

Testamento della Magnifica Domenica Strati figlia del fu Paolo Strati e Cristina Manti della Terra di San Lorenzo (sorella di Felicia Strati, che era morta nel 1730).

La testatrice istituisce come erede universale il fratello Magnifico Antonino Strati, in particolare su tutti i beni che a suo tempo aveva ereditato dai loro comuni genitori, lasciando altri beni ai seguenti altri parenti: sua cognata Signora Domenica Abenavoli, sua sorella Antonia Strati, le sue nipoti Cristina Strati, Dianora Strati, Giuseppa Strati, Porzia Catanoso e Pasqualina Altomonte, e suo nipote Vincenzo Strati.

1034

9.4.1756

Giovanni Lorenzo Arcidiaco viene citato come confinante di una casa solariata sita e posta dentro la Terra di San Lorenzo, nei capitoli matrimoniali tra Giuseppe Germolé e Lorenza Mangiola.

1093

25.10.1756

Francesco Arcidiaco detto "Migari" della Terra di San Lorenzo si impegna a pagare al Signor Antonio Strati (Erario del Duca di Bagnara), nel prossimo mese di agosto 1757, il prezzo di un tumulo di grano.

Il soprannome "Migari" suggerisce il fatto che si tratti del padre del Domenico Arcidiaco (n. 1731, alias Migari nel 1784, B602 Vol. 3272_1) sposato con Bruna Romeo, e del nonno di Giovanni Antonio Arcidiaco (1762-1830, alias Migari nell'atto di morte) sposato con Fortunata Ligato.

1107

1.11.1756

Giovanni Lorenzo Arcidiaco acquisto di una casa terranea coperta e abitabile sita e posta dentro la Terra di San Lorenzo per il prezzo di ducati 12.

1111

14.11.1756

Stefano Mandalari compare in qualità di Erario di Sua Eccellenza Padrone Duca di Bagnara nel Casale di Condofuri.

1124-25

3.12.1756

Teresa Mandica dichiara "come da molto tempo in questa parte trovasi inferma malamente e fu necessitata ritirarsi nella casa di suo genero Giovanni Saccà, il quale andò sovvenendo e soccorrendo essa Teresa socera".

Teresa Mandica (1687 circa - 1757) vende al genero Giovanni Saccà (1705-1758) una casetta terranea coperta ed abitabile sita e posta nel Borgo della Terra di San Lorenzo, per il prezzo di ducati sette e grana sessanta, poiché dal genero essa ricevette benefici che vanno oltre il valore della casa stessa.

1126-27

12.12.1756

Il Reverendo Giuseppe Mandalari di Condofuri (non è indicato, ma si tratta certamente del figlio di Pietro Mandalari e Calidea Casile), vende a Francesco Marino della città di Reggio, una casetta coperta ed abitabile e un orto a lato di detta casa per il prezzo di ducati 23.

1128

12.12.1756

Il Reverendo Giuseppe Mandalari di Condofuri acquista da Francesco Spanò di Condofuri due piedi di olivare per il prezzo di ducati 8.

Curiosamente il Reverendo Mandalari firma l'atto precedente, rogato lo stesso giorno, mentre pone un "segno di croce" in calce a questo.

1133-34

8.9.1758

Costantino Arcidiaco di San Lorenzo fa da garante a Bruno Arena, che si impegna a consegnare 14 ducati al Duca di Bagnara, e per esso al suo Erario.

1137-38

11.9.1757

Fiorenza Arcidiaco di San Lorenzo, vedova del fu Giovanni Battista Falcomatà, acquista da Antonina Brundo, figlia del fu Paolo e moglie di Bruno Tripodi di Domenico di San Lorenzo, una sua casa dotale coperta ed abitabile sita e posta nella Terra di San Lorenzo vicino alla Venerabile Chiesa di Sant' Antonio Abate.

Una Lorenza Arcidiaco, nata a San Lorenzo nel 1708, figlia di Bernardo e Giuseppa Peligrone, sposa Giovanni Battista Falcomatà. Che sia lei?

1140-41

11.9.1757

Dichiarazione di tale Silvestro Rupertà del fu Matteo, della Villa del Campo pertinenza della Terra dell'Amendolea, che indica che in data 10 settembre 1757 si trovava insieme a Leonardo Maurici, al Magnifico Erario Stefano Mandalari ed al fratello di quest'ultimo Marcantonio Mandalari in contrada Rossetta a "sparare uccelli di volo".

1146-47

22.9.1757

Il Magnifico Bruno Trapani del fu Giulio, del Casale di Gallicianò, affitta a Costantino Arcidiaco, Filippo Cordoma e Silvestro Manti della Terra di San Lorenzo, per due anni e per la somma di 35 ducati e mezzo annui, "un intero suo giardino con fronde di serico ed alberi di frutto, terre beveraticcio e torretta dentro, sito e posto in contrada Ziparia limitante Santa Maria di Ceramia ed altri; asserendo che fuori detto giardino si trovano cinque piedi di celsi di serico, quali vanno compresi coll'affitto".

1164-65

30.10.1757

Prospera Mangiola, vedova di Francesco Zumbo, ed il figlio Bruno Arcidiaco, figlio del fu Antonino Arcidiaco della Terra di San Lorenzo, vendono ad Antonio Pellicanò figlio del fu Salvatore "un casaleno diruto sito e posto nel Burgo" per la somma di ducati sei. Prospera Mangiola era vedova di Lorenzo Antonino Arcidiaco (1702-1728) figlio di Bernardo e Giuseppa Pelligrone.

1167

1.11.1757

Prospera Mangiola, vedova di Francesco Zumbo, ed il figlio Bruno Arcidiaco, figlio del fu Antonino Arcidiaco della Terra di San Lorenzo, dichiarano di aver ricevuto da Giacomo Zumbo una vacca figliata ed una jenca in affitto per quattro anni, fino all'agosto 1761, per la somma di ducati 14.

1176

30.11.1757

Caterina Mangiola, Antonino Catania e Michele Catania, madre e figli della Terra di San Lorenzo, vendono una "casa terranea coperta ed abbitabile sita dentro il borgo" a Cristoforo Laurendi della stessa terra per il prezzo di 16 ducati.

1288-90 e 1291-93

7.1.1759

Capitoli matrimoniali e nota dei beni concessi in dote per il matrimonio tra Bruno Siviglia della Terra di San Lorenzo, figlio di Angelo Siviglia (e di Caterina Iacopino), e Caterina Scaramozzino figlia del fu Antonino Scaramozzino. Per la sposa compaiono il fratello Bruno Scaramozzino ed il nonno materno Francesco Maisano.

Per lo sposo compaiono il padre Angelo Siviglia ed il cognato Michele Catania (marito di Sicilia o Cecilia Siviglia) che per costituire la dote ipotecano le loro rispettive case nel Borgo di San Lorenzo e nella Marina.

1352

20.5.1759

Capitoli matrimoniali e nota dei beni concessi in dote per il matrimonio tra Anna Siviglia (figlia di Angelo Siviglia e Caterina Iacopino) e Bruno Curatola. I registri della Parrocchia Arcipretale di San Lorenzo indicano che il matrimonio si era svolto l'11 ottobre 1758.

Tra i vari beni promessi alla futura sposa, il cognato Michele Catania (marito di Sicilia o Cecilia Siviglia) promette "una capra figliata ed un altro zimbarotto come lo può avere". Citati i fratelli Bruno Siviglia e Antonino Siviglia che promettono altri beni.

1375

11.8.1759

Costantino Arcidiaco ed Andrea Ligato della Terra di San Lorenzo prendono in prestito dal Reverendo Giuseppe Chirico di Sant'Alessio la somma di ducati 30  e si impegnano a saldare il debito nel mese di agosto del successivo anno 1760.

1381

19.8.1759

Giovanni Domenico Arcidiaco della Terra di San Lorenzo affitta dal Duca di Bagnara, per quattro anni (cioè fino al luglio del 1763), i seguenti animali: 27 scrofe, 2 neri, 14 capre, 8 zimbari, 5 ciaverelli, 6 ciaverelle femmine, per il prezzo di ducati 34 e grana 35 che egli si impegna a pagare nel successivo mese di agosto del 1760.

1383-85

20.8.1759

Giovanni Domenico Arcidiaco della Terra di San Lorenzo compare insieme ad Antonio Cordoma e al Dottor Fisico Giuseppe Cordoma in qualità di garante per l'affitto di vari animali di proprietà della Corte Ducale per lo spazio quattro anni effettuato dal Magnifico Gabriele Cordoma per la somma di 96 ducati.

1395-96

27.5.1759

Il Magnifico Giuseppe Mandalari partecipa all'asta al ribasso per la Tassa Uni.le della Terra di San Lorenzo. I contendenti sono solo tre: il Magnifico Giuseppe Mandalari, il Magnifico Giuseppe Biase ed il Magnifico Francesco Antonio Tripepi. Dopo alcuni rilanci al ribasso vince il Magnifico Giuseppe Biase per la somma di carlini trentanove.

1421

21.12.1759

Costantino Arcidiaco si impegna a pagare all'Eccellentissimo Duca di Bagnara e per esso all'odierno erario, la somma di ducati venti in agosto del corrente anno 1759 per l'affitto della bottega sita nella Piazza della Terra di San Lorenzo.

1424 e successivi

23.1.1760

Antonia ed Anna Alopudi, figlie del fu Giovanni Alopudi del Casale di Gallicianò dichiarano l'innocenza del Magnifico Pietro Pizzi del Casale di Gallicianò, accusato da alcuni "emoli di puoco timore" e "persone odiose" che parlarono "molto lontano dalla verità" dell'omicidio del loro padre Giovanni Alopudi.

Antonia ed Anna dichiarano inotre che al momento dell'omicidio il Magnifico Pietro Pizzi era a letto con la febbre e perciò non può essere incriminato ed è, anzi, "innocentissimo".

L'atto successivo, nella stessa data, è una dichiarazione del Magnifico Giovanni Rodà, di  Girolamo Versace di Motta Roghudi e di Antonio Cammara di Gallicianò, i quali dichiarano "come li consta in coscienza che quella stessa notte che fu stato ucciso il quondam Giovanni Alopudi di detto Casale, il Magnifico Pietro Pizzi si trovava a casa con febbre dalla mattina di quel giorno, ed essi costituti di Rodà, Versace e Cammara lo videro con propri occhi per essere stati nella casa di detto di Pizzi".

Un terzo atto, rogato lo stesso giorno, è una procura fatta da Antonio ed Anna Alopudi per il Magnifico Pietro Pizzi. Non è chiaro il motivo per cui questa procura viene fatta.

Cfr. anche B608 Vol. 3282 Domenico Trapani (1760-1762) - 3.10.1760

1429

30.1.1760

Capitoli matrimoniali tra la Magnifica Nunzia Mandalari di Bagaladi ed il Magnifico Giacomo Marino figlio del fu notaio regio Francesco Marino di Reggio Calabria. Per la sposa compaiono i genitori Magnifico Antonino Mandalari fu Tommaso ed Anna Perino del Casale di Bagaladi.

1448

3.2.1760

Costantino Arcidiaco, Andrea Ligato, Silvestro Manti, Paolo Ligato e Pietro Rodà della Terra di San Lorenzo si impegnano a consegnare tumuli 30 di orzo nel mese di luglio del corrente anno 1760 al Magnifico Don Giuseppe Mositano della Città di Reggio Calabria.

1454-56

15.2.1760

La Magnifica Vittoria Spataro, vedova del fu Sabba Antonio Asprea di Bagaladi ed il novizio Ludovico Mandalari di San Lorenzo dichiarano che "allor quando ascendé all'ordine del suddiaconato il quondam Reverendo Don Antonio Mandalari fratello di esso novizio Ludovico, li donò in titolo di patrimonio sacro un pezzetto di nasida beveraticcia, alberato di celsi di serico ed altri alberi fruttiferi sita e posta nel tenimento di questa Terra in Contrada Strati".

Questa nasida fu venduta al fu Sabba Antonio Asprea dai coniugi Domenica Merigliano e Giorgio Petrulli per la somma di 15 ducati per atti del fu Notaio Merigliano sotto la data tredici mese ottobre dell'anno 1733.

I comparenti dichiarano inoltre che un'altra parte di detta nasida rimasta di loro proprietà fu venduta dai coniungi Merigliano e Petrulli allo stesso Reverendo Don Antonio Mandalari che ne divenne quindi il solo proprietario.

Essendo la donazione intesa "vita durante" del Reverendo Antonio Mandalari ed essendo egli morto pochi mesi addietro, per evitare ogni lite, il novizio Ludovico Mandalari consegna la somma di ducati 15 alla Magnifica Vittoria Spataro che gli cede la suddetta nasida.

1457-59

8.4.1760

Il Signor Abate Don Giacomo Tripepi del Casale di Roccaforte, residente nella Torre di Phtelea, dona ai coniugi Notaio Domenico Trapani e Magnifica Olimpia Pannuti di Roccaforte, residenti in contrada Alloghorio sotto il Casale di Roccaforte, una terra "incolta ed inutile con piedi venti incirca di olivare e due piedi di pirare sita e posta nel Tenimento del Casale di Roccaforte".

Olimpia Pannuti è la sorella di Argenta Pannuti (cfr. B223 Vol. 1563 img. 3107 in cui viene citata Olimpia Pannuti moglie del notaio Domenico Trapani, figlia del fu Geronimo Pannuti).

1495

20.8.1759

Giovanni Domenico Arcidiaco, Salvatore Crea, Vittorio Vazzani e Domenico Mustroscidi della Terra di San Lorenzo, dichiarano che il 18 agosto del corrente anno il Magnifico Gabriele Cordoma "ha preso in gabella le vacche della Ducal Corte [...] e poichè il medesimo non può governarle solo sono venuti in convenzione di prendere la porzione, cioè due per essi costituti ed una per esso Cordoma".

Manca la seconda parte dell'atto e di conseguenza manca il prezzo pagato dai comparenti.

 

B606 Vol. 3278_2 - Principio Altomonte 1761-1762

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1571

4.5.1761

L'attuale Signor Sindaco della Terra di San Lorenzo, Saverio Mandalari, dichiara che, giorni addietro, Pompeo Lugarà si offrì "di mantenere la carne d'ogni genere in questa suddetta Terra per un anno intiero, che s'intende per tutto il governo d'esso attuale Sindaco".

Il sindaco garantisce che per tutta la durata del suddetto anno nessun'altra persona potrà vendere carne "in bilancia o smaltirla a piede per uso di mercanzia o di negozio".

1578

12.8.1761

Sono presenti solamente le prime righe dell'atto, nelle quali si legge il nome di Saverio Mandalari, attuale Sindaco della Terra di San Lorenzo, che dichiara che Mastro Rocco Bova di San Lorenzo ha vinto un non meglio precisato (poichè l'atto è incompleto) pubblico incanto.

1586

14.9.1761

Domenica Germolè vedova di Giuseppe Scrivo della Terra di San Lorenzo acquista una casetta terranea sita e posta nel Borgo di questa Terra per il prezzo di ducati 12.

1590

22.7.1761

Viene citato un "instrumento di libera vendita" rogato dal Notaio Saverio Mandalari della Terra di San Lorenzo dopo il 4 marzo 1759 (e ovviamente prima del 1761).

1604-05

18.10.1761

Bruno Barreca di Giuseppe della Città di Reggio si impegna a servire Mastro Giuseppe Mandalari come garzone fino a tutto agosto 1762 per il prezzo di ducati 7.

1627-28

28.2.1762

I fratelli Tommaso, Bruno e Giuseppe, e Reverendo Domenico Anghelone di Bagaladi si impegnano a coltivare per tre anni, fino al 1765, una tenuta di terre di germano sita nella Contrada Rapanadi, propriamente quella che faceva Paolo Marra, e l'altre terre dell'Abbazia di Terrati che tiene Paolo Marra.

E' probabile che il Paolo Marra qui citato fosse il figlio di Porzia Anghelone di Bagaladi, sposato con Giuseppa Pontari e padre di Paola Marra. E' anche probabile che i fratelli Anghelone qui citati siano parenti di sua madre Porzia.

1644

19.4.1762

Giuseppe Caroleo, vedovo di Caterina Petrulli, della Terra di San Lorenzo dichiara che mesi addietro, essendo gravemente ammalata, vendette un pezzo di giardino con all'interno una casa di nutricato terranea ed abitabile, al Magnifico Giuseppe Mandalari di San Lorenzo. 

Nella pagina seguente è allegato, in originale, il relativo atto del Notaio Saverio Mandalari di San Lorenzo, con il suo sigillo, datato 4 gennaio 1762.

 

 

B606 Vol. 3278_3 - Principio Altomonte 1763-1765

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

1675-76

25.2.1763

Viene citato un "instrumento di permuta" rogato dal Regio Notaio Saverio Mandalari della Terra di San Lorenzo il 7 maggio 1760.

Il notaio Saverio Mandalari firma inoltre questo atto come testimone.

1688

12.4.1754

Costantino Arcidiaco ed Andrea Ligato della Terra di San Lorenzo si impegnano a restituire a Simone Marino, nel mese di maggio 1754, la somma di ducati 26 per altrettanti ducati 26 ricevuti amichevolmente.

1715-17

1757 circa

"Nota dei beni stabili e mobili che promettono Giovanni Romeo ed Antonia Modaffari, marito e moglie della Terra di San Lorenzo, alla figlia Bruna Romeo, per il matrimonio che, con l'aiuto di Dio, si avrà da contraere con Domenico Arcidiaco figlio di Francesco" (e di Antonia Scordo).

L'atto non ha data, ma in fondo indica "li dotanti Padre e Madre vogliono che il sposalizio dovesse sortire nel mese di settembre dell'anno mille settecento cinquantasette 1757", e, con altra calligrafia, indica infine che solo il "20 settembre 1758 si sono stipulati li capitoli matirmoniali".

L'atto di matrimonio, tuttavia, fu registrato presso la Parrocchia Arcipretale di San Lorenzo in data 13 maggio 1758.

1728

12.9.1764

L'Illustre Signor Dr. Giuseppe Cordova della Terra di San Lorenzo restituisce al Magnifico Rocco Bova ed a Costantino Arcidiaco una terra aratoria acquistata dagli stessi alcuni mesi addietro in enfiteusi, poichè "non li rendeva utile di piantara".

 

 


 

BUSTA 607

Notaio Francesco Russo di Cardeto (1719-1754)

 

 

B607 Notaio De Laurentis Fabrizio

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

Inv81Busta607Prot3279nr.7 (1)

2.4.1737

All'interno di un atto di donazione sono citate due terre, l'una in Contrada Lidraco limitante Giuseppe Mandalari e l'altra vicina alla Chiesa di Santa Maria Ad Nives limitante Vittorio Mandalari.

Tra i firmatari dell'atto, presenti in qualità di testimoni, compaiono il Reverendo Pietro Mandalari, Giuseppe Mandalari e Vincenzo fu Cesare Ligato.

Inv81Busta607Prot3279nr.8 (95)

19.11.1732

Giuseppe Arcidiaco e Giuseppe Zumbo della Terra di San Lorenzo sono citati come pubblici esperti agrimensori cumunemente eletti dalle parti per la vendita di una Terra.

Inv81Busta607Prot3279nr.10 (5)

1.12.1733

Vendita di una terra tra Grazia Parisi fu Paolo della Terra di San Lorenzo ed Antonino Manti. Citato Domenico Arcidiaco tra i proprietari confinanti in contrada Ieracà: "un'altra terra d'orzo in contrada Ieracà tenimento predetto limitante Antonino Asprea, Domenico Arcidiaco ed altri fini".

Inv81Busta607Prot3279nr.12 (1)

13.9.1738

Tommaso Mandalari "attuatore" firma un atto in cui Gio. Loisio Cordoma, Francesco Maniscalco e Francesco Antonio Zuccalà della Terra di San Lorenzo richiedono l'esecuzione (ovvero la vendita delle proprietà poste sotto sequestro per debiti) "sopra una pianta in contrada Scufadi" del fu Silvestro Cilione, passato da questa a miglior vita nello scorso mese di giugno.

Nell'atto successivo, riguardante la stessa esecuzione di beni, Tommaso Mandalari firma l'atto come testimone.

Inv81Busta607Prot3279nr.13 (1)

2.2.1739

Giuseppe Arcidiaco e Scipione Candido della Terra di San Lorenzo sono citati come pubblici esperti estimatori cumunemente eletti dalle parti per la vendita di una Terra.

Inv81Busta607Prot3279nr.13 (5)

14.5.1739

Vittorio Mandalari della Terra di San Lorenzo è citato insieme a vari altri come "plegio" cioè garante.

Inv81Busta607Prot3279nr.14 (1)

1740

Nota "seu minuta" che fa Francesca Anghelone figlia legittima e naturale d'Antonio Anghelone e di Antonia Scordo, a Domenico Pellicanò fu Michele per il matrimonio che devesi contraere con l'aiuto di Dio in facie Ecclesie. La sposa, Francesca Anghelone, è sorella di Lucrezia Anghelone, sposata con Giovanni Modaffari (suoceri di Sebastiano Arcidiaco).

L'atto non è datato, ma sull'ultimo foglio si legge la nota "minutula di Domenico Pellicanò con Francesca Anghelone 1740". Il matrimonio fu celebrato nella Parrocchia Arcipretale di San Lorenzo il 20 novembre 1740 dall'Arciprete Filippo Tegani (cfr. relativo atto).

Inv81Busta607Prot3279nr.15 (1)

20.6.1741

Testamento del Reverendo Sacerdote Domenico Palumbo di San Lorenzo.

L'atto inizia con queste parole: "dovendo col divin aiuto partire di prossimo per la volta della Puglia, ove (se così disporrà la bontà del divin volere) sto coll'intenzione di far dimora per qualche tempo, istruito dalli lumi della Santa Fede e Cristiana Religione per la Dio misericordia che professo, ben conosco quanto sia fragile e caduco il nostro miserabile stato dell'umana condizione che stà infallibilmente soggietto con irrevocabile ed universal decreto alla sentenza di morte, la quale per esso debito commune a niuno che nacque e nascerà retrocede il colpo suo fatale (e coll'esperienza di vidde ed alla giornata si prattica) [...] ho stimato opportuno di formare il presente mio ultimo nuncupativo testamento [...]".

Il Reverendo Domenico Palumbo morì a San Lorenzo a circa 50 anni il 18 maggio 1743. Era figlio del magister Antonino Palumbo e di Angela Arena.

Quest'ultimo Antonino Palumbo era a sua volta figlio di Domenico Palumbo e di Vittoria Francica ed era quindi fratello di Clemente Palumbo sposato con Domenica Asprea. Il Sacerdote Domenico Palumbo è quindi cugino di Vittoria Palumbo, moglie di Paolo Saccà e figlia di Clemente Palumbo e Domenica Asprea.

Il testatore istituisce come eredi universali i suoi fratelli Giuseppe e Pietro Palumbo lasciando qualcosa alle sorelle Francesca e Caterina.

Inv81Busta607Prot3279nr.18 (11)

17.8.1744

Costantino Arcidiaco, in qualità di rettore e cassiere della Reverenda Confraternita di Gesù e Maria, presta il capitale di 5 ducati ai coniugi Michele Columbo e Giuseppa Lugarà di San Lorenzo che ipotecano tutti i loro beni (consistenti in una "vigna alberata con molti alberi da frutto").

Inv81Busta607Prot3279nr.19 (1)

25.11.1745

Capitoli matrimoniali tra Gaetano Tropea di Pentidattilo ed Agata Oliva di Bagaladi (avi di Luisa Tropea moglie di Filippo Mandalari di Melito Porto Salvo).

Inv81Busta607Prot3279nr.19 (13)

31.10.1745

Giuseppe Arcidiaco compare come pubblico estimatore.

Inv81Busta607Prot3279nr.20 (06)

16.10.1746

Giuseppe Arcidiaco compare come pubblico estimatore.

Inv81Busta607Prot3279nr.21 (1)

19.7.1747

Copia di un atto rogato in Reggio Calabria. Il Sacerdote Don Antonio Mandalari di San Lorenzo (1717-1759, figlio di Giuseppe Mandalari e di Francesca Cancelleri) dichiara alla Curia Arcivescovile Reggina di possedere una terra in contrada "Comeno" (probabilmente Ghomeno), la quale "limita un altro pezzo di terra con un solo celso di serico della Venerabile Chiesa di S. Antonio Abbate, valutato alla somma di docati sei in circa".

Il dichiarante domanda alla Curia la possibilità di scambiare con un altra proprietà quel pezzo di terra che "sarebbe utile e fruttuoso al supplicante se fosse suo proprio, tanto quanto è inutile ed infruttuoso alla suddetta Chiesa per la sua poca ampiezza".

Vedi anche atto rogato il 27.2.1747 (Inv81Busta607Prot3279nr.22 (1) e seguenti)

Inv81Busta607Prot3279nr.21 (14)

2.9.1747

Giuseppe Arcidiaco compare come pubblico estimatore.

Inv81Busta607Prot3279nr.22 (11)

19.3.1748

Vittorio Mandalari della Terra di San Lorenzo, che compare anche in nome del figlio suddiacono Lorenzo Mandalari acquista "un piede di celso, mendolare, nucare e perare ed altri, sito e posto nella Contrada Gurda"  da Angela Iacopino (vedova del fu Felice Barreca) e dai figli Giuseppe ed Anna Barreca. Il terreno, stimato ducati 17 e mezzo, non è franco ma è soggetto all'annuo censo di carlini 6 per ogni anno, per un capitale di ducati 9 d'annuo canone. Dal prezzo di ducati 17 e mezzo si deducono quindi ducati 9 per un prezzo finale di ducati 8 e mezzo.

Giuseppe Arcidiaco compare come pubblico estimatore.

Inv81Busta607Prot3279nr.22 (57)

19.3.1748

Capitoli matrimoniali di Maria Mandalari di Condofuri e Lorenzo Curatola di San Lorenzo (da cui nacque poi Bruno Andrea Curatola di Melito, nonno di Maria Saveria Caracciolo). Per la sposa compare la madre Elisabetta Murria vedova di Paolo Mandalari, ed i fratelli Stefano Mandalari e Marcantonio Mandalari.

Per lo sposo compare (oltre allo sposo stesso) il padre Antonio.

Inv81Busta607Prot3279nr.23 (62)

2.3.1749

Il Magnifico Stefano Mandalari di Condofuri (fratello di Marcantonio) acquista dai coniugi Pietro Parisi e Domenica Gurnari un pezzo di terra alberata in contrada Versoli limitante, tra gli altri, le proprietà del Sacerdote Giuseppe Mandalari (zio di Stefano), per il prezzo di ducati 14, dai quali vengono dedotti ducati 6 per una somma residua di ducati 8.  

Inv81Busta607Prot3279nr.23 (62)

18.3.1749

Giuseppe Arcidiaco compare come pubblico estimatore.

Inv81Busta607Prot3279nr.23 (72)

22.4.1749

Giuseppe Arcidiaco compare come pubblico estimatore per l'apprezzo di un terreno di proprietà degli eredi della fu Giovanna Lanza, Duchessa di Bagnara, sito nella Terra di San Lorenzo in Contrada Endrina che il Magnifico Antonino Mandalari di San Lorenzo chiede gli venga concessa in enfiteusi.

Inv81Busta607Prot3279nr.23 (77)

3.10.1749

Marcantonio Mandalari del Casale di Condofuri acquista una terra aratoria sita in Contrada Calammati da Giovanni Luigi Cordoma della Terra di San Lorenzo.

Inv81Busta607Prot3279nr.23 (96)

Senza data

Testamento di Anna Maria Scopelliti (vedova Abenavoli) scritto dall'arciprete Tegani (interessante).

Inv81Busta607Prot3279nr.23 (114)

1749

Capitoli matrimoniali tra Maria Mandalari del Casale di Bagaladi (figlia di Antonino e Anna Perino) e Giovanni Domenico Marrapodi della Città di Sant'Agata.

Inv81Busta607Prot3279nr.23 (136)

15.9.1749

Capitoli matrimoniali tra Anna Falcomatà e Mastro Francesco Tripodi. della città di Bova (?). Per la sposa compare la madre Rosa Arcidiaco vedova del fu Giuseppe Falcomatà di San Lorenzo.

Inv81Busta607Prot3279nr.24 (77)

29.3.1750

Il Magnifico Stefano Mandalari di Condofuri (fratello di Marcantonio) in qualità di Erario di questo Casale, concede in enfiteusi una vigna a Stefano Caridi dello stesso Casale.

Inv81Busta607Prot3279nr.24 (77)

23.2.1750

Costantino Arcidiaco compare in qualità di "pleggio" (cioè garante) di Mastro Marcello Candido della Terra di San Lorenzo per l'acquisto di un mulo. Il mulo costa 28 ducati, dei quali 14 sono già stati pagati.

Inv81Busta607Prot3279nr.24 (90)

1.12.1750

Giuseppe Arcidiaco compare come pubblico estimatore.

Inv81Busta607Prot3279nr.24 (127)

12.7.1750

Giuseppe Arcidiaco compare come pubblico estimatore.

Inv81Busta607Prot3279nr.24 (129)

3.10.1750

Costantino Arcidiaco della Terra di San Lorenzo, ed altri, si impegnano a consegnare a Caterinella Ligato e per essa a sua figlia assente ducati 20 nel prossimo venturo agosto 1754.

Inv81Busta607Prot3279nr.24 (137)

14.9.1750

Costantino Arcidiaco in qualità di "odierno procuratore e cassa della Venerabile Confraternita di Gesù e Maria di questa Terra di San Lorenzo" acquista da Antonino fu Nicola Maria Lugarà una terra aratoria di quattronate 11 e mezzo, sita e posta nella Contrada Farco per il prezzo di ducati 22.

Inv81Busta607Prot3279nr.24 (194)

11.8.1750

Costantino Arcidiaco in qualità di "odierno procuratore e cassa della Venerabile Confraternita di Gesù e Maria di questa Terra di San Lorenzo" acquista da Domenico figlio di Francesco Lugarà una terra aratoria sita e posta nella Contrada Gutta per il prezzo di ducati 10.

Inv81Busta607Prot3279nr.24 (204)

29.3.1750

Il Magnifico Stefano Mandalari del Casale di Condofuri acquista da Giovanni Luigi Cordoma, Bruno Cordoma e Suddiacono Domenico Cordoma (padre e figli) una terra aratoria in Contrada Calammati, Tenimento del Casale suddetto di Condofuri, per il prezzo di ducati 24.

Inv81Busta607Prot3279nr.25 (49)

7.5.1751

Il Magnifico Saverio Mandalari è citato come sindaco di San Lorenzo insieme a Don domenico Abenavoli.

Inv81Busta607Prot3279nr.25 (58)

31.3.1751

Costantino Arcidiaco e Domenico Oliva si impegnano a pagare 30 ducati al Duca di Bagnara per l'affitto del fondaco (magazzino) posto nella piazza di questa suddetta terra.

Inv81Busta607Prot3279nr.25 (77)

3.9.1751

Giuseppe Arcidiaco compare come pubblico estimatore.

Inv81Busta607Prot3279nr.25 (79)

4.9.1751

Giuseppe Arcidiaco compare come pubblico estimatore.

Inv81Busta607Prot3279nr.25 (83)

6.9.1751

Costantino Arcidiaco in qualità di "odierno cassiere e procuratore della venerabile Confraternita di Gesù e Maria eretta dentro la Chiesa Matrice di questa Terra" acquista da Domenico figlio di Francesco Logarà una terra sita e posta nella Contrada Gutta della capacità di quattronate 9 di germano per il prezzo di ducati 9. Giuseppe Arcidiaco compare come pubblico agrimensore.

Inv81Busta607Prot3279nr.25 (90)

7.9.1751

Giuseppe Mandalari della Terra di San Lorenzo si impegna a pagare 80 ducati al Duca di Bagnara, e per esso al suo Erario Don Domenico Abenavoli di San Lorenzo, per l'affitto della mastrodattia per il periodo che va da settembre 1751 ad agosto 1752

Inv81Busta607Prot3279nr.25 (92)

10.9.1751

Giuseppe Mandalari della Terra di San Lorenzo compare insieme al Magnifico Don Domenico Altomonte della stessa Terra. Giuseppe Mandalari "asserisce e dichiara come giorni addietro mediante pubblico incanto e candela accesa prese in affitto il jus della mastrodattia civile e criminale della corte locale di questa suddetta terra per la somma di docati ottanta [...] e perchè ad esso prefato di Mandalari non li rende utile e comodo per trovarsi intricato in altri affari più relevanti di sue cose e considerando l'assistenza che bisogna in detto officio tanto più che il medesimo non ha quale pratica che si stima necessaria per l'esercizio di quella, s'è convenuto di sua libera e spontanea volontà e non per forza con detto Magnifico d'Altomonte di cedere e renunciare detto jus d'affitto".

Cfr. atto precedente, rogato 3 giorni prima dallo stesso notaio.

Inv81Busta607Prot3279nr.25 (98)

11.9.1751

Giuseppe Arcidiaco compare come pubblico estimatore.

Inv81Busta607Prot3279nr.25 (101)

11.9.1751

Compaiono davanti al notaio i Magnifici Domenico Altomonte, Saverio Mandalari e Bruno Saccà della Terra di San Lorenzo, ed il Magnifico Erario Don Domenico Abenavoli.

Il significato dell'atto, che riguarda gli 80 ducati che Giuseppe Mandalari (zio di Saverio) avrebbe dovuto consegnare all'Erario Abenavoli per l'affitto della mastrodattia al quale aveva però rinunciato (cfr. atti precedenti), è poco chiaro: sembra che i tre Altomonte, Mandalari e Saccà fossero i garanti di Giuseppe Mandalari e si impegnino ora in prima persona a pagare gli 80 ducati in questione.

Inv81Busta607Prot3279nr.25 (109)

26.1.1751

Giuseppe Arcidiaco compare come pubblico estimatore.

Inv81Busta607Prot3279nr.25 (120)

9.8.1751

Il Magnifico Saverio Mandalari compare insieme al Magnifico Rocco Bova ed a Giuseppe Barreca della Terra di San Lorenzo davanti all'odierno sindaco di San Lorenzo Magnifico Ascanio Pannuti. Il Magnifico Saverio Mandalari risulta miglior offerente nel pubblico incanto per esigere la tassa del sale e tabacco nella pubblica piazza alla ragione di grana otto per ogni tumulata.

Inv81Busta607Prot3279nr.26 (85)

14.6.1751

Giuseppe Arcidiaco compare come pubblico estimatore.

Inv81Busta607Prot3280anno1753 (59)

15.8.1753

Giuseppe Arcidiaco compare come pubblico estimatore.

Inv81Busta607Prot3280anno1754 (40)

8.9.1754

Costantino Arcidiaco affitta lo "jus della bottega posta nella piazza" per un anno

Inv81Busta607Prot3280anno1754 (52)

7.1.1754

Citati Michele Catania ed Antonio Siviglia insieme alla coppia di sposi Cristoforo Laurendi e Michela Catania. Si impegnano a restituire al Sig. Giannandrea Pannuti la somma di ducati 130 in rate da 15 ducati da versare in ogni mese di agosto

Inv81Busta607Prot3280anno1755 (21)

19.8.1755

Costantino Arcidiaco odierno procuratore e cassa della venerabile confraternita di gesù e maria + Giuseppe Arcidiaco pubblico agrimensore

Inv81Busta607Prot3280F607anno1754 (35)

5.2.1754

Stefano e Marcantonio Mandalari (i quali fino al presente hanno sempre vissuto insieme...ecc.ecc.)

Inv81Busta607Prot3280F607anno1754 (59)

13.1.1754

Giuseppe Arcidiaco compare come pubblico estimatore.

Inv81Busta607Prot3280F607anno1754 (95)

1.11.1754

Chierico Antonino Quattrone (fratello di Candalora Quattrone moglie di Costantino Arcidiaco) e Bruno Quattrone, zio e nipote vendono una proprietà. Citato anche Costantino Arcidiaco come plegio (garante)

Inv81Busta607Prot3280F607anno1754 (117)

22.4.1754

Costantino Arcidiaco e Bartolo Pellicanò acquistano vino dal dottor fisico Andrea Grassi di Catania

Inv81Busta607Prot3280F607anno1754 (121)

29.9.1754

La signora Ursula Condemi, moglie del Magnifico Tommaso Nucera di Gallicianò dichiara in vendita una terra in Contrada Alloghorio, Territorio di Roccaforte. I riferimenti (proprietà di una Condemi, confina con Fortunato Tripepi) fanno sì che questa terra corrisponda con una terra che nel Catasto dell'Amendolea del 1747 sia confinante con la proprietà di Francesco Arcidiaco. In questo caso Francesco Arcidiaco non compare tra i confinanti. Che questo possa indicare che l'aveva già venduta? 

Inv81Busta607Prot3280F607anno1754 (156)

2.2.1754

Stefano e Marcantonio Mandalari, suddivisione amichevole dei beni

Inv81Busta607Prot3280F607anno1754 (162)

3.2.1754

Stefano Mandalari donazione al figlio Chierico novizio Andrea Mandalari. Citato anche lo zio Lorenzo Curatola (marito di Maria Mandalari) ed il Reverendo Sacerdote Marc'Antonio Mandalari (evidentemente parente ma di cui non è indicata la parentela)

 

 

BUSTA 608

Notaio Domenico Trapani di Roccaforte (1733 e 1756-1777)

 

 

B608 Vol. 3281  Domenico Trapani (1756-1759)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

 9187

14.11.1757

I magnifici Antonio (trattasi del primogenito Giuseppe Antonio, chiamato quasi sempre solamente "Antonio"), Pietro, Chierico Giovanni e Chierico Filippo Pizzi, figli del fu Magnifico Domenico Pizzi del Casale di Gallicianò, compaiono insieme al magnifico Fabio Morabito figlio del fu Tommaso e della fu Caterina Pizzi, molto probabilmente loro cugino.

I comparenti vendono per la somma di 48 ducati al Reverendo Signor Abate Giovanni Domenico Callea, Arciprete di Gallicianò, una casa solariata posta nel Casale di Gallicianò nei pressi della chiesa di San Leonardo, "per estinguere alcuni loro legati di messe lasciati dalli suoi antenati per esser che detta casa pervenne d'eredità paterna tanto ad essi di Pizzi quando ad esso di Morabito".

9221

21.8.1758

Caterina Foti, moglie di Costantino Condemi e figlia di Giuseppe Foti di Condofuri, vende una vigna in contrada Santa Domenica al Magnifico Marcantonio Mandalari di Condofuri per il prezzo di ducati 14.

9251

24.2.1758

Caterinella Rodà fu Antonino e Michele Manti fu Domenico, marito e moglie del Casale di Condofuri, vendono "certi rovoli di ghiande e due piedi di olivi" al Magnifico Stefano Mandalari fu Paolo di Condofuri per il prezzo di ducati 12.

9259

13.8.1758

Domenico Palumbo di Francesco e Caterinella Rodà fu Antonino, marito e moglie del Casale di Condofuri, vendono un pezzetto di vigna ed un pezzo di terra scapola in Contrada Calamati al magnifico Marcantonio Mandalari di Condofuri per il prezzo totale di 9 ducati e 50 grana.

Tra i testimoni vi è Filippo Pizzi, futuro genero di Marcantonio Mandalari.

9265

3.8.1759

Il Reverendo D. Giuseppe Mandalari figlio del fu Pietro e Giacomo Mandalari figlio di Domenico, zio e nipote del Casale di Condofuri, vendono due pezzi di terra al Reverendo Signor Abbate Giovanni Domenico Callea Arciprete del Casale di Gallicianò. Quindi il Reverendo Giuseppe Mandalari e Domenico Mandalari erano fratelli, ed entrambi figli di Pietro Mandalari. Si tratta dei figli di Pietro Mandalari e Galatea Casili.

9271

5.3.1759

Michelangelo Manti fu Salvatore della Terra dell'Amendolea vende al Reverendo Signor Don Giuseppe Mandalari del Casale di Condofuri una terra sita nel Casale di Gallicianò per il prezzo di ducati 10.

(Il Reverendo Don Giuseppe Mandalari in questione è il figlio di Pietro Mandalari e Galatea Casili).

9277

29.3.1759

La Magnifica Beatrice Nucera del fu Giuseppe della Terra dell'Amendolea, al presente abitante nel Casale di Gallicianò, acquista una terra in contrada Muccaria tenimento del Casale di Gallicianò dai fratelli Magnifico Filippo e Magnifico Tommaso Nucera fu Giuseppe, da Giuseppe Nucera fu Luca e da Bruno Nucera fu Antonio Maria della Terra dell'Ammendolea per il prezzo di ducati 7 e grana 70.

Nonostante non sia indicato un riferimento esplicito alla Beatrice Nucera moglie di Domenico Pizzi di Gallicianò e madre di Filippo Pizzi, si tratta certamente di lei per vari motivi: provenienza, nomi dei fratelli, e anche terreno in contrada Muccaria citato in

altri documenti.

9286

26.3.1759

La Magnifica Domenica Iaria vedova del fu Geronimo Pannuti, insieme ai figli Fonte, Vittorio e Chierico Scipione Pannuti del Casale di Motta Roghudi, concedono in enfiteusi perpetua a Sebastiano Maisano fu Salvatore, dello stesso Casale, un pezzo di terra in Contrada Spanò per il censo annuo di grana 25.

9298

29.3.1759

La Magnifica Beatrice Nucera fu Giuseppe insieme ai fratelli Filippo e Tommaso, ed insieme a Giuseppe Nucera fu Luca e Bruno Nucera fu Antonio Maria (gli stessi dell'atto rogato lo stesso giorno ed inserito in questo registro a distanza di una ventina di pagine dal presente atto) permutano una terra in Contrada Santa Lucia, tenimento della Terra dell'Amendolea, con il Dottor Fisico Don Domenico Misiani del fu Diego della città di Bova.

9318

9.8.1764

Michele Manti fu Domenico e suo figlio Domenico Manti del Casale di Condofuri vendono otto tumulate di terra d'orzo site in Contrada Calamati al magnifico Marcantonio Mandalari dello stesso Casale per il prezzo di ducati 14.

 

B608 Vol. 3281_1  Domenico Trapani (senza data) - NESSUN ATTO

 

B608 Vol. 3281_2 Domenico Trapani (1733) - NESSUN ATTO

 

B608 Vol. 3282 Domenico Trapani (1760-1762)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

9529-30

1.1.1760

Giuseppe Mandalari della Terra di San Lorenzo interviene, ed è più volte citato nell'atto, come esperto per la stima di un giardino in Contrada Pristeo di proprietà del Magnifico Notaio Principio Altomonte e di sua moglie Vittoria Marino di San Lorenzo. In calce all'atto vi è anche la sua firma.

9535

4.3.1760

Il Magnifico Pietro Pizzi figlio del fu Domenico, del Casale di Gallicianò, vende al Reverendo Sacerdote Signor Abate Giuseppe Sgrò di Salvatore, dello stesso Casale, un piede di celso nero di serico sito e posto in Contrada Alloghorio per il prezzo di ducati cinque.

9558

20.10.1760

Antonio Rodà fu Antonino, Antonino Rodà fu Giuseppe ed Antonio Rodà fu Pietro, zio e nipoti del Casale di Condofuri, vendono al Magnifico Marcantonio Mandalari fu Paolo della stessa terra "un pezzo di vigna d'operari tre incirca con terre scapole, alberata di ficare, pumari, pirari ed altri alberi da frutto, sita e posta nel Tenimento di detto Casale in Contrada Assodo", per il prezzo di ducati 38.

9573

3.10.1760

Davanti al Luogotente di Condofuri, Stefano Mandalari, compaiono Anna ed Antonia Alopudi, le quali "asseriscono e dichiarano esser venuta a loro notizia che si sia fatta supplica a nome loro a Sua Maestà (Dio guardi) contro del Magnifico Pietro Pizzi, Giovanni Andrea Rodà e Sabbo Condemi del Casale di Gallicianò per la morte del fu loro padre Giovanni Alopudi. Ma perchè esse costitute non fecero mai tal ricorso al suddetto Pietro Pizzi, li fecero le esculpazioni per essere stato innocentemente imputato del delitto d'omicidio in persona del detto loro Padre: perciò donano per nullo il ricorso suddetto fatto in loro nome forse da emoli del detto Pizzi, Rodà e Condemi [...]".

Cfr. anche B606 Vol. 3278_1 - Principio Altomonte 1754-1760 - 23.1.1760

9583

8.11.1760

Capitoli matrimoniali tra Antonina Trapani, figlia di Olimpia Iaria e del fu Salvatore Trapani di Motta Roghudi, e Mastro Paolo Greco di Alloghorio.

Per la sposa compare la madre Olimpia Iaria, figlia del fu Vittorio Iaria e vedova del fu Salvatore Trapani di Motta Roghudi insieme ai figli Domenico e Vittorio Trapani.

Olimpia Iaria era quindi, molto probabilmente, sorella di Domenica Iaria la quale era madre di Argenta Pannuti e nonna di Elisabetta Mandalari.

9601-04

13.7.1761

Capitoli matrimoniali tra Vittorio Pannuti, figlio del fu Geronimo di Motta Roghudi, e Maria Stillitano. Lo sposo è un fratello di Argenta Pannuti, madre di Elisabetta Mandalari.

9639

12.3.1762

Damiano Condemi, figlio del fu Antonino Condemi della Villa di Condofuri e "fratello ex parte matris" del fu Sacerdote Marcantonio Mandalari, cede in favore dei fratelli Magnifici Stefano e Marcantonio Mandalari di Condofuri, "per tanti benefici dalli medesimi ricevuti", l'eredità del suddetto Sacerdote Marcantonio Mandalari.

Il Sacerdote Marcantonio Mandalari era (presumibilmente) fratello di Paolo Mandalari, padre di Stefano e Marcantonio Mandalari. Il fatto che Daminano Condemi fosse "fratello ex parte matris" sembra significare fosse un fratellastro cioè che i due avessero la madre in comune.

9646-47

23.3.1762

Nota dei beni promessi al Magnifico Pietro Pizzi del Casale di Gallicianò (fratello di Filippo Pizzi) dalle sorelle Maria e Giuseppa Catroppi della città di Bova, per il matrimonio con la Signora Margherita Grillo (cfr. i relativi capitoli matrimoniali, poche pagine dopo).

9649

20.6.1762

I fratelli Antonino e Carmine Mandalari figli del fu Giuseppe della Terra dell'Amendolea vendono al Magnifico Marcantonio Mandalari fu Paolo del Casale di Condofuri un pezzetto di vigna in contrada Calamati per il prezzo di ducati 12.

9651

23.3.1762

Capitoli matrimoniali tra il Magnifico Pietro Pizzi del Casale di Gallicianò (fratello di Filippo Pizzi) e Margherita Grillo di Bova (cfr. la nota dei beni concessi in dote alla sposa, poche pagine prima).

9670

19.8.1762

Caterinella Mandalari figlia del fu Antonio Mandalari e moglie di Domenico Modaffari di Condofuri vende al Magnifico Marcantonio Mandalari figlio del fu Paolo dello stesso Casale un pezzetto di vigna in contrada Grutta per il prezzo di ducati 18.

Non è nota la parentela tra venditrice ed acquirente.

9680

18.10.1762

Stefano Romeo figlio del fu Domenico, e Maida Pizzi figlia di Giuseppe e vedova del fu Cesare Nucera, di Gallicianò, vendono al Magnifico Stefano Mandalari fu Paolo del Casale di Condofuri "una nasida sott'acqua di capacità di quattronate quattro in circa alberata come si trova sita e posta in contrada Malgeri tenimento di questo casale" per il prezzo di ducati 10.

9684

19.10.1762

Matteo Mandalari fu Antonio del Casale di Condofuri vende al Magnifico Marcantonio Mandalari fu Paolo del Casale di Condofuri un pezzo di vigna di operari tre in circa per il prezzo di ducati 16.

9693

8.11.1762

La Magnifica Preziosa Marino, vedova del fu Geronimo Versaci della Terra di Motta Roghudi vende al Magnifico Pietro Pizzi del Casale di Gallicianò una sua terra dotale della capacità di tumulate due e mezza in circa sita e posta nel Tenimento di Gallicianò per il prezzo di ducati 16 e grana 30.

9695

8.11.1762

Il Magnifico Pietro Pizzi (fratello di Filippo Pizzi) figlio del fu Domenico del Casale di Gallicianò vende al Suddiacono Don Francesco Andrea Versaci della Terra di Motta Roghudi una casa solariata in due stanze di pietra e calce posta dentro detta Motta per il prezzo di ducati 97.

 

B608 Vol. 3283  Domenico Trapani (1763-1765)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

9328-29

2.9.1763

Anna ed Atonina Maccaruni, sorelle, del Casale di Condofuri, vendono al Magnifico Marcantonio Mandalari figlio del fu Paolo dello stesso casale "un pezzo di terra di quattronate quattro incirca alberata di rovoli, pirari, ficari ed una surbara ed un celsarello di serico, sita e posta nel tenimento della Terra di San Lorenzo in Contrada Spartilli" stimato da Giuseppe Mandalari per il prezzo di ducati 21.

9346

15.6.1763

La Magnifica Domenica Iaria vedova di Geronimo Pannuti ed i figli Fonte, Vittorio e chierico Scipione di Motta Roghudi concedono in enfiteusi un pezzo di vigna con terre scapole ad Antonino Spanò fu Domenico di Bova per l'annuo censo di carlini 14.

9362

10.8.1764

Rocco Mafrici figlio del fu Carlo del Casale di Condofuri vende al Magnifico Marcantonio Mandalari dello stesso Casale "una casa terranea di terra e porzione di calce coperta ed abitabile sita e posta dentro questo Casale" per il prezzo di ducati 21.

9366

1.9.1763

Giuseppe Oliveri figlio del fu Giuseppe del Casale di Condofuri vende al Magnifico Marcantonio Mandalari dello stesso Casale "una sua porzione di terre della capacità di tumulata una in circa d'orzo ed olivare" nella contrada Macroleo per il prezzo di ducati 15.

9373

9.11.1763

Grazia, Francesca e Domenica Logarà figlie del fu Antonino vendono al Magnifico Marcantonio Mandalari fu Paolo del Casale di Condofuri "un pezzo di terra di capacità di tumulate quattro in circa alberata come si trova" per il prezzo di ducati 22.

9384-85

9.8.1764

Francesco Rodà figlio del fu Battista del Casale di Condofuri vende al Magnifico Stefano Mandalari dello stesso Casale "un pezzetto di orto alberato con due piedi di noccioli ed altr'alberi da frutto di capacità di quattronata una e mundellate due d'orzo sito e posto nel convicinio di detto Casale".

9410

21.12.1764

Bruna Manti fu Cola del Casale di Condofuri vende al Magnifico Marcantonio Mandalari dello stesso Casale "una casa terranea di terra coperta ed abitabile posta dentro questo casale" confinante tra gli altri con il Magnifico Stefano Mandalari per il prezzo di ducati 12 e grana 90.

9432-35

11.8.1764

Testamento di Olimpia Iaria, vedova del fu Salvatore Trapani di Motta Roghudi. Un altro atto (B608 Vol. 3282 Domenico Trapani, 8.11.1760, immagine 9583) ci dice che questa stessa Olimpia era figlia di Vittorio Iaria e perciò si tratta evidentemente di una sorella di Domenica Iaria (figlia di Vittorio Iaria, moglie di Geronimo Pannuti e madre di Argenta Pannuti).

Citati i figli maschi Domenico e Vittorio, eredi universali, e le figlie Geronima, Domenica e Caterinella Trapani.

9440

11.3.1764

Caterina Libri fu Battista di Motta Roghudi vende al chierico Scipione Pannuti  figlio del fu Geronimo Pannuti (fratello di Argenta) di Motta Roghudi una porzione di terra alberata d'olivare e viti in Contrada Pelleri per il prezzo di ducati 11.

9447

12.2.1764

Domenico e Rocco Stillitano, fratelli, figli del fu Antonino di Motta Roghidi vendono al chierico Scipione Pannuti figlio del fu Geronimo Pannuti (fratello di Argenta) tre porzioni di olivare (le loro due più una terza del fratello Giovanni Stillitano, assente) in contrada Pelleri per il prezzo di ducati 9 e grana 60.

9453-54

2.1.1764

Caterina Libri, moglie di Giovanni Lorenzo Maisano di Motta Roghudi vende al chierico Scipione Pannuti figlio del fu Geronimo Pannuti (fratello di Argenta) tre piedi di olive in Contrada Pelleri per il prezzo di ducati 5 e grana 20.

9499-500

9.1.1765

Antonina Libri, moglie di Anastasio Maisano di Motta Roghudi vende al chierico Scipione Pannuti figlio del fu Geronimo Pannuti (fratello di Argenta) un pezzetto di vigna di operari 4 in circa alberata come si trova, sita e posta in questo tenimento, in Contrada Cutifiglia per il prezzo di ducati 17.

 

B608 Vol. 3284  Domenico Trapani (1766-1769)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

0022

4.11.1766

Marcantonio Mandalari, marito ed amministratore della Magnifica Argenta Pannuti, dichiara essere stato pienamente soddisfatto de' beni a lui promessi in dote dalli Magnifici Girolamo Pannuti e Domenica Iaria della Motta Roghudi ed averli ricevuti nella maniera descritti e contenuti nei Capitoli Matrimoniali stipulati dal R.do Sacerdote Don Angelo Zavetteri allora Economo di detta Motta.

Testimone dell'atto è il sacerdote Giuseppe Mandalari (probabilmente cugino di Marcantonio Mandalari, figlio cioè di suo zio Pietro)

0032

20.1.1766

Andrea Arcidiaco viene citato come confinante di una casa in vendita situata nel casale di Roccaforte.

0040-41

13.1.1766

Andrea Arcidiaco fu Francesco di Roccaforte del Greco da più anni abitante a San Pantaleone, vendita di una terra avuta in eredità da sua madre (Maria Spanò).

0125 e 126

4.1.1768

Il Magnifico Stefano Mandalari del Casale di Condofuri ed il Magnifico Marcantonio Mandalari dello stesso Casale dichiarano, in due atti uno successivo all'altro, la nullità di due vendite da parte di Gaetano Asprea del Casale di Bagaladi.

0127

20.3.1768

La Magnifica Beatrice Nucera fu Giuseppe di Gallicianò compare insieme ad altri membri della famiglia Nucera in merito alla scelta del nuovo beneficiario del Semplice Beneficio dell'Immacolata Concezione e San Giuseppe eretto dentro la chiesa madre nel Casale di Gallicianò e fondato dal suo antenato Fabio Nucera (cfr. B949 Vol. 4385l - Domenico Cotroneo).

0153-54

21.9.1768

Anastasio Maisano ed Antonia Libri, marito e moglie di Motta Roghudi, vendono al Reverendo Sacerdote Don Scipione Trapani di Motta Roghudi un pezzetto di vigna alberata di castagne ed altri alberi da frutto nel Tenimento della Motta, per il prezzo di ducati 19.

0183-84

19.1.1769

Testamento di Porzia Anghelone di Bagaladi, figlia del fu Domenico Anghelone, vedova di Giuseppe Marra. Citata la nuora Giuseppa Pontari, moglie del fu Paolo Marra, figlio della testatrice, la figlia Nunziata Marra moglie di Diego Zumbo, e la nipote Maria Germolé figlia della fu Anna Marra, figlia della testatrice.

Citato inoltre il fratello Reverendo Don Diego Anghelone.

0188-190

29.12.1769

Capitoli matrimoniali tra Elisabetta Mandalari, figlia di Marcantonio Mandalari ed Argenta Pannuti di Condofuri, e Filippo Bruno Pizzi del Casale di Gallicianò.

I genitori della sposa promettono in dote alla figlia la somma di 1000 ducati in beni mobili ed immobili, valore che lo stesso giorno verrà ridotto a 800 ducati (vedi atto seguente).

0191

29.12.1769

Riguardo i capitoli matrimoniali di cui all'atto precedente, il futuro sposo Filippo Bruno Pizzi dichiara che i 1000 ducati furono promessi dai genitori della sposa solo "ad pompam". Lo stesso Filippo dichiara quindi di accontentarsi di ducati 800.

0223

2.1.1768

Vari membri della famiglia Nucera, discendenti del fu Fabio Nucera, compaiono in merito alla scelta del prossimo beneficiario del Semplice Beneficio dell'Immacolata Concezione e San Giuseppe eretto dentro la chiesa madre nel Casale di Gallicianò (cfr. B949 Vol. 4385l - Domenico Cotroneo).

Si tratta di parenti diretti di Beatrice Nucera figlia di fu Giuseppe Nucera della Terra dell'Amendolea, moglie di Domenico Pizzi di Gallicianò e madre di Filippo Bruno Pizzi.

 

B608 Vol. 3285 Domenico Trapani (1770-1772)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

9720-23

23.4.1770

Revisione dei capitoli matrimoniali tra Elisabetta Mandalari del Casale di Condofuri e Filippo Bruno Pizzi del Casale di Gallicianò. L'atto è posteriore all'annullamento dei capitoli matrimoniali effettuato il 10 gennaio 1770 (atto rilegato più avanti in questo stesso volume) e riprende il valore della dote di 800 ducati dichiarato il 29 dicembre 1769 (cfr. B608 Vol. 3284).

9728-29

1770

Nota dei beni mobili e stabili che promette la Magnifica Anna Perino, vedova del fu Antonino Mandalari, alla Magnifica Donna Bruna Mandalari, sua figlia, e per essa al Magnifico Domenico Anghelone futuro sposo.

9733-35

8.2.1770

Capitoli matrimoniali tra Rosalia Pizzi (in altri atti detta Trusula o Trusulina), figlia di Beatrice Nucera del Casale di Gallicianò, e Marco Romeo figlio di Stefano del suddetto Casale di Gallicianò. Per la sposa compaiono la madre Beatrice Nucera ed i fratelli Pietro, Antonio e Filippo Pizzi.

9739-42

10.1.1770

Annullamento dei capitoli matrimoniali tra Elisabetta Mandalari e Filippo Pizzi. Non vengono date spiegazioni sul motivo per il quale i capitoli matrimoniali furono annullati, ma tre mesi dopo, il 23 aprile, le parti si incontrano per accordarsi nuovamente.

9757-58

6.8.1772

Domenico e Francesco Marino del Casale di Condofuri vendono al Magnifico Marcantonio Mandalari dello stesso Casale una vigna di operari otto incirca in Contrada Calamati per il prezzo di ducati 30.

9768

1762

Nota dei beni mobili e stabili che promettono Silvestro Pitasi e Potenziana Squillaci alla loro figlia Olimpia Pitasi, futura sposa del Casale di Condofuri, e per essa a Marco Iaria di Giuseppe di Roccaforte futuro sposo.

Tra i beni vi è una terra in Contrada Pluppo limitante i beni degli eredi del fu Marcantonio Mandalari (che evidentemente non è il padre di Elisabetta Mandalari, morto nel 1790, ma si tratta probabilmente del fratello di suo nonno Paolo).

9772

4.10.1772

Domenica Rodà, vedova del fu Domenico Pangallo del Casale di Condofuri vende al Magnifico Stefano Mandalari dello stesso Casale una sua casa diruta posta dentro lo stesso casale per il prezzo di ducati 11.

Tra i testimoni firmatari vi è Filippo Bruno Pizzi.

9813

6.5.1772

Caterina Mandalari, legittima moglie di Giuseppe Floccari (alias Scursi) del Casale di Condofuri vende al Magnifico Marcantonio Mandalari una vigna di operari 10 alberata di ficare, perare, ficandiare, ed altri alberi da frutto sita nello stesso Casale in Contrada Erutta per il prezzo di ducati 57.

9815

11.4.1772

Capitoli matrimoniali tra Dianora Rodà, figlia della Magnifica Elisabetta Pizzi e del fu Giovanni Andrea Rodà del Casale di Gallicianò, e Giovanni Trapani di Domenico dello stesso Casale.

Elisabetta Pizzi era una delle sorelle di Filippo Bruno Pizzi di Condofuri.

9819-20

7.9.1772

Donazione effettuata da Antonino Iaria fu Vittorio di Motta Roghudi, marito di Domenica Scordo, a Marc'Antonio Mandalari ed Argenta Pannuti, suoi nipoti ex parte sororis del Casale di Condofuri.

Questo significa che la madre di Argenta Pannuti (che sappiamo essere Domenica Iaria) era una sorella di Antonino Iaria. Questo ci dice che il padre di Domenica Iaria si chiamava Vittorio Iaria.

L'atto non viene firmato da Antonino Iaria che appone solo il "segno di croce" perchè egli dichiara di "non poter scrivere per la vecchiaja".

La donazione riguarda "un pezzo d'orto beveraticcio alberato di nucara ed altr'alberi da frutto ed un pezzo di vigna attaccata col medesimo alberata di ficare e celsi due di serico tali quali li pervennero per eredità paterna, siti e posti in detto luogo Ghorio, seu Lappuro".

9847

12.5.1772

Divisione dei beni tra Stefano e Marcantonio Mandalari fu Paolo del Casale di Condofuri. Citato il fratello (morto) Andrea Mandalari. I due comparenti dichiarano inoltre:

"come dopo la morte del fu Paulo loro comun Padre, essendo vissuti per alcuni anni in comune insieme col fu comune fratello D. Andrea, e dopo la morte del medesimo fu D. Andrea avendo detta società e vita comune ancora proseguito per altri più anni insorsero fra di loro alcune controversie per sopire le quali colla cooperazione di comuni amici devennero ad una amichevole composizione seu divisione di tutta l'eredità di detti furono Paulo e D. Andrea degli acquisti fatti dai medesimi costituti in tempo della vita comune".

9857-58

6.5.1772

La Signora Donna Elisabetta Mandalari del Casale di Condofuri, moglie del dottor Filippo Pizzi, figlia dei Magnifici Marcantonio Mandalari ed Argenta Pannuti, vende al Magnifico Vittorio Pannuti di Motta Roghudi (probabilmente suo zio) una terra in Contrada Ghorio avuta in dote dai genitori.

9861

25.8.1772

Il Magnifico Bruno Gurnari di Condofuri, insieme ai figli Domenico ed Antonio Maria, vendono a Marcantonio Mandalari dello stesso Casale, una vigna di quattronate quattro di terre scapole e alberata di olivare, perare, rovoli, ficandiare ed altri alberi da frutto sita e posta nel Tenimento di San Lorenzo in Contrada Canna per il prezzo di ducati 46. I venditori dichiarano di aver a suo tempo acquistato questa stessa vigna da Maria Mandalari (sorella di Marcantonio?) il 19.9.1750 (notaio Merigliano).

 

B608 Vol. 3286  Domenico Trapani (1773-1777)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

9944

2.10.1770

La Signora Donna Dorotea Crispino di Tropea legittima moglie di Giuseppe Mandalari affitta per cinque anni ai Magnifici Pasquale Mandalari e Domenica Anghelone, marito e moglie di Bagaladi, le seguenti proprietà per la somma di ducati 20 annui:

- un giardino in Contrada Asembula (?)

- un giardino in Contrada Riacadi (?)

- un altro pezzetto di stabile in Contrada Pristeo

9957

1.5.1775

Capitoli matrimoniali tra la Signora Antonia Pizzi del Casale di Gallicianò e Fabio Amodei della Terra dell'Ammendolea. Per la sposa compaiono i fratelli Dr. Don Filippo, Antonio e Pietro Pizzi del Casale di Gallicianò.

Citata la sorella Trusula Pizzi moglie di Marco Romeo.

9961

1.5.1775

Il Signor Fabio Amodei della Città di Bova, abitante nella Terra dell'Amendolea, asserisce e dichiara "come per l'amore e benevolenza che sempre ha portato e tuttavia dice portare alla Signora Antonia Pizzi assente, per la quale io notaio presente, e havendo contratto legittimo e solenne matrimonio con la medesima e per altri motivi alla sua mente moventino, e perchè non ha altr'eredi, solo li figli [che] possono nascere da detto matrimonio, ha risoluto farli donazione irrevocabiliter inter vivos sopra tutti ed integri li beni mobili e stabili [che] possiede, ed avvisar vuole col patto che durante la sua vita fosse vero usufruttuario senza poterli vendere, alienare o lasciare ad altri ma che in sua morte tutti passino in vero dominio della suddetta di Pizzi e figli nascituri da detto matrimonio, e non havendo figli in morte di detta Signora Antonia passassero in pieno dominio delli fratelli e loro figli della detta Antonia, senza nulla pretendere e nulla poter lasciare a' suoi congiunti detto d'Amodei ma solamente potesse disponere li docati venticinque siccome si descrive alli capitoli matrimoniali".

9962-63

Senza data

L'atto è evidentemente rilegato erroneamente insieme ai capitoli matrimoniali di Antonia Pizzi e Fabio Amodei ma si riferisce ai capitoli matrimoniali tra Elisabetta Mandalari e Filippo Pizzi ed è quindi di qualche anno più vecchio (1770 circa).

Compare Antonio Pizzi come procuratore dello sposo.

9971

30.8.1775

Vittorio Pannuti ed il Reverendo Don Scipione Pannuti, fratelli di Motta Roghudi, figli del fu Geronimo Pannuti, vendono al Signor Abate Giovanni Andrea Nesci di Bova due mundellate di terra in circa con castagnare ed una pirara nel Tenimento d'Africo per il prezzo di ducati 17 e grana 5.

9984

11.4.1776

Caterina Condemi, vedova del fu Giuseppe Oliveri, e suo figlio Domenico del Casale di Condofuri vendono al Signor Dottor Filippo Bruno Pizzi dello stesso casale una vigna di operari sei circa sita in Condofuri in Contrada Calammati, limitante tra gli altri il Magnifico Marcantonio Mandalari, per il prezzo di ducati 16.

9992-93

15.6.1774

Angelica Mammì vedova del fu Giuseppe Archidiaco del casale di Condofuri ratifica a Domenica Mandalari figlia del fu Giovanni dello stesso casale la vendita di una casa terranea di terra sita e posta nello stesso casale. La suddetta Angelica Mammì dichiara infatti che prima di morire suo marito aveva venduto quella casa senza alcuna scrittura per il prezzo di ducati 19 e grana 70.

9994

22.4.1776

Dichiarazione del Clerico Novizio Diego Rodà che cita i suoi zii Dr. Don Filippo, Pietro ed Antonio Pizzi, fratelli, che lo nominarono "Abbate seu Cappellano del Beneficio fondato dal fu loro padre Magnifico Domenico Pizzi del Casale di Gallicianò sotto il titolo di S. Maria del Carmine eretto l'altare dentro la chiesa madre sotto il titolo di S. Gio. Batta". Nell'atto successivo (immagine 9995-96, 12.3.1776) si leggono i nomi dei genitori di Diego Rodà: Giovanni Andrea Rodà ed Elisabetta Pizzi, sorella di Filippo, Pietro ed Antonio Pizzi.

 

 

BUSTA 615

Notaio Andrea Minniti di Roghudi (1739)

Notaio Saverio Mandalari di San Lorenzo (1771)

Notaio Filippo Visalli di San Lorenzo (1802-1804)

Notaio Gian Battista Foti di Palizzi (1833)

 

 

B615 Vol. 3312 - Notaio Andrea Minniti (1739) - NESSUN ATTO

 

B615 Vol. 3313 Notaio Filippo Visalli (1802-1804)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

3365

27.7.1802

Lorenzo Arcidiaco fu Costantino della Terra di San Lorenzo viene incaricato dagli attuali sindaci Dottor Fisico Don Bartolomeo Cordova e Don Carlo Altomonte di esigere la tassa sul sale nella somma di tumuli cento trenta di sale di mare.

 

B615 Vol. 3321 - Notaio Gian Battista Foti (1833) - NESSUN ATTO

 

B615 Vol. 3323 Notaio Saverio Mandalari (1771)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

3315

1760

Il Magnifico Paolino Pangallo della Terra di Pentidattilo dichiara "come molti anni addietro gli furon concessi a censo enfiteutico dalla fu Ecc. Magnifica Duchessa posseditrice di detto stato di Pentidattilo quattronate dieci circa di terre, oltre un altro pezzetto di terra contigua nella contrada Cardi [...] per l'annuo censo di ducati cinque e grana 60 in virtù d'instrumento stipulato per gl'atti dell'Ill. Egreggio Notaio Francesco Cilea di Pentidattilo al quale [si fa riferimento] in dove detto Magnifico di Pangallo vi piantò d'ottantasei piedi di gelsarelli di serico, ficare, fece delle marere ed edificò una cansuncola di pietra e terra, e perchè s'ave ritirato nella città di Messina, da dove non poteva far dare quella coltura, che si richiedeva, di modo che  s'andavano deteriorando perciò s'è risoltuto [...] vendere tal beneficio [...]".

Il Magnifico Paolino Pangallo rinuncia al beneficio e lo cede alla Corte Marchesale, e per essa al Magnifico Erario Don Pietro Catanoso, per la somma di ducati 100.

 

 

 

BUSTA 938

Notaio Filippo Visalli di San Lorenzo (1821-1823) 

 

 

B938 Vol. 4352 - Filippo Visalli (1821) - NESSUN ATTO

 

B938 Vol. 4353 - Filippo Visalli (1822) - NESSUN ATTO

 

B938 Vol. 4354 - Filippo Visalli (1823)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

4194

3.3.1823

Capitoli matrimoniali tra Concetto Arcidiaco, figlio di Lorenzo e Antonina Mandica, e Maria Iacopino, figlia di Giacomo Iacopino e di Angela Familiari. La dote concessa dai genitori della sposa ammonta a ducati 186.

Il padre dello sposo, Lorenzo Arcidiaco, dona inoltre al figlio tutta la sua quota disponibile consistente nella metà dei propri beni, ed il fratello maggiore Antonio (fratellastro perché figlio di Lorenzo Arcidiaco e Vittoria Vazzani) gli dona una casa solariata.

La sposa, Maria Iacopino, morirà senza eredi e con atto del 1° novembre 1845 (B943 Vol. 4376) Concetto Arcidiaco restiuirà alla vedova Angela Familiari ed ai suoi figli superstiti i fondi, mobili, e contante che a suo tempo aveva ricevuto.

4358

21.10.1823

Giovanni Arcidiaco, vaticale, figlio di Lorenzo (ed Antonina Mandica) acquista da Leonardo Iacopino figlio del fu Giacomo un fondo con vigna sito in contrada Moradia dell’estensione di due tomolate per il prezzo di ducati 20.

 

BUSTA 939

Notaio Filippo Visalli di San Lorenzo (1824-1828) 

 

B939 Vol. 4355 - Filippo Visalli (1824) - NESSUN ATTO

 

B939 Vol. 4356 - Filippo Visalli (1825)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

5764

11.6.1825

Capitoli matrimoniali tra Giovanna Mandalari figlia di Don Antonio Maria Mandalari del fu Don Saverio, e Don Francesco Balsamo figlio del Antonio, telegrafista, domiciliato in Joppolo (VV). Come procuratore dello sposo compare Andrea Mandalari, fratello della sposa.

La dote concessa alla sposa consiste in ducati 400.

5775

15.8.1825

Francesco Antonio Zuccalà dichiara che anni fa vendette a Lorenzo Arcidiaco fu Costantino, proprietario, domiciliato nel Comune di San Lorenzo, una sua casa solariata posta nel luogo “vicino la piazza” registrata nel catasto provvisorio di San Lorenzo col numero 932. La vendita fu fatta per la somma di ducati 50.

La dichiarazione viene fatta a mo’ di quietanza.

 

B939 Vol. 4357 - Filippo Visalli (1826) - NESSUN ATTO

 

B939 Vol. 4358 - Filippo Visalli (1827)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

6085

5.9.1827

Donna Ignazia Pizzi, vedova del Barone Don Francesco Repaci di Messina (figlia di Don Filippo Pizzi e di Donna Elisabetta Mandalari), vende una casa solariata avuta in eredità alla morte di suo padre Don Filippo a Condofiuri.

6078

24.8.1827

Leonardo Iacopino di San Lorenzo dichiara che nel 1823 vendette per venti ducati a Giovanni Arcidiaco di San Lorenzo, proprietario, un fondo in contrada Maradia con il “patto di ricompra”. Secondo tale patto Leonardo Iacopino avrebbe potuto riacquistare il fondo entro due anni. In caso contrario, allo scadere di questo tempo, Giovanni Arcidiaco si impegnava a versare a Leonardo Iacopino l’importo tale da coprire il valore complessivo del fondo.

Oggi, essendo passati cinque anni, e non avendo Leonardo Iacopino esercitato tale  diritto , a seguito di perizia sul valore del fondo, Giovanni Arcidiaco versa altri ducati 39 a Leonardo Iacopino che rinuncia definitivamente al fondo.

 

B939 Vol. 4359 - Filippo Visalli (1828)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

6231

11.3.1828

Compaiono Lorenzo Arcidiaco figlio del fu Costantino e suo figlio Antonio Arcidiaco, entrambi proprietari ed entrambi domiciliati a San Lorenzo da una parte.

E Concesso Arcidiaco figlio di Lorenzo, vaticale, domiciliato in San Lorenzo, fratellastro di Antonio.

“Dichiara il Concesso, qual figlio e fratello rispettivamente delli sopra costituti, che volendo trarre profitto ed utile dalle donazioni rispettivamente fattegli in virtù ed in occasione degl’atti matrimoniali solennizzati nel giorno tre marzo dell’anno mille ottocento ventitré, per Notaro suddetto ed infrascritto Don Filippo Visalli-  e legalmente registrato nel giorno cinque stesso marzo in Reggio al numero primo, volume quarantuno, foglio trentadue verso, numero progressivo mille ottocento quarantasette, casella sesta, pagati grani ottanta al ricevitore Donn’Antonio Mastellone – e benanche in detti atti matrimoniali si osserva l’accetazione, pure volendo soprabbondare in cautelandosi, essendo oggi al di là dell’età maggiore, espressamente dichiara come ha dichiarato di volerle formalmente accettare sul piede e sotto le condizioni che si trovano colà dichiarate. Ed essendo gli espressati donanti nella compresenza di me notaio testimoni infrascritti e donatario, ne hanno avuto tutta la scienza legale all’oggetto […]”

6395

2.11.1828

Lorenzo Arcidiaco del fu Costantino proprietario domiciliato in San Lorenzo “oggi in questo San Pantaleone sotto comune di esso San Lorenzo di passaggio” vende per la somma di cento ducati a Donn’Annunziato Foti figlio del fu Lorenzo, parroco, un suo fondo con vigna sito nella contrada Pantano o sia Camino […]  “pervenuto ad esso venditore Arcidiaco per antica compra verbale, fatta molto prima della Legge del Registro”.

6402

3.11.1828

Concesso Arcidiaco figlio di Lorenzo, vaticale e proprietario, domiciliato in questo comune, vende ai coniugi Marianna Mesiano ed Antonino Nucera un fondo di vigne nella contrada Fossa di Gatto per il prezzo di ducati 40.

 

 

BUSTA 940

Notaio Filippo Visalli di San Lorenzo (1829-1832) 

 

 

B940 Vol. 4360 - Filippo Visalli (1829)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

6519

8.9.1829

Giovanni Arcidiaco figlio di Lorenzo (ed Antonina Mandica) acquista dal signor Fortunato Catanoso di San Lorenzo, residente nella frazione Casselli, una sua casa solariata sita nel luogo “vicino la piazza” che confina da oriente e montagna colle pubbliche strade, da mezzogiorno con altra casa di esso venditore e da occidente colla casa del compratore Arcidiaco, per il prezzo di ducati 61 e grana 60.

 

B940 Vol. 4361 - Filippo Visalli (1830)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

6454

19.8.1830

Concesso Arcidiaco figlio del fu Lorenzo (e di Antonina Mandica), proprietario domiciliato in San Lorenzo, acquista da Rosario Foti, proprietario domiciliato a San Pantaleone, un fondo con vigne in contrada Pugadaci per il prezzo di ducati 60.

 

B940 Vol. 4362 - Filippo Visalli (1831)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

6471

15.4.1831

Candelora Arcidiaco, figlia del fu Lorenzo (e di Antonina Mandica), vedova del fu Pietro Pizzi compare davanti al notaio insieme al figlio Lorenzo Pizzi e vende a Giuseppe Zumbo fu Giovanni di San Lorenzo una casa “solariata” sita in San Lorenzo per la somma di ducati 40.

Inoltre “per maggiormente garantire la vendita presente, il valore ricevuto in ducati quaranta, la Candelora Arcidiaco venditrice specialmente ippoteca un fondo iito in questo territorio a favore del compratore Zumbo nella contrada Scufadi”.

6476

17.10.1831

Giovanni Arcidiaco figlio del fu Lorenzo (e di Antonina Mandica), vaticale, e Francesco Iannì figlio del fu Candiloro, macellaio, entrambi domiciliati nel Comune di San Lorenzo, affittano due fondi di proprietà del signor Cavaliere Don Fabio De Blasio di Reggio (per il quale compare il genero procuratore Signor Antonino Mandica figlio del Signor Ignazio Mandica di Reggio).

Tali fondi si trovano nel territorio di San Lorenzo, uno in contrada La Croce e l’altra in contrada Fossa di Gatto ossia Portelle.

L’affitto è concesso per la durata di quattro anni continui che termineranno il 15 ottobre 1835. Il costo dell’affitto è di 50 ducati annui, per un totale di 200 ducati.

6481

13.10.1831

Testamento del signor Don Fortunato Coratola, figlio del fu Don Bruno Andrea (e della fu Giovanna Alati), proprietario, domiciliato nel Comune di Melito.

Il testatore istituisce come eredi universali e particolari i due figli Don Domenico Antonio Curatola e Don Antonino nati in costanza di matrimonio della fu Donna Giuseppa Vernagallo.

Inoltre lascia all’altro figlio naturale, Antonio Curatola, nato da Anna Costantinio, in fondo denominato Fossa di Palombo dell’estensione di quattro tomolate circa, volendo che gli altri due eredi diano allo stesso altre quattro tomolate del comprensorio di terra della Contrada Spilingari ed anche la barca di sua proprietà con tutti “gli ordigni”.

Specifica inoltre che il detto figlio naturale è già stato legalmente riconosciuto e a sua madre Anna Costantino lascia la somma di ducati trenta da pagarsi una volta sola e poi ducati 10 da pagare ogni anno a partire dalla sua morte.

Lascia inotlre all’attuale sua serva Caterina Malacrinò la somma di ducati 6 una tantum e altri ducati 10 a sua sorella Donna Maria Curatola.

 

 

B940 Vol. 4363 - Filippo Visalli (1832)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

6499

15.8.1832

Testamento di Don Bruno Mandalari figlio del fu Stefano Mandalari di Condofuri, dottor fisico.

Il testatore istituisce come eredi universali i cinque nipoti Don Stefano, Don Domenico, Don Michele Mandalari figli del fu Don Andrea, suo fratello, e Don Stefano e Don Domenico Mandalari figli dell’altro fratello Don Antonino, dichiarando di dividere in cinque parti uguali la sua eredità.

Inoltre lascia alla serva Giovanna Gatto la somma di ducati 60 insieme al letto in cui dorme e ai mobili a lei destinati.

Seguono vari altri dettagli sui beni da lasciare a questo o a quel nipote.

 

 

 


 

BUSTA 941

Notaio Filippo Visalli di San Lorenzo (1833-1835) 

 

 

B941 Vol. 4364 - Filippo Visalli (1833)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

6538

16.4.1833

Divisione dell’eredità dei furono Giuseppe Cilea (1752 circa – 1820) e Imara Caracciolo (1762 circa – 1818, quest’ultima figlia di Domenico Antonio Caracciolo e Nunziata Pangallo) di Penditattilo.

Compaiono i quattro legittimi eredi Don Francesco Cilea, Donna Maria Saveria, Donna Antonia e Suor Anna Maria – al secolo Donna Annunziata – tutti dimoranti in Melito eccetto Donna Antonia e Suor Anna Maria le quali sono domiciliate a Pentidattilo.

Compare anche Don Francesco Tropea, figlio del fu Don Tommaso Tropea, marito di Donna Maria Saveria Cilea (sono i genitori di Luisa Tropea, che l’anno successivo sposerà Filippo Mandalari).

I comparenti dichiarano che “dietro la morte, non solo delli furono loro genitori signori Don Giuseppe Cilea e Donna Imara Caracciolo, quanto del fu loro zio paterno signor Donn’Antonino Cilea, tennero sempre in comune ed indivisa l’intiera eredità, e come importa ad ognuno la conservazione de’ propri diritti, per poter liberamente godere e disporre della propria porzione ed attendere particolarmente alla coltura de’ fondi che possono spettarli, così in virtù dell’atto presente, amichevolmente divennero alla divisione delle sopraccennate eredità, avendo stabilite fra loro quattro porzioni, non solo de’ fondi rustici quanto delle fabbriche ed altro che le appartenevano”.

Segue la descrizione delle quattro parti di eredità spettanti ai quattro eredi.

6556

21.8.1833

Inventario dei beni del fu Don Antonio Maria Mandalari (1760-1833) deceduto a Melito il 1° febbraio dello stesso anno.

Compaiono la vedova Donna Gaetana Pizzi, i figli maggiorenni Don Andrea, Don Filippo, Donna Vincenza e le due figlie minorenni Donna Marianna e Donna Faustina Mandalari.

L’atto recita: “Il giorno ventuno agosto mille ottocento trentatré in Melito, alle ore quindici, regnando Ferdinando Secondo, per la grazia di Dio, Re del Regno delle due Sicilie, di Gerusalemme, Duca di Parma, Piacenza, Castro, Gran Principe Ereditario di Toscana.

A richiesta della Signora Donna Gaetana Pizzi del fu Don Filippo, vedova del fu Don Antonio Mandalari, tutrice de’ dei lei figlie minori Donna Faustina e Donna Marianna Mandalari del fu Don Antonio, la prima dell’età di anni diecinove e l’altra di anni dieci sette, ed a richiesta similmente delli Signori Don Andrea, Don Filippo e Donna Vincenza Mandalari figli del cennato fu Signor Don Antonio e della profata Signora Donna Gaetana, proprietari tutti domiciliati in questo Comune di Melito, da noi Notaio e Testimoni ben cogniti.

Io Notar Filippo Visalli del fu Francesco, residente nel Comune di San Lorenzo, insieme coi sottoscritti testimoni noti ed idonei al voto delle leggi, mi son conferito nella casa ove abitava il defunto Signor Don Antonio Maria Mandalari, situata dentro questo Comune suaccennato di Melito nel luogo vicino la Chiesa Parrocchiale, per procedere alla confezione dell’inventario de’ mobili, titoli, carte, ed ogni altro oggetto appartenente al sufferito defunto;

[…] Dopo di aver ricevuto a mia richiesta la dichiarazione delli sopracitati signori Pizzi e Mandalari che sigilli non sono stati apposti, in presenza delle nominate persone si è proceduto alla confezione dell’inventario suddetto nel modo seguente.

In primo luogo in una stanza a pian terreno, che serve per uso di sala, e che ha l’ingresso dalla porta per parte della chiesa, vi abbiam trovato un telaio di legno faggio, apprezzato grani ottanta, un tavolino di noce apprezzato un docato.

Nelle seconda stanza in continuazione ed a man sinistra della entrata della sala, anche a pian terreno, ed avente lume da una finestra per parte di occidente, vi abbiam trovato un tavolino [di] legno di noce apprezzato carlini dodici. Una libreria di tavole [di] zappino apprezzata grani trenta; una libreria di tavole [di] zappino apprezzata grani trenta; nella stessa esistono diversi volumi di libri legali al numero di cinquanta, compresi parecchi volumi morali. Li primi sono dell’autore Riccio, e Calo Antonio De’ Rosa, Cavallini, Cassetti, Moro, Scoppa e Mazzocchi, e li morali sono dell’autori Morisani, Polou e Borghese, e diversi altri apprezzati per docati dodici.

Una cassa di legno [di] zappino apprezzata grani cinquanta. Apertasi la stessa si trovarono alcune lettere insignificanti di diversi amici dell’estinto, senza che vi fossero carte d’interesse, per cui si giudicarono inutili a descriversi. Un’altra cassa di pioppo, apprezzata grani cinquanta, in seno alla stessa vi abbiam trovato un soprabito di piloncino blu, apprezzato docati tre. Due cappelli di pelo negro, apprezzati docati due e grana quaranta. Due paja di calzoni di talpa negra apprezzati carlini quattordici. Una giacca di doch grigio e due gillet di seta l’uno, e l’altro d’imbottita, apprezzati carlini dodici. Un letto composto di tavole numero tre e scanni di tavole con due materazzini pieni di lana, apprezzato in tutto ducati quattro e grana sessanta.

Nella tarza stanza in continuazione della sala ed in linea retta dall’antrata della porta, che ha lume da una finestra per parte di oriente, vi abbiamo trovato tre casse di legno [di] pioppo l’una e l’altre due [di] castagno, apprezzata la prima grandi quaranta e l’altre due grani cinquanta. Tutte e tre si trovarono vuote.

Una boffetta di pioppo, per uso di mangiare, apprezzata grana trenta. Una madia di legno di castagna apprezzata grana quaranta. Uno specchio apprezzato carlini venti. Un letto grande a due piazze composto di un marasso grande pieno di lana ed un pagliericcio colli corrispondenti tavole e scanni anche di tavola, apprezzato in unum per docati cinque e mezzo. Una cassa di legno [di] zappino apprezzata grani ottanta, la stessa si è trovata vuota.

Una caldara di rame, una casseruola, ed una padella anche di rame, apprezzate carlini trentadue.

Finalmente un’altra cassa di abete apprezzata carlini cinque. Apertasi la stessa vi trovammo una manta di lana bianca apprezzata carlini quindici, due paja di lenzuoli di tela, apprezzati docati tre; quattro camicie da uomo apprezzate carlini ventiquattro.

E finalmente per non esservi altro da inventariare né altri oggetti da descrivere, perché tutto perfezionato, li sopracostituti signori Pizzi e Mandalari richiedenti, han dichiarano che appartengono alla presente eredità in pieno diritto, due scrufe che si tengono ad uso di metà da Paola Borruto di Chorio, sotto comune di San Lorenzo.

Han dichiarato del pari che nella eredità sopra cennata , gravitano docati mille e cinquecento per altrettanti che la Signora Donna Gaetana portò in dote al Defunto Signor Don Antonio Maria come dalle sue tavole nuziali.

E per ultimo dopo di aver ricevuto il giuramento prestato dalla signora Vedova Donna Gaetana dichiarante come sopra, che non si occultò, non si asportò, noP conosce che direttamente o indirettamente si sia trafugato alcun oggetto appartenente alla presente eredità, le cose inventariate restarono depositate presso la medesima, per darne conto ed esibirli sempre e quando e a chi sarà di ragione”.

6564

2.10.1833

Don Filippo Mandalari, figlio del fu Don Antonio Maria e della vivente Gaetana Pizzi di Melito, acquista per la somma di 60 ducati un fondo in Contrada Prunella con terre aratorie ed una casa matta che confina, tra gli altri, con le terre del Sacerdote Don Lorenzo Mandalari (zio paterno di Filippo).

I venditori sono i coniugi Lorenzo Strati e Silvia Romeo.

6569

6.10.1833

Don Filippo Mandalari, figlio del fu Don Antonio Maria e della vivente Gaetana Pizzi di Melito, acquista per la somma di 60 ducati un fondo di terre aratorie in contrada Lacco.

I venditori sono Antonino e Giambattista Panzera. La vendita è fatta col “patto di ricompra”.

6575

11.9.1833

Procura che fa la signora Donna Gaetana Pizzi, figlia del fu Filippo, vedova del fu Donn’Antonio Maria Mandalari, proprietaria domiciliata in Melito, a suo figlio Don Filippo Mandalari.

La comparente dichiara che “per effetto dei capitoli nuziali del ventotto dicembre mille settecento novanta, stipulati dal fu Notar Don Vincenzo Savoia di San Lorenzo, va ella creditrice ipotecaria contro i beni appartenenti al fu di lei marito Donn’Antonio Maria Mandalari, nella somma di ducati mille e cinquecento, cioè mille e trecento sono quelli che ella portò in dote, e docati duecento l’appartengono per causa di donazione fatta dallo sposo”.

“E siccome nulla lasciò nel suo patrimonio il predetto di lei marito, così per essere rivaluta avrebbe dovuto aggire ipotecariamente sopra i fondi alienati. Or come trovasi il principale ed unico fondo del ridetto Signor Mandalari, contrada Armà in questo territorio, aggiudicato al fu Cavaliere Genoese Don Felice di Reggio e che da costui passò  nelle mani del Signor Don Domenico Rossi di San Lorenzo […] per allontanarsi un strepitoso giudizio par che si voglia venire ad una transazione, e non potendosi la dichiarante recare in Reggio per trattare simile bonario accomodo, e transizione, nomina e delega per suo particolare e speciale procuratore il Signor Don Filippo Mandalari di lei figlio”.

L’atto fu stipulato “in casa di essa sicura sopra costituita, sita dentro questo suddetto Comune nel luogo vicino la Chiesa Madre”.

6580

6.10.1833

La signora Donna Gaetana Pizzi, figlia del fu Don Filippo, vedova del fu Don Antonio Maria Mandalari, consegna al notaio Filippo Visalli una “copia legale dell’instrumento del sedici scorso mese di settembre, stipulato per Notar Don Giuseppe Dattola di Reggio e legalmente registrato a Reggio”.

L’atto è stato stipulato tra Don Filippo Mandalari, figlio della comparente e suo procuratore, e gli eredi del fu Cavaliere Don Felice Genoese di Reggio, “per alcuni diritti che la medesima Signora Pizzi vantava sopra un Fondo Contrada Armà o sopra Condotto, in questo territorio di Melito

 

B941 Vol. 4365 - Filippo Visalli (1834)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

6599

1.2.1834

Giovanni Arcidiaco figlio del fu Lorenzo (e di Antonina Mandica), proprietario domiciliato nel Comune di San Lorenzo, acquista due fondi, siti l’uno di tomolate quattro e mezzo con vigne nella Contrada Fossa di Gatto, e l’altro di tomolate cinque nella Contrada Croce con terre aratorie, vigne, olivi, quercie, una casa rurale e terra sterile.

L’acquisto ammonta a ducati quattrocento cinquanta, dei quali cinquanta furono sborsati in contanti in effettiva moneta d’argento ed il resto verrà pagato a rate, in ducati centocinquanta ad agosto 1834, ducati cento venticinque ad agosto 1835 e ducati cento venticinque ad agosto 1836. Inoltre il compratore corrisponderà l’annuo interesse alla ragione del 7% nel modo seguente: nel mese di ottobre 1834 ducati ventotto, in agosto del 1835 ducati diciassette e grana cinquanta, e ducati otto e grana settantacinque ad agosto 1836.

6610

17.4.1834

Testamento di Francesco Antonio Catanoso fu Pietro, proprietario, domiciliato in Pentidattilo, marito di Annunziata Familari. Quest’ultima Annunziata (1779 circa – 1843) era figlia di Natale Familari e di Giuseppa Caracciolo di Pentidattilo.

Il testatore è bisnonno di San Gaetano Catanoso (1879-1963) di Chorio.

6615

29.10.1834

Don Fortunato Curatola, figlio del fu Don Bruno Andrea Curatola, proprietario, domiciliato a Melito, compare insieme al Sindaco di Melito, Don Giovanni Battista Malavenda, e ai due decurioni Antonino Alati e Giovanni Battista Panzera.

Il comparente dichiara che suo figlio Domenico Antonio Curatola, in qualità di cassiere del comune di Melito dal 1829 al 1831, fu condannato dal Consiglio di Intendenza Provinciale a versare nelle casse comunali la somma di ducati duecento settantatré e grana  ottanta (non viene specificato il motivo).

Nell’impegnarsi a versare tale somma a rate nei successivi quattro anni, Don Fortunato Curatola fa da garante ipotecando un suo fondo in contrada Armà.

 

 

B941 Vol. 4366 - Filippo Visalli (1835)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

6636

19.3.1835

Lorenzo Arcidiaco figlio del fu Domenico (probabilmente si tratta di Lorenzo Arcidiaco sposato con Francesca Santoro, figlio di Domenico Arcidiaco e Bruna Romeo), e vari altri coltivatori residenti a San Lorenzo, dichiarano che “da immemorabile tempo, li di loro antecessori si ritrovarono coloni di alcune terre componenti il cosiddetto prato di Spartà, sito in questo territorio” asserendo che per titolo di eredità tali terre vengono ancora coltivate da loro “pacificamente ed in buona fede”.

Or come corre voce che il diretto padrone delle Terre in parola, Contrada Spartà, Signor Principe Stigliano di Napoli, ha risoluto venderle e forse con tal vendita sia sta macchinando di espellere dalla Colonia li dichiaranti sopraddetti, così li medesimi, ponderando che le loro finanze non solo a portata di sostenere un giudizio civile, al fin di far valere le proprie ragione ed essere mantenuti nell’antica Colonia, come è di giusto, risolsero perciò cedere […] ognuno per la parte che li riguarda, il diritto di colonia che rispettivamente trovansi ad aver acquistato sulle menzionate Terre Contrada Spartà […] ai signori Mantica, Rossi e Zuccalà.

[…[ Colla presente cessione non si intendono trasmessi alli cessionari suddetti signori Mantica, Rossi e Zuccalà qui presenti ed accettanti se non li soli diritti di sostenere essi dichiaranti nell’antica Colonia ed insistere da parte loro come procuratori”.

6646

4.9.1835

Cessione fatta dalla Signora Donna Gaetana Pizzi, vedova del fu Don Antonio Maria Mandalari, da suo cognato Sacerdote Don Lorenzo Mandalari, e dai figli e figlie di Donna Gaetana Pizzi: Marianna, Saverio, Andrea, Vincenza e Faustina Mandalari, all’altro figlio Don Filippo Mandalari.

I comparenti dichiarano che: “la fu Donna Litteria Savoia loro madre [di Don Lorenzo], suocera [di Donna Gaetana] ed ava rispettivamente [di Marianna, Saverio, Andrea, Vincenza, Faustina e Filippo], della di cui eredità ne hanno particolar interesse, fin dall’undici novembre mille ottocento tre, per mezzo del sopra costituito Sacerdote Don Lorenzo, qual di lei special Procuratore, diede in anticresi [contratto col quale il debitore o un terzo si obbliga a consegnare un immobile al creditore a garanzia del credito] al fu Dottor Don Michele Licastro di Sinopoli [genero di Litteria, cioè marito di Vincenza Mandalari] per un credito di ducati duecento trenta, che lo stesso vantava dalla Famiglia Mandalari, un fondo in questo territorio di Melito, contrada Armà detto sopracondotto acquabile, e parte sterile.

[…] or come è dell’interesse delle parti suddette veder risoluto detto contratto, restituendo a chi di diritto il capitale dovuto e rientrare nel dominio del detto Fondo Armà o sopracondotto, e siccome tutti gli eredi non sono a portata di sostenere il peso di un giudizio civile, maggiormente che colle vie bonarie non si volle divenire alla cessione del Fondo anzidetto, così spontaneamente li prefati signori Donna Gaetana Pizzi, Don Lorenzo, Don Saverio, Don Andrea, Donna Vinecenza e Donna Faustina Mandalari risolsero cedere come cedono gratuitamente al Signor Don Filippo Mandalari qui presente ed accettante ogni diritto, ragione e pretenzione che sul fondo in parola li possa spettare, o in modo qualunque competere, senza niente eccettuare, potendo da ora il cessionario Don Filippo Mandalari come assoluto padrone procedere a tutti gli atti necessari per rivendicare il menzionato fondo dato in anticresi.”

 

 


 

BUSTA 942

Notaio Filippo Visalli di San Lorenzo (1836-1837) 

 

 

B942 Vol. 4367 - Filippo Visalli (1836)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

7113

19.12.1836

Antonina Arcidiaco figlia del fu Sabbo, vedova del fu Vincenzo Laganà, domiciliata in Prunella, compare insieme al figlio bracciante Antonino Laganà dichiarando che fin dal 26 gebbraio 1832 aveva venduto per la somma di 9 ducati una terra in Contrada Prunella ad Antonino Zampaglione.

 

 

B942 Vol. 4368 - Filippo Visalli (1837)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

6690

25.2.1837

Antonino Arcidiaco figlio dei furono Lorenzo e Vittoria Vazzano dona i suoi beni al fratellastro Concetto Arcidiaco, figlio dei furono Lorenzo e Antonina Mandica.

6761

4.4.1837

Capitoli matrimoniali tra Antonina Arcidiaco, figlia di Giovanni e Fortunata Minniti, e Giuseppe Vinci.

6912

10.8.1837

Candelora Arcidiaco fu Lorenzo, vedova di Pietro Pizzi ed altri, vendita

6948

8.9.1837

Pasquale, Giovanni e Lorenzo Saccà figli di Saverio Saccà. Acquisto fondo in contrada Marullà.

7006

14.10.1837

Filippo Mandalari fu Antonio Maria ri-acquista da Antonino Tropea fu Francesco per la somma di ducati 250 tre fondi che quest'ultimo aveva acquistato da lui nel 1835

7047

1.11.1837

Testamento di Donna Francesca Maria Dieni, figlia del fu Don Giovanni, vedova del fu Don Antonino Mandalari.

La testatrice istutuisce come eredi universali il figlio Don Domenico Mandalari ed nipoti, figli del fu suo figlio Stefano, Don Antonino e Don Michele Mandalari.

Dichiara inoltre di avere altre tre figlie femmine di nome Lucia, Calidea e Bettina, la prima che sposò don Michele Pizzi, la seconda Don Domenico Antonio Nucera, e la terza il fu Don Andrea Nucera.

7056

1.11.1837

Compaiono i coniugi Don Michele Pizzi, figlio del fu Don Filippo, e Donna Lucia Mandalari, figlia del fu Don Antonio.

E i signori Don Domenico Mandalari figlio del fu Don Antonino e Donna Ippolita Nuicera di Don Leone vedova del fu Don Stefano Mandalari, tutrice legale dei suoi figli minori Don Antonino e Don Michele.

Tutti dichiarano che "per l'avvenuta morte del fu Don Paolo e fratello Don Michele Arciprete Mandalari, zii rispettivi, si aprirono i diritti a pro' di tutti i nipoti poichè ambidue morti abintestati.

 

 

BUSTA 943

Notaio Filippo Visalli di San Lorenzo (1838-1839) 

 

 

B943 Vol. 4369 - Filippo Visalli (1838)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

7202

28.9.1838

Lorenzo Arcidiaco, figlio del fu Sabbo, coltivatore domiciliato in San Lorenzo nel luogo detto Prumella, "per poter occorrere a propri bisogni, ha risoluto vendere al signor Don Domenico Rossi del signor Don Bruno, dottor fisico domiciliato in detto San Lorenzo" un suo fondo acquabile con frutti posto in Contrada Prumella pervenutogli per "eredità de' suoi maggiori" per la somma di ducati 60, con "patto di ricompra".

7208

22.10.1838

Compare da una parte Vincenzo Curatola fu Antonino, coltivatore, di San Lorenzo, e dall'altra parte Concesso Arcidiaco figlio del fu Lorenzo (e di Antonina Mandica), di professione vaticale.

Le parti dichiarano che fin dal 3 novembre 1828 Concesso Arcidiaco acquistò dai coniugi Marianna Mesiano ed Antonino Nucera, madre e padrigno del Curatola, un fondo di vigne in contrada Fossa di Gatto per ducati 40.

Oggi Concesso Arcidiaco rivende il fondo con tutte le sue pertinenze a Vincenzo Curatola per la somma di ducati 46. Questo poichè il detto fondo non apparteneva ai coniugi Nucera bensì a Vincenzo Curatola, a suo fratello e a sua sorella e "conoscendo che intentandosi giudizio di rivendica dal Curatola, potrebbe arrecarle positivo interesse" l'Arcidiaco decide di liberarsene.

7213

17.12.1838

Capitoli matrimoniali tra Concesso (o Concetto) Arcidiaco, figlio del fu Lorenzo e di Antonia Mandica, ed Antonina Malaspina, figlia di Salvatore Malaspina di Domenico e Domenica Spinella di Antonio.

La dote è di ducati 130, metà in contanti e metà in beni mobili.

7224

13.1.1838

Permuta di beni tra Don Andrea Mandalari figlio del fu Don Antonio Maria, e Donna Maria Saveria Caracciolo figlia del fu Don Vincenzo, e Giuseppe Marrari figlio del fu Francesco.

I coniugi Mandalari e Caracciolo "hanno dato al Marrari a titolo di permuta due loro case site in questo abitato di Melito, nel luogo detto Torre e Sopra Condotto, con pezzo di orto contiguo [...] pervenute ad essi signori coniugi l'una per dote di essa signora Caracciolo e l'altra per compra verbale fatta da esso signor Don Andrea verso anni sei addietro"

E Giuseppe Marrari "ha dato per l'istesso titolo di permuta alli signori Mandalari e Caracciolo qui accettanti una sua casa sita in questo stesso abitato di Melito nel luogo sopra strascinato". Inoltre il Marrari versa ai coniugi Mandalari ducati 41 in contanti.

 

 

 

B943 Vol. 4370 - Filippo Visalli (1839)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

7140

25.3.1839

Cfr. atto B941 Vol. 4366, 19.3.1835.

Compaiono da una parte Lorenzo Arcidiaco fu Domenico, Pasquale Strati fu Antonino, Giacomo, Antonino e Pasquale Borruto fu Santo, e Lorenzo Arcidiaco fu Fortunato, coltivatori, domiciliati tutti in San Lorenzo.

Gli stessi dichiarano che il 19.3.1835 (cfr. atto B941 Vol. 4366), il sig. Pasquale Catanoso si fece carico di esigere in vece loro i  diritti a loro dovuti sulle colonie delle Terre di Spartà che detenevano da tempo immemorabile.

A distanza di quattro anni però, nonostante ai medesimi fu garantita la possibilità di restare come coloni, "quasi tutti rinunziarono perchè rientrati a considerare le conseguenze delle liti". E così "li costituti Arcidiaco, Strati e Borruto, per effetti del presente pubblico instrumento, volontariamente cedono e rinunziano a favor del signor Don Pasquale Catanoso, qual compratore di una parte delle dette Terre Spartà, ogni diritto, azione e ragione che in modo qualunque possa loro competere sulle terre che coltivarono fino ad oggi nell'indicata contrada".

Questo "con obbligo alli Arcidiaco, Strati e Borruto di corrispondere per quattro anni che a loro rimarranno le terre a titolo di fitto".

7147

9.8.1839

Compaiono Francesco Arcidiaco (n. 1790) figlio dei furono Antonino Arcidiaco e Antonina Giunta, pecoraio, e sua figlia Antonina Arcidiaco (n. 1814), filatrice, domiciliati il primo nel comune di Melicuccà e l'altra in Bagnara, ambedue di passaggio a San Lorenzo.

"La costituta Antonina Arcidiaco, col consenso del Francesco di lei genitore, asserisce e dichiara possedere in questo territorio un fondo con vigne ed una casa matta nell'abitato di questo comune, e siccome la distanza che si frappone con Bagnara e questo Comune, fa sì che non può attendere alla coltura ed alla buona tenuta di tali immobili, si è determinata perciò, per attendere al disimpegno di suoi affari, farne vera e libera vendita".

Le proprietà, pervenute alla venditrice per eredità materna della fu Domenica Arcidiaco (1774-1824, figlia di Vincenzo e Vincenza Manti), morta "verso anni quindici addietro", vengono vendute ai signori Don Antonino Cordova del fu Don Vincenzo, sacerdote, e Don Marco Iacopino del fu Bruno, Arciprete di San Lorenzo.

Annotiamo che l'allegata particella catastale intestata a Domenica Arcidiaco (sezione 2, numero 360) era, trenta anni prima, intestata a Domenico Arcidiaco (il che è strano essendo Domenica figlia di Vincenzo Arcidiaco, ma forse ci sono altri passaggi di prorpietà intermedi di cui non siamo a conoscenza).

7156

2.9.1839

Concesso Arcidiaco (o Concetto) figlio del fu Lorenzo (e di Antonina Mandica), acquista da Bruno Mafrici ed Antonina Gullì di San Lorenzo, una casa matta nella strada detta Castello, che tra gli altri confina con una casa di Francesco Arcidiaco, per la somma di ducati 31.

7161

4.9.1839

Giovanni Arcidiaco figlio del fu Lorenzo (e di Antonina Mandica), proprietario, compare con il genero Giuseppe Vinci figlio del fu Stefano, padron di barca domiciliato a Melito.

Giuseppe Vinci dichiara di aver ricevuto da suo suocero la somma di ducati 300 consistenti in 155 ducati di contante effettivo, in 80 ducati in beni mobili, e ducati 65 in un pezzo di vigna e frutti sito nel territorio di San Lorenzo, contrada Fossa di Gatto.

Detta somma fu ricevuta per estinzione della dote promessa all'attuale moglie di Giuseppe Vinci, Antonina Arcidiaco, come appare nei capitoli matrimoniali del 4.4.1837 (cfr. B942 Vol. 4368).

7169

18.10.1839

Capitoli matrimoniali tra Donna Luisa Tropea, figlia di Don Francesco Tropea e di Donna Maria Saveria Cilea, e Don Filippo Mandalari figlio del fu Don Antonio Maria Mandalari, proprietario domicialiato in Melito.

La dote consiste nella somma di ducati 1000 in beni, fondi, mobili e contanti elencati in dettaglio all'interno dell'atto.

 

 

 

BUSTA 944

Notaio Filippo Visalli di San Lorenzo (1840-1841) 

 

 

B944 Vol. 4371 - Filippo Visalli (1840)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

7253

15.3.1840

Pasquale e Bruno Massara, padre e figlio di Condofuri, rispettivamente muraro e fabbro, vendono a Concesso (o Concetto) Arcidiaco figlio del fu Lorenzo, proprietario di San Lorenzo, vendono un fondo con vigne ed alberi da frutto sito in Contrada Licina per la somma di 74 ducati.

7259

27.9.1840

Bruno Manti fu Pasquale, coltivatore di San Lorenzo, vende a Concesso (o Concetto) Arcidiaco, figlio del fu Lorenzo, proprietario, un fondo con vigne sito in Contrada Licina per la somma di 45 ducati e mezzo.

 

B944 Vol. 4372 - Filippo Visalli (1841)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

7289

3.8.1841

Compaiono l'Arciprete di San Lorenzo Don Marco Iacopino figlio del signor Bruno, intervenendo per parte della sua Parrocchia Arcipretale, e Giovanni Arcidiaco figlio del fu Lorenzo, proprietario domiciliato a San Lorenzo.

Le parti dichiarano che "l'Arcidiaco trovasi possessore di un fondo con frutti in questo territorio nella Contrada Croce [...] il dominio diretto di qual fondo spetta ed appartiene alla Parrocchia Arcipretale di questo Comune, e siccome oltre la disposizione dell'articolo mille e settecento delle leggi civile, che qualunque successore dell'enfiteuta, in ogni passaggio di dominio utile è tenuto a stipulare a suo spese l'obbligo a favore del padrone diretto [...] quindi il costituto Arcidiaco, in virtù del presente instrumento, si obbliga all'annuale prestazione del sesto de' frutti a favore del Signor Arciprete per parte della sua Parrocchia come per legge, il tutto per uniformarsi alla dispositiva della detta sentenza, ed alla nostra presenza sborsò al medesimo Signor Arciprete la somma di ducati trentuno e grana cinquantino per la metà delle spese condannate colla detta sentenza"

7293

20.8.1841

I signori Francesco Saccà fu carlo, e Giovanni Arcidiaco fu Lorenzo, proprietari domiciliati in Sn Lorenzo, acquistano da Leonardo Evoli fu Giuseppe, coltivatore domiciliato a Montebello ed oggi di passaggio per San Lorenzo un fondo di Olivare in contrada Maradia per il prezzo di ducati settantadue e grana cinquanta.

7299

12.12.1841

Lorenzo Arcidiaco fu Domenico (e fu Bruna Romeo), fatigatore domiciliato in San Lorenzo, compare con il figlio Lorenzo Arcidiaco e dichiara che "nutrendo dell'amore e benevolenza verso del Domenico figlio, si è determinato farle donazione, come in virtù dell'atto presente irrevocabilmente tra vivi dona al medesimo Domenico qui presente, maggiore di età ed accettante, la somma di ducati dieci, da ripeterli sopra un Fondo Contrada Pugadaci, da quela parte che li aggrada, seguita la morte che sarà del donante padre, in modo che dovendo vendere il fondo suddetto debba sempre prelevarsi la domma di ducati dieci a favore del donatario Domenico.

Inoltre dichiara il Lorenzo donante che li docati dieci debbono intendersi dati sulla sua quota disponibile a titolo di prelegato ed ante parte e colla dispensa di qualunque collazione."

 


 

BUSTA 945

Notaio Filippo Visalli di San Lorenzo (1842-1845) 

 

 

B945 Vol. 4373 - Filippo Visalli (1842)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

7579

30.10.1842

Compaiono il signor Domenico Rossi di Don Bruno, dottor Fisico, proprietario, domiciliato in San Lorenzo, e Lorenzo Arcidiaco fu Sabbo, coltivatore, domiciliato in Prunella.

Le parti dichiarano che il 28.9.1838 l'Arcidiaco (cfr. B943 Vol. 4369) vendé al signor Rossi "col patto di ricompra" un suo fondo detto Natida nella Contrada Prunella per ducati sessanta. "Or come il ptto della ricompra maturò fin dal mille ottocento trentanove ed esso signor Rossi non volle servirsi, così questo anche per far cosa grata al detto Arcidiaco, in virtù del presente instrumento, accorda allo stesso facoltà di poterlo ricomprare fino al milleottocento quarantasei, il tutto sotto le condizione apposte in detto instrument del ventotto settembre mille ottocento trentotto ammeno del prezzo che invece di docati sessanta debba ricomprarlo con ducati ottanta, avendo ricevuto dell'altre somme in prosieguo come han dichiarato".

7583

2.11.1842

Accordo tre il signor Don Domenico Rossi di Don Bruno, proprietario, domiciliato in San Lorenzo, e Giovanni Arcidiaco fu Lorenzo, Silvestro Nucera fu Pasquale, Francesco Columbo fu Michele, e Pasqualina Iacopino fu Giacomo relativo ad un fondo in contrada Maradia e due case nel borgo di questo comune.

Le parti dichiarano che mediante instrumento del 10 febbraio 1805 rogato dal fu Notaio Familairi di Melito (in epoca anteriore al Registro) "il principe di Motta diede al fu Don Giacomo Iacopino a censo bullale la somma di ducati centosettanta, e questo lo costituì  sopra due case site nello borgo di questo comune e su un fondo con Vigne ed alberi in Contrada Maradia con obbligo di pagare l'annuo canone di docati sedici".

Il costituto Don Domenico Rossi acquistò in seguito il fondo già affitato agli altri comparenti.

 

B945 Vol. 4374 - Filippo Visalli (1843) - NESSUN ATTO

 

B945 Vol. 4375 - Filippo Visalli (1844) - QUESTO VOLUME NON SI TROVA NELLA BUSTA 943

 

B945 Vol. 4376 - Filippo Visalli (1845)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

7603

26.8.1845

Compaiono i coniugi Lorenzo Arcidiaco fu Domenico e (fu Bruna Romeo), detto "mìgari" come si legge dall'allegata particella castale e Francesca Santoro fu Giovanni con il figlio Domenico Arcidiaco, travagliatore, domiciliati in San Lorenzo.

"Li costituti asseriscono e dichiarano che riconoscendosi impossibilitati a poter tirare innanzi nell'attuale loro stato di vecchiezza, non tanto perchè non possono in conto alcuno travaglaire e procacciarsi il vitto giornaliero, quanto perchè non possiedono de' beni, ad eccezione di piccole cose delle quali non hanno rendita sufficiente a poter vivere, così fu che avendo avuto trattato col ridetto loro figlio Domenico qui presente, si sono determinati farne vera e reale cessione di una casa sita in questo abitato nel luogo vicino la piazza, che confina con le case di Don Pasquale Catanoso e Paolo Mercurio, e di un fondo con vigne e frutti sito anche in questo territorio nella contrada San Giovanni e Pugadaci, che confina col fondo di Concesso Arcidiaco, Antonino Nucera, ed Antonino Lugarà.

[...] Detti beni pervennero ad essi coniugi per antico retaggio de' loro maggiori".

Tra i patti leggiamo: "che durante la vita dei cedenti coniugi Lorenzo Arcidiaco e Francesca Santoro, il figlio Domenico o suoi eredi debbano corrisponderli vitto e vestire in proporzione del loro stati e condizione, facendoli abitare col cessionario medesimo e rispettarli da veri genitori.

[...] E finalmente dichiarano i coniugi cedenti che se all'epoca della loro morte si troverà qualunque altro pezzo di Fondo, questo si debba intendere di spettanza dell'altri due figli Francesco ed Antonino senza che questi possano interire litiggio per la presente cessione".

7613

24.8.1845

Accordo tra il signor Pietro Saccà del fu Don Vincenzo, Dottor Fisico, proprietario, domiciliato in San Lorenzo ed i coloni Francesco Iannì e Giuseppe Iannì fu Candeloro, Carmelo Iacopino fu Lorenzo, Carmelo Iannì fu Antonio, Vincenzo Ligato fu Bruno, Pasquale e Vincenzo Curatola fu Antonino, Giuseppe Curatola di Lorenzo, Francesco Cammara fu Stefano, Domenico Arcidiaco fu Francesco, Giovanni Marra fu Bruno e Fortunato Columbo di Francesco.

Questi ultimi, pur dichiarando che fino ad oggi non è mai stato un contratto enfiteutico per cui potessero vantare un diritto, chiedono di essere riconosciuti come coloni perpetui di alcuni fondi in contrada Portelle e Fosse di Gatto mentre il Saccà, proprietario degli stessi fondi, "istituì giudizio dinnanzi la Regia Giustizia di Melito affinché si sentissero condannare al rilascio dei fondi".

7626

15.9.1845

Antonino Manti fu Pasquale e Bruna Arcidiaco fu Pasquale, coniugi, braccianti, attualmente domiciliati in Seminara dichiarano di aver venduto sin dal 1841, mediante contratto verbale, una loro casa matta sita nel luogo vicino la Torre al signor Vincenzo Maria Catanoso del fu Signor Domenico, proprietario per la somma di ducati ventidue e mezzo.

Dato che allora furono pagate solo le somme di ducati sette e poi di altri ducati nove con obbligo del Sig. Catanoso di pagare il residuo prezzo alla loro richiesta, "or come non pria di oggi li ripetuti coniugi venditori ebbero opportunità di recarsi in questo comune, attesa la distanza dal sito, ecco che venuti dimandano non solo li residuali docati sei e mezzo, ma bensì altri carlini quindici per interesse".

Trattasi, forse, di Bruna Arcidiaco (n. 1804) figlia di Vincenzo Pasquale Arcidiaco e Domenica Crea.

7631

28.9.1845

Il Signor Don Domenico Abenavoli del fu Don Bruno, proprietario di San Lorenzo concede in enfiteusi perpetua sei pezzi di terreno del suo fondo Rattine o Grana a Giovanni Foti fu Pietro, Teodoro Nato fu Bruno, Antonino Virduci fu Saverio, Fortunato Virduci di Antonino, Francesco Attinà fu Giuseppe ed Antonino Arcidiaco (1802-1860) del fu Tommaso (e della fu Caterina Mandica) domiciliati tutti nel villaggio di Grana parte del Comune di San Lorenzo.

7636

1.11.1845

Restituzione di dote che fa Concesso Arcidiaco (o Concetto) figlio del fu Lorenzo (e di Antonina Mandica), proprietario domiciliato a San Lorenzo alla suocera Angela Familiari vedova di Giacomo Iacopino.

Si fa qui riferimento ai capitoli matrimoniali rogati il 3 marzo 1823 (B938 Vol. 4354).

7639

11.8.1845

Il signor Don Bruno Saccà fu Don Vincenzo, sacerdote, domiciliato in San Lorenzo, concede ad uso di gabella "il numero di noventuno animali pecorini e caprini" a Giovanni Fosso fu Giuseppe Bruno e Vincenzo Arcidiaco fu Lorenzo, massari di pecore, domiciliati il primo in San Pantaleone e l'altro in Chorio.

"Ad Arcidiaco di donano pecore di allievo numero dodici, un montone, due agnelle e tre agnelli maschi, capre di allievo diciotto, zimbari due, una ciavorella ed un ciavorello. [...] Il contratto fu effettuato come sopra per la durata di anni due e per l'annuo pagamento di docati dieci per parte di Fosso e ducati otto e mezzo per parte di Arcdidiaco".

 

 

BUSTA 946

Notaio Filippo Visalli di San Lorenzo (1846-1847) 

 

 

B946 Vol. 4377 - Filippo Visalli (1846)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

7661

26.4.1845

Giovanni Lorenzo Arcidiaco fu Lorenzo, proprietario domiciliato in San Lorenzo dichiara di aver acquistato verbalmente da Fortunato Columbo, circa dodici anni addietro, un pezzo di fondo con vigne in questo territorio in contrada Maradia per il prezzo di docati 43 già pagati.

7668

18.10.1845

Compaiono Lorenzo Arcidiaco fu Domenico, bracciale, domiciliato in San Lorenzo ed Antonino Fotia del fu Bruno, pecoraio, anch'egli domiciliato in San Lorenzo, i quali dichiarano che fin dal milleottocentotrentadue l'Arcidiaco vendé verbalmente al Fotia una vigna in contrada Ciavé o Lidraca, e che alcuni chiamano Sotto Sallorenzo, per il prezzo ducati dodici e grana sessanta.

 

B946 Vol. 4378 - Filippo Visalli (1847)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

7686

7.3.1847

Don Francesco Antonio Abenavoli del fu Bruno, proprietario domiciliato a San Lorenzo, dona a titolo di permuta a Concesso Arcidiaco, figlio del fu Lorenzo, proprietario, una casa a lui pervenuta tramita altra permuta dai coniugi Giovanni Soraci fu Domenico e Maria Altomonte fu Pasquale.

Concesso Arcidiaco a sua volta dona al signor Don Francesco Antonio un'altra sua casa sita nel comune di San Lorenzo nel luovo vicino la piazza.

A margine ed in fondo all'atto vi è la firma autografa di Concesso Arcidiaco.

 

 

 

BUSTA 947

Notaio Filippo Visalli di San Lorenzo (1848-1850) 

 

 

B947 Vol. 4379 - Filippo Visalli (1848)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

7707

13.3.1848

Primo testamento di Domenico Arcidiaco (1790-1868) figlio del fu Giovanni e di Fortunata Ligato, marito di Giuseppa Evoli, di professione "travagliatore" domiciliato in San Lorenzo. Il secondo testamento dello stesso Domenico Arcidiaco è registrato a Melito nel 1854 (B1800 Vol. 485 - Notaio Antonio Visalli 5.7.1854).

"Istituisco erede universale e particolare la mia attual moglie Giuseppa Evoli, in tutti i miei beni sì stabili che mobili, ed in tutto ciò che forma l'intiero mio asse, con obbligo a soddisfare in seguenti pesi e legati.

Voglio che la detta mia moglie facesse celebrare rfa due anni del dì della mia morte docati dodici in tante messe, cioè docati sei per suffraggio dell'anima mia, e docati sei per il fu mio padre, madre, figlio, e sorella Margarita.

Di tutti i suddetti miei beni, dietro prelevate le spese necessarie per qualunque ramo che si devono, godrà mia moglie vita sua durante, e dopo sua morte docati dodici si danno ad Antonino Mangiola figlio della fu mia sorella Bruna, docati due a mia nepote Fortunata Manti, ed il dippiù resta per mio nepote Giacomo Manti fu Pasquale senza veruna eccezione o riserva".

7710

1.11.1848

I coniugi Carmelo Laganà fu Giuseppe e Domenica Arcidiaco fu Lorenzo (e fu Margherita Mandica), domiciliatin in Chorio, vendono al signor Pasquale Ligato figlio del signor Fortunato Ligato, proprietario domicialiato in San Lorenzo tre piedi di olivare siti in contrada Chorio per la somma di ducati sedici.

7719

23.9.1848

Testamento di Antonina Scrivo del fu Paolo, filastrice, vedova di Saverio Saccà:

"Il giorno ventitré del mese di settembre mille ottocento quarantotto, in San Lorenzo, regnando Ferdinando Secondo, per la grazia di Dio, Re del Regno delle due Sicilie, di Gerusalemme, Duca di Parma, Piacenza, Castro etc., Gran Principe Ereditario di Toscana. Alle ore ventiquattro e mezzo.

Avanti di noi Notaio sottoscritto residente in questo Comune di San Lorenzo, e degl’infrascritti testimoni noti, ed idonei al voto della legge, personalmente costituta Antonina Scrivo del fu Paolo, filatrice domiciliata in questo suddetto comune, da noi Notaio e testimoni ben cognita, la quale dichiara che trovandosi sana di mente ed intelletti, sensi e loquela, si è determinata voler disporre de’ suoi beni, e perciò ha dettato a noi Notaio il seguente suo testamento nella forma pubblica, che, tal quale fu da essa dettato, venne da noi Notaio scritto.

Rivoco ed annullo qualunque mia antecedente disposizione, e voglio che questa sola si osservi.

Lego e lascio a titolo di anteparte e prelegato e con dispensa di collazione al mio diletto figlio Lorenzo Saccà, non solo per la gratitudine che mi mostrò sempre, quanto perché da dieci anni in qua a tutte sue spese mi alimentò, e mi sostenne, perciò lascio al medesimo l’intiera mia quota disponibile che giusta l’attuale legge si calcola la metà de’ miei beni, con facoltà di percepire qualunque corpo li aggrada.

Questa è la mia volontà in cui persisto, quale voglio che sia esattamente eseguita.

Di tutto ciò se ne è formato atto, che dopo di avere noi notaio scritto il presente testamento nella maniera in [cui] fu dettato dalla testatrice, ne abbiamo fatta lettura alla stessa, in presenza de’ sottoscritti testimoni, a chiara ed intellegibile voce, e cersiorata delle leggi dichiara avere capito.

Nella provincia di Calabria Ultra Prima, nel Comune di San Lorenzo, fatto, ricevuto e pubblicato in conformità della legge, in casa di essa Testatrice sita in detto Comune nel luogo detto Lo Borgo, alla presenza non solo d’essa Antonina Scrivo fu Paolo filatrice domiciliata in San Lorenzo testatrice, ma bensì de’ testimoni Don Giuseppe Altomonte fu Don Carlo, Don Ferdinando Cordova fu Don Lorenzo, Don Giuseppe Abenavoli fu Don Pasquale e Don Vincenzo Pontari fu Signor Giuseppe, proprietari domiciliati in detto San Lorenzo, i quali sottoscrivono con noi Notaio, non colla testatrice la quale dichiara non sapere scrivere".

 

B947 Vol. 4380 - Filippo Visalli (1849)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

7737

25.8.1849

Don Bruno e Don Pietro Saccà figli del fu Don Vincenzo affittano a Vincenzo Arcidiaco fu Lorenzo, pecoraio, domiciliato in Chorio, il numero di 83 animali pecorini e caprini suddivisi in 23 pecore di allievo, 31 capre di allievo, 6 montoni, 3 zimbari, 4 agnelli maschi, 5 agnelle femmine, 10 ciavorelli maschi e 4 ciavorelle fammine. Il tutto per la durata di anni due.

In cambio Vincenzo Arcidiaco si impegna a pagare ducati 5 e grana 70 a Don Bruno e ducati 11 e grana 40 a Don Pietro. Inoltre si impegna "a corrispondere ai medesimi signori Saccà due capretti in ogni Carnevale o Pasqua, un montone di anni due non meno o il valore di esso in carlini 15, anche in ogni Pasqua, ed una ricotta grossa salata per ogni domenica de' tre mesi della stagione, ossia il numero di tredici in ogni anno".

7742

23.9.1849

Domenico Arcidiaco fu Giovanni, di professione travagliatore domiciliato in San Lorenzo vende a Francesco Arcidiaco di Lorenzo, anche lui travagliatore ed anche lui domiciliato a San Lorenzo, un suo fondo con vigne sito in contrada Pugadaci per il costo di ducati 49.

Dall'acclusa particella catastale leggiamo che Domenico era figlio di Giovanni figlio a sua volta di Domenico.

 

B947 Vol. 4381 - Filippo Visalli (1850)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

7761

22.4.1850

Giovanni Zumbo figlio del fu Antonino, massaro, domiciliato a San Lorenzo, vende a Giovanni Arcidiaco figlio del fu Lorenzo, proprietario domiciliato nello stesso comune una sua terra aratoria e scoscesa sita in contrada Platamina dell'estensione di due tomolate per il prezzo di ducati 90.

7766

30.5.1850

Permuta tra i coniugi Paolo Mercurio e Carmela Arcidiaco (figlia di Lorenzo e Francesca Santoro) e Domenico Arcidiaco,  fratello di Carmela (marito di Francesca Fosso), "travagliatori", ed il signor Vincenzo Curatola figlio di Don Giuseppe, sacerdote, tutti domiciliati in San Lorenzo.

"I coniugi Mercurio ed Arcidiaco, e Domenico Arcidiaco loro fratello e cognato rispettivamente han dato due loro case site in questo abitato nel luogo vicino la piazza che trovasi attaccate insieme e confinano da oriente e montagna colle strade, da mezzogiorno con altre case del permutante signor Coratola e da libeccio con quella degli eredi di Don Pasquale Catanoso".

Allegata particella catastale intestata a Lorenzo Arcidiaco alias Mìgari, padre di Carmela (1801-1856) e Domenico (1816-1883).

7775

13.11.1850

Compaiono davanti al notaio Giovanni Arcidiaco fu Lorenzo, proprietario domiciliato a San Lorenzo, Fortunato Iacopino fu Domenico, coltivatore ed il signor Don Marco Iacopino fu Signor Bruno, Arciprete di San Lorenzo.

Fortunato Iacopino vende a suo fratello sacerdote Don Giovanni Iacopino attualmente dimorante in Napoli, mediante il suo procuratore Arciprete Don Marco Iacopino, un pezzo di fondo in contrada Maradia per la somma di ducati 61.

Fortunato Iacopino consegna quindi a Giovanni Arcidiaco la somma di ducati quarantadue, "l'istessa che lo stesso Arcidiaco aveva mutuato ad esso Fortunato Iacopino fin dal diciotto agosto mille ottocento quarantasei per effetti di pubblico instrumento stipulato per Notar Don Basilio Catanoso residente in Sant'Agata in Gallina".

7781

20.12.1850

Divisione dell'eredità di Caterina Lugarà e cessione di parte della stessa a favore del Cavaliore Signor Don Domenico Rossi tra:

1) i coniugi Francesco Altomonte fu Giacomo e Francesca Gullì di Bruno

2) Francesco Arcidiaco figlio del fu Lorenzo (e di Francesca Santoro) qual tutore del di lui figlio Lorenzo

3) i fratelli Francesco ed Antonino Mafrici del fu Bruno anche per nome e parte delle loro sorelle assenti

4) Bruno Gullì del fu Domenico seniore

5) Bruno Gullì del fu Domenico iuniore (nipote del precedente)

 

 

BUSTA 948

Notaio Filippo Visalli di San Lorenzo (1848-1850) 

 

 

B948 Vol. 4382 - Filippo Visalli (1851)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

7871

27.1.1851

Salvatore Panzera fu Domenico, Domenico Arcidiaco fu Francesco, e Francesca Anghelone fu Vincenzo, travagliatori tutti domiciliati a San Lorenzo, vendono alcuni loro fondi al signor Francesco Pontari figlio del fu Signor Annunziato, proprietario.

Domenico Arcidiaco vende un suo pezzo di fondo con fichi d'india ed altri alberi in contrada Croce o Marullà.

L'acclusa particella catastale  riguardante il fondo con fichi d'india in contrada Croce ha come intestatari Pannuti Antonio fu Domenico, Fortunato Columbo, Domenico Arcidiaco, Giovanni Zumbo, Carmelo Strati, Leonardo Iacopino, Francesco Iannì e Giuseppe Romeo.

7878

25.3.1851

Giovanni Arcidiaco fu Lorenzo, proprietario domiciliato in San Lorenzo "nutrendo molta affezione pel di lui congiunto minorista Don Lorenzo Muscato, figlio dell'altro costituto Vincenzo Muscato, e volendo favorire colui che vede tutto intenzionato e deciso ad ascendere agli ordini sacerdotali, il quale quantunque ottenne da Monsignor Arcivescovo di Reggio una cappellania sotto il titolo di San Fantino portante la rendita di docati 24 annui [...]. Come per ascendere allo stato sacerdotale il cennato minorista Don Lorenzo ha di bisogno della rendita di docati quaranta annui, ed è perciò ch'esso costituto Giovanni Arcidiaco per donazione irrevocabile tra vivi gli assegna vita durante di esso Muscato l'usufrutto di un suo fondo sito in questo territorio nella contrada Croce, con Terre aratorie, e sterile, olivi, quarcie e casa rurale [...] e di un altro con vigne anche in questo territorio, contrada Fossa di Gatto".

Tale donazione verrà poi annullata due anni più tardi tramite un altro atto notarile (B948 Vol. 4384, 29 gennaio 1853).

7885

16.11.1851

I sacerdoti, l'Arciprete ed il Dittereo di San Lorenzo (dei quali vi è l'elenco dei nomi) concedono in affitto per quattro anni e per 650 ducati annui a Giovanni Arcidiaco figlio del fu Lorenzo, proprietario, "tutti i beni di questa Reverenda Comuneria eccetto quei de' luoghi pii e senz'altra riserva".

Seguono varie pagine di patti ed accordi fra le parti.

 

 

B948 Vol. 4383 - Filippo Visalli (1852)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

7943

25.4.1852

Carmela Arcidiaco figlia del fu Lorenzo, proprietaria, vedova del fu Fortunato Ligato, "dichiara che nutrendo dell'amore e benevolenza verso dell'altro costituto Ligato [Signor Pasquale Ligato] di lei legittimo figlio, in virtù dell'atto presente dona irrevocabilmente tra vivi l'intiera quota disponibile [...] riservando l'usutrutto vita sua durante".

In fondo all'atto si trova la firma autografa di Pasquale Ligato figlio di Carmela Arcidiaco.

 

 

B948 Vol. 4384 - Filippo Visalli (1853)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

7959

29.1.1853

I coniugi Antonia Arcidiaco e Pietro Vinci, proprietari, domiciliati in Melito, dichiarano che "con citazione del diciassette maggio mille ottocento cinquantadue registrata nel burò di Melito a diciotto detto mese ed anno [...] convennero presso il tribunale civile di questa provincia [...] affinché fosse dichiarata nulla e come non avvenuta la costituzione del sacro patrimonio fatta da Giovani Arcidiaco a Don Lorenzo Muscato".

Questo poiché, tra le altre motivazioni elencate, il fondo denominato Fossa di Gatto apparteneva in realtà alla costituta Antonia Arcidiaco per effetto di altra cessazione datata 4 settembre 1839 (cfr. B943 Vol. 4370).

7970

28.11.1853

Compaiono il Signor Don Marco Arciprete Iacopino figlio del fu Bruno, proprietario, e Giovanni Arcidiaco fu Lorenzo (e Caterina Mandica), proprietario. Le parti dichiarano che la Parrocchia Arcipretale di San Lorenzo da diritto di un sesto sul prodotto del fondo in Contrada Croce di proprietà del suddetto Giovanni Arcidiaco.

In fondo all'atto si trova la firma autografa di Giovanni Arcidiaco.

 

 

 

BUSTA 949

Notaio Domenico Cotroneo di Bova (1759-1793)

 

 

B949 Vol. 4385a - Domenico Cotroneo (1759)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

5726-27

31.10.1759

Atto rogato a Bova. Costantino Arcidiaco ed Andrea Ligato della Terra di San Lorenzo dichiarano di essere "veri e liquidi debitori al Sig. Dr. D. Bruno  Siviglia di Bova in docati ventiquattro di regno, e sono detti docati ventiquattro per il rimanente prezzo di un mulo di pelo castagno vendutoli dal sud.to di Siviglia"

5728

31.10.1759

Atto rogato a Bova. Costantino Arcidiaco della Terra di San Lorenzo dichiara di essere "vero e liquido debitori al Reverendo Don Francesco Panagia di questa città di Bova in docati ventuno e grana cinquanta, e sono detti docati ventuno e grana cinquanta per il rimanente prezzo di un mulo di pelo sturno quale mula esso Costantino con giuramento asserisce averla ricevuta [...]".

Costatino Arcidiaco si impegna a saldare il conto con il Reverendo Don Francesco Panagia nel mese di agosto entrante anno 1760.

5670

14.4.1759

Compaiono il dottor fisico Tommaso Pugliatti (che sappiamo vedovo di Ursula Caracciolo) con i figli Giovanni Domenico e Antonino Pugliatti.

Compaiono inoltre i fratelli di Ursula, Reverendo Domenico Caracciolo e Reverendo Silvestro Caracciolo, cognati e zii dei predetti.

Non sappiamo se siano nostri Caracciolo.

 

B949 Vol. 4385b - Domenico Cotroneo (1760) - NESSUN ATTO

 

B949 Vol. 4385c - Domenico Cotroneo (1761) - NESSUN ATTO

 

B949 Vol. 4385d - Domenico Cotroneo (1762) - NESSUN ATTO

 

B949 Vol. 4385e - Domenico Cotroneo (1763) - NESSUN ATTO

 

B949 Vol. 4385f - Domenico Cotroneo (1764)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

6009

29.4.1764

Antonino Crucitti di Bova subaffitta da Fabio del Blasio lo Jus Fiscale dell'Arrendamento del tabacco

 

B949 Vol. 4385g - Domenico Cotroneo (1765)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

6081

9.7.1765

Il Magnifico Pietro Pizzi del Casale di Gallicianò (fratello di Filippo Bruno Pizzi) "asserisce di aver passato alcuni dissapori con la vedova del fu Domenico Nucera, Donna Ippolita Cordoma, al presente sposa del Magnifico Domenico Romeo, e volendo quelli abbandonare e rimettere per vivere cristianamente, che però oggi predetto dì volendo la detta sua risoluzione metterla in esecuzione, promette e con giuramento s'obbliga sotto la pena di ducati cento d'applicarsi alla camera Ducale di sua Eccellenza Signor Duca di Bagnara per ogni volta che controverrà al'infrascritti casi ed a ciascheduno di essi. E sono:

Primo, di non inseririsi né per sé né per altri nec directe nec indirecte nelli affari o cause civili criminali o

miste contro di detta D. Ippolita Cordoma e suo sposo Magnifico Domenico Romeo, e sotto lo stesso giuramento e pena di non fare intricare né inserirsi il Dr. D. Filippo Pizzi nelle cause passive delli suddetti.

Secondo, che detto Magnifico Pietro Pizzi per lo spazio di anni tre non potesse né dovesse andare ad abitare cum domo et familia nel Casale di Gallicianò, e se fra questo tempo di anni tre occorresse per qualche urgentissima causa di adare in detto Casale di Gallicianò che dovesse siccome si obbliga col detto giuramento di andarsene modestamente, pacificamente e secretamente per quanto si pole.

Terzo, che detto Magnifico Pietro Pizzi non dovesse istigare li fratelli e altri congiungi del suddetto q.m  Domenico Nucera contro della predetta D. Ippolita con millantarsi di aver ottenuto a loro dispetto o remissione o esculpazione dell'incolpatali omicidio.

Quarto, si obbliga e promette di non offendere né fare offendere directe vel indirecte le persone o beni della

casa di detta D. Ippolita."

                                                                                                               

B949 Vol. 4385h - Domenico Cotroneo (1766)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

6135

24.3.1766

Donazione del magnifico Stefano Mandalari della Villa di Condofuri a suo figlio Michiele Mandalari (sic.) novizio.

 

B949 Vol. 4385i - Domenico Cotroneo (1767)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

6195

6.5.1767

Il Magnifico Stefano Mandalari del Casale di Condofuri affitta per quattro anni dal venerabile Ospedale Monte dei Poveri di Bova tutte le terre da lui possedute che si trovano "passate il fiume dell'Amendolea ed anche due pezzi di terre che sono da questa parte del fiume in Contrada Cappella e Bellia".

 

B949 Vol. 4385l - Domenico Cotroneo (1768)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

6241

20.3.1768

Il novizio Giandomenico Nucera, figlio del fu Filippo Nucera dell'Amendolea dichiara che il Semplice Beneficio dell'Immacolata Concezione e San Giuseppe eretto dentro la chiesa madre nel Casale di Gallicianò, jus patronato della famiglia Nucera, fondato dal suo antenato fu Fabio Nucera, è vacante in seguito alla morte del fu abate Domenico Nucera, ultimo beneficiato e possessore beneficio stesso. Non essendoci nella famiglia Nucera in linea discendente maschile, il novizio Giandomenico Nucera presenta come possibile successore il sacerdote Don Cipriano Trapani di Gallicianò.

 

Cfr. anche B608 Vol. 3284 Domenico Trapani, 20.2.1768, img. 0026, nel quale è specificata l'esatta parentela del sacerdote Cipriano Trapani con il fondatore del beneficio Fabio Nucera. Cipriano Trapani era figlio di Giulio Trapani e Dianora Ferrante, figlia quest'ultima di Anna Rodà, figlia di Elisabetta Nucera, figlia di Fabio Nucera.

Nello stesso atto si legge che il primo beneficiato Abate Cipriano Nucera, figlio del fondatore Fabio Nucera  morì  nel 1722 e che a lui succedette l'abate Domenico Nucera morto nel novembre 1767.

Tra i vari firmatari dell'atto (evidentemente tutti discendenti della famiglia Nucera) ci sono:

- Porzia Trapani (figlia di Giulio Trapani e Dianora Ferrante, moglie di Don Diego Sartiani di Bagaladi

   e sorella del sacerdote Cipriano Trapani).

- Fabio Nucera fu Sebastiano della Terra dell'Amendolea

- La Magnifica Beatrice Nucera e la Magnifica Caterina Nucera di Gallicianò

- Gregorio, Antonino ed Annuzza Anghelone di Gallicianò (altrove, B608 Vol. 3284, 10.5.1766,

   si trova una Antonia Nucera di Antonino legittima moglie di Gregorio Anghelone di Gallicianò).

- Giuseppe e Paolo Nucera

- Trusula Condemi

- Attafio Pannuti di Condofuri

- Bruno Gurnari e Domenica Rodà

- Caterina ed Isabella Nucera fu Antonino dell'Amendolea

 

Cfr. anche B608 Vol. 3284 Domenico Trapani, 20.3.1768, img. 0127, nel quale per lo stesso motivo di sopra compaiono i seguenti discendenti della famiglia di Fabio Nucera:

- la Magnifica Beatrice Nucera fu Giuseppe di Gallicianò

- Caterina Nucera fu Gregorio di Gallicianò

 - Gregorio, Antonino ed Annuzza Anghelone fu Filippo di Gallicianò

- Trusula Condemi fu Martino di Gallicianò

- Giuseppe Nucera fu Masi di Gallicianò

- Attafio Pannuti fu Antonino di Condofuri

- Domenica Rodà e Bruno Gurnari di Condofuri

- Caterinella ed Isabella Nucera, sorelle, fu Antonino dell'Amendolea

 

Cfr. anghe B608 Vol. 3284 Domenico Trapani, 22.1.1768, img. 0223, nel quale per lo stesso motivo di sopra compaiono i seguenti altri discendenti della famiglia del fu Fabio Nucera a presentare il Sacerdote Abate Bruno Pannuti, figlio della fu Cherubina Nucera, figlia del fu Domenico Nucera, figlio del fondatore del Beneficio, fu Fabio Nucera:

- Tommaso Ollio

- Giacomo Maisano

- Giuseppe Nucera fu Fabio

- Giuseppe Pannuti

- Lorenzo Rodà

- Vittoria e Caterina Nucera, sorelle della Terra dell'Amendolea

- Angelica Marino

- Elisabetta Pizzi

- Antonia e Preziosa Marino del Casale di Gallicianò

- Antonina, Olimpia e Porzia Pannuti della Motta Roghudi

 

B949 Vol. 4385m - Domenico Cotroneo (1769) - NESSUN ATTO

 

B949 Vol. 4385n - Domenico Cotroneo (1772-1793)

RIFERIMENTO

DATA

DESCRIZIONE

7414

27.1.1772

La signora Donna Cecilia Amodei di Bova concede a Domenico Crucitti di Bova tumulate sei di terre seminatorie in con trada Ammiddalia per per seminare grano.

7496-7

9.7.1787

Il Reverendo Sacerdote  Michele Mandalari attuale economo e curato del Casale di Condofuri asserisce di aver ricevuto da don Domenico Nesci, depositario della Cassa Sacra della città di Bova, la somma di ducati 60 comprensivi di 6 ducati pagati al sagrestano Giuseppe Manti dal Dottor Don Filippo Pizzi fiscale della Cassa Sacra di detto Casale.

7500

26.9.1787

Il Reverendo Sacerdote Michele Mandalari attuale economo e curato del Casale di Condofuri compare con il fratello Bruno Mandalari del Casale di Condofuri e asserisce di aver ricevuto da don Domenico Nesci, depositario della Cassa Sacra della città di Bova, la somma di ducati 74 mentre altri sei ducati furono stati pagati direttamente da Don domenico Nesci al Dottor Don Filippo Pizzi fiscale della Cassa Sacra di Condofuri per il mantenimento dell’olio sacro ed altro.